Marco Calamari

Cassandra Crossing/ Freenet, lezione di guida 2

di Marco Calamari - Ecco come procedere passo passo all'installazione di Freenet, cosa aspettarsi durante la procedura e quali scelte e opzioni attivare. Così si scende (o si sale?) nelle darknet

Roma - Nella prima lezione su Freenet abbiamo descritto, prevalentemente a beneficio dei neofiti, le caratteristiche dell'ultima versione di Freenet, la 0.7, sottolineando la recentissima introduzione della funzionalità Opennet, che ne rende l'uso elementare. La questione merita due parole di spiegazione. Opennet nel gergo Freenet significa che il nodo si collega ad un insieme di nodi predefinito, presente nei file di installazione, e successivamente accetta connessioni da qualunque nodo ne faccia richiesta.

Questo era il modello di sicurezza di Freenet 0.5, mentre Freenet 0.7 nasce con abilitato un diverso modo di funzionamento Darknet, che prevede la possibilità di collegarsi solo a quei nodi i cui descrittori (contenenti certificati digitali) vengono caricati a mano dall'operatore del nodo. Questo permette la creazione di sottoreti Freenet chiuse e separate tra loro (Darknet, appunto) ma rende macchinoso lo startup di un nodo. In compenso la modalità Darknet aumenta molto la sicurezza nel caso di scambi tra gruppi chiusi di utenti.

È chiaro da quanto detto che per una diffusione (meglio sarebbe parlare di ri-diffusione) di Freenet la modalità Opennet è indispensabile, e che ci si attende da questa un grande aumento dei nodi funzionanti.
Oggi installeremo un nodo in modalità Opennet, analizzando passo passo le opzioni di installazione. Per "par condicio", avendo svolto la lezione precedente in ambiente Windows, sono "costretto" a proporvi oggi quella Freenet in ambiente Linux. in ogni caso qui sono disponibili dettagliate istruzioni per tutti gli ambienti.

L'installazione di Freenet sotto Linux prevede, come prerequisito, di avere una versione recente di Java installata; più precisamente serve una versione JRE (Java Runtime Environment) versione 1.5, ma si suggerisce di usare direttamente la 6.0; non è necessario installare la versione di sviluppo od enterprise di Java, che consumano molto più spazio inutilmente.

Vi suggerisco anche di scaricare ed installare Java partendo non dalla home del sito ma da questo link, che è più veloce.

L'installazione di Freenet è identica su tutte le versioni, avendo un installer scritto integralmente in Java, come lo è Freenet stessa, e quindi perfettamente cross-platform. È divisa in due fasi; la prima fase è l'installazione vera e propria, per cui è necessario scaricare un installer di rete (ed essere ovviamente connessi) da qui e lanciarlo (in caso di dubbi consultate questa pagina).

Figura 1
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Vi si presenta un installer (Figura 1) dall'aspetto professionale, anche se graficamente non familiare per chi usa Windows, perché usa delle librerie grafiche tipo "Motif" tipiche delle applicazione Java.

Figura 2Selezionate la lingua italiana e cliccate su OK; vi si presenterà la schermata di informazioni (qui a lato), cliccando su "prossimo" apparirà quella (Figura 3) della licenza GNU che prontamente accetterete selezionando l'opzione apposita e cliccando su "prossimo", ed infine la scelta del percorso di installazione (Figura 4).

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La schermata successiva per la scelta delle opzioni merita qualche spiegazione in più (Figura 5, qui sotto); la versione 0.7 di Freenet include sia una struttura a plugin con alcuni plugin "benedetti" dal Progetto Freenet stesso, sia alcune applicazioni esterne un tempo da installarsi a parte ed ora invece incluse nella distribuzione. Il tempo che questo fa risparmiare è veramente notevole; si aggiunga che il tutto è mantenuto da un sistema di aggiornamento automatico (eventualmente disabilitabile).

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Le applicazioni ed i plugin forniti sono importanti, e quindi lasciamo le opzioni (tutte attivate) come stanno e con riconoscenza clicchiamo su "prossimo"; verremo deliziati da una schermata di progresso dei download e da una serie di log del processo di installazione.

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La prima fase di installazione termina con la schermata di creazione dell'eventuale shortcut e con quella di fine installazione (qui sotto).

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