Web, i giovani geek ascoltino gli anziani

Il Garante della Privacy avverte: occhio a quello che si pubblica in rete. Dire troppo di sé, offrire troppi dettagli ed immagini potrebbe essere controproducente. Gli anziani? Una risorsa per la tech-generation

Torino - Il fortissimo appeal dei social network sulle fasce più giovani dell'utenza Internet potrebbe nascondere conseguenze inattese: questo il senso di un avvertimento che ieri il presidente dell'Autorità garante sulla privacy ha voluto trasmettere agli italiani. Pubblicare online molti dettagli sulla propria vita privata, gusti ed opinioni, giocare e scherzare in rete con le proprie immagini e quelle dei propri amici, può significare esporsi. E potrebbe danneggiare il futuro della persona.

le facce del social networkFrancesco Pizzetti, intervenuto all'Università di Torino in occasione della Giornata europea della protezione dei dati personali, sembra convinto che tra 10 o 15 anni le immagini e i dati pubblicati oggi dalle giovani generazioni possano ritorcersi contro di loro: una preoccupazione comprensibile se si pensa che il Garante ha più volte denunciato quella che ritiene l'inesistenza del diritto all'oblìo per quanto riguarda i dati rilasciati in rete. Sebbene profili e persino intere comunità di social networking possono essere cancellati o sparire dalla rete, non così tutte le tracce delle attività online, le archiviazioni di terze parti e via dicendo.

"In Inghilterra - ha dichiarato Pizzetti riferendosi a questioni ben note ai lettori di Punto Informatico - si è già verificato che alcuni datori di lavoro siano andati su Internet per cercare informazioni su coloro che avrebbero dovuto essere assunti ed è capitato che ragazzi che avevano fatto scherzi vari siano stati penalizzati. È evidente che non è conforme alle regole perché si utilizzano informazioni messe in rete per tutt'altro motivo allo scopo di farsi un'opinione sulla persona".
Dunque occhio alle burle online: sebbene i datori di lavoro non dovrebbero scansionare l'intero web a caccia di informazioni, è comunque probabile che lo facciano prima di decidere un'assunzione. E quindi che fare? "Avere molta attenzione nei confronti degli strumenti che si usano - sottolinea Pizzetti - In fondo è una questione di buon senso. Se io affido ad un ragazzo le chiavi di un'automobile che ha un motore molto potente dovrò almeno dirgli che la vettura può andare a 300 all'ora e quindi di tenere conto del mezzo che sta utilizzando".

Si tratta, dunque, di coltivare la consapevolezza dei giovani sul nuovo strumento, di instillare il dubbio che non tutto ciò che può essere fatto sia da fare. Il concetto è semplice e Pizzetti lo sintetizza con una battuta: "Guarda che tu adesso hai quindici anni e l'informazione la rendi nota tu, magari per fare invidia al tuo compagno di scuola. Ma stai attento: tra quindici o vent'anni quella stessa informazione o immagine potrà essere usata quando tu non vorresti più che fosse conosciuta".

Secondo Pizzetti questo genere di comprensione, al di là o al di qua del social networking, è uno dei nodi più importanti e decisivi per lo sviluppo della società contemporanea. "Gli anziani - ha sottolineato Pizzetti - hanno il dovere di aiutare i più giovani a conoscere rapidamente il contesto senza reprimere la loro libertà. Ma devono anche svolgere il ruolo di una generazione che aiuta quella successiva a conoscere più rapidamente il Mondo".

Ma non è un compito facile, perché spesso sono proprio i più giovani a conoscere meglio i meccanismi tecnologici che sono alla base di questa rivoluzione sociale. Pizzetti lo sottolinea, spiegando che sono tecnologie che "gli anziani non conoscono e non padroneggiano". A suo dire, "gli anziani devono chiedere aiuto ai giovani per capire meglio la tecnologia, ma è opportuno che aiutino gli stessi giovani a riflettere meglio non sui pericoli ma sul significato dell'uso di questi mezzi. E avvisarli".
45 Commenti alla Notizia Web, i giovani geek ascoltino gli anziani
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  • "In Inghilterra - ha dichiarato Pizzetti riferendosi a questioni ben note ai lettori di Punto Informatico - si è già verificato che alcuni datori di lavoro siano andati su Internet per cercare informazioni su coloro che avrebbero dovuto essere assunti ed è capitato che ragazzi che avevano fatto scherzi vari siano stati penalizzati."

    e xchè, in Italia no??? E' la prima cosa che qualsiasi datore di lavoro (a parte la burocratica pubblica amministrazione) fa... A me una volta è capitato di trovare nel mio fascicolo la foto che avevo messo sul mio blog...

    C.que è normale.. basta saperlo però... e avvertimenti come questi -che fanno riflettere- sono ben venuti a patto che non introducano norme che irrigidiscano la rete...
  • davvero? Non sapevo che arrivassero a questi punti, anche in Italia....
    non+autenticato
  • - Scritto da: sylvaticus

    > e xchè, in Italia no??? E' la prima cosa che
    > qualsiasi datore di lavoro (a parte la
    > burocratica pubblica amministrazione) fa... A me
    > una volta è capitato di trovare nel mio fascicolo
    > la foto che avevo messo sul mio
    > blog...
    >

    Forte! Vado subito a creare delle false informazioni su di me che se trovo anche io quello che indaga in rete, mi fa subito vicepresidente, allora!
    non+autenticato
  • E' pressoché inutile badare di non esporsi quando si frequentano utenti maniaci di servizi su cui hostare foto e filmati come Flickr o Youtube. Penserete mica che tutte le persone ritratte siano consenzienti (o almeno consapevoli) di essere su Internet?
    non+autenticato
  • La generazione degli attuali 50enni e oltre e' solo una generazione di parassiti che ha vissuto di privilegi che non gli spettavano (ricordate i baby pensionati...?) e che si e' fatta rubare i soldi delle pensioni da politici corrotti votati per anni esclusivamente per clientelarismo. Oggi, questi stessi vecchi vogliono che noi giovani e lavoratori paghiamo il loro conto, continuando a pagare con i nostri contributi le loro pensioni, obbligandoci ad andare in pensione 20 anni dopo rispetto quanto hanno fatto e stanno facendo loro e con una pensione che sarà la metà della loro. Ovviamente lungi da loro pensare di rinunciare a qualcosa in favore nostro. Vogliono spremere la rapa, fregandosene di chi verrà dopo, sino in fondo.

    E noi scemi ancora a chinare il capo e prenderlo li dietro...
    non+autenticato
  • Ho 40 anni e ho pochissimi anni di contributi dopo aver passato tutte le forme contrattuali/lavorative previste dall'ordinamento italiano.
    Non penso potrò andare mai in pensione...ma sai cosa penso? Che mi devo rimboccare le maniche, dare la colpa "ad altri" o "al sistema" è una dimostrazione di codardia e di poca voglia di impegnarsi... specie quando viene dalla gente giovane.
    non+autenticato
  • La generazione dei 50enni è gente che a 14 anni ha iniziato a lavorare, che lavorava quando si lavorava più giorni e più ore, le vacanze si facecano in colonia, la macchina er aun lusso, e il concetto di "divertimento" er amolto più spartano!
    Certo NON è una generazione di viziati bambocci che si fanno mantenere dai genitori (guarda caso questi 50enni su cui stai sputando!), che hanno risparmiato facendo sacrifici.
    Certo NON è una generazione che piange se non ha l'ultimo grido di cellulare, blackberry, I-Pod e quant'altre novità tecnologiche vengano immesse sul mercato a ritmo quotidiano!

    Soprattutto è una generazione che ha imparato il rispetto per gli altri, per gli anziani, per i genitori....
  • Mi sembra di sentire parlare mio padre quando litighiamo... e come a lui rispondo anche a te.

    Avete iniziato a lavorare a 14 anni? beh avete fatto esattamente come i vostri genitori, PECCATO che l'aspettativa di vita sia letteralmente raddoppiata (dalla media dei 50 anni scarsi a quella degli 80...) e adesso pretendete anche che quei 20 anni di pensione in piu' (che chi ha inventato il sistema pensionistico non aveva assolutamente calcolato) li paghiamo noi dimezzando la NOSTRA pensione (se mai l'avremo) e iniziando a fruirla ad una età senza senso. Lungi da voi pensare di andare in pensione UN PO' DOPO con un PO' MENO a favore di chi verrà dopo... Sisi, direi prorpio una generazione che fa sacrifici...

    Bella poi quella dei "Bambocci" che non sanno rinunciare al blackberry... forse non hai capito che qui si parla di persone che vorrebbero solo un lavoro STABILE prima dei 40 anni per potersi comprare una casa. I Babocci che vengono mantenuti dei genitori lo sono solo perche' la società che i genitori hanno creato per loro non da la possibilità di staccarsi da casa nemmeno volendo... ma fa torppo comodo il discorso del blacberry per affrontare i veri problemi...
    non+autenticato
  • - Scritto da: pinco pallino
    > Avete iniziato a lavorare a 14 anni? beh avete
    > fatto esattamente come i vostri genitori, PECCATO
    > che l'aspettativa di vita sia letteralmente
    > raddoppiata (dalla media dei 50 anni scarsi a
    > quella degli 80...) e adesso pretendete anche che
    > quei 20 anni di pensione in piu' (che chi ha
    > inventato il sistema pensionistico non aveva
    > assolutamente calcolato) li paghiamo noi
    > dimezzando la NOSTRA pensione (se mai l'avremo) e
    > iniziando a fruirla ad una età senza senso. Lungi
    > da voi pensare di andare in pensione UN PO' DOPO
    > con un PO' MENO a favore di chi verrà dopo...
    > Sisi, direi prorpio una generazione che fa
    > sacrifici...

    In parte sono d'accordo con te (riguardo la pensione), ma non ti viene in mente che abbiano iniziato a lavorare a 14 anni perché la situazione economica non era delle più rosee?
    non+autenticato
  • Certo, ma mentre a me deve venire lo scrupolo per questo a loro non deve venir lo scrupolo perche' a noi non verrà riconosciuta nessuna pensione quando avremo la loro età?


    I sacrifici o si fanno tutti insieme, rinunciando ognuno a qualche cosa visto che la situazione di M lo e' per tutti oppure che non mi venga richiesto di pensare agli altri perche' ho gia abbastanza a pensare per me stesso (e per i miei figli, dato che io al loro futuro voglio pensare a differenza delle generazioni precedenti...)
    non+autenticato
  • Premetto che il titolo dell'oggetto a cui vado a rispondere lo trovo alquanto offensivo e agressivo...
    Sento comunque la necessità di esprimere un mio parere sul cambio generazionale e sull'argomento generale dell'articolo da cui deriva questa discussione:

    Sin dalle vecchie generazioni, vedendo come sta messa l'Italia, è palesemente riscontrabile che, ai fatti, non si è mai pensato in maniera politicamente, socialmente ed economicamente improntata verso le generazioni future.

    Stiamo subendo le conseguenze delle azioni di una vecchia generazione proletaria, che viveva in famiglie in cui vi erano almeno 8/9 figli che erano stati messi al mondo come un investimento a breve termine. Erano famiglie in cui i bambini andavano a lavorare verso i 9 anni ed era tanto se quei bambini riuscivano a prendere il diploma di quinta elementare!
    In quelle famiglie, spesso era difficile che vi fosse equilibrio; mantenere la calma in un gruppo così grosso di persone era una cosa molto difficile e quindi, il "capo famiglia", spesso, si vedeva "costretto" ad usare le maniere forti. E' ovvio che a quei tempi, quelle persone non conoscessero nemmeno dell'esistenza di una materia chiamata pedagogia, atta alla comprensione della psicologia del bambino; ma le cose sono cambiate e NON SI PUO' PIù RAGIONARE CON LA MENTALITA' DI UN TEMPO!
    I BAMBINI DI ALLORA SI SONO STUFATI DI QUEL DETTO CHE SI SONO SENTITI RIPETERE NON SO' QUANTE VOLTE:
    "Bisogna lavare i panni sporchi in famiglia"!
    L'omertà è e sarà sempre inquinante!!!
    I GIOVANI DI OGGI VOGLIONO E DEVONO PRENDERSI LE RESPONSABILITA' DI CIO' CHE SCRIVONO!
    ANCHE DELLE LORO IDEE POLITICHE GIOVANILI!

    Un futuro datore di lavoro intelligente, pur svolgendo ricerche su internet sull'esaminato, non ci metterà molto a rapportare al giusto periodo di vita del giovane il materiale raccolto.
    E' OVVIO CHE CIO' CHE UNA PERSONA PENSA E DICE IN UN DATO PERIODO DELLA SUA VITA PUO' ESSERE CAMBIATO NEL TEMPO (O ANCHE ESSERE RIMASTO INVARIATO, MA E' SOLO UNA POSSIBILITA'...). SE QUESTA TEORIA NON FOSSE VERA, VORREBBE DIRE CHE GLI ESSERI UMANI NON IMPARANO DALLE PROPRIE ESPERIENZE DI VITA (MA E' OVVIO IL CONTRARIO).

    In conclusione, promuovere l'omertà è negativo in quanto non flessibile; mal si adatta al nostro periodo.

    Le vecchie generazioni devono rendersi conto che i giovani promuovono una mentalità flessibile, in cui si possano adattare leggi, regole e, perchè no, anche la mentalità del datore di lavoro, a situazioni specifiche, grazie da una contestualizzazione dei materiali presi in esame.

    Sino a che non si instaurerà un reale dialogo fra le varie generazioni conviventi in Italia (probabilmente per far ciò sarebbe utile un mediatore), continueranno ad esserci fraintendimenti e censure ingiuste a scapito dei più deboli o dei meno "furbi".
    non+autenticato
  • - Scritto da: pinco pallino
    > La generazione degli attuali 50enni e oltre e'
    > solo una generazione di parassiti che ha vissuto
    > di privilegi che non gli spettavano (ricordate i
    > baby pensionati...?) e che si e' fatta rubare i

    Bella generalizzazione... bah..

    > soldi delle pensioni da politici corrotti votati
    > per anni esclusivamente per clientelarismo. Oggi,
    > questi stessi vecchi vogliono che noi giovani e
    > lavoratori paghiamo il loro conto, continuando a
    > pagare con i nostri contributi le loro pensioni,
    > obbligandoci ad andare in pensione 20 anni dopo
    > rispetto quanto hanno fatto e stanno facendo loro
    > e con una pensione che sarà la metà della loro.
    > Ovviamente lungi da loro pensare di rinunciare a
    > qualcosa in favore nostro. Vogliono spremere la
    > rapa, fregandosene di chi verrà dopo, sino in
    > fondo.

    Mi sembra che ti lamenti a vuoto. E sopratutto per invidia. Vorresti essere tu a spremere le rape A bocca aperta

    >
    > E noi scemi ancora a chinare il capo e prenderlo
    > li
    > dietro...

    Tu sicuramente, gli altri si danno da fare e non si lamentano generalizzando e scaricando colpe facendo vittimismo.
    non+autenticato
  • Bella risposta, sopratutto molto argomentata e non generalizzata (gli altri... mah...)
    non+autenticato
  • - Scritto da: pinco pallino
    > La generazione degli attuali 50enni e oltre e'
    > solo una generazione di parassiti che ha vissuto
    > di privilegi che non gli spettavano (ricordate i
    > baby pensionati...?) e che si e' fatta rubare i
    > soldi delle pensioni da politici corrotti votati
    > per anni esclusivamente per clientelarismo. Oggi,
    > questi stessi vecchi vogliono che noi giovani e
    > lavoratori paghiamo il loro conto, continuando a
    > pagare con i nostri contributi le loro pensioni,
    > obbligandoci ad andare in pensione 20 anni dopo
    > rispetto quanto hanno fatto e stanno facendo loro
    > e con una pensione che sarà la metà della loro.
    > Ovviamente lungi da loro pensare di rinunciare a
    > qualcosa in favore nostro. Vogliono spremere la
    > rapa, fregandosene di chi verrà dopo, sino in
    > fondo.
    >
    > E noi scemi ancora a chinare il capo e prenderlo
    > li
    > dietro...

    Uè pinco pallo....non è che i 50enni di oggi (io ne ho 47) sono stati fino ad ora a far ballar la scimmia o a pettinar le bambole....forse confondi un po' le cose....esistono categorie di lavoratori che hanno avuto ed hanno ancora privilegi concessi da una classe politica di irresponsabili che andrebbe mandata al rogo...ma ce ne sono altri che si sono fatti un mazzo tanto, e non sono pochi, che oggi magari si trovano senza lavoro nonostante siamo ampiamente qualificati per svolgerlo....quindi pianino con la qualifica di parassiti...
    Poi se vogliamo dirla tutta....non so quanti anni hai...ma mi capita spesso di osservare ragazzotti ai quali rifilerei prevalentemente delle pedate nel c..o...tanto sono vuoti, irresponsabili e maleducati....

    Ma mi dirai.."....eh! ma li avete educati prevalentemente voi generazione di inutili 40/50 enni".....in parte è vero, si è fatto qualche errore, non solo nella politica.....

    Ma allora? Io sono nato negli anni 60...cosa dovedo rimproverare a mio padre? ....di essere finito in mezzo alla repubblica di salò per salvare la pelle? Di essere nato dopo un guerra? Di non aver combattuto strenuamente contro i cattocomunisti? Di avermi comunque mandato al liceo e poi all'università?

    La cosa si farebbe lunga.....allora ti dico...visto che hai carattere e voglia di fare,...invece di chiedere agli altri di rinunciare a chissa quali privilegi di casta...comincia a padalare e rimboccarti le maniche che c'è da fare...e datti un'occhiata intorno...che oltre a qualche privilegiato cinquantenne trovarai anche qualche giovane con poca voglia di fare, molta voglia di videofonino e fighetta facile.... (il bamboccismo quà non centra niente...)

    E se non ti piace questa Italia (che non piace neanche a me e che in qualche modo me la sono trovata giù fatta...) emigra che sei in ancora in tempo...

    ciao
    non+autenticato
  • - Scritto da: Katoblepa

    >
    > Uè pinco pallo....non è che i 50enni di oggi (io
    > ne ho 47) sono stati fino ad ora a far ballar la
    > scimmia o a pettinar le bambole....forse confondi
    > un po' le cose....esistono categorie di
    > lavoratori che hanno avuto ed hanno ancora
    > privilegi concessi da una classe politica di
    > irresponsabili che andrebbe mandata al rogo...ma
    > ce ne sono altri che si sono fatti un mazzo
    > tanto, e non sono pochi, che oggi magari si
    > trovano senza lavoro nonostante siamo ampiamente
    > qualificati per svolgerlo....quindi pianino con
    > la qualifica di
    > parassiti...

    Attenzione! Quelo che dico io non e' che si tratti di una generazione di fancazzisti, mai pensato e detto! Quello che dico e' che e' una generazione che vuole rimandare il conto da pagare alle generazioni a venire, FREGANDOSENE di quel che sarà in nome del loro status di "persone aventi diritto", senza nemmeno pensare di far parte di quel moto di rinnovamento (che prevederebbe sacrifici anche loro...) che potrebbe dare ai giovani un futuro un po' meno nero...


    > Poi se vogliamo dirla tutta....non so quanti anni
    > hai...ma mi capita spesso di osservare ragazzotti
    > ai quali rifilerei prevalentemente delle pedate
    > nel c..o...tanto sono vuoti, irresponsabili e
    > maleducati....

    Ho 33 anni e, per quanto sia assolutamente vero quello che tu dici, e' altrettanto vero che nelle grandi aziende (specialmente quelle parastatali, tipo Finemccanica, Elsag, etcc...) vedi solo una marea di vecchi 50enni incazzati perche' anziche' andare in pensione a 55 anni ce li manderanno a 60 e che quindi non fanno piu' un caiser "per fargliela pagare a quelli la"...

    A fronte di questa, sempre in quei posti di lavoro, vedi giovani di 25-30 presi con contratti MENSILI e rinnovati DI MESE IN MESE, VESSATI da quegli stessi vecchi e che di fatto mandano avanti l'azienda al posto loro...


    >
    > Ma mi dirai.."....eh! ma li avete educati
    > prevalentemente voi generazione di inutili 40/50
    > enni".....in parte è vero, si è fatto qualche
    > errore, non solo nella
    > politica.....
    >
    > Ma allora? Io sono nato negli anni 60...cosa
    > dovedo rimproverare a mio padre? ....di essere
    > finito in mezzo alla repubblica di salò per
    > salvare la pelle? Di essere nato dopo un guerra?
    > Di non aver combattuto strenuamente contro i
    > cattocomunisti? Di avermi comunque mandato al
    > liceo e poi
    > all'università?
    >

    A loro no, ma a voi si puo' imputare il fatto che, per avere maggior benessere rispetto ai vostri genitori, avete rinunciato a fare piu' figli, cosa che vi avrebbe garantito un tenore di vita inferiore (anche a noi in quanto figli vostri) ma avrebbe garantito un futuro piu' stabile ad un paese che ormai si ritrova meno persone che pagano le tasse di quante usufruiscano dei servizi...


    > La cosa si farebbe lunga.....allora ti
    > dico...visto che hai carattere e voglia di
    > fare,...invece di chiedere agli altri di
    > rinunciare a chissa quali privilegi di
    > casta...comincia a padalare e rimboccarti le
    > maniche che c'è da fare...e datti un'occhiata
    > intorno...che oltre a qualche privilegiato
    > cinquantenne trovarai anche qualche giovane con
    > poca voglia di fare, molta voglia di videofonino
    > e fighetta facile.... (il bamboccismo quà non
    > centra
    > niente...)
    >


    E' da quando ho 18 anni che mi do da fare... e oggi a 33 sto continuando a farlo come se fosse il primo giorno. Ora che ho una posizione semi-decisionale sto prendendo una strada OPPOSTA a quella che mi ha insegnato la vostra generazione: lavoro per qualifica, assumo per merito e do stabilità con assunzioni VERE.


    > E se non ti piace questa Italia (che non piace
    > neanche a me e che in qualche modo me la sono
    > trovata giù fatta...) emigra che sei in ancora in
    > tempo...

    Non mi piace, ma quando hai 2 genitori soli e che stanno diventando vecchi non puoi fare altro che sacrificarti per loro e per garantir loro una vecchiaia serena...

    >
    > ciao

    ciao
    non+autenticato
  • Quindi non si può più essere liberi di scherzare, divertirsi in rete. Come dire che quando cammino per strada con gli amici, non posso cazzeggiare perché influirebbe nei rapporti con il mio lavoro (cosa assolutamente slegata).

    Ingiustizia pura, Schiavitù, Ipocrisia, Tristezza, Abuso di internet...

    Boh, la gente è pazza.
    non+autenticato
  • Eh?
    Stai esasperando il concetto.
    Il senso è che ciò che viene pubblicato in rete è, appunto, pubblico, e non può più essere reso "privato", neanche nel corso degli anni.
    non+autenticato
  • E' una questione di gradazione.

    C'e' scherzo e scherzo.

    Per esempio, lo stupido e il vigliacco che fanno "scherzi" ai
    soggetti piu' deboli, si qualificano immediatamente per quello
    che sono. Sono persone con le quali non voglio avere a che fare.

    Quasi sempre un imbecille sara' tale sia negli scherzi che fa,
    sia sul lavoro.

    Io uso molto spesso usenet. Andando a vedere i messaggi precedenti
    di una persona e' facile farsi una idea del tipo (razzista/idiota/arrogante/psicotico/etc.)

    Qualcuno, dopo un messaggio particolarmente idiota per il quale l'ho rimbeccato, mi ha detto "non puoi giudicarmi". Ovvio invece che
    una persona venga giudicata per il suo comportamento in pubblico,
    come quello su usenet. Ciascuno sceglie, consciamente o meno, che
    rappresentazione di se offrire, tanto su usenet quanto "dal vivo".

    Facile poi (la moda del momento) dire "non potete giudicarmi", se
    vieni beccato con le mani sporche di marmellata...

    g.
  • Magari di stare attenti a non iscriversi in 400 siti di social networking diversi, dando a destra e a manca i nostri dati personali, foto, filmati, email, immagini.
    Poi dopo 3 o 4 anni scopri che il primo risultato di google del tuo nome e' una pagina con una tua foto col culo di fuori che hai fatto dopo aver perso una scommessa e pubblicato su <inserisci_nome_community_famosa>.
    Questo ti fa fare una enorme figura di mmerda alla cena con il padre della tua nuova fidanzata che ha deciso di capire un po' che persona seiA bocca aperta
    Insomma, occhio a dove lasciamo informazioni su di noi a non esagerare.
    Poi ognuno fa quel che vuoleSorride
  • - Scritto da: BLah
    > Quindi non si può più essere liberi di scherzare,
    > divertirsi in rete. Come dire che quando cammino
    > per strada con gli amici, non posso cazzeggiare
    > perché influirebbe nei rapporti con il mio lavoro
    > (cosa assolutamente slegata).

    > Ingiustizia pura, Schiavitù, Ipocrisia,
    > Tristezza, Abuso di internet...

    > Boh, la gente è pazza.

    Per noi tu e i tuoi amici potete cazzeggiare per strada fino a finire stirati tutti da un camion... Ma se lo fate non venitevi a lamentare che i genitori non vi hanno insegnato ad attraversare la strada in modo corretto.
    krane
    22544
  • no alla cancellazione
    non+autenticato
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