Dario D'Elia

Iride sotto scanner in aeroporto

Il personale di terra dell'Aeroporto di Manchester, per muoversi fra un'area e l'altra, deve passare attraverso controlli biometrici. Una sperimentazione infinita

Roma - Il Regno Unito si conferma avanguardia europea nella biometria, soprattutto se si considerano i controlli aeroportuali. Da quando sono stati avviati i primi esperimenti nei principali aeroporti nazionali, non solo sono stati raggiunti risultati giudicati ottimi, ma sono state individuate nuove aree di intervento. L'Aeroporto di Manchester, ad esempio, ha iniziato ad utilizzare i sistemi di riconoscimento dell'iride per controllare gli accessi alle strutture da parte degli operatori dell'aerostazione.

Il progetto pilota, al momento, si basa sulla tecnologia fornita da Human Recognition Systems e riguarda gli spostamenti di tutto il personale professionale. "Il piano aiuta a semplificare e rinforzare il processo di controllo attuato dalla Sicurezza nei confronti dei lavoratori", ha dichiarato Asha Williams, security manager del principale scalo di Manchester. "Abbiamo attivato i sistemi biometrici nel settore servizi del Terminal 3 ed entro l'estate saranno attrezzate altre due aree".

Come ricorda Computing.co.uk i primissimi cauti esperimenti sono iniziati nel 2002: da allora sono state registrate le immagini digitali delle iridi di non meno di 25 mila impiegati. Inoltre, ogni procedura biometrica è comunque sempre stata utilizzata in sinergia con le card personali e codici PIN di accesso. Insomma, è stato felicemente implementato uno dei fronti della sicurezza che preconizzava Charles Clarke, ex Segretario degli Interni durante il mandato Blair.
E così, se Heathrow è stato il primo aeroporto a disporre di uno scanner dell'iride per l'identificazione anagrafica, il Manchester Airport sarà ricordato come il primo scalo con controlli analoghi per lo staff.

Dario d'Elia
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