Luca Annunziata

OiNK inquisito, ma non trovano le prove

Gli investigatori sono ancora al lavoro. E chiedono di prolungare le indagini sul più famoso tracker musicale. Potrebbe essere un bene, potrebbe essere un male

Roma - Non sono bastati 90 giorni a fare piena luce sulla vicenda OiNK. Sebbene i server sequestrati siano tornati nelle mani del provider, gli inquirenti britannici non sono ancora soddisfatti: hanno chiesto al giudice di poter continuare le indagini su Alan Ellis e suo padre, i gestori del sito, nonché su tutto il giro che ruotava attorno al più celebre tracker privato musicale.

OiNK in gattabuiaÈ la seconda volta che gli investigatori chiedono di poter proseguire nelle indagini: già all'inizio di dicembre avevano messo le mani avanti, affermando di aver bisogno di più tempo per poter portare a termine il proprio lavoro. Questo nuovo rinvio potrebbe suonare, a seconda dei punti di vista, come una nota positiva o una nota negativa per gli interessati.

Per Zeropaid, il nuovo rinvio costituirebbe la prova delle difficoltà incontrate dalle autorità nel costruire un castello accusatorio abbastanza solido da consentire la condanna della famiglia Ellis. Alan in particolare, da subito aveva sostenuto la sua totale innocenza: OiNK non faceva nulla di diverso da quanto fanno Google e Yahoo, aveva detto al Telegraph, ovvero limitarsi a raccogliere informazioni e mettere in grado il navigatore di cliccare su dei link.
Ma sotto accusa c'è anche il meccanismo di autofinanziamento del sito: una miniera d'oro secondo gli inquirenti, che sostengono l'ipotesi di gestori arricchitisi con i finanziamenti dei downloader iscritti. In questo caso, la strategia difensiva di Ellis pone l'accento sulla spontaneità delle donazioni, che in alcun modo erano messe in relazione con la possibilità di scaricare la musica o di accedere al sito.

Ma come sottolinea The Register, gli inquirenti potrebbero anche prepararsi ad una iniziativa legale piuttosto insolita in questo settore: trasformare il procedimento da penale a civile, coinvolgendo non solo gli Ellis ma anche i netizen che avevano avuto accesso e avevano utilizzato i servizi messi a disposizione da OiNK.

Il nuovo rinvio pone la scadenza delle indagini al prossimo 6 maggio. Non resta che attendere quella data per scoprire se davvero il caso OiNK "cambierà Internet rispetto a come oggi la conosciamo", come sostenuto da Ellis all'epoca del suo arresto.

Luca Annunziata
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