Dario Bonacina

Telecom paga una multa di 6,5 milioni di euro

L'oblazione effettuata dall'incumbent fa seguito ad una contestazione dell'Authority delle Comunicazioni su una serie di disservizi

Roma - Ammonta a 6.528.000 euro la somma versata a titolo di oblazione da parte di Telecom Italia a seguito di una contestazione dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Un atto volontario, da parte dell'incumbent, destinata a evitare una sanzione ben più pesante per aver disposto attivazioni e disattivazioni non richieste di servizi TLC a numerosi utenti.

La piaga è nota non solo agli utenti e alle associazioni di difesa dei consumatori: l'Authority TLC nello scorso luglio aveva effettuato alcune ispezioni presso le sedi di Telecom Italia, rilevando numerose violazioni. Il pagamento volontario sembra configurare dunque un'ammissione di colpa, ratificata con una sorta di "penitenza" rappresentata da una cifra di per sé considerevole, ma che - va detto - non rappresenta certo un duro colpo per un operatore di telecomunicazioni del calibro (volume d'affari e dimensioni societarie) di Telecom Italia. C'è chi, come l'esperto del settore Stefano Quintarelli, commenta: "Come se una persona che guadagna 30K euro/anno oblasse per 6,5 euro".

Il Consiglio dell'Authority, presieduto da Corrado Calabrò, ha preso atto dell'oblazione e ha esaminato una lettera scritta dall'amministratore delegato Franco Bernabé, in cui si legge che Telecom Italia "si impegna, a seguito di delibere dell'Autorità, a introdurre nuovi strumenti di prevenzione e controllo della spesa telefonica". Il riferimento è ai numerosi episodi di utilizzo truffaldini di numerazioni satellitari da parte di operatori senza scrupoli, segnalati dalle associazioni dei consumatori. "Bernabé - osserva l'Authority - esprime l'auspicio che si possano individuare, sempre in collaborazione con le istituzioni, ulteriori strumenti finalizzati ad eliminare i fenomeni fraudolenti che danneggiano la fiducia e l'immagine degli operatori e del mercato".
In una conferenza stampa, inoltre, Telecom Italia ha dichiarato che - a partire dalla fine del mese di marzo - porrà in essere disposizioni e strumenti per la disabilitazione, definitiva e senza oneri per gli utenti, di "tutte le chiamate verso il prefisso satellitare 00881, compreso l'operatore denominato GlobalStar". Una questione sollevata mesi fa da ADUC, che si era rivolta alle istituzioni per chiedere chiarimenti sulle numerose chiamate effettuate verso numeri satellitari internazionali da utenti inconsapevoli di telefonare al di fuori dal globo terrestre.

"Nell'ambito degli interventi in via di definizione e diretti a stroncare gli abusi in tema di numerazioni satellitari e a sovrapprezzo - si legge inoltre in una nota diffusa ieri dall'Agcom - la Commissione infrastrutture e reti dell'Autorità ha oggi dato mandato agli uffici di completare, in tempi brevi, il nuovo regolamento sull'uso delle numerazioni in modo da prevedere che l'attivazione dei servizi a sovrapprezzo maggiormente onerosi avvenga solo su esplicita richiesta degli utenti, così come è stato richiesto dalle Associazioni dei Consumatori. L'Autorità rileva infine come dagli ultimi dati Istat, in un contesto di rialzo degli indici dei prezzi al consumo, il settore delle comunicazioni è l'unico a mostrare, sia su base annuale (- 8,5%) che mensile (-0,7%), una significativa riduzione".

La vicenda non riscuote applausi scroscianti da parte dei consumatori. "Si va verso la normalizzazione commerciale? - si chiede provocatoriamente ADUC - No! Fumo negli occhi! Già un anno fa l'Agcom avrebbe dovuto fare questo regolamento e il fatto che dichiari oggi questa disponibilità, dopo altrettanta disponibilità di Telecom a rispettarlo, la dice lunga sull'indipendenza dell'Autorità dal potere economico-politico: occorre la disponibilità di Telecom a rispettare le pronunce dell'Autorità perché si ponga fine a questo ladrocinio permanente? Forse il legislatore, prima di fare una legge che sanziona chi commette furti, chiede al ladro se è disponibile a rispettare questa legge?"

"Il problema, che nessuno ignora ma che tutti fanno finta che non esista (Agcom in testa) - prosegue l'associazione - è che, mentre Telecom dà queste ridicole e assurde disponibilità, in quello stesso istante ci sono migliaia di servizi non richiesti che vengono attivati agli utenti. Telecom è monopolista dell'ultimo miglio e operatore cellulare con posizione dominante su un mercato di cui abusa, si sente e si comporta in modo sprezzante e arrogante nei confronti di chi è costretto a fruire dei suoi servizi, influenzando e determinando, di fatto, altrettanto comportamento illecito da parte dei propri concorrenti, pur se gestori di lumicini di mercato".

Dario Bonacina
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