Paolo De Andreis

Hard disk, così ti cancello i diritti degli utenti

di Paolo De Andreis - Un drammatico caso di cronaca giudiziaria porta alla ribalta l'ennesima stortura dell'ordinamento italiano nell'era digitale: ecco come viene formattato il diritto alla difesa

Hard disk, così ti cancello i diritti degli utentiRoma - Si aprono spesso squarci sull'inabilità del Legislatore di star dietro alla società dell'informazione e a volte capita che questa incapacità si riverberi interamente sui cittadini. Succede oggi con la tassa sulla copia di hard disk sottoposti a sequestro, una tassa che, ora c'è la prova provata, può da sola in certi casi cancellare il diritto alla difesa in un procedimento penale.

Ieri mattina il legale che difende un imputato in una indagine che ha portato al sequestro del computer del suo assistito si è recato in un compartimento della Polizia Postale per ottenere una copia certificata dell'hard disk contenuto in quel computer. Si tratta di un diritto fondamentale della difesa: poter verificare l'integrità dei dati, recuperare informazioni utili per il proprio lavoro, analizzare su quali basi certe tesi potranno affiorare nel corso del procedimento. Si tratta cioè di un elemento chiave per stabilire una strategia difensiva, rilevante in ogni contesto, tanto più se di natura penale. Ma quella copia così importante per l'accusato non è stata fatta. Il motivo? Costava decine di migliaia di euro.

Già, la copia certificata dell'hard disk per l'esercizio del diritto alla difesa non viene fornita d'ufficio. Viene prodotta solo su richiesta e a carissimo prezzo. Per la precisione, se si vuole ottenere la copia di un disco da 120 gigabyte, come accaduto ieri, occorre sganciare circa 40mila euro. I pagherò non sono accettati, ci vogliono mazzi di marche da bollo. Ciascun CD-R su cui i dati vengono riprodotti costa all'imputato esattamente 258 euro virgola 23. Fatta qualche moltiplicazione per il conteggio preventivo dei diritti, gli euro sono calcolati, il diritto è negato.
A procurare questa lesione non è una calcolatrice truccata: lo stabilisce nientemeno che il Testo Unico sulle spese di Giustizia nei cui meandri si cancella il diritto alla difesa. Come si può facilmente verificare, se la riproduzione certificata costa poco meno di 5 euro per un nastro da 90 minuti, in caso di copia digitale "per ogni compact disc" (valutato in 640 mega nel caso di cui stiamo parlando), la tassa da pagare è 258 euro e rotti.

i diritti di copia


L'articolo 269 a cui è allegata la tabella qui sopra non parla di dilazioni di pagamento o mutui per chi debba acquistare una montagna di marche da bollo: in modo gelidamente operativo impone il quantum da pagare per la copia. Va pagato subito, soldi in mano. Ciò significa che alla difesa del cittadino di medio reddito non rimane che appellarsi semmai in un secondo momento al magistrato, chiedere che venga effettuata una perizia per conto del tribunale; ma il giudice (vedi caso Vierika) non ha alcun obbligo di accettare tale richiesta, né è detto che la perizia sia ciò che convenga alla difesa stessa per questioni procedurali, organizzative od operative che possono non aver nulla a che vedere con la colpevolezza o meno dell'imputato ma che possono inficiare le strategie difensive. Il che significa che ci si può attendere che in tribunale l'unica perizia che verrà ascoltata sarà quella effettuata dall'accusa.

Non solo: come accennato, è ben facile pensare che un hard disk possa contenere anche materiale necessario all'attività lavorativa del soggetto, per non parlare di quei contenuti del tutto personali di cui l'accusato potrebbe non possedere copie, contenuti magari del tutto estranei al procedimento che ha motivato il sequestro ma ugualmente resi indisponibili. Sì, è vero, il materiale successivamente viene riconsegnato all'accusato. Ma quando? In genere passano circa 7 anni dal momento del sequestro. E il lavoro di quella persona? I suoi affetti? Tutto passa in secondo piano, nulla di quell'hard disk può essere rilasciato senza il pagamento di una somma stratosferica.

È naturalmente impervio volersi arrampicare su una tesi colpevolista, è difficile credere che chi ha consentito che una norma del genere venisse approvata abbia di proposito voluto cancellare i diritti essenziali dei cittadini, o almeno di quelli meno opulenti. Il che ci lascia con una sola possibilità, ovvero che chi lo ha fatto, il Legislatore, ancora una volta abbia agito nell'inconsapevolezza di cosa sia e come funzionino le tecnologie oggi e quanto siano centrali nella vita di noi tutti.

Chi ha normato questa tassa lo ha fatto essendo incompetente a decidere. E ieri, sul verbale, è stato scritto che la difesa "rinuncia alla copia".

Sono sgambetti predisposti ai danni dei cittadini da un Legislatore testardamente ignorante, e i lettori di questa testata lo sanno meglio di chiunque altro. Eppure non sempre va in questo modo. Quando Punto Informatico tirò fuori nei mesi scorsi il caso della "tassa sui blog", qualcuno lo ricorderà, tre giorni dopo quel testo era già stato modificato. Non è stato un caso: tutti i media hanno attinto da quell'articolo per portare in prima pagina il provvedimento, l'opinione pubblica è stata messa a conoscenza dei nomi e dei volti dei responsabili politici. E a quel punto solo la promessa di una correzione di rotta ha potuto "salvare" la situazione, una correzione non troppo ardua visto anche che il provvedimento era ancora in divenire. Ma ora? Ma in un caso come questo? Chi mai si assumerà la responsabilità di un errore così grossolano nel Testo Unico, un errore che danneggia oggi direttamente un cittadino ma chissà quanti altri ne ha già danneggiati? Chi si assumerà mai la responsabilità politica di una incompetenza così clamorosa?

E non è tutto, ahinoi. L'altro problema con cui devono fare i conti gli italiani è che molte di queste schifezzuole legislative sono state inoculate all'interno di normative spesso di difficile lettura, sparse a pioggia in leggi che magari di tutto si occupano, all'apparenza, meno che della tecnologia e delle sue conseguenze. Proprio come nel Testo Unico. Il che rende difficile qualsiasi riforma senza un certosino lavoro di individuazione delle falle. Non sorprenda: siamo nel pieno della rivoluzione digitale, Internet viene usata da masse di italiani ormai da molti anni, e in tutto questo tempo l'insostenibile leggerezza del Legislatore si è palesata con maggioranze e schieramenti di ogni colore, ripetendosi senza soluzione di continuità, rinnovando con allarmante periodicità l'incapacità di far fronte al mondo che cambia e alle esigenze degli italiani che vorrebbero cavalcare il cambiamento innescato dalla società dell'informazione.

La soluzione? Ricorrere agli hard disk di un tempo. In fondo 4 giga costerebbero poco più di 1600 euro.

Paolo De Andreis
il blog di pda
206 Commenti alla Notizia Hard disk, così ti cancello i diritti degli utenti
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    la cosa più scandalosa è che sono trascorsi più di 10 anni, ma non è cambiato nulla se non in peggio...
    non+autenticato
  • Riporto una mia risposta ad un'altro utente post prime per metterla in evidenza:

    Sei troppo ottimista, quelli della polposta, o come C4220 si chiama, sono una massa di ignoranti presuntuosi.

    Nessuno di loro ha titoli specifici per le loro funzioni a cui sarebbero deputati.

    Insomma nessun diplomato in un istituto tecnico con indirizzo informatico o Rotola dal ridere laurea attinente all'informatica.

    La maggior parte di loro, guarda caso, al massimo ha il diploma o di ragioneria o di geometra... presi in istituti privati Rotola dal ridere.

    Sono lì solo perchè raccomandati e sperano di scaldare la sedia per prendere lo stipendio.

    Sbrigano le cose solo grazie ai cosidetti corsi di aggiornamento, dove c'è un tipo, cioè IO, che gli insegno come usare macchine come queste: http://www.lc-tech.com/hardware/dracseries.html Rotola dal ridere

    ...per il resto... lasciamo perdere... è tutto così triste...
    non+autenticato
  • ma cosa cavolo dite...
    sono alle 185 consulenza e ti assicuro che non ho MAI VISTO un pm non consentire la copia dei dati!!!.
    Certo non dico che tutte le Procure siano così e sono d'accordo che i costi sono elevatissimi se non proibitivi e non consentono una difesa adeguata.
    Dalla mia esperienza ricordo solo che gli unici che piangevano per le copie degli hdd erano degli indagati che navigavano nell'oro!

    ps le idee del nas e dei collegamenti remoti sono ormai vecchie...io di norma verifico tutto (non sotto i mattoni però!)

    Quello che mi fa ridere che tutti pensano a difendersi dal processo e non NEL PROCESSO. Se sei innocente che te ne frega di cifrare tutto il disco.
    Io il disco lo cifro per evitare che mi freghino i dati ma non perchè temo in un sequestro!

    Ciao
    ktf
    non+autenticato
  • - Scritto da: kermit
    > ma cosa cavolo dite...
    > sono alle 185 consulenza e ti assicuro che non ho
    > MAI VISTO un pm non consentire la copia dei
    > dati!!!.

    Secondo me sei off topic....
    non+autenticato
  • Mi sa che non hai letto molto bene gli interventi degli altri.

    A parte il fatto che la vecchia storiella del "chi non ha niente da nascondere..." è molto discutibile perchè il disco è mio, i dati sopra sono miei quindi ci faccio il cavolo che mi pare e piace è stato fatto notare come molte volte la polizia agisca con dei sequestri in un certo senso preventivi e sicuramente non autorizzati.
    Loro non sanno se sul computer troveranno quello che cercano ma nel dubbio si accontentano di qualunque altra cosa tanto per potersi accanire.
    Cercano foto pedo e trovano un divx, un mp3, un qualunque programma craccato/keyreggato ? Va benissimo, perchè nella emme ti ci mettono comunque.
    Non trovano le foto pedo, ma un'immaginetta formato francobollo figurante una pagina di un fumetto hentai possibilmente nella cache del browser ? (del resto uno cercando su google ci si può imbattere tranquillamente e senza dover digitare parole chiave "compromettenti")

    Di nuovo fottuto ma del resto che problema c'è se nei guai ci finisce un pacifico studente, sempre meglio del vero criminale di turno che potrebbe tirare fuori un coltello e fare una macelleria sul posto no ?
    Perchè affannarsi a cercare veri criminali, armati e pericolosi quando ce ne sono tanti inconsapevoli e quindi sicuramente indifesi oltre che rintracciabili.
    Un po' come sui pullman no ? Il controllore trova cinque senza biglietto ma solo uno ha un domicilio ed è effettivamente rintracciabile quindi facciamo pagare la multa a lui e se la differenza non è eccessiva si può sempre fare un piccolo extra per gli altri.

    A sto punto credo che è veramente meglio criptare tutto almeno possono andarsene aff....
    non+autenticato
  • Evidentemente non sai quello che dici...
    La Polizia non tiverrà mai in senza un mandato di un PM altrimenti l'agente che ti entra è un pirla. Se non lo sai ti notificano la perquisizione altrimenti ne rispondono loro come persone e allora gli fai il c...

    Per quanto riguarda le figure formato francobollo, non sono praticamente mai valide in trib. (Il)Logicamente ti sequestrano tutto poichè non sono esperti ma il loro dovere è quello. E li subentra il ctu che se è minimamente intelligente e onesto evita di trattenerti il pc per dei mesi e si interfaccia al PM per risolvere velocemente il tutto.
    Il disco è tuo fino a che non commetti qualcosa che va contro la legge.
    Anche la mia pistola è mia ma se mi metto a sparare dal balcone...
    Sarebbe meglio smetterla di parlare del "povero studente" e del vero cattivo.
    Io non ho mai beccato nessun povero studente ma "studenti" che vendevano film e musica alla luce del sole. I pirla erano loro non la Polizia che interveniva su richiesta (attenzione) del Preside della scuola.
    Comunque rispetto la tua posizione e non ne sono completamente in disaccordo.
    Ti volevo solo dire che nella mia carriera ho eseguito tantissime perquisizioni e analisi e quando ritenenvo di non sequestrare non lo facevo. Ho controllato molti computer e se non erano "sporchi" li facevo restituire nell'arco di 30 gg circa.
    Ciao
    non+autenticato
  • Bisogna difendersi nel processo e non dal processo .... parole sante.
    Peccato, almeno per me, che sono incappato in un CTU che, al posto di verificare cosa contenesse il mio computer, se lo è andato a vendere su ebay.
    Dimmi adesso, è solo nel processo che ci si deve difendere o anche dal lavoro maldestro svolto dalla magistratura?
    E poi, perchè non sono stato convocato alle operazioni peritali?
    Come vedete molti PM, in cerca di notorietà non svolgono il proprio lavoro come si deve e questo a danno della comunità.
    Faccio presente che nel mio procedimento sono coinvolte 130 persone e che per l'indagine al momento si stima una spesa complessiva non inferiore al milione di euro tra consulenze, intercettazioni telefoniche, perquisizioni ecc ecc.
    Il tutto alla fine si esaurirà con una completa nullità degli atti appunto per il semplice fatto che non è stata garantita la difesa e il contraddittorio.

    Titanich
    non+autenticato
  • Ignoranti, nel senso più spregiativo del termine, tutti colori che hanno partecipato alla creazione di una norma tanto idiota e tutti coloro che non fanno nulla per cambiarla.
    non+autenticato
  • non ignoranti, solo criminali
    non+autenticato
  • Terrificante! Vero! Diabolico! Kafkiano!
    Quante altre vicende italiane, e della Giustizia in primis, vengono affrontate con "l'insostenibile leggerezza" dei politici che tu evochi?
    I giovani si facciano avanti, noi anziani li sosterremo!
    Braco Punto Informatico che tira fuori queste .... che dire "chicche"?
    non+autenticato
  • <<se si vuole ottenere la copia di un disco da 120 gigabyte, come accaduto ieri, occorre sganciare circa 40mila euro>>

    La giustizia per i ricchi e l'elite, cieca e fiscale. Un'altra cagata del povero paese in cui sono nato e in cui al momento per fortuna non risiedo... Qui ci vedo la mano nascosta della massoneria..
    non+autenticato
  • - Scritto da: Rage ForOrder
    > <<se si vuole ottenere la copia di un disco da
    > 120 gigabyte, come accaduto ieri, occorre
    > sganciare circa 40mila
    > euro>>
    >
    > La giustizia per i ricchi e l'elite, cieca e
    > fiscale. Un'altra cagata del povero paese in cui
    > sono nato e in cui al momento per fortuna non
    > risiedo... Qui ci vedo la mano nascosta della
    > massoneria..

    E' ovvio. Se vuoi la giustizia, comprala.
    non+autenticato
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