Marco Calamari

Cassandra Crossing/ Intrappolati nelle reti sociali

di Marco Calamari - Chiunque può registrarsi a qualunque cosa gli sorrida in rete, e può persino sguinzagliarla verso i suoi conoscenti. Solo, non creda che sia un gioco. E non sia nemmeno certo che i suoi amici la gradiscano

Roma - Da qualche tempo ricevo un numero crescente di strane mail provenienti da conoscenti al di sopra di ogni sospetto. Propongono di partecipare a nuove comunità virtuali con motivazioni variegate, ma tutte con il comun denominatore di fornire reputazione e/o servizi ai nuovi partecipanti tramite la condivisione di informazioni personali.

Data la stima che ho di alcuni dei mittenti, anche un informatico stile "batch" come me non ha potuto continuare a disinteressarsi completamente del fenomeno. D'altra parte anche io partecipo ad una rete sociale elementare come LinkedIn, quindi non posso considerarmi duro&puro sull'argomento.

La mia esplorazione di alcune reti sociali è avvenuta dall'esterno e con l'uso di molta attenzione, visto che i problemi di privacy di questo tipo di entità sono noti da tempo. Risultato?
Versione breve: "Noi siamo quello che navighiamo"; se ci tenete alla vostra identità digitale statene lontani!
Versione lunga: continuo a stupirmi di come persone assennate, profondamente istruite ai misteri della Rete, magari anche geniali nel loro campo specifico, capaci di comportarsi in maniera sofisticata negli ambienti più svariati e versate nei rapporti sociali, sbrachino completamente quando queste interazioni diventano mediate dalla Rete o potenziate da tecnologie informatiche.

Certo, dall'essere orso qual sono e sono sempre stato forse deriva una sottovalutazione dell'empowerment sociale fornito dal partecipare a queste reti; del resto anche gli anelli nel naso ed i tatuaggi mi sono sempre apparsi poco efficaci come strumenti di interazione sociale, oltre ad ispirarmi una innata diffidenza.
Assodata la mia cecità totale ai vantaggi del partecipare alle reti sociali, sono pero' dotato di una buona sensibilità per gli svantaggi, anzi chiamiamoli pure "danni". Le considerazioni solo in negativo che esporro', se condivise, saranno poi eventualmente da inserire nel vostro personale bilancio costi/benefici.

Siamo quello che navighiamo.
Siamo quello che messaggiamo.
Siamo quello che chattiamo.
Siamo quello che scriviamo nelle mail.
Siamo qualsiasi informazione da noi prodotta, acceduta, trasformata. Ogni piccola increspatura nella Matrice da noi provocata è e resta sempre parte di noi.

Tutte le reti sociali sono basate sul presupposto di condividere una parte di informazioni personali con altri, compiendo un atto apparentemente solo di valenza sociale, ma contemporaneamente cedendole ad una entità commerciale non umana che ne diventa proprietaria o comproprietaria; questo equivale ad una automutilazione del sé digitale, alla vendita di un organo, ad una parziale subordinazione ad una entità indefinita ma certamente aliena.

Non possiamo cedere i nostri contatti, i nostri bookmark, le nostre foto, le nostre (ed altrui) mail, i nostri dati, il nostro DNA digitale (e magari anche quello biologico) e poi pensare di essere gli stessi di prima.

Non si tratta di un semplice (semplice?) problema di privacy; si tratta di conservare integra quella parte di noi stessi che, volenti o nolenti, si è trasferita nel cyberspazio, ma che non per questo è diventata irreale o voluttuaria. Una cosa è farla conoscere ad altri, permetterle di crescere ed evolvere, cosa ben diversa è invece alienarla completamente in favore di altri, e farlo in maniera noncurante, trascurata al limite dell'incoscienza. Condividere sì, cedere no.

Avete veramente bisogno di vendere un rene? Non lo state scambiando con qualcosa di cui non avete lo stesso bisogno? Non state scambiando qualcosa di insostituibile con qualcosa di voluttuario?

I padroni delle reti sociali commerciali sono entità economiche, non sono i partecipanti; anche se a noi familiari, sono entità con scale di valori non umane, simili a quelle di una società per azioni, in certi casi molto simili a quelle di Predator, e senza nessun Schwarzenegger nelle vicinanze.

Il paragone con il pusher che ti regala le prime dosi per procurarsi un nuovo cliente a vita è molto calzante; nessuno regala niente per niente, e la cessione di informazioni personali non puo' essere un gioco win-win, è piuttosto simile ai classici giochi a "somma nulla" in cui chi vince lo fa sempre a spese di chi perde. Leggete pagina dopo pagina le condizioni di servizio, invece di approvarle con un click tanto veloce quanto distratto.

Ora, è pacifico che siete perfettamente liberi di continuare a registrarvi a qualunque cosa vi sorrida dalla Rete in maniera nuova; siete ahimé altrettanto liberi di sguinzagliarla verso i vostri conoscenti. Solo, non crediate che sia un gioco. E non siate nemmeno certi che i vostri amici la gradiscano.

Siate invece sicuri che il vantaggio che ne otterrete sarà marginale e di breve durata, mentre il costo ve lo ritroverete puntuale per lungo tempo, come e peggio della rata di un mutuo. Non ne otterrete una casa per voi ed i vostri amici, ma costruirete piuttosto quella di altri.

Marco Calamari

Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo
11 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Intrappolati nelle reti sociali
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  • Sei sicuramente la mente più illuminante e saggia di tutto PI
    non+autenticato
  • I social network sono interessanti, richiedono ed esprimono una certa vitalità.
    Sono tipici della cultura nord americana, che nonostante tutto continua a essere molto vitale e vitalistica.
    Ma allo stesso tempo, i nostri iper proteici e vitaminizzati protagonisti dell'esistenza si vendono l'anima.

    Gli americani hanno inventato il multilevel marketing, estrema volgarizzazione di una tendenza mortale: quella di trasformare in profitto economico le proprie relazioni. (ma sono poi davvero relazioni? No.. non lo sono più!)
    Hai ragione Calamari, i social rischiano di creare un deserto di anime morte. Ognuno ha venduto la propria, esibendola sfrontatamente.
    Il massimo della vitalità arriva a coincidere con il massimo della mortalità.
    L'anima, qualsiasi cosa sia, è ineffabile. (e tale vuole rimanere)
    non+autenticato
  • > Gli americani hanno inventato il multilevel
    > marketing, estrema volgarizzazione di una
    > tendenza mortale: quella di trasformare in
    > profitto economico le proprie relazioni. (ma sono
    > poi davvero relazioni? No.. non lo sono
    > più!)

    Bel messaggio Emanuela,
    Cio' da cui ci mette in guardia Calamari mi
    ricorda una espressione di uno dei cosiddetti
    "nuovi vizi",
    <http://it.wikipedia.org/wiki/Vizi_capitali#I_Nuovi...;

    cosi' bene espressi nel libro di
    Umberto Galimberti "I vizi capitali e i nuovi vizi",
    <http://www.internetbookshop.it/code/9788807840272/...;

    In particolare, a te e Calamari, vorrei suggerirne
    la lettura, in particolare del capitolo intitolato
    "Spudoratezza".
    Ciao.
    non+autenticato
  • > In particolare, a te e Calamari, vorrei suggerirne
    > la lettura, in particolare del capitolo intitolato

    Scusate la ripetizione Imbarazzato
    non+autenticato
  • Calamari non smette di stupirmi.
    In un articolo che parla di reti sociali, privacy e dati personali, che link ti mette?
    Linkedin (meno male) e Predator.
    Predator???
    Ma che c'entra?

    Non c'era niente di meglio da linkare, magari qualcosa - chessò - di social, come ad esempio: Facebook, Orkut, Friendster, MySpace, Flickr, Flock, Frappr, Delicious, Ning, Viadeo, Magnolia, TagSum,Roxer, Circos, Blist, Delver, Vinix, Partee, Digg...
    Vado avanti?
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 08 febbraio 2008 11.02
    -----------------------------------------------------------
  • .... e quindi ? utilità ? zero direi...
    non+autenticato
  • > Non c'era niente di meglio da linkare, magari
    > qualcosa - chessò - di social, come ad esempio:
    > Facebook, Orkut, Friendster, MySpace, Flickr,
    > Flock, Frappr, Delicious, Ning, Viadeo, Magnolia,
    > TagSum,Roxer, Circos, Blist, Delver, Vinix,
    > Partee,
    > Digg...
    > Vado avanti?

    No, ti prego, prima rileggi l'articolo e vedi di capire quello che c'e' scritto. Forse ti sara' chiaro perche' l'unico citato e' LinkedIn Occhiolino
    non+autenticato
  • www.tgaserver.net
    non+autenticato
  • per l'ennesima volta i miei complimenti a marco calamari

    ottimo articolo, lucido e pungente, dritto al punto: la libertà e i diritti che, in rete come altrove, sono sempre più minacciati e calpestati, con le vittime (noi) che talvolta diventano complici (ignari?) dei loro stessi persecutori...

    almeno, questa volta, caro marco, sei in buona compagnia:
    "NoLogo/ L'identità in uno script"
    http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2163996

    grazie
    buon lavoro
    non+autenticato
  • sempre ottimo calamari, ma...

    Condivido le paure, ma reputo il potenziale di un social network p2p molto intrigante.
    Condivido il fatto che queste informazioni non vadano cedute a chichessia, ma sono altrettanto convinto che la natura della rete e' proprio la condivisione. Da pari a pari.

    Io, per suicida scelta non uso alcun protocollo di criptazione per tutte le mie e-mail. Lo faccio ben sapendo che questo mi espone a sguardi indiscreti. Lo faccio perche' penso che la miglior crittografia -nel caso mi venissero ad inquisire di alcunche' e' la pubblicita. Tutti possono leggere quello che ho scritto. Open source, non ti pare?

    Condivisione e fiducia da pari a pari.

    Ora, immaginiamo cosa puo diventare questa cosa... Stando bene attenti (tanto ci in@@leranno lo stesso) e facciamola crescere -nel bene, stando attenti-. (mi son ripetuto apposta). Il 2.0 anzi ormai il 2.5 web sociale e semantico e' realta.

    Capisco le paure di Calamari. Mi auguro che mantenga per tanti anni ancora la sua lucidita', perche' abbiamo bisogno di lui, del suo cervello... ma mi auguro che si faccia un ulteriore passo nel futuro.

    A Calama'! Il 3.0 e' dietro l'angolo. Che famo?
    Ferme restando le tue legittime e sagge preoccupazioni, che famo?

    Io direi: facciamolo nostro.

    Anche perche' molta intelligenza puo venire da quella strada.

    Come sempre IMHO
  • - Scritto da: CCC
    > per l'ennesima volta i miei complimenti a marco
    > calamari
    >
    > ottimo articolo, lucido e pungente, dritto al
    > punto: la libertà e i diritti che, in rete come
    > altrove, sono sempre più minacciati e calpestati,
    > con le vittime (noi) che talvolta diventano
    > complici (ignari?) dei loro stessi
    > persecutori...
    >
    > almeno, questa volta, caro marco, sei in buona
    > compagnia:
    > "NoLogo/ L'identità in uno script"
    > http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2163996
    >
    > grazie
    > buon lavoro

    Grazie del link, m'era sfuggito (le prime due settimane di rieducazione per il ginocchio ero proprio sfiatato e anche se trovavo il tempo di navigare ero uno zombie), un bell'articolo di Mafe come è bello questo di Calamari.
    Ora io so di predicare bene e razzolare male, con la mia pigrizia, ma vorrei proporre un semplice rimedio, soprattutto ai rischi esposti da Mafe: flessibilità e adattabilità, perché l'unico strumento che hanno questi network tentacolari per attuare il lock-in dei nostri dati personali è la nostra stessa pigrizia, che ci fa abituare ad uno strumento, che di per sé sarebbe sostituibile, fino a diventarne dipendenti.
    Sui rischi esposti da Calamari è diverso: le grandi reti sociali un po' titillano l'esibizionismo latente dei partecipanti (tutti noi animalescamente ne abbiamo uno, anche i più morigerati, casti e austeri, IMVHO hanno una forma di esibizionismo e lussuria nella loro pratica della moderazione, come del resto i censori sono i voyeur più incalliti e perversi, per non fare figli e figliastri e citare anche il duale dell'esibizionismo) spingendoli a spifferare più del necessario, se si temono le conseguenze si deve cercare di trattenersi... Più facile a dirsi che a farsi, ma avere presente la cosa, così banale che magari si dava per scontata, può aiutare.
    non+autenticato