Luca Spinelli

Italia, al via le immagini degradate

di Luca Spinelli - Entra in vigore il noto comma 1 bis che permette la pubblicazione sul web di immagini e musiche degradate per scopi didattici e scientifici. Qualcuno lo vede come il via libera al P2P, altri temono un imbrigliamento della rete

Roma - Sabato 9 febbraio entra in vigore la contestata modifica alla legge sul diritto d'autore che permette la pubblicazione su internet di "immagini e musiche degradate per usi didatti e scientifici". Si tratta della prima norma in Italia ad autorizzare la pubblicazione online di intere opere coperte da copyright, ma anche la prima a stabilire limiti qualitativi alla diffusione sul web. Un successivo decreto ministeriale dovrà, infine, indicare i confini per gli usi didattici e scientifici.

Insomma: una norma con qualche liberalizzazione e molti paletti. Ma vediamola nel dettaglio. Questo il testo del nuovo comma 1 bis (art. 70) in vigore da sabato:
È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali (...) sono definiti i limiti all'uso didattico o scientifico di cui al presente comma.
Le ambiguità del testo saltano subito all'occhio. Si parla di "musiche", senza citare la parte letteraria: sono escluse quindi le trasmissioni radiofoniche e, secondo alcune interpretazioni, addirittura anche le canzoni (il fatto che il comma non liberalizzi le opere testuali rafforza quest'idea). Si parla di "immagini", termine che include le fotografie ma, stando al resto della legge, escluderebbe i video. Si parla di "degrado", senza dare alcuna definizione o riferimento in proposito. Si parla di "usi didattici o scientifici": termini presenti in più punti nella legge sul diritto d'autore ma dei quali manca una definizione univoca. Mancano, infine, i limiti di utilizzo che verranno istituiti per decreto dal prossimo ministro della cultura.

Allo stato attuale, perciò, si ha per le mani una norma che si presta alle più diverse interpretazioni ed è quindi difficile e pericolosa da applicare.
In attesa del decreto ministeriale che potrebbe cambiare lo stato delle cose, si è scatenato un putiferio in rete. Da un lato c'è chi afferma che gli mp3 e le immagini jpg, essendo formati compressi, sono per loro stessa natura degradati e quindi liberamente scambiabili. Dall'altro chi afferma che il degrado sarà stimato in base agli standard della rete (e sarà quindi ancora maggiore), visto che il testo si riferisce specificamente all'uso su internet. Altri ancora propongono stime differenti. Molte perplessità anche sul cosa siano gli "usi didattici e scientifici" e su quali saranno i limiti a riguardo imposti dal futuro decreto: non ci sono, infatti, precedenti univoci in questo senso.
Insomma: una legge animata da buoni propositi ma che rischia di trasformarsi in un pericoloso boomerang per il mondo della Rete, perché nessuno può sapere come verrà applicata.

Solo pochi giorni fa, intanto, il giurista Andrea Monti in un'intervista a Repubblica.it aveva acceso le speranze di molti navigatori e blogger nazionali; secondo Monti, a causa di un errore, la nuova legge liberalizzerebbe lo scambio peer to peer di materiale coperto da copyright. Immediate le repliche critiche, tra le quali quella del noto giurista informatico Guido Scorza che parlava di "un'iperbole difficilmente sostenibile". Enzo Mazza, presidente FIMI (Federazione dell'industria musicale italiana), intanto, cassava ogni speranza sul nascere affermando: "la legge non ci preoccupa perché sappiamo già come sarà il decreto che fisserà i paletti: per uso didattico si intenderanno solo i siti che si occupano ufficialmente di didattica, quindi istituzioni accademiche. Nemmeno i siti personali di professori". Un'affermazione che ha lasciato interdetti in molti, poiché, se interpretata letteralmente, prefigurerebbe la conoscenza anticipata da parte dell'industria musicale di un decreto di esclusiva competenza del Ministero, il quale dovrebbe emanarlo tutelando gli interessi di tutti i cittadini: non solo quelli delle major.

Ma qual è la genesi di questa nuova norma? E perché è nata con un testo così approssimativo? Facciamo un passo indietro. Il nuovo comma, approvato nel dicembre 2007 su proposta della Commissione Cultura di Pietro Folena, nasce dalla pressione esercitata dal web e dalla comunità di Wikipedia a seguito della nota vicenda sulla "libertà di panorama" (ovvero l'impossibilità di riprodurre liberamente sul web monumenti e palazzi). La prima versione del testo, infatti, parlava esplicitamente di liberalizzare gli usi "didattici ed enciclopedici" sul web: ciò di cui si occupa Wikipedia, insomma. In seguito alla discussione, si è poi deciso di modificare il testo in un più generico "usi scientifici".

Non solo: la norma è stata inserita quasi di straforo all'interno di un disegno di legge che prevedeva alcune modifiche allo status della SIAE, modifiche molto importanti ed utili per le corporazioni coinvolte e quindi urgenti da approvare.

Si tratta, insomma, di una norma animata da intenti innovativi ma scritta ed approvata in grande fretta e avendo in mente un singolo problema, quello di Wikipedia (problema, a quanto pare, nemmeno risolto). Difficile e pericoloso applicarla ora all'intero Web, oltrettutto in mancanza del decreto attuativo che indicherà i limiti alla libertà di diffusione.

La situazione governativa italiana non lascia presagire tempi brevi per l'emanazione del decreto, né si può intuire a priori quali saranno le direzioni politiche che lo ispireranno a seguito delle prossime elezioni. Intanto, in attesa di novità, l'estrema cautela sulla pubblicazione online di materiale coperto da copyright resta d'obbligo.

Luca Spinelli
96 Commenti alla Notizia Italia, al via le immagini degradate
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  • In Italia purtroppo da anni assisto ad un fenomeno per lo meno unico e strano...le leggi vengono puntualmente fatte da persone ke dell'argomento su cui legiferano hanno quasi sempre e solamente un idea sommaria.Eppure figure professionali in gradi di legiferare in campo di diritto ed informatica dovrebbero esistere.Studio informatica all'università ed esiste una figura ke è quella del docente di informatica giuridica!Chi meglio di qst professori esperti di informatica e diritto per legiferare in questo tipo di materia?E poi son circondati da informatici qst persone...Ci vuole gente aperta alle tecnologie ed esperta in ciò nn sl gente ke cn i paraocchi prova a fare leggi su leggi ke poi puntualmente devono essere corrette e riscritte...come diceva il grande totò "E io pago!!!"
    non+autenticato
  • non sai quanto ti quoto.
    non+autenticato
  • faccio notare che le opere di Dante Alighieri non sono protette da diritto d'autore perche' pubblicate piu' di 90 anni fa. C'e' solo il diritto d'autore che protegge la pubblicazione. In parole povere, potete postare in formato testo tutte le opere molto vecchie, basta che non pubblichiate le pagine scannerizzate.
    non+autenticato
  • Ma il Colosseo no...
    non+autenticato
  • - Scritto da: ciccio
    > Ma il Colosseo no...

    Da quel che so la legge urbani vieta di fotografare il colosseo e di pubblicarlo su Internet mentre questa legge permette di farlo.
  • quindi immaginiamo che anche una strada sia protetta da proprietà intellettuali, quindi qualunque foto io faccia in città sono passibile di denuncia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: federicoq
    > quindi immaginiamo che anche una strada sia
    > protetta da proprietà intellettuali, quindi
    > qualunque foto io faccia in città sono passibile
    > di
    > denuncia.

    Non ho parlato di foto per uso privato ma di pubblicazione di foto. Se sei interessato ti conviene guardare nel Bar di wikipedia, li ci sono 3ad degli esperti su questo argomento.
  • Mi gioco il mio Amiga che uscirà un regolamento attuativo con specifiche esatte di cosa è possibile pubblicare su un sito a scopo didattico. Punto e basta.

    Quindi roba del tipo:

    Sui siti didattici è possibile pubblicare:
    - musica a 8Khz, 8bit, mono in formato (WAV, AIF, MP3)
    - Immagini 320x240 ridotte a 256 colori in formato (PNG, GIF, JPG)

    Che ne dite?

    Se fosse così voi che parametri tecnici proporreste?
    frk
    344
  • speriamo che esca, sarebbe un ottimo inizio. qualcosa di molto vicino al fair use. ma ci credo poco. per le proposte specifiche non saprei. dorse usare il bit rate per tutto e i dpi per le immagini?
    non+autenticato
  • Le caratteristiche di degrado di un file immagine che potrebbe essere di 640x480 con 128 colori per cui al massimo potrebbe essere circa 300kb che poi dovrebbe essere degradato dell'80% (cioe' jpeg qualita' minima) arrivando a circa 40kb.

    Cioe' le immagini sarebbero al massimo 40kb con dimensione non superiore a 640x480.

    Ovviamente i film devono per forza di cose avere una caratteristica equivalente in quanto l'opera originale cinematografica e' una sequenza di 25 immagini al secondo per cui degradandole allo stesso modo potrebbe essere un bitrate circa di 40kb x 25 = 1000 kb/s.

    Ma, per le tecniche che oggigiorno abbiamo a disposizione con il sistema di compressione Mpeg4 h264, in cui ogni immagine non e' completa ma conta pochi frammenti dipendenti dalla successiva e dalla precedente, un tale bitrate di 1000kb/s e' piu' che sufficiente per ricostruire un filmato, certamente diverso dall'originale, ma in modo ottimale per l'home entertainment... pertanto non lo permetteranno mai !
  • E se suddividessi un'immagine 2000x2000 pixels in diverse immagini 320x200, ciascuna di esse in regola dal punto di vista legale, ma che combinate possano riprodurre l'immagine originale?...

    Appena publicheranno il documento attuativo ci sarà da divertirsi a prenderli in giro!
    non+autenticato
  • - Scritto da: frk
    > Mi gioco il mio Amiga che uscirà un regolamento
    > attuativo con specifiche esatte di cosa è
    > possibile pubblicare su un sito a scopo
    > didattico. Punto e
    > basta.
    >
    > Quindi roba del tipo:
    >
    > Sui siti didattici è possibile pubblicare:
    > - musica a 8Khz, 8bit, mono in formato (WAV, AIF,
    > MP3)
    > - Immagini 320x240 ridotte a 256 colori in
    > formato (PNG, GIF,
    > JPG)

    Probabilmente proporranno un certo numero di dpi e un formato massimo in pixel. Tipo max 72 dpi e max 480x640.
  • gli studenti italiani ringraziano se eliminare quei 2 testi li degradandoli con la sostituzione di tutte le vocali con la a e consonanti con la b

    i prof di italiano non so quanto siano contenti
    non+autenticato
  • - Scritto da: studente iti del veneto
    > gli studenti italiani ringraziano se eliminare
    > quei 2 testi li degradandoli con la sostituzione
    > di tutte le vocali con la a e consonanti con la
    > b
    >
    > i prof di italiano non so quanto siano contenti

    I promessi sposi dovrebbero ricadere nel pubblico dominio (almeno la prima edizione), quindi li puoi riprodurre interamente e senza degradazione.

    Tutto il resto dei testi, invece, non li puoi riprodurre per nienete: il nuvoo comma non ne parla.
    non+autenticato
  • Ovviamente definiranno un limite di degrado oltre il quale il file e' fruibile apertamente in ambiti didattici e scientifici.

    Per esempio l'immagine sara' ritenuta degradata a partire da una perdita diciamo con definizione massima a dimensione 640x480 con paletta web di 128 colori,

    se non erro per l'audio equivale ad un bitrate di circa 77 kb/s a 16 bit stereo
    e per il video equivale ad un bitrate di circa 960 kb/s

    sempre con questo esempio, con questi bitrate degradati audio+video, l'Mpeg4 H264 video con audio Mpeg4 aac, e' pienamente sufficiente per un decente ascolto/visione adatto all'uso home di un film originale... non male... ma non lo permetteranno mai...
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    Modificato dall' autore il 08 febbraio 2008 17.17
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