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NoLogo/ Il mercato dell'eyeball

di Mafe de Baggis - Qualcuno potrebbe credere che il valzer tra Microsoft, Yahoo e Google riguardi solo loro. In realtà è una piazza nella quale tre giganti giochicchiano con le palle degli occhi degli utenti

Milano - A una settimana dalla plateale offerta di Microsoft per l'acquisizione di Yahoo, in attesa che l'antitrust decida dell'indipendenza di uno dei simboli della Internet dei pionieri, tra botte (l'offerta è considerata ostile, o meglio, "non richiesta") e risposte (del terzo incomodo, Google) vale la pena di soffermarsi su alcuni punti delicati di questa trattativa che potrebbe cambiare la fisionomia della rete così come la conosciamo.
Un punto in particolare: l'atteggiamento nei confronti degli utenti dei servizi, dei loro dati, dei loro interessi.

Chiaramente Microsoft non è interessata alla proposta di Yahoo come portale evoluto capace di mixare servizi e contenuti. Ha già in casa qualcosa di molto simile, MSN, che è un po' come il gossip che tutti leggono "dal parrucchiere": nessuno lo considera, moltissimi lo usano. Per i giovanissimi, per esempio, che usano quasi esclusivamente il messenger Live e la piattaforma di blog Spaces, MSN è "nuovo", Yahoo fa parte della storia dei loro genitori.

Come dicevo una settimana fa, inoltre, poche ore prima dell'annuncio, Yahoo soffre della stessa "complicazione delle cose semplici" tipica delle interfacce Microsoft, quindi non possiamo pensare neanche che a Seattle siano interessati a portare in casa nuove competenze creative, di sviluppo o di gestione di community. Yahoo è stata molto lungimirante nella sua politica di acquisizioni: Flickr, Del.icio.us e MyBlogLog sono tra le piattaforme più amate e insieme più innovative degli ultimi anni, ma la politica di integrazione e complementarietà tentata da Yahoo pare avere tempi lunghissimi dove spiccano i disagi per gli utenti (che male hanno digerito per esempio l'unificazione degli account) e novità di rilievo poco desiderate dalla "base", come le funzionalità di editing online delle foto rivolte a un pubblico che di editing o non ne fa proprio (quelli che caricano le 500 foto delle vacanze) o lo fa a livelli semiprofessionali (quelli che caricano una foto al giorno dopo averci lavorato su ore).
Il terzo incomodo, la sirena irraggiungibile, l'azienda che ha fatto della semplicità e della "integrazione indipendente" la sua natura è ovviamente il vero motivo dietro la tentata acquisizione. Non potendo essere Google, Microsoft cerca di accorciare le distanze comprando il mercato pubblicitario di Yahoo, unico concorrente delle AdWords di Google, sempre in affanno ma comunque ben posizionato tecnologicamente e come reputazione.
Ancora una volta siamo noi che veniamo venduti e scambiati, un po' meno "eyeballs" (palle degli occhi, così vengono chiamati dai pubblicitari americani gli spettatori televisivi), ma sempre e comunque masse attratte da merci luccicanti (i contenuti, i servizi, le applicazioni) per essere dati in pasto a inserzionisti pubblicitari ben poco interessati al versante sociale della rete e attenti solo ai numeri che sintetizzano i nostri comportamenti di reazione, acquisto, riacquisto. Da questo punto di vista che sia Microsoft o YahooSoft poco cambia.

Cambierebbe molto invece un accordo tra Google e Yahoo, dove la differenza la facesse AdSense: un modo completamente diverso di vivere il mercato pubblicitario, dove chiunque può diventare inserzionista. Anche Yahoo ha il suo il Publisher Network: un accordo tra Google e Yahoo significherebbe proseguire su questa strada, lavorando su un modello che funziona, come dimostrato anche dalla recente decisione di OpenAds, la popolare piattaforma di gestione degli annunci pubblicitari, di offrire gratuitamente l'hosting del servizio sui propri server. "Prendi il controllo della tua pubblicità" è il claim di OpenAds, ed è esattamente quello che propone AdSense: esattamente la direzione opposta alla centralizzazione dell'offerta pubblicitaria su pochissimi grandi siti decisi dall'alto, creando un'enorme barriera alla sopravvivenza delle voci nuove che si affacciano sul web. È anche questo che è in gioco e sarebbe interessante che anche su questo i tre contendenti si confrontassero pubblicamente: qual è la posizione di Microsoft in merito?

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9 Commenti alla Notizia NoLogo/ Il mercato dell'eyeball
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  • ormai ogni settimana gli articoli "no logo" riescono ad essere i meno interessanti rispetto a tutti gli altri articoli di "Punto Informatico" pubblicati in quello stesso weekend...
    non+autenticato
  • ormai ogni settimana...

    Nulla dico al riguardo della tua sintassi ballerina (sono già stato "moderato" in altra occasione da punto-informatico), ma ti invito a formulare le critiche mediante una qualche argomentazione.
    Le critiche negative qui affisse si limitano a lapidari aggettivi: "inutile", "meno interessante", "brutto" "non mi piace".
    Il diritto alla critica è sacrosanto ma non deve essere limitato ad un rifiuto o peggio ad una condanna a priori dell'oggetto de quo, deve essere, invece, innervato dalle motivazioni che determinano il giudizio negativo stesso.
    Vi sarebbe inoltre la critica "costruttiva" che addirittura si premura di indicare i rimedi all'errore espositivo...
    In particolare qui, su questo sito, l'articolo è posto per scelta redazionale come scaturigine di dialogo fra i lettori e di confronto con gli estensori.
    Insomma il tuo diritto alla critica nasce e convive con la tua capacità di indicarne le motivazioni.
    Avanti,proviamo insieme:
    andabata: - Sig. Gianni Scettico come sta? Tutto bene spero. Il tempo è inclemente, se esce a piedi è meglio che porti con sè l'ombrello... Legge punto-informatico? Perchè afferma nel suo ultimo pregiato intervento che gli articoli della de Baggis sono i meno interessanti di tutti?
    Sig. Gianni Scettico: - ? (Vai Gianni esponi qui le motivazioni, a parole tue, senza timori)
  • L'unica analisi sensata su qesta faccenda l'ha fatta, al solito, Mantellini, di cui questo articolo sembra piu' o meno un copia-incolla con qualche parola roboante in piu':

    http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2178603

    Soprattutto quando dice "I tempi sembrano ormai maturi per un nuovo Mario Rossi che dal garage di casa propria trovi la maniera per stupirci con qualcosa di completamente nuovo. Succedera' ancora e non ci sara' molto da fare per nessuno dei giganti odierni se non rumorosamente adeguarsi."
  • The Punisher, apprezzo il fatto che il tuo commento sia stato formulato in fretta, ma le idee inviate a noi ed al mondo per questo scopo stanno bighellonando in qualche osteria o dormono stese a fianco di un'autostrada.
  • salve

    bene! oggi riposo!

    questo articolo di mafe proprio non necessita di "traduzione" alcuna: diretto, lineare, chiaro e di buon livello tecnico

    è la conferma, per chi avesse ancora qualche dubbio, che mafe di marketing in generale e di web-marketing in particolare ne sa eccome!

    mi permetto solo un commento personale...
    anzi: una risposta alla domanda (domanda retorica? vero mafe?) che chiude l'articolo "qual è la posizione di Microsoft in merito?"

    beh... la risposta, ovviamente, mi sembra assolutamente scontata...

    la posizione di M$ è quella solita, ampiamente consolidata nel tempo e dimostrata nei fatti (compreso anche il comportamento di M$ nel "caso Yahoo"): M$ tende sempre in direzione della M... della M... di MONOPOLIO!

    e ci va seguendo l'unica strada che, da quando è nata, ha imparato a conoscere e percorrere: quella lastricata da dollaroni, fudding, lobbying, brevetti e cause legali, marketing "aggressivo" per software e servizi non proprio "al bacio" (http://en.wikipedia.org/wiki/KISS_principle), politiche commerciali "discutibili" (leggasi: abuso di posizione dominante), "accordi" commerciali (tipo: se ti accordi con me non ti faccio causa = non ti faccio fallire)... e chi più ne ha più ne metta...

    sempre per rispondere alla domanda finale di mafe e magari anche per capire meglio di chi si sta parlando, consiglio di leggere (per chi non lo avesse ancora fatto) il famoso articolo "Microsoft: storia di un monopolio" di C. Gubitosa (http://web.peacelink.it/boycott/microsoft/ms.htm)

    è un articolo, molto ben documentato (fatti non parole), del novembre 1998... che ancora oggi basta e avanza per rendersi conto...

    saluti

    ps: buon Yahoomsn a tutti!
    non+autenticato
  • > bene! oggi riposo!
    >
    > questo articolo di mafe proprio non necessita di
    > "traduzione" alcuna: diretto, lineare, chiaro e
    > di buon livello
    > tecnico

    concordo.
    e aggiungo. finalmente. Sorride
    vuoi dire che dopo mesi di cacate anche la mafe si sia decisa di perdere una mezz oretta per scrivere un articolo?


    > è la conferma, per chi avesse ancora qualche
    > dubbio, che mafe di marketing in generale e di
    > web-marketing in particolare ne sa
    > eccome!

    aspettiamo almeno che gli articoli "utili" sia pari a quelli "inutili"...
    comuqnue questa e la strada giusta secondo me
    non+autenticato
  • - Scritto da: o come
    > vuoi dire che dopo mesi di cacate anche la mafe
    > si sia decisa di perdere una mezz oretta per
    > scrivere un
    > articolo?

    Ahem... Un minimo di decoro verbale nella tua vis polemica
    sarebbe altamente apprezzabile.

    > aspettiamo almeno che gli articoli "utili" sia
    > pari a quelli "inutili"...

    Traduzione: aspettiamo almeno che gli articoli "che capisco" siano pari a quelli "che non capisco"...
  • concordo veramente bello quest'articolo e profondo....
    non+autenticato