Paolo De Andreis

PLIO: OOXML una minaccia

In una intervista a Punto Informatico il Progetto linguistico italiano OpenOffice.org attacca le strategie di Microsoft sui formati documentali e ribadisce: uno standard ISO gi c' ed ODF. Tutto il resto fuffa

Roma - Le grandi manovre di Microsoft per portare il suo coccolatissimo formato documentale OOXML all'approvazione definitiva da parte di ISO procedono senza sosta, ma non si ferma l'opposizione di chi ritiene che quel formato non debba essere approvato. Tra questi, anche l'associazione PLIO - Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org che i lettori di Punto Informatico conoscono bene e che ora ribadisce: OOXML è un problema. PI ne ha parlato con loro e in particolare con Italo Vignoli. Ecco cosa è emerso.

Punto Informatico: La sensazione è che tra i sostenitori di ODF vi sia la percezione che OOXML rappresenti una minaccia, che ne pensi? In che modo il formato proposto da Microsoft può intaccare il ruolo di apertura giocato da Open Document Format?
Italo Vignoli: Il formato OOXML di Office 2007 è una minaccia, e non solo per i sostenitori di ODF ma per tutti gli utenti delle suite per ufficio, e quindi per gli stessi utenti di Microsoft Office. Infatti, si tratta di un formato parzialmente aperto e certamente non libero, che ha bisogno di modifiche radicali per diventare uno standard. Le motivazioni sono talmente numerose e complesse da rendere impossibile una sintesi, per cui rimandiamo al sito della ODF Alliance per i commenti.

PI: Una sintesi..?
IV: Semplificando il problema, l'obiettivo di OOXML è di perpetuare il "lock in" dei vecchi formati proprietari di Office, in modo tale da rendere quasi impossibile la scelta di altri prodotti in grado di scrivere file in formato standard. OOXML è artificiosamente complesso: le specifiche sono circa 6.000 pagine, contro le 700 del formato ODF, e non c'è bisogno di essere degli specialisti per capire come un documento così lungo impedisca a chiunque - tranne a chi lo ha scritto - di raccapezzarsi al suo interno.
In questo momento, però, il processo di revisione del formato da parte di ECMA, in previsione del voto di fine febbraio, potrebbe modificare in modo radicale lo scenario. Le modifiche, seppur limitate agli aspetti tecnici, in quanto ECMA non ha affrontato alcuni aspetti legati alla proprietà intellettuale, sono così numerose da stravolgere il formato OOXML, al punto che - se verranno approvate tutte - ci troveremo di fronte a un formato diverso da quello di Office 2007.
Le modifiche, inoltre, hanno avvicinato OOXML a ODF, tanto che le le differenze tra i due formati si sono ridotte a non più di 400 pagine (su 6.000). A questo punto, c'è da chiedersi se ha senso continuare a mantenere due formati distinti, o lavorare a favore di una convergenza così come OASIS e ODF Alliance hanno sempre auspicato.
PI: ODF si è guadagnato rapidamente lo status di standard ISO, un procedimento che sta seguendo anche OOXML, già standard ECMA, che affronta però una situazione ben diversa. stato detto che la formalizzazione a standard ISO di OOXML potrebbe dar vita a scelte problematiche soprattutto da parte delle pubbliche amministrazioni. Ma è davvero così? E in che modo?
IV: La standardizzazione di ODF non ha incontrato problemi per due motivi: la definizione delle specifiche è durata tre anni e quindi ha rispettato le "best practice di queste operazioni (consenso dei partecipanti, verifica degli aspetti tecnici, coinvolgimento degli esperti esterni, eccetera), e il documento finale di 700 pagine - scritto a più mani e senza l'intervento di Sun - non ha richiesto alcun tipo di modifica.
Al contrario, le specifiche OOXML sono state scritte in sei mesi (48 pagine al giorno) senza nessun lavoro collegiale, e durante il procedimento di "fast track" - che si concluderà a fine febbraio - hanno sollevato migliaia di commenti concettuali, procedurali e tecnici, tanto che Microsoft per superare uno degli aspetti più controversi è stata costretta a rilasciare le specifiche dei vecchi formati proprietari. Inoltre, il procedimento è stato segnato da alcuni episodi discutibili, che hanno avuto il loro culmine in Svezia, dove il processo è stato addirittura annullato a causa delle irregolarità compiute da un dipendente Microsoft.

PI: Volendo cercare gli elementi più critici a vostro avviso?
IV: OOXML non ha i requisiti per diventare uno standard ISO nella forma attuale, senza implementazione open source, senza una documentazione completa delle specifiche (e in particolare di macro, script e crittografia), e senza una vera interoperabilità tra piattaforme, in quanto l'implementazione per MacOS è parziale (manca VBA) e quella per Linux completamente assente. OOXML non risponde alle esigenze legali e pratiche delle aziende e degli enti che devono gestire il flusso delle informazioni tra processi e sistemi eterogenei, e conservare nel tempo il proprio patrimonio di informazioni.
Il recente service pack di Office, che ha sospeso all'improvviso il supporto di 26 vecchi formati dei file, senza alcun tipo di preavviso o informazione agli utenti, è solo un anticipo di quello che succederà a chi adotterà OOXML come formato dei documenti (l'editing dei registri di Windows è un'operazione complessa che non può essere considerata alla portata degli utenti di una suite per ufficio, e non è una soluzione al problema).

PI: In questi giorni la Commissione Europea ha voluto aprire un nuovo fronte antitrust con Microsoft e ha citato nello specifico anche OOXML, sostenendo di voler capire se e in che modo possa rappresentare un formato anti-competitivo. Che ne pensi?
IV: La Commissione Europea, evidentemente, condivide le nostre opinioni, e ha gli strumenti e le competenze per portare il dibattito nelle sedi più opportune, perché vengano presi gli opportuni provvedimenti a tutela degli utenti.

PI: Il confronto tra ODF e OOXML si gioca su molti tavoli diversi. Qualche tempo fa il Burton Group ha pubblicato un'analisi, 37 pagine per affermare, in buona sostanza, che l'implementazione di OOXML finirebbe per costare meno alle imprese rispetto ad ODF. Nella paper si parla anche di caratteristiche tecniche di OOXML più estese e complesse di quelle di ODF, dando l'idea che OOXML più di ODF sia in grado di rispondere alle esigenze, in continua mutazione, delle aziende dei più diversi settori. Hai letto quell'analisi? Che ne pensi?
IV: Noi non vogliamo mettere in dubbio l'indipendenza di Burton Group, ma troviamo sorprendente che le conclusioni di tutte le ricerche siano sempre a favore di Office (prima di ODF, era finito nel mirino Google Docs). La ricerca che confronta ODF e OOXML, inoltre, è talmente piena di errori e omissioni da rendere impossibile una risposta sintetica. Per questo, oltre a segnalare la risposta ufficiale della ODF Alliance, abbiamo ritenuto opportuno riassumere le nostre posizioni all'interno di un comunicato stampa.

PI: Il Burton Group, ma è un'ipotesi che anche gli esperti di Microsoft non scartano a priori, preconizza il possibile avvento un domani di un terzo standard, calato dall'alto dal W3C o frutto di un ulteriore sviluppo dei due formati rivali. Ti sembra una previsione realistica? In ISO la delegazione francese ha detto no ad OOXML perché - ha poi precisato - vuole una convergenza tra i due formati.
IV: Prima di rispondere, vorrei ristabilire la verità dei fatti. ODF è lo standard ISO per i documenti da ufficio dal maggio 2006, e sin dal primo momento è stato aperto al contributo di Microsoft, che - pur essendo tra i fondatori di OASIS - ha sempre rifiutato di partecipare alla definizione del formato. Quindi, il rivale è OOXML, e lo è per scelta precisa di Microsoft.

ODF è nato come standard indipendente, ma non come standard immobile, per cui la sua evoluzione - oggi siamo alla versione 1.2 - era prevista sin dalla prima ora, e questo fatto era perfettamente noto a Microsoft. Infatti, OASIS e ODF Alliance hanno più volte invitato l'azienda di Redmond a collaborare all'evoluzione di ODF piuttosto che a presentare una seconda proposta di standard, perché questa sarebbe andata a sfavore degli utenti più che a suo favore, come infatti è avvenuto.
La nostra posizione è chiara: lo standard per i documenti da ufficio c'è, ed è ODF. Se Microsoft e W3C intendono collaborare alla sua evoluzione, nel rispetto delle regole definite da OASIS (un consorzio indipendente a cui Microsoft è associata sin dalla fondazione), noi non possiamo che essere felici, perché questa sarebbe la conferma del fatto che la nostra proposta iniziale era quella corretta.

PI: In Nord Europa, in Olanda e in Norvegia ad esempio, ODF viene sospinto nelle pubbliche amministrazioni. Secondo Microsoft scegliere ora, in un momento in cui i formati XML sono ancora così giovani, potrebbe rappresentare un rischio di spesa soprattutto in ambito pubblico. Adottare subito un formato piuttosto che un altro, anziché puntare ad esempio su entrambi, può davvero essere un rischio?
IV: Anche in questo caso, prima di rispondere vorremmo fare chiarezza. Il confronto sui costi tra OOXML e ODF deve rispettare gli stessi parametri, e - per uniformità - deve includere il costo della licenza più quello della formazione e del supporto, o solo il costo della licenza. Altrimenti, si spacciano per obiettivi dei confronti che non lo sono, in quanto le due soluzioni non partono da una base di parità.

Perché chi adotta OOXML deve pagare solamente il costo della licenza di Office, mentre chi adotta ODF ha sempre bisogno anche della formazione e del supporto? Tra l'altro, è molto più complesso il passaggio da Office 2003 a Office 2007 che quello da Office 2003 a OpenOffice.org, e i problemi di sicurezza più gravi sono quelli di Office e non quelli di OpenOffice.org e degli altri software che adottano ODF.
Perché tutti danno spazio e ampio credito alle ricerche sponsorizzate o ispirate da Microsoft e ignorano quelle veramente indipendenti - Unione Europea, Ministero delle Finanze della Finlandia - che affermano esattamente il contrario, ovvero che passare a OOXML costa molto di più che passare a ODF, sulla base di indagini tra gli utenti e non di proiezioni degli analisti?

PI: La suite Microsoft Office 2007 propone come formato di riferimento OOXML ma, come noto, è da tempo in grado di interpretare anche ODF. Anche WordPerfect di Corel punta alla coesistenza dei due formati. Nella comunità di OpenOffice.org come si interpreta questo genere di approccio?
IV: Crediamo che non ci sia bisogno di dare un'interpretazione a questo tipo di scelte. Corel e Microsoft, evidentemente, hanno compreso che per operare a tutti i livelli in alcuni mercati europei è necessario il supporto di ODF.

PI: La comunità di OpenOffice.org si è arricchita nel tempo di importanti player del settore tecnologico, come IBM, Sun o Novell, per fare un esempio. In che modo si va evolvendo il rapporto con queste realtà industriali di primo piano? Gli interessi di queste corporation, naturali competitor di Microsoft, possono riversarsi anche nelle scelte strategiche di OpenOffice.org ad esempio rispetto proprio ai formati documentali?
IV: La comunità OpenOffice.org è nata per iniziativa di Sun, che nel 2000 ha donato il codice sorgente di StarOffice e fino a tutto il 2006 ha fornito la maggior parte delle risorse di sviluppo. La situazione è progressivamente cambiata con l'arrivo di Red Hat, Novell e Google, che hanno gruppi più o meno grandi di sviluppatori di OpenOffice.org, e si è rovesciata nel corso del 2007 con l'ingresso di Red Flag (la software house dell'Accademia delle Scienze del Governo Cinese) e IBM, che hanno apportato ciascun un gruppo di circa 50 sviluppatori. Oggi, Sun non è più l'unico sponsor di OpenOffice.org, anche se mantiene la proprietà intellettuale del codice e il coordinamento del progetto.
La presenza di tutte queste aziende, caratterizzate da culture, strategie e obiettivi diversi nell'area del software open source, ha rafforzato la comunità, che oggi è il luogo all'interno del quale vengono prese le decisioni di tipo strategico, perché in questo modo si evita che qualcuno prenda il sopravvento e orienti le scelte in base agli interessi privati e non a quelli pubblici. Nel caso del formato, poi, questo è in mano a OASIS, e quindi a un consorzio di imprese molto ampio, di cui fa parte anche Microsoft (che, pur non essendo mai intervenuta, ha comunque il diritto e la possibilità di farlo in qualsiasi momento).

Le comunità open source, che pochi conoscono e molti confondono con gruppi di scalmanati facinorosi, sono un formidabile strumento di equilibrio e selezione dei progetti sulla base degli interessi degli utenti, proprio perché i meccanismi interni sono trasparenti - le minute di tutte le riunioni sono accessibili a tutti i membri - e soggetti al giudizio comune. Questo impedisce che un singolo soggetto - azienda o gruppo di interesse - prenda il sopravvento sulla base di obiettivi che non vengono condivisi dalla maggioranza.

PI: Di OpenOffice e di ODF si parla molto anche in Italia. Che interesse riscontrate nelle aziende e nelle pubbliche amministrazioni? Si tratta di ambienti tradizionalmente legati ai software proprietari?
IV: Il numero di aziende e pubbliche amministrazioni che migrano a OpenOffice.org cresce di giorno in giorno, come dimostrano la crescita del numero dei download e delle richieste di supporto che arrivano alle mailing list del PLIO e al newsgroup in italiano. In Italia, OpenOffice.org - grazie all'attenzione di tutti i media - ha un livello di visibilità superiore a quello di tutti gli altri Paesi, con l'eccezione della Francia, dove la maggior parte della Pubblica Amministrazione e alcune aziende di grandi dimensioni sono migrate con decisione verso il software open source. Il fenomeno si sta allargando, e sta intaccando in modo progressivo gli ambienti più vicini al software proprietario. La scommessa, per noi dell'Associazione PLIO, è quella di sostenere la crescita potendo contare solamente sulle forze dei volontari e sulle donazioni dei sostenitori.

a cura di Paolo De Andreis
376 Commenti alla Notizia PLIO: OOXML una minaccia
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  • Pertanto la crociata NO-OOXML oltre che persa si è rivelata priva di senso...
    non+autenticato
  • io nn sn totalmente contro il sw free e/o open... però nn bisogna esagerare. E nn capisco xkè MS nn può obbligare a usare X, ma il free si sente libero di obbligare a nn usare X (e magari a usare Y)... insomma è come dire "sono contro la dittatura di tizio. voglio essere io il dittatore"... scusatemi, magari l'ho marcato troppo. ma dietro certi discorsi (letti da altre parti soprattutto) ci leggo tanto marcio e ipocrisia dietro.
    non+autenticato
  • ...infatti non c' è alcun obbligo...

    ...uno può, se vuole, usare i suoi programmi closed source con i suoi formati close....

    ...non va bene obbligare il pianeta ad usare, "de facto", standard close....

    ...può semmai, chi produce software a pagamento close source implementare lo standard open nel suo software.... se vuole che sia compatibile.... altrimenti "parleranno" solo tra di loro (!)

    ...ps: a quando non lo conoscono, c' è la petizione da firmare quì > http://www.noooxml.org/petition-it

    ...ahh a proposito qualche punto di Vista del "nostro" > http://www.openlinux.eu/content/view/33/38/
    non+autenticato
  • - Scritto da: dorylinux

    > ...non va bene obbligare il pianeta ad usare, "de
    > facto", standard
    > close....

    nessuno obbliga nessuno a far nulla. vuoi usare ODF e OpenOffice o qualsiasi altra suite/programma che supporta questo formato, nessuno ti sta impedendo di acquistare/scaricare per usare questo benedetto formato ISO. se qualcuno veamente ti costringe (ti tiene legato, ti minaccia, ha sequestrato il tuo iPod e ti ricatta) a non usare un dato formato, rivolgiti ai Carabinieri, alla Magistratura Italiana.

    state gridando "Al lupo, al lupo", ma dov'è il lupo?
    non+autenticato
  • ...ehi simpaticone guarda-gurda cosa ho trovato quà >
    non+autenticato
  • - Scritto da: dorylinux
    > ...ehi simpaticone guarda-gurda cosa ho trovato
    > quà >
    > http://www.youtube.com/watch?v=ITzX7zRgOkA

    cos'è? ah la puntata di report! embe'?? a parte che là si parla del sw libero come se fosse solo gratuito. questo dimostra ancora una volta che nella testa di alcuni sedicenti sostenitori del sw libero ci sia esclusivamente l'idea che il software debba essere dato via gratis. tu Stallman e la sua celebre frase "free as a free speech, not as a free beer" non l'hai mai letta né mai capita, vero???

    P.S. i dipendenti della P.A. di Bolzano secondo un recente sondaggio sono i più assenteisti d'Italia. forse è per questo che la provincia vuole risparmiare sulle licenze: se i dipendenti sono quasi sempre assenti, perché spendere milioni di euro in licenze per il software? risparmiamo!
    non+autenticato
  • ...quello che spinge ANCOR DI PIU' ad usare l' open source sono gli interventi ....... molto crudi e violenti.......di chi sostiene i prodotti close source....................... che sommati all' arrogante-becera-sporca-politica (ahh ecco a chi assomigliano!) intrapresa per imporre a tutti i costi i propri prodotti....... non dà oggettivamente altra scelta......

    La libertà non ha prezzo, mi dispiace!

    PS: ....e ci teniamo i nostri $oldi in tasca Occhiolino
    non+autenticato
  • ma scusa, se sviluppi software che ci campi a fare se non per tentare di diffonderlo il più possibile, vendendolo il più possibile guadagnando il più possibile??? robe dell'altro mondo! ovvio ka la pallinopinco srl nn avrà mai la forza di un'azienda come MS. Quest'ultima, da multinazionale qual'è, usa metodi anke abbast incisivi... la storia della libertà poi sa solo di ideologismo inutile in qsto caso.
    non+autenticato
  • - Scritto da: di passaggio

    > la storia della libertà poi sa solo
    > di ideologismo inutile in qsto
    > caso.

    stai parlando ad un taccagno che non vuole pagare per il software che usa e confonde la libertà con la gratuità, in barba a quanto detto dall'ideologo che ha teorizzato il sw libero, Richard Stallman (free as a free speech, not as a free beer).
    non+autenticato
  • - Scritto da: di passaggio
    > ma scusa, se sviluppi software che ci campi a
    > fare se non per tentare di diffonderlo il più
    > possibile, vendendolo il più possibile
    > guadagnando il più possibile??? robe dell'altro
    > mondo! ovvio ka la pallinopinco srl nn avrà mai
    > la forza di un'azienda come MS. Quest'ultima, da
    > multinazionale qual'è, usa metodi anke abbast
    > incisivi... la storia della libertà poi sa solo
    > di ideologismo inutile in qsto
    > caso.

    ...scusa se mi ripeto ma forse non ci siamo capiti abbastanza.
    Che sia del tutto naturale passare sopra a tutto pur di vendere il proprio prodotto è un' idea, malsana, che suona naturale a chi fà parte di tale sistema.... e si vede, ahimè, che non hanno altro....banalmente, aggiungo (!)

    Quando vado a comperare del pane... dico al paniettere CHE, PANE VOGLIO....e lui me lo dà.......

    Al momento in cui scriviamo si và dal panettiere e lui ci dà CHE PANE VUOLE LUI AL COSTO CHE VUOLE LUI (IN PAESE E' L'UNICO PERCHE' HA AMAZZATO GLI ALTRI PANETTIERI), ....obbligatoriamente..... che è tra le altre...... di un solo tipo e blocca la digestione...sapendo come lo fà...e cosa non fà per mantenere questa dittatura.....

    ...per i discorsi da bar "fai dell' ideologismo - sei ideologista - allora sei comunista - e ad-libitum " ...con me e banda NON attacca...

    Concretamente > ... usiamo prodotti&formati della comunità open source e.... quel che più interessa al "nostro" >>> ci teniamo i soldi in tasca!!!

    STOP! ..... Sorride
    non+autenticato
  • ma che diavolo dici???
    non+autenticato
  • ...forse leggermente ot ma in tema con mondo close/open source rivolto ai colleghi wmaster:

    1) quando si fà il beckend di gestione per il cliente > che sia gestibile solo da firefox

    2) date questo link ai vostri clienti il quale offre un' ampia panoramica sul mondo open, gestionali compresi > http://linguistico.sourceforge.net/wiki/doku.php?i...

    buona giornata Occhiolino
    non+autenticato
  • sì iniziamo anke coi gestionali open... poi arriviamo anche al software di nicchia, tipo software per ingegneri edili, idraulici ecc... sw destinato a enti pubblici... piano piano... poi chiudiamo tutti e ce ne andiamo in vacanza.

    PS: pensavo una cosa, a proposito di libertà. converrai cn me che quei siti di cui si parlò poco tempo fa, che obbligavano ad avere firefox, nn è ke si comportino meglio di MS... certo la colpa è di chi ha fatto le scelte proprio x quei siti, nn di FF in se e per se... però.. insomma sn maliziosetto sulla cosa.
    non+autenticato
  • ...ti ho già risposto sai...

    ...questo è lo stato delle cose.... rode a qualcuno.... vabbe, sarà niente.... si trovi un' altra corte per continuare a fare ciò che sa far meglio > il cortigiano...... il sottopancia. ....quello che vuoi tu...

    ..in questa vita ognuno è libero di esprimersi come meglio gli riesce e crede.... c' è nè una sola ahime (!), ognuno può valutare come viverla.... con serenità&armonia nei confronti del prossimo, oppure.... dedicarsi al far soldi... e per far questo deve, prima o poi, fare i conti sul fin dove spingersi per arrivare al suo (opinabile e patetico) obiettivo..... và da sè che molte volte dovrà scegliere se "calcare la mano" ed andare oltre il comune senso del buon senso,oppure no..... di suo un personaggio così è-molto-ma-molto-fragile..... quasi come un bambino.... secondo te che strada prenderà? ...quella che lo porta ad accapparare delle cose per se (fase anale) oppure, a dare qualcosa (fase genitale)... non serve una laurea in psicologia per tirare le somme....

    il finale è sempre lo stesso:

    >>> diamo una bella pacca sulla spalla al "nostro" perchè i suoi metodi sono a dir poco sconcertanti e, nel salutarlo affettuosamente per i bei tempi andati gli comunichiamo, con piccolo sorriso sulla labbra, che da oggi in poi ci teniamo i soldi in tasca!!!
    non+autenticato
  • ma di chi parli? a chi e a cosa ti riferisci? guardo inizio a pensare che prendi in giro scrivendo cose senza senso!Annoiato
    no, nn mi riferisco a concetti errati... proprio a frasi e paragrafi il cui significato è oscuro.
    molto preoccupante tutto ciò.
    non+autenticato
  • > con serenità&armonia nei confronti
    > del prossimo,

    Ma la vuoi finire con la commediola da avanspettacolo?

    Che se IBM - Sun - Google non vi pagavano i post, voi mica li scrivevate!!!!

    Bella storiella quella dell'Open Source... "risparmiate i costi della licenza". Sì, però poi dovrete avere la nostra consulenza (i software Open Source, mica sono quelli Microsoft, che li installi e li usi), e con quella, vi faremo sputare sangue!

    Ecco il vero motore dell'Open Source!

    Che se era davvero "gratuito", era morto dopo due giorni...
    non+autenticato
  • Ma perchè il mondo open source si mette ad usare gli stessi strumenti di M$ e ci rifila queste patacche? Perchè Punto Informatico non la smette? a chi frega cosa di queste stronzate? OpenOffice è riuscito in una cosa a emulare perfettamente Office: nelle panzane del marketing, che ora non ha vergogna di utilizzare l'etica open source i suoi traffici. Ma vergognatevi, abbasso OpenOffice e tutti gli openofficiari.
    non+autenticato
  • Scusa non ho capito nulla del tuo post. Volevi dire qualcosa di interessante o utile? Se così non è non rispondermi va bene uguale.

    Ciao,
    Valerio
    non+autenticato
  • - Scritto da: Kosmos

    Non è certo negando l'evidenza che si fa qualcosa di utile, come sembra che tu pretenda di fare. A che serve la tua risposta? a nulla... rifletti.
    non+autenticato
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