P2P e pedoporno sullo sfondo del Safer Internet Day

L'indagine ha preso di mira utenti che usavano Direct Connect per scambiarsi materiali illegali, ed č scattata a ridosso del Safer Internet Day. Nuovi dati di SaveTheChildren: la maggiorparte dei giovani online vuole pių protezione

P2P e pedoporno sullo sfondo del Safer Internet DayRoma - Sono scattate ieri, alla vigilia del giorno consacrato alla Safer Internet, 12 perquisizioni domiciliari a carico di utenti italiani di piattaforme di file sharing, utenti accusati di possedere ed aver scambiato grandi quantità di materiali di pornografia infantile. Un'operazione dal titolo emblematico, "Direct Connect", che basta a far comprendere quale sia il sistema di scambio finito nel mirino degli agenti della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Catania.

Direct Connect, in particolare attraverso il client DC++, secondo la ricostruzione degli inquirenti veniva impiegato per scambiare fotografie ma soprattutto video. Materiale che girava sotto forma di file con nomi ed estensioni artatamente modificati, nel tentativo degli utenti interessati, evidentemente, di rendere meno palese la natura del materiale che quei file contenevano. Va da sé, ma questo si saprà soltanto con la successiva analisi dei computer sottoposti a sequestro, che alcuni di quegli utenti potrebbero essere stati coinvolti con il download di materiale che credevano legittimo, o comunque diverso da contenuti di pornografia infantile.

Ad ogni modo è proprio l'operazione "Direct Connect", che ha interessato perquisizioni in diverse città italiane, giunta peraltro a ridosso di altri blitz in Italia, ad aver caratterizzato la vigilia del Safer Internet Day, il giorno dedicato alla sicurezza, in particolare dei più piccoli, in vista del quale ieri la onlus Save The Children Italia ha rilasciato nuovi dati sull'approccio tecnologico dei giovani utenti italiani, dati condensati nella ricerca dal curioso titolo Profili da sballo. Gli adolescenti italiani e i social network.
Si tratta di una indagine che ha coinvolto un "campione rappresentativo" di italiani tra i 13 e i 17 anni, una ricerca svolta da Doxa nella quale secondo la Onlus si racconta "per la prima volta cosa fanno e dicono gli adolescenti italiani nelle grandi community virtuali".

In realtà si scopre che il 73 per cento di loro almeno una volta è entrato in quella che viene definita una "community online", una definizione che comprende spazi web-oriented come MySpace o Facebook ma anche client di instant messaging come "MSN Messenger", con cui viene chiamato nella ricerca il "Windows Live Messenger" di Microsoft. Di questi giovani molti, il 66,7 per cento, vi ha aperto un profilo "e dunque - spiegano gli esperti - li utilizza frequentemente". Come a dire, cioè, che chi effettua l'iscrizione rimane poi fedele utente di quella community, un'affermazione che cozza contro l'esperienza comune, ma evidentemente non statistica, di chi si imbatte in moltissimi profili aperti su questa o quella community ma del tutto abbandonati dagli iscritti.

Ad ogni modo, molti giovani usano questi ambienti soprattutto per chiacchierare con gli amici eppure il 24,8 per cento sarebbe entrato in contatto con adulti "o ha vissuto esperienze non piacevoli quali imbattersi in materiale pornografico (il 15 per cento), sentirsi chiedere immagini provocanti (il 9 per cento) o sesso online (7 per cento)".

Ed è proprio quanto succede in queste communities, tra le quali viene elencata anche YouTube, che spingerebbe il grosso dei giovani a chiedere più protezione ai gestori di questi strumenti. Secondo la rilevazione non lo chiede il 20 o il 30 per cento, lo chiede addirittura l'86 per cento "dei giovani iscritti ai social media".

Ciò che anche preoccupa gli osservatori della Onlus, e forse molto meno i ragazzi, è la scarsa attenzione alla privacy. Ragazze e ragazzi tendono a rivelare molto di sé online. Nei propri profili il 74 per cento pubblica il proprio nome vero, il 61 per cento posta le proprie foto, più della metà vi lascia l'indirizzo email e quasi la metà ci infila pure il proprio cognome. Alcuni, il 18 per cento, non esitano a dichiarare quale scuola frequentino. Stando al grafico qui sotto, inoltre, solo una piccola percentuale dei ragazzi ritiene che sia impossibile "risalire a chi sei veramente" a partire proprio dai dati lasciati in rete.

quanti ritengono quanto sicuri i propri dati personali


Di preoccupazione ha parlato non a caso Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia, secondo cui "il fatto che i ragazzi lascino tutte queste impronte digitali può renderli identificabili da adulti potenziali abusanti o da coetanei che vogliano esercitare una qualche forma di bullismo. Bisognerebbe ridurre al minimo le informazioni che si richiedono in fase di registrazione e fare in modo che i profili dei minori siano resi privati già nelle impostazioni predefinite. Invece su alcuni social network, soprattutto italiani, queste precauzioni non vengono prese".

A far venire i capelli dritti agli esperti, invece, il fatto che il 28,8 per cento dei giovani iscritti abbia poi incontrato di persona, offline qualcuno in cui si è imbattuto in rete. Nel 37 per cento dei casi i minori sono andati da soli a questi appuntamenti. A preoccupare però è anche solo l'intessere ua relazione tra minori e adulti, anche se non sfocia in un incontro off line. "Da una parte sarebbe scorretto ravvisare automaticamente nella relazione fra un adulto e un minore un comportamento pedofilo - sostiene Neri - dall'altra viene da chiedersi perché una persona di tanti più anni debba interessarsi a un minore. Tuttavia dobbiamo anche rilevare che alle volte sono gli stessi ragazzi che ricercano attivamente un contatto con gli adulti, anche per la gratificazione psicologica che ne deriva".

Può essere interessante notare come secondo un altro studio presentato ieri dal progetto EDEN, tra gli studenti francesi e quelli italiani vi sono differenze importanti nell'approccio ad Internet. Nella fascia 11-14 anni, l'atteggiamento dei giovani è di maggiore cautela e più prontezza nell'avvertire un adulto nel caso in cui ci si imbatta online in una situazione sgradevole o poco chiara. Addirittura la navigazione viene percepita come rischiosa dal 25 per cento di ragazzi francesi in più rispetto a quelli italiani. E si sale al 40 per cento di differenza quando, appunto, si va a vedere il coinvolgimento degli adulti in situazioni di "rischio".

Conclude Neri: "In occasione del Safer Internet Day vogliamo rivolgerci in particolare ai gestori di social network e, insieme a loro, individuare le misure e le azioni necessarie affinché i social media assicurino ai minori il diritto di esprimere liberamente il loro bisogno e desiderio di socialità, conoscenza e comunicazione, garantendo allo stesso tempo il diritto di ogni ragazzo o ragazza ad essere protetto e tutelato da potenziali rischi".
93 Commenti alla Notizia P2P e pedoporno sullo sfondo del Safer Internet Day
Ordina
  • In merito a questa indagine della polizia postale,leggete qui che dice il sito di Ecpat,che si batte contro lo sfruttamento minorile:
    http://www.ecpat.it/news/rassegna.html
    La notizia del 13/2 sull'"incauto 18enne": volete sapere una cosa? Non credo a UNA parola di quello scritto nell'articolo.
    E' ridicolo che una persona che scarica musica si trovi la polizia in casa dato che per sbaglio ha scaricato un file pedo. Spero le indagini non le facciano cosi',saremmo devvero peggio del Ruanda!!
    Spero l'articolo sia solo un modo per far paura alla gente che scarica musica peer-to-peer...
    Che paese ridicolo........
    non+autenticato
  • Questa notizia l'ho sentita anche al telegiornale, quindi una specie di sesto senso mi dice che farà la fine di tutte le altre notizie analoghe, perlomeno in televisione.

    Ogni settimana ci propinano sparate gigantesche su blitz delle forze dell'ordine che portano a 3453746382 arresti, 3641367463845683 perquisizioni e 784564795438568437565537 persone indagate: tutti servizi con tanto di immagini del carabinere a petto in fuori che ci tiene a specificare il nome in codice dell'operazione e le sofisticatissime tecniche di riconoscimento di un file a prescindere dal nome (che magari sonon semplicemente degli hash, e allora mi metto a ridere), nonché il diagramma ad albero degli indagati.

    Eppure di nessuno di questi ci viene mai detto se è stato condannato e a quanto. Anzi non dicono neppure quanti di questi vengono anche solo *processati*, e questo mi dà idea che siano ben pochi e che si tratti per lo più di bufale. E questo vale tanto per la "pedofilia", quanto per il "terrorismo" (ovvero una mezza dozzina di venditori di kebab presi a caso all'indomani dello scoppio di una qualche bomba in un altro paese). E in generale vale per tutti i vari reati considerati "odiosi", per cui il forcaiolo e chiaccherone uomo della strada, che viene a sapere che X è indagato, dentro di sé ha già pronunciato la sentenza di condanna e non ha più bisogno di conoscere l'opinione del magistrato.

    Ho fiducia che Punto Informatico vorrà andare contro questa linea editoriale volta solo a pilotare i sentimenti della gente, e ci racconterà che fine fanno tutte queste strabilianti cifre. Come da titolo, o si dice tutto, o non si dice niente.

    Ciao a tutti
    non+autenticato
  • Il rapporto tra indagati, rinviati a giudizio e condannati in terzo grado è stile 10.000 - 500 - 50 e questo un po per tutti i reati, pedopornografia in primis.

    Considera anche che, la maggior parte dei processi, per i reati di pedopornografia su internet, devono ancora tenersi, visto che è un reato realtivamente "giovane" (max 10 anni), e che i tempi della giustizia sono infiniti.
    Dopo arriverà la prescrizione per la maggiora parte.

    Soldi spesi inutilmente.

    Inkuliamo invece chi produce questa merda di roba, tipo quel tipo, preso oggi, mentre se ne tornava dalla Thailandia con i video delle sue imprese !
    Un proceso per uno come quello non sarà mai troppo "caro", e non sarà mai uno spreco.

    Ma spendere milioni di euro, per dei pipparoli su internet...mah, ci sono tanti problemi..
    non+autenticato
  • Anche perchè in questi casi è sempre forte il sospetto che la notizia sia ingigantita con il fine di indurre insicurezza al punto che la gente possa accettare di buon grado provvedimenti che portino una riduzione della libertà se questa è bilanciata da un percepito incremento della sicurezza. Inutile dire che di gente che avrebbe interesse a spingere per un maggiore controllo della rete c'è eccome, specie quando si parla di p2p.
    non+autenticato
  • Non ci scordiamo, che l'IP, non identifica inequivocabilmente una persona fisica, ma un'utenza !

    Ora, a chi trovano cd e tutto il resto, beh...poco da dire, ma il semplice "aver scaricato" un file, su di un PC che magari viene usato da più persone, di per sè, è un ostacolo al rinvio a giudizio, di chi ?

    Difficile, molto difficile, processare in Italia se non si hanno certezze sull'identità dell'accusato.
    non+autenticato
  • quella che molti giovani vogliono la protezione dai pericoli di internet,mi sembra una bufala visto che stando seduti al computer non si può essere mai violentati da nessuno!
    quindi se uno non si muove di casa e non incontra nessuno conosciuto in chat il pericolo è nullo;certo se uno vuole provare esperienze diverse,allora è un imprudente e sono xxzzi suoi!
  • Se ti stai riferendo alla paranoia hai sbagliato a capire.Occhiolino
    non+autenticato
  • quello che mi rattrista e' che ormai i termini pedofilo e pedopornografia vengono usati solo per notizie inerenti internet. L'altro giorno al telegiornale parlavano dell'aumento della violenza sulle donne e di stupri su minori e non hanno chiamato i colpevoli pedofili, fateci caso, nei telegiornali gli stupratori non vengono mai chiamati pedofili anche se le vittime hanno 14-15 anni. Siamo arrivati al punto in cui chi stupra e fa violenza reale su un minore viene trattato meglio di chi guarda una foto su internet...
    non+autenticato
  • Cacchio, hai ragione. Me ne sono accorto quando ti ho letto. I violentatori violentano... gli utenti con foto prese da internet "pedopornano", che nella visione comune è molto più grave.
    Anche se in questo caso hanno preso uno che andava in Thailandia e filmava per riportare in italia il materiale e buttarlo in file sharing, però in generale si sta gridando troppo al "pedopornografico".
    Quando si scrive di gente arrestata per questi motivi bisognerebbe sempre specificare se l'accusato è un violentatore o un fruitore di questo materiale (che è molto ma molto meno grave) e poi specificare l'età delle vittime o comunque farla intendere con distinzione tra bambini e adolescenti di cui l'opinione pubblica troppe volte si dimentica la differenza.
    non+autenticato
  • > Quando si scrive di gente arrestata per questi
    > motivi bisognerebbe sempre specificare se
    > l'accusato è un violentatore o un fruitore di
    > questo materiale (che è molto ma molto meno
    > grave)


    è un comportamento "non grave ... ripeto, non grave"

    senatore Mantovano, intervistato al tg4
    non+autenticato
  • - Scritto da: Sacer
    > > Quando si scrive di gente arrestata per questi
    > > motivi bisognerebbe sempre specificare se
    > > l'accusato è un violentatore o un fruitore di
    > > questo materiale (che è molto ma molto meno
    > > grave)
    >
    >
    > è un comportamento "non grave ... ripeto, non
    > grave
    "
    >
    > senatore Mantovano, intervistato al tg4
    come non grave ,visto che fino a ieri il fruitore di semplici immagini di nudo adolescenziale era reputato un mostro peggio di pacciani da tutti i politici di destra e sinistra!a quanto pare nella rete sarà finito qualche pezzo grosso,magari di destra, e allora cercano di minimizzare!(in realtà anche io penso che ci sia un abisso fra chi guarda e chi violenta sul serio)
    se il nano pelato fosse pedofilo...depenalizzerebbero la pedofilia!!!
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    Modificato dall' autore il 12 febbraio 2008 19.38
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  • comunque uno che violenta un 14 enne o 15 enne non è da considerari pedofilia per ragioni biologiche.
    Sgabbio
    26178
  • Per il semplice motivo che le vittime hanno 14-15 anni in su. I pedofili le preferiscono più giovani.
    non+autenticato
  • - Scritto da: . . .
    > Per il semplice motivo che le vittime hanno 14-15
    > anni in su. I pedofili le preferiscono più
    > giovani.


    Non è vero, i giornali parlano di pedofili anche quando ci sono avances a ragazzi adolescenti. E lo stesso dicasi per i pedofili virtuali. La verità è che si di tutta l'erba un fascio
    non+autenticato
  • A be certo. Ora facciamo pure i sofisticati. Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • si sono dimenticati che vogliono abbassare il VOTO a 16 anni? se metti che ci vogliono almeno 11-12 anni per mettersi su un pc a chattare "agevolmente", i pedofili su chat devono sbrigarsi per restare illegali..

    fose sarebbe ora di distingure i "pedofili" che vanno dietro ai bambini da quelli a cui piacciono gli adolescenti, ci vorrebbe un nome diverso, cosi nei titoloni dei giornali uno capirebbe di che indagini si parla (e come si sta spendendo il danaro pubblico).
    non+autenticato
  • Bravo che idea intelligente ! Ma per scrivere certe cose non avevi proprio un tubo da fare eh ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: roberto
    > si sono dimenticati che vogliono abbassare il
    > VOTO a 16 anni? se metti che ci vogliono almeno
    > 11-12 anni per mettersi su un pc a chattare
    > "agevolmente", i pedofili su chat devono
    > sbrigarsi per restare
    > illegali..
    >
    > fose sarebbe ora di distingure i "pedofili" che
    > vanno dietro ai bambini da quelli a cui piacciono
    > gli adolescenti, ci vorrebbe un nome diverso,
    > cosi nei titoloni dei giornali uno capirebbe di
    > che indagini si parla (e come si sta spendendo il
    > danaro
    > pubblico).

    é noto che il più grosso problema della malagiustizia è la mancanza di denaro. Ed è noto che la ragione di tale mancanza di denaro è l'uso ingente di risorse in mesi e mesi di indagini molto poco utili (vedi per es. la quantità spropositata di intercettazioni) di interesse puramente politico e ideologico (quando non personale di qualche magistrato) o per mantenere apparati polizieschi nati in funzione di contrasto a particolari reati ma poi sopravviventi a sé stessi e alla propria funzione, tutto a spese di altre azioni di interesse pubblico (vedi per es. controlli per la sicurezza sul lavoro, per la riscossione delle imposte, per la regolarità delle operazioni finanziarie delle banche, per la sicurezza reale di cittadini/bambini reali e non cittadini/bambini virtuali) Si è perso ogni senso della misura per interessi politici puramente elettorali. Non c'è quasi oramai politico che aprendo bocca non dica qualcosa per il contrasto della pedofilia, naturalmente su internet, o che non attribuisca i meriti al proprio partito in ordine a leggi o disegni di legge vari, atti a punire quel male assoluto che consiste nel guardare delle fotografie. Ecco dove vanno a finire i soldi. E poi quando li prendono che cosa cambia? Quanti bambini sono stati salvati? E quanti innocenti (e relative famiglie) sono state rovinate?
    non+autenticato
  • - Scritto da: roberto

    > fose sarebbe ora di distingure i "pedofili" che
    > vanno dietro ai bambini da quelli a cui piacciono
    > gli adolescenti, ci vorrebbe un nome diverso,
    > cosi nei titoloni dei giornali uno capirebbe di
    > che indagini si parla (e come si sta spendendo il
    > danaro
    > pubblico).

    C'è già un termine. Si chiamano "efebofili".
    Tu però non lo sai perchè quando l'hanno insegnato eri chiuso in un armadietto.
    E io lo so perchè ti ci ho chiuso io dopo averti fregato i soldi per il pranzo.A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: roberto
    > si sono dimenticati che vogliono abbassare il
    > VOTO a 16 anni? se metti che ci vogliono almeno
    > 11-12 anni per mettersi su un pc a chattare
    > "agevolmente", i pedofili su chat devono
    > sbrigarsi per restare
    > illegali..

    Da parte mia lo abbasserei anche maggiormente, appurato che se non puoi mettere la X in schedina, nessuno sta ad ascoltare la tua opinione nè tantomeno si interessa di rappresentarti.

    > fose sarebbe ora di distingure i "pedofili" che
    > vanno dietro ai bambini da quelli a cui piacciono
    > gli adolescenti, ci vorrebbe un nome diverso,
    > cosi nei titoloni dei giornali uno capirebbe di
    > che indagini si parla (e come si sta spendendo il
    > danaro
    > pubblico).

    La distinzione già ad un piano terminologico ci sarebbe, ma ciò è reso impraticabile nei fatti, proprio da chi ha l'INTERESSE di far di tutta l'erba un fascio (ancor prima di chi non distingue per ignoranza paura e pregiudizio).

    L'infantofilia non è la pedofilia,
    la pedofilia non è l'efebofilia,
    la pedofilia non è neppure la pedomaniacalità,
    la cronofilia poi è una cosa diversa.
  • - Scritto da: Goddamn
    > L'infantofilia non è la pedofilia,
    > la pedofilia non è l'efebofilia,
    > la pedofilia non è neppure la pedomaniacalità,
    > la cronofilia poi è una cosa diversa.

    Io le trovo aberranti tutte 4.

    Cmq sia che vengano messe delle regole da rispettare che tutelino i minori e' un dato di fatto(ci sono gia' lo so),non parlo di regole sul p2p,fatte a favore delle major e spacciate come fossero a favore della collettivita',ma parlo di tutto quello che riguarda il mondo dei minori,andrebbe sistemato sto discorso perke' in rete lo sappiamo una cosa e' obsoleta anche dopo 1 mese,le norme in materia dovrebbero essere costantemente modificate ogni tot periodo,non che succede come in molti casi che gli organi di polizia devono applicare decreti di 40 anni fa.E' un problema generale questo,poi le persone inquisite,anche se colpevoli hanno diritto ad un processo veloce ed equo.Perke' avere sulla persona l'onta di un accusa come quella per 10 anni e poi essere prosciolto non lo trovo giusto.Processi veloci e condanne veloci,o assoluzioni veloci.Per il discorso del voto nn so,son dubbioso perke cmq 16 anni mi potrebbe anke andar bene,ma meno no sicuramente.Un altra cosa nn meno importante,la maggior parte dei genitori (non tutti grazie a dio) son dei pecoroni,non responsabilizzano i propri figli e valori ne danno davvero poki,una delle cause del bullismo e' proprio questa:mancanza di valori e responsabilita'
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mah
    > - Scritto da: Goddamn
    > > L'infantofilia non è la pedofilia,
    > > la pedofilia non è l'efebofilia,
    > > la pedofilia non è neppure la pedomaniacalità,
    > > la cronofilia poi è una cosa diversa.
    >
    > Io le trovo aberranti tutte 4.

    Questione di gusti... e condizionamenti culturali.

    Per come la vedo io, non c'è nella di male nel provare una forma d'attrazione anzichè un'altra. Piuttosto sarà nei modi in cui essa verrà ad esprimersi, che bisognerà fare attenzione e pronunciarsi. Purtuttavia sono per il principio, secondo cui se non si reca danno al prossimo, non si possono discriminare le minoranze sessuali sulla base di moralismi, pregiudizi o fobie acquisite.

    Non si può essere mostrificati per ciò che si prova.   

    > Cmq sia che vengano messe delle regole da
    > rispettare che tutelino i minori e' un dato di
    > fatto(ci sono gia' lo so),non parlo di regole sul
    > p2p,fatte a favore delle major e spacciate come
    > fossero a favore della collettivita',ma parlo di
    > tutto quello che riguarda il mondo dei
    > minori,andrebbe sistemato sto discorso perke' in
    > rete lo sappiamo una cosa e' obsoleta anche dopo
    > 1 mese,le norme in materia dovrebbero essere
    > costantemente modificate ogni tot periodo,non che
    > succede come in molti casi che gli organi di
    > polizia devono applicare decreti di 40 anni fa.E'
    > un problema generale questo,poi le persone
    > inquisite,anche se colpevoli hanno diritto ad un
    > processo veloce ed equo.Perke' avere sulla
    > persona l'onta di un accusa come quella per 10
    > anni e poi essere prosciolto non lo trovo
    > giusto.Processi veloci e condanne veloci,o
    > assoluzioni veloci.Per il discorso del voto nn
    > so,son dubbioso perke cmq 16 anni mi potrebbe
    > anke andar bene,ma meno no sicuramente.Un altra
    > cosa nn meno importante,la maggior parte dei
    > genitori (non tutti grazie a dio) son dei
    > pecoroni,non responsabilizzano i propri figli e
    > valori ne danno davvero poki,una delle cause del
    > bullismo e' proprio questa:mancanza di valori e
    > responsabilita'

    Hai messo molta carne sul fuoco, cercherò di risponderti in modo riassuntivo senza dilungarmi eccessivamente (cosa che a volte tendo a fare).

    Sul web sono pochi i bambini che vanno girovagando incontrollati. Io per bambini intendo le persone al di sotto degli 11-12 anni, ma so che c'è chi usa impropriamente questo termine, per riferirsi a chi ancora non ha compiuto la maggiore età.
    Questo però non deve e non può portare al ragionamento: siccome c'è la remota possibilità, dei bambini siano irresponsabilmente lasciati davanti il pc da soli, allora tutti i contenuti della rete dovranno essere adatti anche a quella fascia d'età, affinchè non si corra il rischio inavvertitamente (o volutamente) incappandovi, essi ne rimangano turbati.
    Allo stesso modo non si potrà chiudere blog o chat, luoghi di socializzazione virtuale, per evitare il rischio per i più piccoli di entrare in contatto con tipi poco raccomandabili; e non si può neppure porre degli spartiacque tra adulti e minori, perchè è giusto ognuno comunichi ciò che vuole con chi vuole; e non mancano i modi per allontanare o difendersi da eventuali molestatori (si segua la strada di leggi a favore della privacy e atte a perseguire le molestie, piuttosto che norme liberticide che impediscano di comunicare).
    A doversi adeguare al passo coi tempi, ancor prima delle leggi, è la MENTALITA'.
    Concordo che i tempi della giustizia vadano accorciati e di brutto, assieme ai tempi di prescrizione dei reati.
    Se oggi tizio ha commesso uno sbaglio, non lo si può tenere, tra indagini e processo, 5 anni sulle spine, a cui poi vanno a sommarsi quelli per i gradi d'appello, più quelli per l'eventuale pena da scontare. Ma ancor più a   monte, per poter indagare una persona, specie per reati gravi o infamanti, ci devono essere dei seri indizi di colpevolezza, a partire dai quali formulare ipotesi di reato e procedere. Non solo: le misure cautelari che potrebbero venir chieste dal pubblico ministero, dovranno essere commisurate alla gravità dell'accusa e tener conto delle efffettive circostanze.
    Purtroppo finchè ci sarà chi farà bei soldoni in mezzo a tutto questo sistema in cui ci rimettono sempre quelli che più difficilmente possono difendersi, e finchè chi accusa o giudica non dovrà rispondere del proprio operato, purtroppo le cose temo non cambieranno.

    Il voto lo abbasserei a non prima dei 12 anni, ma a neanche dopo i 14.
    Sono il primo a dire che la politica è una cosa sporca, ma è giusto i ragazzi si responsabilizzino e prendano consapevolezza delle problematiche della realtà che li circonda (non solo immediatamente da vicino) ed esprimano senza filtri le proprie necessità e i propri desideri. Se DAVVERO si vuole una società pronrta ad accoglierli, anche (specialmente) a loto misura, che rappresentano il maggiore potenziale presente, oltre che il futuro dell'insieme sociale, non si può non dargli la parola, o non abituarli ad amministrare delle risorse, o garantirgli spazi e diritti e possibilità. Il tutto senza privarli delle gioie della loro lietà età.

    Sui genitori lasciamo stare, sennò non la finisco più e rischio di offendere qualche mammina o papino che mi accuseranno di essere una volta di più, un cattivo maestro.
    I valori vanno proposti, poi è vivendo che si sceglie se abbracciarli o no, e come interpretarli.
    L'importanza del rispetto sono gli adulti i primi a predicarla bene, razzolando male.
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