Gaia Bottà

ShareReactor, grande condanna, piccolissima multa

Il gestore del sito che forniva link ai file scambiati su eDonkey è colpevole ma ride. E ha buoni motivi per farlo

Roma - Forniva l'accesso ai contenuti più vari che si scambiavano nelle reti di sharing ed era stato chiuso fra il clamore degli utenti eDonkey. A quattro anni dalla chiusura, un tribunale svizzero ha condannato l'amministratore di ShareReactor al pagamento di una multa: poco meno di 3mila euro.

ShareReactor vantava una platea di 250mila visitatori al giorno, 7 milioni di accessi mensili, ospitava link che puntavano a 1,74 terabyte dei contenuti più vari. Link a file musicali, film, videogiochi e software catalogati e ordinati per soddisfare la sete di intrattenimento degli utenti di eDonkey2000. Nonostante ShareReactor non ospitasse alcun materiale illegale, la squadra antipirateria svizzera (SAFE) e le forze dell'ordine nel 2004 avevano fatto chiudere l'archivio di link: lo definivano un metaserver.

L'amministratore, Christian Riesen, altresì noto come Simon Moon, era stato raggiunto dalla forze dell'ordine locali: server sequestrati, hard disk sequestrati, casa perquisita. ShareReactor era ricomparso in rete due anni dopo: Riesen se ne era allontanato, il servizio aveva riscosso scarso successo, gli utenti convertiti al protocollo torrent.
Ora, il verdetto del tribunale svizzero: Riesen è colpevole di favoreggiamento della violazione del copyright, un'attività che, a parere del tribunale, l'amministratore svolgeva per trarne profitto, incamerando denaro con donazioni e con la vendita di spazi pubblicitari.

La multa comminata a Riesen si aggira intorno ai 3mila euro. All'amministratore la condanna costa meno della metà di quanto è stato chiesto a Jammie Thomas per ognuno dei 24 brani condivisi su Kazaa. Costa meno delle spese che ogni mese Riesen doveva sostenere per gestire il traffico su ShareReactor.

Gaia Bottà
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