Diego Zanga

Linux all'Agenzia delle Entrate

di Diego Zanga - Ci sono casi in cui basterebbe solo qualche micro-correzione al codice per consentire il corretto funzionamento di certi applicativi anche in ambito Linux nella PA. Ecco uno di quei casi

Roma - ╚ passato quasi un anno dall'apertura del progetto Java Linux Loader: prendo l'occasione per parlare di parte dei risultati ottenuti con il progetto. L'anno scorso su queste stesse pagine, veniva segnalata l'apertura di LinuxLoader, piccolo tool per superare i problemi di riuso di applicazioni Java fin qui testate dalla pubblica amministrazione solo su piattaforma Windows e, ma solo talvolta, su Mac.

Le applicazioni in test erano Uniconline 2007, quindi Entratel: applicativi distribuiti dall'Agenzia delle Entrate (AdE) ma sviluppati da Sogei. Il 14 settembre 2006 proprio AdE aveva pubblicato una circolare secondo cui:
In considerazione del numero crescente di utenti dotati di computer con piattaforma Linux, ancorché ovviamente in configurazione dual boot con il sistema operativo Windows che garantisce la piena utilizzabilità degli attuali software applicativi, l'Agenzia sta progressivamente rilasciando le versioni adeguate al sistema operativo open source dei propri prodotti informatici.
Voi avete visto i risultati della circolare AdE? Io nessuno, il progetto nasceva anche per capire quanto mai poteva essere difficile adattare un applicativo Java all'uso in Linux.

Con il "Java Linux Loader" alcuni problemi sono corretti e alcuni applicativi, pur con qualche limitazione, funzionano con Java 1.5. Ma la palla è ferma in casa Sogei, dato che nei fatti è Sogei che ha scritto il software e che può correggerlo in modo efficiente.
Leggendo il sito di Sogei sembrerebbe che possieda un patrimonio pubblico di software. Riporto pari pari dal sito: "Il software realizzato da Sogei è un patrimonio pubblico". Ora in questo patrimonio, chiuso dentro ad una cassaforte, si deve trovare anche il sorgente di Uniconline. Ma come mai non va su Linux?

Beh, trafficando con Linux Loader ho compreso che il problema principale si puo' riassumere in questo bug, ossia un errore in Java che non supporta l'uso di lettere accentate ed altri caratteri specifici di ogni lingua nei nomi-file dei file dei programmi. Traduco in termini semplici giusto per fare un esempio: in Sogei chiamano i file "Città.class", "Società.class". ╚ un po' come voler denominare "contabilità.exe" un file di Windows, non proprio una best practice dell'informatica. E crea incompatibilità.

Ma torniamo a quella circolare: siamo giunti a febbraio 2008 e il software per Linux ancora non c'è. Dato che l'errore principale in questo programma di Sogei a mio parere si risolve in fretta (e tra l'altro mi è parso che limiti l'uso di versioni di Java più recenti della 1.3 anche su Windows), ho "pensato" di avvisare Sogei, compito tutt'altro che semplice per uno smanettone come me. Ad ogni modo siamo riusciti nell'intento. Purtroppo, finché non verrà corretto il problema, l'utilizzo in dual boot di Windows rimane inevitabile non tanto come "condizione della vita" quanto perché altrimenti certi applicativi, pur aggiornabili ma non aggiornati, sarebbero inaccessibili.

Spero che presto l'update si faccia e Sogei, come l'Agenzia delle Entrate, dimostrino di voler far proprie le possibilità della Società dell'Informazione.

Diego Zanga
eLawOffice.it
88 Commenti alla Notizia Linux all'Agenzia delle Entrate
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  • Hai una JVM aggiornata? Stai fresco, devi reinstallarti ANCHE la 1.3(.vattelapesca) altrimenti gerico neppure si installa. E sul mio sistema la JVM 1.3 non ne vuole sapere di installarsi.
    non+autenticato
  • se non si installa probabilmente e' perche' vuole il jre 1.3 come jre primario, non lo trova e quindi si ferma:

    se setti jre 1.3 come primario o lo reinstalli dovrebbe andare
    non+autenticato
  • Ma proprio di Java Web Start non ne se ne vuole sapere?

    http://en.wikipedia.org/wiki/Java_Web_Start

    Non sarebbe il vero uovo di Colombo multipiattaforma? Senza installer Windows, Mac o altro?!!!

    Una buona programmazione permetterebbe anche di far girare tutti gli applicativi "statali" Sogei nelle più recenti virtual machines, no?

    Io ho fatto girare un loro applicativo che ancora vuole la vecchissima versione 1.1.8_xy (che installata su Windows Vista fa cacao) nella più recente versione di java 1.6.0_04 prendendo l'intera riga di comando java con il "Process Explorer" sotto Windows XP.

    Ciao a Tutti,

    Carlo

    p.s. Process Explorer:
    http://download.sysinternals.com/Files/ProcessExpl...
    non+autenticato
  • > Una buona programmazione permetterebbe anche di
    > far girare tutti gli applicativi "statali" Sogei
    > nelle più recenti virtual machines,
    > no?
    >
    > Io ho fatto girare un loro applicativo che ancora
    > vuole la vecchissima versione 1.1.8_xy (che
    > installata su Windows Vista fa cacao) nella più
    > recente versione di java 1.6.0_04 prendendo
    > l'intera riga di comando java con il "Process
    > Explorer" sotto Windows
    > XP.
    Ti sei dimenticato la supercazzola prematurata...
    P.S. lo spieghi tu al commercialista vero?A bocca aperta
    non+autenticato
  • > Ti sei dimenticato la supercazzola prematurata...
    > P.S. lo spieghi tu al commercialista vero?A bocca aperta


    Ok .. ha un po' estremizzato .. però i commercialisti tra poco saranno già abituata a javawebstart: http://www.registroimprese.camcom.it/comunica_webi.../
    tutto somamto non è un idea tanto pazza..
    non+autenticato
  • Volevo solamente mettere due accento:

    - uno, sul fatto che è inutile creare gli installer per ogni piattaforma (ed inutile scusa per non supportare il numero maggiore possibile di piattaforme usando java come linguaggio "run everywhere" e java web start come ambiente di installazione/lancio/esecuzione multipiattaforma);

    - due, pensando che java web start gestisca o giri su una sola piattaforma java alla volta (o che sia comodo gestirlo così), non è poi difficile scrivere gli applicativi in modo che siano 1.6.x compliant (java 6 ha tra gli obiettivi primari la retrocompatibilità!) e la mia disquisizione sul "process explorer" voleva solo dimostrare che anche applicazioni ancora dichiaratamente legate alla 1.1.8 già ci girano! E quindi anche il dover riscrivere applicazioni per aggiornarne le dipendenze e/o riempire la macchina di virtual machines è già ora solamente una scusa o poco più...

    ╚ ovvio che non è quello il modo di operare ora per l'utilizzatore tipo... Occhiolino

    Carlo

    p.s. Consiglio aggiuntivo (NON per commercialisti!): la riga di comando java ricavata dal "process explorer" è spesso lunga in quanto contiene i riferimenti alle varie librerie usate, conviene quindi inserirla in un file batch (.bat o .cmd) e non in una icona "link".
    non+autenticato
  • Java web start non risolve il problema ma semplifica l'installazione. Dato che il jar e' sbagliato installi pero' <il jar sbagliato>.
    non+autenticato
  • Da qualche mese, non saprei dire quanto con precisione, il sito dell'agenzia per le entrate mette a disposizione alcuni servizi direttamente online. E' il caso del sistema rfaweb relativo a chi è detendore di partita iva e soggetto al regime fiscale agevolato. Peccato che non si siano ricordati di aggiornare i campi di alcuni form. E così non riesco ad inserire il codice di attività che adesso è di 6 cifre perché la casella di input ne accetta al massimo 5!
    non+autenticato
  • web developer è un'estensione di firefox che ti permette tra le altre cose di forzare i valori nelle form.

    ciao
    non+autenticato
  • sempre che si tratti di form HTML
    non+autenticato
  • Grazie senor din don, avevo pensato di modificare il form manualmente aspettavo prima una risposta dall'agenzia delle entrate.
    non+autenticato
  • ... cosa ne dice la Corte dei Conti di un Ministero che PAGA CON SOLDI PUBBLICI una società esterna per scrivere dei sw SENZA PRETENDERE -come previsto dal Codice dell'Amministrazione digitale (CHE E' UNA LEGGE DELLO STATO)- che il codice sorgente sia aperto e magari liberamente distribuito con licenza GPL???
    non+autenticato
  • Quanto alla compatibilità voglio far notare che i programmi SOGEI hanno la simpatica caratteristica di richiedere una sottoversione specifica.
    Entratel se impiegato con una versione di java diversa dalla 1.3.1_13 non è che non funziona da i numeri. Ad esempio per qualche strana ragione decritta male le ricevute (al punto che una ricevuta attestante il rifiuto può trasformarsi in una accettazione) o distrugge i certificati per l'autenticazione. Se il java si aggiorna automaticamente sono dolori.
    Ma la cosa più interessante è il comportamento dell'INAIL o quello dell'INPS.
    Fino all'anno scorso c'era la procedura alpi, utilizzabile su ogni sistema operativo dotato dell'adeguato runtime java (versione 1.4 non l'ultima ma facilmente gestibile). Quest'anno è stata abbandonata perchè "poco richiesta" (da parte di chi?).
    Viene da pensare che sia stato solo per promuovere l'obbligo ad acquistare l'apposito software proprietario da qualcuna delle solite software house.
    Il principale quotidiano economico del paese è anche fornitore di software contabile, guarda caso. I vertici degli ordini professionali interessati spesso sono revisori o consulenti delle software hause del settore o degli enti coinvolti.
    Quando l'INPS proclamò l'obbligo dell'invio degli emens nessuna voce discorde è stata riportata. La procedura è un codice .NET.
    Casse edili? Codice .NET, certificato ssl senza scadenza, è necessario disabilitare ogni restrizione del runtime per poter agire propriamente.
    O cosa dire dell'ottimo programma per la compilazione degli F24 che se c'è un proxy di mezzo non riesce a scaricare gli aggiornamenti?
    E poi vi stupite di simili cose... mah.
    La cosa più grave è un'altra invece: un vecchio diffuso abuso degli sportelli pubblici è rifiutare i documenti che non sono conformi alle opinioni dell'impiegato di turno invece di protocollarli e motivare il rigetto; i controlli attuati per prevenire l'invio di documenti telematici difformi seguono la medesima logica. Ora questo stato di cose ha legittimato una pubblica amministrazione che ascolta solo se stessa con il risultato che il contribuente è vessato e costretto a far causa ma anche del tutto all'oscuro della realtà dei cittadini.
    Ma sono cose che non si dicono. Tutti felici ed entusiasti.

    Da notare una cosa: a partire dal 1998 questo modo d'agire è stato sempre identico, a prescidere dalla composizione degli schieramenti politici. Senza alcuna eccezione, a parte tentativi, sempre pre-elettorali, di imporre linux alla PA.
    Non è la PA che deve passare a linux, i costi ed i problemi ci sono, ma deve essere lasciata la libertà al cittadino di usare il sistema operativo che più gli aggrada.
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    Modificato dall' autore il 19 febbraio 2008 19.45
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  • La cosa "buffa" è che spesso il "poco richiesto" corrisponde a "funziona", nel senso che se l'unico contatto con l'esterno è il reclamo o la richiesta di aiuto il software bacato ti asscicura mooolti più feedback di uno che lo scarichi, lo usi e và.
    non+autenticato
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