Linux alla Corte dei Conti, parla la Corte

Il responsabile dell'area sistemi operativi dell'istituzione spiega l'adozione della piattaforma Linux, l'affidabilità, la sicurezza e l'esperienza software della Corte. L'intervista del CGIT a Leandro Gelasi, responsabile OS

Linux alla Corte dei Conti, parla la CorteRoma - Alessandro Monteleone (socio del Circolo dei Giuristi Telematici) ha intervistato Leandro Gelasi, responsabile dell'area sistemi operativi della Corte dei Conti, a seguito della decisione della Corte di scegliere Red Hat Linux.

Alessandro Monteleone: A tuo parere qual è il livello di maturità raggiunta dai principali progetti open source?
Leandro Gelasi: il livello di qualità, intendendo qualità nell'accezione dell'Ingegneria del Software, raggiunta da alcuni dei maggiori progetti Open Source è elevatissimo. Anzi, in molti casi è nettamente maggiore dei rispettivi concorrenti closed source. Esempi lampanti, oltre a Linux, sono Apache e Moodle. E non sto parlando solo di funzionalità e di affidabilità, ma anche di livello di documentazione, di qualità del codice, di manutenibilità, di sicurezza, di processo di produzione.
La Corte dei conti ne è ben conscia, tanto che da tempo le piattaforme tecnologiche sono essenzialmente composte da Linux + prodotti Oracle + Apache. Su queste si appoggiano in molti casi software sviluppati ad hoc (alcuni a sorgente aperto, altri proprietari).
Per rimanere in ambito puramente OS, la Corte usa Red Hat Enterprise Linux + Squid + Samba come piattaforma per il servizio di navigazione web, con risultati eccellenti dal punto di vista dell'integrazione, delle prestazioni e della continuità del servizio.
E a breve userà Moodle per la formazione interna.

AM: Qual è la tua opinione sull'affidabilità dei programmi OS dal lato server?
LG: Su questo l'esperienza in Corte parla chiaro: se poniamo a 100 la somma dei tempi di disservizio complessivi dell'infrastruttura, la percentuale dovuta a malfunzionamento dei sistemi operativi Red Hat è al di sotto di 0.5.
Aspetti critici si sono invece presentati nell'integrazione fra parti open e closed all'interno dello stesso sistema operativo, in particolare dovuti all'uso di moduli proprietari. La professionalità del fornitore (Oracle in questo caso) ha permesso comunque di trovare una soluzione rapida ed efficace.
AM: Quali sono gli esiti della valutazione eventualmente eseguita prima dell'adozione di Red Hat e del OS più in generale in relazione al risparmio costi iniziali e TCO (Total Cost of Ownership) e quali sono i criteri di scelta nell'individuazione delle aziende di supporto e i controlli effettuati sulle stesse?
LG: La scelta di Linux e di Red Hat in realtà è stata sostanzialmente forzata dalla necessità di avere una piattaforma certificata da Oracle per i suoi prodotti. Un buon 80% dei sistemi informativi della Corte si appoggia infatti su architetture 3-tier Oracle. E Oracle lavora in strettissimo contatto con Red Hat su molti fronti.
Tra l'altro, le precedenti esperienze fatte con software Oracle su piattaforma Microsoft sono state molto deludenti dal punto di vista dell'affidabilità.
Chiaramente si è deciso che, anche dove non strettamente forzati da quanto sopra, tutti i server Linux della Corte fossero RHEL, per ovvi motivi di coerenza di gestione.
La presenza di personale in outsourcing certificato su Red Hat è stato un altro fattore importante nella scelta.

Per quanto riguarda l'OS in generale, l'orientamento è di tipo "politico" e segue le raccomandazioni del CNIPA al riguardo.
Raccomandazioni che siamo vincolati a seguire come ogni PA.
Chiaramente, OS o meno, come tutte le realtà di livello Enterprise (e la Corte lo è in senso proprio, caso raro nelle PA), non possiamo fare a meno di ampie garanzie sui livelli di servizio e di assistenza e nell'ambito dei sistemi operativi Linux solo Red Hat e SuSE sono a livelli adeguati.
La scelta è caduta su Red Hat per le certificazioni Oracle, la base installata, la qualità dell'assistenza riscontrata in passato, oltre ad un'ottima offerta economica.

AM: Puoi illustrarci le garanzie di sicurezza dell'OS ed in particolare di Red hat e di Suse?
LG: Una premessa: la Corte ha un livello di sicurezza informatico piuttosto alto per essere una PA. Soprattutto c'è un'organizzazione dei livelli di difesa piuttosto articolata e "ragionata". Di conseguenza, lato server, non abbiamo forti criticità in ambito security.
Cio' nonostante, la rapidità nel fornire patch a problemi emergenti che distingue la comunità OS è semplicemente imbattibile, almeno per i progetti maggiori.
Red Hat in questo ci dà garanzie ancora più ampie, specie considerando l'altissimo livello tecnico (riscontrato personalmente) dell'Help Desk che ci mette a disposizione. Poche realtà del software "classico" sono in grado di fare altrettanto.
Su SuSE posso parlare solo a livello di community OpenSuSE: a mio parere pur non essendo al medesimo livello dei "campioni del mondo" del security team di Debian, offre un "servizio" assolutamente valido.
A questo si aggiunge la completa accessibilità del codice sorgente, unico modo per garantire la sicurezza "interna" degli applicativi e dei sistemi (ammesso di avere personale in grado di analizzare il codice, s'intende).

AM: In concreto come valuti la flessibilità del sistema operativo e dei singoli programmi OS nell'ambito della PA?
LG: Un aneddoto personale al riguardo.
Il mio PC in Corte è un HP Compaq DC 7700 facente parte di un lotto di 1000 macchine acquisite via Consip.
Il PC è certificato per la compatibilità con Linux (può essere acquistato anche con Linux preinstallato). Ebbene: l'audio si sentiva solo dall'uscita frontale per le cuffie e non da quella posteriore per le casse (OpenSuSE 10.2), pur se la scheda era correttamente riconosciuta.
Ho analizzato il problema, patchato un modulo del kernel, risolto il tutto e inviato la modifica al sistema di bug tracking di SuSE. Dopo 15 giorni la mia patch faceva già parte del kernel ufficiale di OpenSuSE.
Prova pure a fare lo stesso con Windows...

La disponibilità del codice sorgente è ovviamente un asset impagabile, prova ne è il fatto che in tutti i contratti quadro Consip per lo sviluppo di software il codice rimane di proprietà della PA che lo ha commissionato. E ciascuna PA, tramite il "riuso" può accedere al codice delle altre. Arrivare al rilascio sotto GPL di tutto il codice prodotto da e per le PA ovviamente è un target ambizioso, ma spero caldamente che ci si possa arrivare quanto prima.

a cura di Alessandro Monteleone, socio del Circolo Giuristi Telematici

Nota
Intervista ripubblicata da Punto Informatico per gentile concessione degli interessati e disponibile su questa pagina del sito del Circolo.
156 Commenti alla Notizia Linux alla Corte dei Conti, parla la Corte
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  • Come al solito, ecco spuntare qualche entusiasta della pubblica amministrazione che elogia l'opensource facendo poi degli svarioni (samba? da quand'e' che samba serve a navigare sul web ?)
    comunque le solite belle frasi ad effetto che poi risolvono il problema di spese, (beh meglio linux che windows sicuramente sotto tutti i punti di vista) ma non risolvono il problema piu' serio che esiste in italia da molti troppi anni, alla fine chi le gestira' queste piattaforme?
    I dipendenti che lavorano liii? nooooo
    gente che se sa muovere il mouse e' gia tanto.
    Personale informatico assunto dai concorsi pubblici?
    noooooooo tutto congelato, ingessato, freezato.
    ecco che riappariranno commesse prese a meta' prezzo vero?
    che saranno subbapaltate ad un'altra azienda? vero?
    che a sua volta subappaltera' ad altri
    prendendo quattro poveri sistemisti linux tutto fare a 1100 euro a progetto.
    E tutto finira' come al solito nel deretano del povero informatico che a 1100 euro al mese dovra' fare tutto.
    Ma chissene frega se usano oracle linux, o il commodore 64 o il vic 20. Tutte emerite cazzate!
    Il problema serio in italia che dal punto di vista stipendiale per l'it sembra il burundi, svenduto poi a snc srl, che prendono le persone a 1100 euro e le rivendono a 3000 che poi le rivendono a 5000 e infine a chissa quanto al cliente finale.
    Ma crepate!
    non+autenticato
  • - Scritto da: cinico
    > Come al solito

    Ti capita spesso?

    > alla fine chi le gestira' queste piattaforme?

    Prova a rileggere chi è l'intervistato...

    > gente che se sa muovere il mouse e' gia tanto.

    Informati.
  • - Scritto da: cinico
    > Come al solito, ecco spuntare qualche entusiasta
    > della pubblica amministrazione che elogia
    > l'opensource facendo poi degli svarioni (samba?
    > da quand'e' che samba serve a navigare sul web
    > ?)


    Da quando i nostri proxy Squid sono integrati con Active Directory per l'autenticazione.

    > comunque le solite belle frasi ad effetto che poi
    > risolvono il problema di spese, (beh meglio linux
    > che windows sicuramente sotto tutti i punti di
    > vista) ma non risolvono il problema piu' serio
    > che esiste in italia da molti troppi anni, alla
    > fine chi le gestira' queste
    > piattaforme?

    Le piattaforme della Corte sono gestite tramite un appalto esterno a gara europea (cerca sul sito Consip). Niente subappalti.
    Non ci crederai, ma la soluzione in outsourcing è per la nostra infrastruttura l'unica praticabile (e quella più economica).

    > I dipendenti che lavorano liii? nooooo
    > gente che se sa muovere il mouse e' gia tanto.
    > Personale informatico assunto dai concorsi
    > pubblici?
    > noooooooo tutto congelato, ingessato, freezato.

    Sono entrato con pubblico concorso a marzo 2007.

    Il personale informatico della Corte (il cui livello tecnico ti sorprenderebbe, non tutte le PA sono uguali) si occupa di controllare quanto fanno i fornitori esterni, di dare direttive tecniche, di progettare nuove soluzioni.

    Riguardo i livelli stipendiali, il discorso vale del tutto in generale. Sono bassi, per tutti.

    Saluti

    LG
    non+autenticato
  • E' proprio interessante questo case study

    Tra l'altro, non mi ero neanche accorto di essere finito sul sito corporate. Ehi, ma... aspetta una attimo... questo è un quotidiano online, e non il sito di Red Hat... ma che diavolo...

    Gli americano hanno coniato un termine perfetto per definire cose di questo genere: "MARKETT ONE"
    non+autenticato
  • faccio riferimento ad un mio posto odierno (http://punto-informatico.it/b.aspx?ticks=633391172...) che tocca questo punto.

    Come si fa a 'riusare' qualcosa che non si sa che esista?
    I sorgenti delle applicazioni dello stato sono ben blindati in CNIPA e presso le società sviluppatrici.

    E probabilmente anche a ragione, perché molto probabilmente se qualcuno potesse vedere come sono scritte certe applicazioni i cittadini pretenderebbero la restituzione dei soldi e la testa di qualcuno ...

    In ogni caso, polemiche a parte, per fare riuso del software occorre come minimo un progetto e la definizione di un'architettura globale, e la definizione di formati e requisiti di interoperabilità standard, disponibili a tutti.

    Non nego che qualcosa sia stato fatto, ma vale solo per applicazioni specifiche, che non interoperano con altre.

    Per esempio, se volessi realizzare un'applicazione che sia in grado di integrarsi con l'anagrafe nazionale, dove andrei a prendere le specifiche? (a proposito, ma esiste un'anagrafe nazionale? Qui a Milano (dico: Milano!) per fare un semplice estratto di matrimonio non posso neppure andare in una sede decentrata del comune, e devo recarmi - e fare la coda - nella sede centrale!).

    Il CNIPA dovrebbe partire dai servizi di base, da rendere disponibili a tutti gli uffici ed amministrazioni, su cui costruire ogni altro servizio; non esiste che i diversi enti dello stato basino le proprie elaborazioni su copie diverse (e spesso disallineate) delle medesime informazioni!
  • > In ogni caso, polemiche a parte, per fare riuso
    > del software occorre come minimo un progetto e la
    > definizione di un'architettura globale, e la
    > definizione di formati e requisiti di
    > interoperabilità standard, disponibili a
    > tutti.

    Secondo me qui passeranno altri 50 o 100 anni prima che in Italia qualcuno di buone vedute indichi, legiferando, le linee guida per la PA.
    E' impossibile riutilizzare il software delle PA adesso come adesso visto che le ditte che vendono software sono migliaia e tutte assolutamente barricate dietro le loro tecnologie proprietarie.

    Io come unica soluzione (molto poco probabile in uno stato assistenzialista all'inverosimile come il nostro) vedo la creazione di una task force di professionisti seri, magari direttamente presi dalle migliori universita' italiane (non parlo dei professoroni ovviamente ma dei ricercatori giovani e talentuosi), in seno alla PA centrale, che possano porre le basi per il design di tutte le applicazioni base della PA (anagrafe, gestione del territorio, ICI e cosi' via).

    Una volta fatti i progetti si potrebbero fare implementare da qualsiasi ditta (scelto ovviamente linguaggio base e piattaforme di riferimento) con clausola che i sorgenti devono essere rilasciati sotto GPL. Il codice potrebbe essere controllato e rispedito al mittente in caso che fosse evidentemente scritto male.
    Tutti i software verrebbero poi a mano a mano installati sulle amministrazioni locali.

    Facendo cosi, a monte di un (non banale ovviamente) investimento iniziale la PA centrale produrrebbe i SW e li manterrebbe fermando una volta per tutte il continuo salasso dovuto ai software proprietari propinati da ditte che in moltissimi casi producono cose assolutamente obsolescenti, inefficienti e pieni di bug..
  • vogliamo iniziarla no, questa task force?

    Se aspettiamo che qualcuno da Roma si muova, l'unica cosa che si ottiene è che assegneranno una consulenza milionaria alla compiacente società di turno, che produrrà la solita montanga di specifiche, mettendoci la solita quantità di tempo sufficiente per fare in modo che quanto scritto sia ormai obsoleto, e si debba cominciare da capo, con una nuova consulenza e nuove parrocchie da foraggiare ...

    Pur sapendo che è una sudata, io la mia disponibilità la do.
  • - Scritto da: andy61
    > vogliamo iniziarla no, questa task force?
    >
    > ...
    >
    > Pur sapendo che è una sudata, io la mia
    > disponibilità la
    > do.

    Anche io la darei senza problemi la mia disponibilita'.
    Certo che vorrei anche un sacco di garanzie, tipo che non partecipi nessuno che sia coinvolto in ditte commerciali... e molto altro.

    Ma in ogni caso Non saprei da dove cominciare per poter proporre una cosa simile ad un governo.
  • Sinceramente non capisco tutta questa enfatizzazione per un sistema operativo che viene utilizzato in un ufficio pubblico, dove generalmente non sono richieste potenze eccezionali, se non quelle di normali archiviazioni senza particolari esigenze di calcolo.

    Oltretutto, per mia opinione vale la seguente super-equazione:

    Servizio pubblico = Ideologia = Nullafacenti = Scarsa qualità = Spese esagerate

    Nelle reti dove sono necessarie alte prestazioni infatti non troverete mai l'informatucolo di turno che gioca con le distro che trova in edicola, ma troverete server windows e unix/linux gestiti direttamente da importanti software house, con contratti di assistenza pluriennali, il resto è solo provincialismo da italietta media, decadente e illuminata.

    E poi... diciamocela tutta, il meglio dell'open source sta tutto negli USA, laddove trovi anche i brutti e cattivi closed (microsoft, oracle, adobe, sco, etc..), ergo la nostra dipendenza dall'estero non deriva dall'uso di software commerciali, ma semplicemente da assenza di cultura informatico/scientifica. Credere che questo aspetto può migliorare scaricando ogni 2 settimane una nuova distro BarbieLinux è solo ingenuità.
    non+autenticato
  • - Scritto da: gainsth
    > Sinceramente non capisco tutta questa
    > enfatizzazione per un sistema operativo che viene
    > utilizzato in un ufficio pubblico, dove
    > generalmente non sono richieste potenze
    > eccezionali, se non quelle di normali
    > archiviazioni senza particolari esigenze di
    > calcolo.
    >
    > Oltretutto, per mia opinione vale la seguente
    > super-equazione:
    >
    > Servizio pubblico = Ideologia = Nullafacenti =
    > Scarsa qualità = Spese
    > esagerate
    >
    > Nelle reti dove sono necessarie alte prestazioni
    > infatti non troverete mai l'informatucolo di
    > turno che gioca con le distro che trova in
    > edicola, ma troverete server windows e unix/linux
    > gestiti direttamente da importanti software
    > house, con contratti di assistenza pluriennali,
    > il resto è solo provincialismo da italietta
    > media, decadente e
    > illuminata.
    >
    > E poi... diciamocela tutta, il meglio dell'open
    > source sta tutto negli USA, laddove trovi anche i
    > brutti e cattivi closed (microsoft, oracle,
    > adobe, sco, etc..), ergo la nostra dipendenza
    > dall'estero non deriva dall'uso di software
    > commerciali, ma semplicemente da assenza di
    > cultura informatico/scientifica. Credere che
    > questo aspetto può migliorare scaricando ogni 2
    > settimane una nuova distro BarbieLinux è solo
    > ingenuità.

    http://cryptome.org/echelon-ep-fin.htm
    krane
    22544
  • - Scritto da: thegios
    > ??!!

    X spiegare al tipo che l'intercettazione e lo spionaggio globale esistono, vengono normalmente applicati a scopo di favoreggiamento dell'industria interna e non e' cosa buona affidarsi ciecamente a ditte estere per i propri servizi statali.
    krane
    22544
  • - Scritto da: gainsth
    > Sinceramente non capisco tutta questa
    > enfatizzazione per un sistema operativo che viene
    > utilizzato in un ufficio pubblico, dove
    > generalmente non sono richieste potenze
    > eccezionali, se non quelle di normali
    > archiviazioni senza particolari esigenze di
    > calcolo.

    Rileggi con attenzione: si parla della gestione informatica delle attività della Corte dei Conti, non un 'ufficio pubblico'. Si parla di server di livello enterprise con tanto di database Oracle. Le proporzioni sono un tantino differenti da come le hai comprese.

    Hai presente di cosa si occupa la Corte dei Conti, vero?

    > Nelle reti dove sono necessarie alte prestazioni
    > infatti non troverete mai l'informatucolo di
    > turno che gioca con le distro che trova in
    > edicola, ma troverete server windows e unix/linux
    > gestiti direttamente da importanti software
    > house, con contratti di assistenza pluriennali,
    > il resto è solo provincialismo da italietta
    > media, decadente e illuminata.

    Infatti si parla di Oracle e Red-Hat, due delle maggiori aziende informatiche del pianeta. Ti pare poco?

    > Credere che
    > questo aspetto può migliorare scaricando ogni 2
    > settimane una nuova distro BarbieLinux è solo
    > ingenuità.

    Il tuo sembra un ragionamento semplicistico ed ingenuo. Condito con una evidente non conoscenza di cosa sia il software aperto e cosa significhi il suo utilizzo in una amministrazione pubblica.
  • La Corte Dei Conti e' un elefante di un migliaio di persone strapagate che non servono ad una fava (vedi articolo su Blog di Grillo). La mossa vincente sarebbe chiuderla, altroche' i vantaggi dell'OpenSource...
    non+autenticato
  • - Scritto da: N1tr0
    > La Corte Dei Conti e' un elefante di un migliaio
    > di persone strapagate che non servono ad una fava
    > (vedi articolo su Blog di Grillo). La mossa
    > vincente sarebbe chiuderla, altroche' i vantaggi
    > dell'OpenSource...

    Prendo atto che non sai quali sono i compiti della Corte dei Conti.
  • Ma tu esattamente che articolo hai letto?
    Forse non hai ben presente di che prodotti si tratta: non li trovi in edicola e non li scarichi gratuitamente da internet...
  • Cio scusa, da quando negli ultimi anni per il calcolo massivo si parla di windows? Mi saro' perso qualcosaCon la lingua fuori

    Perche' per le cose "serie" windows e' una parola che io personalmente non sento da anni ormai...
  • "Ebbene: l'audio si sentiva solo dall'uscita frontale per le cuffie e non da quella posteriore per le casse (OpenSuSE 10.2), pur se la scheda era correttamente riconosciuta.
    Ho analizzato il problema, patchato un modulo del kernel, risolto il tutto e inviato la modifica al sistema di bug tracking di SuSE. Dopo 15 giorni la mia patch faceva già parte del kernel ufficiale di OpenSuSE.
    Prova pure a fare lo stesso con Windows..."

    Ecco, volevo dire che su Windows solitamente non succedono queste cose, le prese funzionano e l'utente, per quanto esperto sia, non deve patcharsi il kernel.

    Per il resto devo dire che anche da noi utilizziamo la soluzione RHES + Oracle, è vero che non è più economica di Windows + Oracle ma sicuramente è più affidabile.
    Come controparte diciamo che l'alta affidabilità porta una minore sicurezza perchè i server di produzione non vengono mai aggiornati proprio per paura che non funzioni più nulla.
    Stessa valutazione per squid. Anche in questo caso però ci sono cosine che non vanno tanto bene, ad esempio l'autenticazione (un mega-professionista l'aveva configurata in basic, bella roba), io preferirei il single-sign-on
    Ad ogni modo non si capisce se non hanno anche server Windows e i client cosa sono... sarei curioso.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lemon
    > Ecco, volevo dire che su Windows solitamente non
    > succedono queste cose, le prese funzionano e
    > l'utente, per quanto esperto sia, non deve
    > patcharsi il
    > kernel.
    Ah ah ah ah bella battuta prima di pranzo ci voleva proprio.
    Forse ti sfugge che su windows non puoi patchare il kernel perché... non ce li hai i sorgenti del kernel... ma forse prima dovrebbero spiegarti che cosa è una patch


    > Come controparte diciamo che l'alta affidabilità
    > porta una minore sicurezza perchè i server di
    > produzione non vengono mai aggiornati proprio per
    > paura che non funzioni più
    > nulla.

    Ti do un consiglio di cuore.
    Licenzia tutti quegli incompetenti che ti spifferano certe panzane, anzi chiedigli anche i danni perché il non aggiornare il tuo SO significa lasciarlo aperto a miriadi di problemi/attacchi etc etc.
    (non è che essere open / free source voglia dire non avere bugs, lo sviluppatore per quanto bravo è sempre un essere umano)
    Spero che tu non lavori in ambiti ad alto rischio sicurezza altrimenti siamo (noi italiani) belli che fregati

    > Ad ogni modo non si capisce se non hanno anche
    > server Windows e i client cosa sono... sarei
    > curioso.
    Non lo dice, ma dice che lui di sua iniziativa sul suo pc portatile con windows ha installato OpenSuse 10.2 e si trova bene.
    tra l'altro quel particolare pc era certificato con qualche distro linux di cui non fa il nome quindi non ha neanche trovato grandi problemi
    non+autenticato
  • > Forse ti sfugge che su windows non puoi patchare
    > il kernel perché... non ce li hai i sorgenti del

    Errore, su windows non metti patch al kernel perchè è un SO moderno a MicroKernerl, non devi ricompilarlo per ogni nuova periferica. Ecco perchè window (e gli altri so microkernel) è più duttile e meno stabile.
    CSOE
    728
  • non ho mai ricompilato il kernel in vita mia ma gioco a Warcraft III sia sotto windows che sotto linux (OpenGL) perchè l'accelerazione grafica l'ho istallata con i driver nvidia senza dover fare altro che spuntarli dalla lista dei sw disponibili... Se c'è qualcosa che centra cn la ricompilazione credo si tratti di qualcosa correlato agli "header" (nn so cosa sono) e cmq non ricompili mai l'intero kernel sennò erano 2 anni x ogni driver che istalli se va ricompilato tutto... Invece sotto Linux ci tanto quanto a istallarli sotto XP...

    >Ecco perchè window (e gli altri so microkernel) è più
    >duttile e meno stabile
    PS: Inoltre se è microkernel dovrebbe essere più stabile.... E qui sì che si è visto il passaggio da 98 a XP..
  • - Scritto da: Lemon
    > "Ebbene: l'audio si sentiva solo dall'uscita
    > frontale per le cuffie e non da quella posteriore
    > per le casse (OpenSuSE 10.2), pur se la scheda
    > era correttamente
    > riconosciuta.
    > Ho analizzato il problema, patchato un modulo del
    > kernel, risolto il tutto e inviato la modifica al
    > sistema di bug tracking di SuSE. Dopo 15 giorni
    > la mia patch faceva già parte del kernel
    > ufficiale di
    > OpenSuSE.
    > Prova pure a fare lo stesso con Windows..."
    >
    > Ecco, volevo dire che su Windows solitamente non
    > succedono queste cose, le prese funzionano e
    > l'utente, per quanto esperto sia, non deve
    > patcharsi il
    > kernel.

    bhe' mi sembra proprio azzardato il dire che su winzozz non succedono queste cose

    magari a te non e' mai successo, ma se proprio vuoi la prova che queste cose succedono eccome ti basta fare un giro su qualche forum dedicato a winzozz
    non+autenticato
  • sempre meno lamentele dei forum dedicati a linux!
  • - Scritto da: Renji Abarai
    > sempre meno lamentele dei forum dedicati a linux!

    Come fai a saperlo? Li hai contati?
    non+autenticato
  • mmm direi che su linux nn troppe lamentele ma richieste disperate di aiuto!!! E anche io devo lanciarne una, anche se molto raramente...Con la lingua fuori

    PS: ho conosciuto un tizio che fa il tester e propone patch alla M$... bene tante volte ti ignorano! L'esempio che mi ha dato è una cosa stupidissima: se premete il tasto win+e vi si apre esplora risorse.... ed è ok... ma provate a tenerli schiacciati... SE NE APRONO FINCHE' POSSONO!!!!
    E lui l'ha ripetuto mille e mille volte che è una cosa stupida e ha fatto proposte ma niente... Dicono che così va bene... Non è un Bug clamoroso ma è una roba che secondo me la finestra nn dovrebbe fare... come se ti si ridimensionasse da sola ogni tanto...
  • quello non è un bug.
    Il bug sta nell'individuo che batte sulla tastiera.
    Sai che se spingi il tasto power per più di 5 secondi il pc si spegne????
  • scusa ma se tieni premuto alt+f4 ti si chiude tutto o solo la finestra corrente? E se ti sfugge la mano che succede? Lo so che nn è un bug ma non mi sembra il massimo, chiudendo un popup potrei spegnermi il PC... E' una cosa che se non altro va rivista, non trovi? E invece non gli hanno neanche dato una buona ragione nè se lo sono filati di striscio...
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    Modificato dall' autore il 20 febbraio 2008 16.04
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  • beh ma te puoi usare linux! però non rompere i maroni ovunque!
    Il bug sono gli evangelizzatori e gli untori.
    E tu ne fai parte.
    quale mano malata preme dei tasti e sta li per 3 secondi senza guardare che fa il monitor? quello è il bug
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