Gaia Bottà

USA, cimici nei mondi virtuali

Agenti dietro gli avatar per studiare le norme sociali che reggono i MMORPG, sistemi di data mining per individuare i comportamenti devianti. Perché, dicono, il terrorismo striscia impunito nei metamondi

Roma - Avatar monitorati, mondi virtuali sotto il controllo dei servizi segreti. Le dinamiche estremiste si intessono nei metamondi così come nel mondo reale: per questo motivo l'intelligence americana setaccerà i MMORPG alla ricerca di comportamenti devianti, di sospetti agitatori di folle.

Second LifeA rivelarlo, un report presentato al Congresso USA dall'Office of The Director of National Intelligence (ODNI), l'istituzione che coordina le agenzie investigative statunitensi: fra le altre strategie di data mining messe in campo dall'intelligence compare Reynard, un progetto per analizzare "l'emergente fenomeno delle dinamiche sociali (in particolare terroristiche) nei mondi virtuali e nei giochi online su vasta scala".

Il motivo per riversare l'attività di controspionaggio anche all'interno delle reti sociali destinate all'intrattenimento e al gioco? Questi ambienti ricalcano in ogni aspetto la realtà: è possibile effettuare transazioni di denaro, è possibile contattare e dialogare con persone all'altro capo del globo ma, soprattutto, garantiscono una patina di anonimato a tutte le azioni compiute dagli utenti. "Sotto alcuni aspetti sono paragonabili al Selvaggio West", spiegava un recente documento emesso dalla Intelligence Advanced Research Projects Activity (IARPA), sono un ambiente di frontiera in cui tutto è permesso, in cui la sorveglianza non esiste.
È questa una situazione che giustifica un consistente dispiegamento di risorse: "Sfortunatamente - si precisava nel documento - quello che era nato come un ambiente positivo in cui le persone si riunivano per scambiare informazioni e esplorare mondi di fantasia, ora offre la possibilità agli estremisti di religione e politica di reclutare proseliti e addestrarli, trasferire denaro e ingaggiare guerre virtuali, se non di peggio, potendo contare sull'impunità".

Agenti sotto copertura vestiranno i panni di avatar di Second Life? Si inseriranno striscianti nelle strutture sociali ed economiche di World of Warcraft agendo come silenziosi miner e osservando indisturbati il comportamento degli altri giocatori? Pochi e inquietanti i dettagli rivelati dal documento stilato dall'ODNI: si parla di Reynard come di un progetto ancora in fasce, un esperimento che in via esplorativa si occuperà di studiare le norme sociali, comportamentali e culturali che sostengono la convivenza nei mondi virtuali e negli ambienti di gioco online.

Una volta analizzate queste regole, estratte dall'attenta osservazione di un MMOG pubblico, sarà immediato individuare chi le viola, chi si discosta dai comportamenti ordinari per trarre vantaggio dalle opportunità offerte dall'agire in un mondo completo di pixel, nascosti da un nickname.

Gaia Bottà
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