Diffamazione, denunciato un altro blogger

In questo caso il problema starebbe in una notizia ripresa dal blogger con tanto di indicazione della fonte e link. Una notizia ritenuta infondata, che č costata a lui e ad altri una querela

Diffamazione, denunciato un altro bloggerRoma - Un altro blogger italiano finisce nei guai a causa di una denuncia per diffamazione, una denuncia non dovuta ad una propria esternazione quanto invece al fatto di aver riportato sul proprio blog una notizia con indicazione della fonte e link, notizia ritenuta diffamante. Il fatto di averla ripresa è stato sufficiente a far piombare su di lui una denuncia.

Della vicenda ha parlato Simone Rodriguez sul suo blog, in cui spiega: "Stiamo parlando di un blog amatoriale come il mio ed il vostro. Un blog nato per passione (per la propria terra) e soprattutto per diletto. Insomma un blog incentrato sul confronto e la discussione e non certo sulla denuncia (che lasciamo alle testate giornalistiche)". La domanda è chiarissima: "Quando si parla di un blog amatoriale che riporta chiaramente che la notizia proviene da fonti esterne bisogna applicare le stesse rigide regole", le regole cioè applicate alle testate giornalistiche? "Eppure - osserva Rodriguez - sarebbe bastato chiedere al webmaster di rimuovere l'articolo".

Il blogger denunciato gestiva il sito CinidiSicilia che ora in home page pubblica un sunto della propria vicenda, e solo quello: "(...) per questo il titolare del dominio è stato denunciato penalmente, per aver copiato ed incollato una notizia che a quanto pare risulta infondata e siccome abbiamo altro da fare nella vita per mandare avanti le nostre famiglie, ci troviamo costretti a chiudere tutto per non andare incontro ad ulteriori problemi".
I fatti li ha ricostruiti con Punto Informatico proprio il blogger denunciato. Racconta come nel settembre 2007 uscì "su molti siti Internet e probabilmente anche su qualche quotidiano locale (in totale sono una cinquantina i denunciati come me) una notizia riguardante casi di mala-sanità riscontrati dalla polizia in un policlinico siciliano. La notizia fu eclatante perché si parlava di topi morti e feti mal conservati, gli articoli riportavano riferimenti precisi a luoghi, forze dell'ordine e querelanti che avevano denunciato il fatto, con tanto di motivazioni, insomma tutto sembrava tranne che una notizia superficiale (ammesso che lo sia)".

"Ingenuamente - spiega a PI - ho ritenuto opportuno copiare ed incollare, così come il suo autore l'ha pubblicata, la notizia sul mio blog con tanto di fonte riportata in basso e screenshot del sito al solo scopo di commentarla con gli amici. Due giorni fa, a cinque mesi dalla pubblicazione, ricevo una telefonata della polizia postale che mi chiede di presentarmi da loro, lo faccio immediatamente e vengo formalmente denunciato".

Una questione bollente quella della responsabilità dei blogger, un ambito nel quale non manca chi chiede giri di vite ed interpretazioni restrittive delle attuali normative, ad esempio per far ricadere anche i blogger nell'alveo della legge sulla stampa.

In questo caos normativo, e in assenza di una solida giurisprudenza che riporti il blogging ad un livello minimo di serenità, "l'unica cosa che ho potuto fare - racconta a PI il blogger denunciato - è stata quella di rilasciare una dichiarazione spontanea da allegare al protocollo che verrà inviato al magistrato dove ho tentato di spiegare la mia posizione, chiarendo che un blog non è una testata giornalistica, che non veniva aggiornato con alcuna periodicità, che la sua visibilità era pressoché nulla e che la fonte a cui ho fatto riferimento aveva sempre riportato notizie attendibili".

"Al momento - prosegue - sono ancora scosso perché mi reputo una persona onestissima, lavoro per pagare le tasse perché ne pago parecchie (circa il 66%), non riesco a mentire nemmeno ad un bambino e mai mi sarei aspettato che potesse accadermi una cosa del genere, sicuramente sarò stato ingenuo, ma come me credo ce ne siano parecchi tra i blogger, per questo chiedo la diffusione di questa notizia, per quelli come me... non per me, io ormai posso solo mettermi nelle mani di avvocati e magistratura".

I casi di blogger denunciati per diffamazione aumentano di continuo prefigurando un clima ostile alla libera espressione del pensiero sulla rete italiana. Una situazione che rischia di diventare esplosiva: sono ormai decine i blogger italiani che rischiano un processo per quanto hanno scritto o quanto qualcuno ha scritto nei commenti ai propri post, o per un link ritenuto diffamante. Una situazione fin qui sfuggita al Legislatore, spesso incapace di seguire con la dovuta attenzione i nodi critici dello sviluppo della Società dell'Informazione. Lasciare che siano normative interpretate in senso restrittivo e la scarsa conoscenza della rete a determinare magari in tribunale quali debbano essere i confini dei diritti degli utenti nell'era digitale - si dice da più parti in questi mesi - potrebbe rivelarsi un clamoroso boomerang oltreché una nuova imperdonabile leggerezza di chi abita la stanza dei bottoni.
167 Commenti alla Notizia Diffamazione, denunciato un altro blogger
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  • Amico fatti due risate, x il rilancio di notizia esattamente il tuo caso, nel caso di querela di diffamazione devono provare il dolo, perchè dale reato si persegue per dolo e non per colpa, il dolo diffamatorio si dimostra quando colui che diffama sa
    che il diffamato e' innocente e pur tuttavia lo diffama
    nel tuo caso non c'e proprio il reato, quindi sela notizia è fonte di autorità o agenzie stampa la controparte dovrà prima dimostrare che le notizie siano false e poi un tua eventuale dolosità, tanta gente si trova nella tua situazione, anche io, ecco perchè i tribunali si intasano x via di persone che cerkano di usare i tribunali anche come arma per zittire la gente e la stampa. saluti
    non+autenticato
  • Caro come ti capisco identica cosa a me, anche i giornalisti a volte ci capitano, il primo passo è da parte della persona che querela dimostrare il contrario di quello che è stato descritto, inoltre di dimostrare il suo dolo nella pubblicazione della notizia. nel caso uno dei due non venga dimostrato, prego Lei e gli altri querelati di querelare a sua volta per calunnia e lite temeraria, così da far smettere questo circolo vizioso venutosi a creare nel "bel paese"

    Quel che ne risulta dunque è che il danno è un rischio che si può correre, mentre le spese legali in Italia sono una certezza: le cause possono durare fino a 10 anni e chiunque, impunemente, ti può trascinare in tribunale a prescindere dalla reale esistenza del fatto diffamatorio.

    un'altra incognita è che Il giornalismo cambia e il tempo per verificare le notizie diminuisce. A volte verificarle è impossibile, ci si deve fidare della fonte. E quando la fonte sono magistrati, carabinieri,
    inquirenti vari, gole profonde istituzionali o politich...e, alla
    estrema difficoltà o impossibilità di fare verifiche si aggiunge il
    pericolo di essere usati in modo strumentale
    non+autenticato
  • date un okkiate qui http://dentroimieisilenzi.blogspot.com/ ma stanno male le donne!!!!c'e' in una discussione ke l'autrice invita a vomitare e prendere pillole....alla fine e come se invitasse allìanoressia
    non+autenticato
  • Ho risposto ad alcuni dei vostri commenti ... li ho apprezzati tutti, positivi e nagativi, forse ho fatto un pò di chiarezza ad alcuni, mi è dispiaciuto che qualcuno l'abbia messa sul razzismo e vi assicuro che la notizia è vera, quindi se v'interessa cercate le risposte di CinOp ...
    non+autenticato
  • ciao.
    se ti interessa (la tua storia potrebbe essere di aiuto per altri) con altri amici abbiamo messo su' un forum sulla "censura legale" (denunciata e subita dal giornalista paolo barnard)

    www.censuralegale.helloweb.eu/forum
    censuralegale@gmail.com

    ti aspettiamo
    non+autenticato
  • ciao ti posso parlare in privato? ho una situazione simile se mi puoi inviare una mail all'indirizzo ago_007@alice.it
    non+autenticato
  • appena si tocca un blogger la categoria insorge, giustamente, ma perché si parla solo di blogger?

    io fui denunciato per diffamazione per aver usato il campo CC in una e-mail, me la sono cavata con 3000 euro di spese legali, nonostante la mia innocenza, non sto a raccontare tutto, l'assurdità che mi ha portato al processo, l'aver scoperto 4 anni e mezzo dopo che c'era una condanna nei miei confronti, perchè:

    questo commento verrà ignorato, così come nessuno ha mai parlato del mio caso, e nessuno ne avrebbe mai parlato.

    il motivo: non sono un blogger, sono e un semplice utente Internet (e anche un webmaster), insomma non ho le giuste conoscenze nel nuovo centro di potere, la blogosfera.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mik
    > appena si tocca un blogger la categoria insorge,
    > giustamente, ma perché si parla solo di
    > blogger?
    >
    > io fui denunciato per diffamazione per aver usato
    > il campo CC in una e-mail, me la sono cavata con
    > 3000 euro di spese legali, nonostante la mia
    > innocenza, non sto a raccontare tutto,
    > l'assurdità che mi ha portato al processo, l'aver
    > scoperto 4 anni e mezzo dopo che c'era una
    > condanna nei miei confronti,
    > perchè:
    >
    > questo commento verrà ignorato, così come nessuno
    > ha mai parlato del mio caso, e nessuno ne avrebbe
    > mai
    > parlato.
    >
    > il motivo: non sono un blogger, sono e un
    > semplice utente Internet (e anche un webmaster),
    > insomma non ho le giuste conoscenze nel nuovo
    > centro di potere, la
    > blogosfera.

    A me interesserebbe la tua esperienza ... non credo che tu sia stato ignorato perchè non sei un blogger, forse 4 anni fa la rete era un pò meno matura di ora ...
    non+autenticato
  • salve amico se vuoi inviami tutta la storia a redazione@tuttalaverita.eu eventualmete dopo una verifica potremo fare un pezzo. saluti
    non+autenticato
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