Roma - Sciopero ad oltranza, boicottaggio fino al 9 marzo per eBay: non piace il modo in cui l'azienda ha ridisegnato il sistema di gestione del feedback, non piacciono le nuove tariffe per la pubblicazione della aste.
Non si venderà, non si comprerà non si concederà traffico ad eBay
fino al 9 marzo. Sciopero e proteste
sono stati estesi dagli utenti: non sono bastati i boicottaggi e
le petizioni a pioggia per far tornare eBay sui propri passi e revocare le
tecniche di controllo di massa che
ha previsto di introdurre.
Non sono bastati per far desistere l'azienda dall'intento di
rimodulare le tariffe delle commissioni e per la pubblicazione delle aste.
La protesta è dilagata da
MySpace a
Facebook, passando per
YouTube, numerosi gli utenti che hanno deciso di aderire.
Le proteste, esultano gli eBayer, pur non avendo sortito alcun effetto sul management della casa d'aste, avrebbero invece garantito risultati significativi in termini di
impatto. I dati più citati dai netizen sono quelli
pubblicati su
USA Today: elaborando le statistiche stilate da
medvev.net e da
dealscart.com, il celebre giornale calcola che dal primo giorno dello sciopero le pubblicazioni degli annunci siano
scese del 13 per cento.
Ma eBay ribatte: nessuna oscillazione che non fosse stata prevista da tempo. I giorni per cui è stato indetto lo sciopero
coincidono con una festa nazionale americana, giorni in cui la flessione del traffico sul sito è naturale.
La battaglia dei dati è appena cominciata e si protrarrà almeno fino al 9 marzo con la complicità dei media in rete, che non esitano a
rilasciare valutazioni e feedback. eBay per tutta risposta, dispensa
offerte e
palliativi.
Gaia Bottà