Marco Calamari

Cassandra Crossing/ Glossario Elettorale: false dicotomie

di Marco Calamari - Schivare le false dicotomie sbandierate in campagna elettorale: privacy, sicurezza e diritti le proposizioni che si alternano

Roma - Grandi cambiamenti! Oddio, fatte le debite proporzioni ovviamente. Chiedo scusa ai superstiti 12 lettori che amano privacy e tecnologia, ma la mia personale lotta contro i miei personali mulini a vento mi ha ispirato una decisione draconiana: Cassandra Crossing sarà dedicata, fino al 13 aprile, giorno delle elezioni politiche, a temi di base, poco tecnologici e molto filosofici, sfacciatamente e noiosamente didattici. Il miraggio che vorrei inseguire è quello di avere persone più dotate di strumenti dialettici e di nozioni di base per affrontare dibattiti sulla privacy e sui diritti civili, da quelli fatti al bar fino all'"empireo" di Porta a Porta. Mania di grandezza?
Se l'idea vi disgusta per la sua ingenuità e pretenziosità, potete consolarvi pensando che è comunque a scadenza, e che dal 14 aprile fino a quando non sarà vietata per legge, probabilmente Cassandra riprenderà a spaziare sui temi usuali.
Quindi un saluto a chi decidesse di soprassedere per queste 6 settimane ed un benvenuto ed un grazie a chi rimane.

Cos'è una dicotomia?
╚ una categoria logico/filosofica, spesso impiegata nelle discussioni in maniera strumentale ed insidiosa.
Una dicotomia tra A e B significa che o è vero A, o è vero B e non esistono altre possibilità (ambedue veri od ambedue falsi).
Una dicotomia falsa è quella che pretende di enunciare "A oppure B" tacendo che esistono anche altre possibilità C, D...
Cadere o far cadere qualcuno nella trappola logica di una falsa dicotomia è un metodo dialettico estremamente comune per guidare una discussione fuori dai binari fattuali, prendere vantaggi sull'ingenuo avversario e portare a conclusioni false e strumentali.

╚ una situazione che ricorda quella del vantaggio che negli scacchi il bianco assume, avendo la prima mossa, quando il nero risponde con una mossa non ponderata a dovere: se il nero gioca d'istinto piuttosto che di ragionamento e cultura, passa certamente in svantaggio.
Accettare una dicotomia in una discussione equivale a lasciare all'avversario scelta di campo, di armi e di momento; un probabile modo di pianificare la sconfitta dialettica della propria posizione. A maggior ragione accettare una falsa dicotomia significa accettare false premesse e quindi ritrovarsi a discutere fuori dai binari della realtà, rendendo forzatamente sterile e fazioso il dibattito ed accettando di essere guidati dall'avversario verso un terreno arbitrario dove lui è preparato e voi no, dove lui dimostrerà una tesi falsa o strumentale.

Facciamo un esempio familiare ai lettori di questa rubrica. In un dibattito, in una esposizione che riguardi la privacy è ormai una certezza sentire prima o poi enunciare la falsa dicotomia "Privacy oppure sicurezza?".

Tradotto: si ha più sicurezza sacrificando una parte di privacy. Avremo un bene primario sacrificando un bene "secondario".

Sconfitta totale delle posizioni pro-privacy in 3 rapide mosse, a causa dell'accettazione di una falsa dicotomia, di una falsa premessa che "sembra" vera ma è solo verosimile.

Perché è falsa? Perché è una affermazione non provata logicamente o scientificamente. Perché ammette banali controesempi che la smentiscono. Perché agevola posizioni paternaliste e posizioni pigre. Perché agevola estensioni arbitrarie del potere esecutivo.

Nulla prova storicamente che in generale introdurre "misure di sicurezza" lesive della privacy (e dei diritti civili) porti ad una maggiore sicurezza.

C'è invece abbondanza di controesempi in cui grandi sacrifici della privacy e dei diritti civili (decreto Pisanu, controlli negli aeroporti) non portano a nessun vantaggio in termini di sicurezza reale, ma portano ad un gioco mediatico rassicurante destinato al popolo bue (controlli negli aeroporti) o ad un vantaggio collaterale per il potere esecutivo (che non può essere ammesso o perseguito esplicitamente, essendo impresentabile) di un maggiore e più economico controllo sociale indiscriminato ed a priori.

Non è affatto detto che sacrificando la privacy si otterrà più sicurezza: il decreto Pisanu espone le persone ad abusi compiuti da chi ha accesso a dati che, riguardando cittadini innocenti, non avrebbero dovuto essere memorizzati, tanto meno per tempi biblici. Senza vantaggi certi e dimostrati non si devono memorizzare dati sulle persone, che sono intrinsecamente pericolosi in quanto tali. ╚ anche la posizione del Garante. ╚ anche la posizione dell'establishment politico quando i dati memorizzati ed abusati riguardano loro.

Non è affatto detto che aumentando la privacy si diminuisca la sicurezza: ad esempio, le uniche misure efficaci negli aeroporti secondo Schneier sono, vedi caso, quelle che sulla privacy non hanno nessun effetto, mentre cose come la no-fly list non sono mai servite a nulla se non a far restare persone innocenti a terra per tutta la vita.

Ecco infine la risposta doverosa ad una falsa dicotomia, una vera dicotomia attinente agli stessi argomenti. "Più tecnocontrollo, meno diritti civili e libertà".

Se si sacrifica la privacy dei cittadini innocenti si aumenta il tecnocontrollo, si ottiene la possibilità di controllare a posteriori la vita di chiunque.
La gestione delle banche dati del decreto Pisanu è quantomeno opaca: ad esempio dove sono finiti i dati di cella GSM di BLU quando l'operatore cellulare è stato smembrato? Dove sono le procedure che verranno seguite per cancellare i dati, se e quando verrà mai il momento? E chi andrà in galera se ometterà di farlo?

Se si sacrifica la privacy dei cittadini si ottiene certamente una diminuzione di libertà.
Chi può sentirsi libero di navigare ed esprimersi in rete dopo aver saputo che primari ISP italiani memorizzano mittenti, destinatari ed anche gli oggetti di tutte le mail inviate o ricevute, e i dati di tutte le sessioni TCP aperte o chiuse attraverso la loro rete? Quelli che non hanno nulla da nascondere, i prediletti del FŘhrer?

Sacrifici della privacy devono essere compiuti solo in presenza di vantaggi sociali certi e dimostrati, nella misura minima necessaria e solo dove non esistano alternative, in maniera onesta, esplicita e condivisa, che non leda i diritti civili espressi dalla Costituzione italiana, che già adotta troppi "se" e troppi "ma".

╚ chiaro che al potere esecutivo non interessano i diritti dei cittadini, è naturale non essendo il suo mestiere. I diritti sono istanze politiche, ed è la politica, attraverso la legislazione, che li deve tutelare.
Fatelo capire ai prossimi legislatori. Domani alcuni saranno in Parlamento, ma oggi sono tutti nelle piazze e nei blog.

Marco Calamari

Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo
11 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Glossario Elettorale: false dicotomie
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  • C'è uno spot di una macchina che non ho memorizzato dove si parla di dicotomie, o di falsi dilemmi

    Mi è rimasta impressa quella tra arte e crimine
    A che si riferisce?
    non+autenticato
  • Se al posto di "Privacy" si mette la più ampia parola "Libertà" (che la contiene), ecco che la falsa dicotomia si ribalta.
    Infatti immagino che molte (purtroppo non abbastanza) persone se devono scegliere fra essere più sicuri o più liberi non hanno dubbi.
    Almeno io non ne ho.
    Una volta persa, la libertà è molto difficile da riconquistare...
    Perplesso
    non+autenticato
  • Scusa ma non ti do visto scrivere nulla in merito al fatto che la PRIVACY dalla classe politica viene vista SOLO come un oggetto ameno che impedisce il tornaconto di grandi potentati,come mai?
    Ogni scusa pare valida,il terrorismo poi e' un passepartout per qualsiasi laidita',pur di controllare,schedulare,profilare il CITTADINO.
    La tendenza e' quella. Il futuro pare intriso di gingilli controllati sa software sempre piu' evoluti in grado di scandagliare TE come cittadino, TE come essere umano e TE come CORPO BIOLOGICO.
    NULLA lasciato al caso...TUTTO in possesso di ALCUNE mani.
    Pensi davvero che il cassandra possa aiutare in qualche modo a cambiare le cose?
    Forse dara' piu' consapevolezza, forse dara' qualche aiuto per non cadere nei tranelli ma alla fine ,che tu ci cada o meno, dovrai per forza seduire una strada che HANNO COSTRUITO PER TE e da cui non potrai scappare.
    Resto quindi dell'idea che solo una reazione collettiva e di grande impatto possa farli "cacare sotto" e costringerli a creare quella base solida e PULITA di leggi in grado di "sensibilizzarli" meglio in futuro sui loro errori...non ci devono essere piu' degli indulti, niente piu' colpe di "precedenti governi" in cui le facce poi erano le stesse.
    STAVOLTA SE SBAGLI PAGHI E SALATO...tu e tutti quelli che hanno concorso.
    Pene commisurate e certe...basta discorsi,ce ne siamo sciroppati sin troppi.
    Detto questo, la privacy e' un bene primario, lo e' la liberta' che con la coercizione dei sistemi di controllo pare un ciccino fare a pugni.
    A parte noi, a chi interessa piu' gestirla al meglio!?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ricky
    [...]
    > Pensi davvero che il cassandra possa aiutare in
    > qualche modo a cambiare le
    > cose?

    per cambiare le cose occorre diffondere quanto più possibile la CONSAPEVOLEZZA su tematiche come quella trattata oggi dal Sig. Calamari (e su tante altre)

    per far questo occorre fare informazione al riguardo, sensibilizzare, diffondere, condividere...

    bisogna cioè ESSERE TUTTI CASSANDRE!

    il cassandra lo fa...
    lo fa con i suoi 12 (ma sono di più) lettori che poi magari fanno altrettanto con chi conoscono... e poi questi fanno lo stesso... e via così...

    baste delegare! bisogna esserci, dire le cose, parlare... come fa cassandra...

    > Forse dara' piu' consapevolezza, forse dara'
    > qualche aiuto per non cadere nei tranelli ma alla
    > fine ,che tu ci cada o meno, dovrai per forza
    > seduire una strada che HANNO COSTRUITO PER TE e
    > da cui non potrai
    > scappare.

    certo... se sei solo sarà così...

    ma se in tanti ci si oppone, si resiste, ci si ribella... allora forse le cose andranno diversamente...

    non ci vogliamo neanche provare?

    > Resto quindi dell'idea che solo una reazione
    > collettiva e di grande impatto

    appunto!!!

    [...]
    > Detto questo, la privacy e' un bene primario, lo
    > e' la liberta' che con la coercizione dei sistemi
    > di controllo pare un ciccino fare a
    > pugni.
    > A parte noi, a chi interessa piu' gestirla al
    > meglio!?

    forse a tanti... intanto iniziamo noi!!!

    anche cristo era solo, anche ghandi era solo... ma hanno "vinto" ugualmente!

    PS: I miei soliti complimenti e ringraziamenti a Marco Calamari.
    non+autenticato
  • > Pensi davvero che il cassandra possa aiutare in
    > qualche modo a cambiare le
    > cose?


    Anche il partitto democratico (per esempio) è fatto di *singoli* che però hanno abdicato al loro status e hanno scelto di diventare branco

    > Forse dara' piu' consapevolezza, forse dara'
    > qualche aiuto per non cadere nei tranelli ma alla
    > fine ,che tu ci cada o meno, dovrai per forza
    > seduire una strada che HANNO COSTRUITO PER TE e
    > da cui non potrai
    > scappare.

    Loro sono poveri singoli come te, con la differeenza che si sono uniti. Per un branco è più facile spontaneo unirsi, soprattutto se c'è un capobranco


    Impossibile. La collettività sono sempre LORO, il branco, Per cambiare si deve cominciare da singolo a singolo. C'è poca speranza ma è forse l'unica via. Oppure, un'altra via, potrebbe essere un populismo strumentale nella direzione opposta

    > Resto quindi dell'idea che solo una reazione
    > collettiva e di grande impatto possa farli
    > "cacare sotto" e costringerli a creare quella

    Un mussolini
    non+autenticato
  • ...essere uno dei pochi articolisti che non fa scoppiare flame e trollaggi variSorride E' un argomento molto interessante comunque
    non+autenticato
  • dovrebbe essere una materia insegnata a scuola...

    sarebbe molto utile per non essere abbindolati dal furbetto di turno che controlla le folle ignoranti tramite l'abile uso di dialettica, false dicotomie, sillogismi, ecc...
    non+autenticato
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