Luca Annunziata

Ma quale iTunes? Arriva Murdoch

Come sempre in ritardo su Internet, il magnate australiano vuole mangiarsi una fetta della grande torta della musica online. Ma quella di Apple è diversa: è una crostata

Roma - La musica online è bella bella bella, bella in modo assurdo. E i successi mietuti da iTunes, che ora è il secondo negozio di musica degli Stati Uniti preceduto solo da Wal-Mart, sono la dimostrazione di un trend. Questo il giudizio degli addetti ai lavori e degli esperti dei principali istituti di analisi di mercato, che indicano nella rete il futuro del commercio della musica con particolare attenzione ai social network.

Elio e le Storie TeseA dimostrazione di quanto il web 2.0 vada d'accordo con questo tipo di business, dopo l'esplosione di Last.fm e imeem ora anche MySpace sarebbe pronta a darsi alla vendita di brani online: alcuni rumors suggeriscono che News Corp, l'azienda di Murdoch che possiede il social network, avrebbe avviato le trattative per mettere a disposizione dei suoi milioni di iscritti milioni di canzoni distribuite dalle quattro sorelle.

A coprire i costi ci dovrebbe pensare il revenue sharing sulla pubblicità, che finanzierebbe l'operazione sgravando il portafogli dei navigatori. Un'operazione simile a quella tentata sulla piattaforma HuLu dalle major del video, che consente la libera fruizione dei contenuti online al prezzo di qualche pubblicità: chi desiderasse, invece, possedere una copia personale e ad-free non dovrà fare altro che pagare quanto richiesto e scaricarla.
Una notizia che, se confermata, potrebbe senz'altro rimescolare le carte della vendita di musica online. Sebbene "MySpace sia un po' in ritardo" secondo il co-fondatore di Last.fm Martin Stiksel, il colosso da 70 milioni di utenti "sarebbe una forza con la quale tutti sarebbero costretti a confrontarsi". E quel "tutti" non si riferisce solo ai social network, ma soprattutto ad Apple che per l'analista di NPD Russ Crupnick "nessuno fino ad oggi è riuscito a contrastare sul serio".

Per Crupnick l'enorme vantaggio di iTunes è il legame strettissimo con il successo dell'iPod: "difficile separare il dispositivo dal suo ecosistema - spiega - un legame che frutta bene soprattutto tra i più giovani". Sui social network, d'altra parte, il continuo confronto tra playlist di amici e parenti genera nuove occasioni per la vendita di brani musicali, e la stessa Apple potrebbe avvantaggiarsi di questo circolo virtuoso.

Nei progetti di MySpace, infatti, ci potrebbe essere anche un meccanismo di vendita "ceduti a terzi": chi scegliesse di acquistare potrebbe essere dirottato su uno store come iTunes o Amazon MP3, che provvederebbe in seguito a riconoscere una percentuale sulla vendita. E con Amazon sempre più lanciata sull'interoperabilità, con il client Linux e con l'ampliamento del catalogo DRM-free ci potrebbero anche essere delle sorprese su chi si accaparrerà questo potenziale bacino di utenti.

Se il mercato delle vendite dovesse inoltre subire un rallentamento a causa di tutta questa musica gratis, per major e artisti potrebbe non essere un problema gravissimo. Per Stiksel, il meccanismo di musica "sponsorizzata" dalla pubblicità è l'autentico futuro del panorama dell'intrattenimento: "Quando compri un CD, l'artista e l'etichetta vengono pagati una volta - spiega - mentre su Last.fm, la musica produce utili ogni volta che qualcuno preme play". Un buon antidoto alla pirateria.

Luca Annunziata
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