Alfonso Maruccia

Miliardi Microsoft nei data center

La corsa all'oro ha inizio. Tra i primi a spendere quattrini nel cloud computing c'è il colosso di Redmond

Roma - Il web 2.0 sarà anche "leggero" e veloce per gli utenti, in grado di avvantaggiarsi di strumenti sempre più sofisticati per accedere a informazioni, servizi e contenuti. Ma come Dante insegna ogni cosa ha il suo doveroso contrappasso. A una migliore accessibilità alle risorse telematiche corrisponde la necessità di infrastrutture IT e centri di calcolo in grado di gestire una tale mole di richieste. Microsoft, dal canto suo, è pronta ad aumentare la propria dotazione di data center, mettendo sul piatto numeri di spessore per provare a vincere la scommessa delle nuove possibilità offerte dall'economia di rete.

La partita si chiama cloud computing, ennesimo termine a effetto coniato per vendere il prodotto-web del XXI secolo, un web in cui informazioni e applicazioni risiedono online e sono accessibili da un qualsiasi browser. Per fare in modo che il nuovo ambiente applicativo funzioni, però, oltre a una connessione che non faccia scherzi serve rinnovare potenza di calcolo e centri di storage, onde evitare che il sistema collassi sotto il suo stesso peso.

Microsoft, memore delle incomprensioni iniziali con il fenomeno Internet, appare ora fermamente convinta di dover essere tra i principali protagonisti dell'era del cloud computing, per mantenere inalterato il proprio status di innovatore dell'IT ma soprattutto per continuare a difendere i lauti introiti attualmente provenienti dai suoi celebri pacchetti applicativi offline.
Nicholas Carr, celebre esperto di cose del web, riferisce di aver ricevuto notizie da insider Microsoft secondo le quali, proprio in funzione dell'esplosione del cloud computing, a Redmond si stanno preparando a mettere mano ai fondi senza fondo della società per incrementare in maniera sostanziale la disponibilità di strutture dati per l'operatività di rete. "La prima fase dell'investimento - scrive Carr - includerà la costruzione di circa due dozzine di data center in tutto il mondo, ognuno dei quali coprirà un'area estesa su quasi 50mila metri quadri".

Carr cita inoltre le parole del CEO Microsoft Steve Ballmer, che in occasione di una intervista ha previsto che il mercato del cloud computing verrà dominato da un nuovo "super-gruppo" di società IT, in grado di gestire una struttura di elaborazione centralizzata formata da un certo numero di grossi data center. "Amazon ne ha uno. Le indiscrezioni dicono che Google ne avrà uno. Noi abbiamo detto che ne avremo uno" ha dichiarato il sempre energico Ballmer.

Che sia dunque quasi arrivata l'ora per Microsoft di pensionare Office e dedicare tutte le proprie energie alla produttività online? "La nuova strategia, per come mi è stata riferita - scrive ancora Carr - punterà su una roadmap di mosse in tre grandi aree: la trasformazione del portfolio di applicazioni enterprise in un'architettura basata su servizi web, il lancio di versioni web delle maggiori applicazioni PC di Microsoft e l'espansione del network di data center".

La strategia Microsoft proseguirà dunque nell'implementazione del concetto di "software più servizi", dove i servizi sono quelli di produttività web interconnessi in maniera sempre più stretta con le applicazioni installate offline. Cionondimeno questa operazione "promette di segnare l'inizio di una nuova era per la società che ha fin qui dominato l'epoca dei PC", conclude l'esperto.

Alfonso Maruccia
5 Commenti alla Notizia Miliardi Microsoft nei data center
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  • Ho un sito online o una web app, il cloud computing e' una buona idea. Ho ridondanza e scalabilità (e pago per quanto popolare e' il sito).

    Ma per office e quelle cose li' ha senso? si' ma solo per i documenti, per il contenuto. Fare un bel deposito file distribuito multiutente e con versioni.

    Per l'applicazione, invece, meglio che stia in locale. Non si puo' battere la velocità del locale e lo spreco di risorse di un'applicazione distribuita non e' trascurabile quando l'energia costa sempre piu'.

    Eh ma direte voi, ci sono i grossi vantaggi che un'applicazione distribuita puo' venire patchata e aggiornata al volo.
    Vantaggi identici ci sono per le applicazioni locali, si provino i pacchetti in debian mepis o ubuntu per scoprire che il problema degli aggiornamenti e' piu' un problema di scarsa flessibilità di windows.
    non+autenticato
  • Secondo me in questo articolo si è fatto un minestrone...
    Il cloud computing è la manna dal cielo, perché di fatto demarca la differenza tra HW e SW... quindi una volta che hai questa separazione, diventa più forte il fruire un servizio SW rispetto a gestire un server con un SW... quindi immagino da questa abitudine tu possa poi fare il passo a noleggiare il SW

    Averlo in locale o in remoto... sono d'accordo con te, meglio in locale... più sicuro, vi vedo molti vantaggi... in un futuro probabilmente i vantaggi diventeranno minori e ci sarà poca equivalenza tra locale e remote...

    - Scritto da: dudu
    > Ho un sito online o una web app, il cloud
    > computing e' una buona idea. Ho ridondanza e
    > scalabilità (e pago per quanto popolare e' il
    > sito).
    >
    > Ma per office e quelle cose li' ha senso? si' ma
    > solo per i documenti, per il contenuto. Fare un
    > bel deposito file distribuito multiutente e con
    > versioni.
    >
    > Per l'applicazione, invece, meglio che stia in
    > locale. Non si puo' battere la velocità del
    > locale e lo spreco di risorse di un'applicazione
    > distribuita non e' trascurabile quando l'energia
    > costa sempre
    > piu'.
    >
    > Eh ma direte voi, ci sono i grossi vantaggi che
    > un'applicazione distribuita puo' venire patchata
    > e aggiornata al
    > volo.
    > Vantaggi identici ci sono per le applicazioni
    > locali, si provino i pacchetti in debian mepis o
    > ubuntu per scoprire che il problema degli
    > aggiornamenti e' piu' un problema di scarsa
    > flessibilità di
    > windows.
    non+autenticato
  • Grazie per il tuo contributo, potevi però fare di meglio...

    Questo tuo contributo vale solo 1 punto Troll

    - Scritto da: Kwitz Kwotz Kwatz Patatrach
    > ...i sistemi distribuiti? Idea! GeekCon la lingua fuori
    non+autenticato
  • - Scritto da: ....
    > Grazie per il tuo contributo, potevi però fare di
    > meglio...
    >
    > Questo tuo contributo vale solo 1 punto Troll
    >
    > - Scritto da: Kwitz Kwotz Kwatz Patatrach
    > > ...i sistemi distribuiti? Idea! GeekCon la lingua fuori

    I soliti 5$ sul tuo conto appena versati
    Grazie Caro, continua ad attaccare i linuxari cantinari come fai giornalmente
    Un caro saluto
    Il tuo caro Bill
    non+autenticato