Gaia Bottà

Yahoo! flirta e temporeggia

Si torna a parlare di trattative con AOL, mentre Yahoo! posticipa la data in cui verranno nominati gli amministratori. Una strategia per acquistare valore, spiegano gli analisti

Roma - L'atmosfera è tesa, netizen e analisti fremono per conoscere il futuro dei big del web. Le voci si rincorrono da giorni: la pedina risolutiva nell'affaire Microsoft-Yahoo! sarà AOL?

A sfoderare fonti a profusione e persone informate dei fatti è il Wall Street Journal: Yahoo! e Time Warner potrebbero giocare insieme la partita contro la scalata di Microsoft. Nei dettagli, i dirigenti delle due aziende avrebbero discusso di una potenziale fusione della divisione internet di Time Warner, AOL, con Yahoo!: Time Warner si accaparrerebbe una quota minoritaria ma consistente del conglomerato che si verrebbe a formare e le due aziende potrebbero contare su risparmi annuali pari a un miliardo di dollari. Fusione che darebbe i suoi frutti anche nell'ambito pubblicitario: il settore advertising di Yahoo! unirebbe le forze alla piattaforma pubblicitaria di AOL.

Ma i giudizi degli analisti sono più che cauti: Yahoo! e AOL sono due colossi ma la loro potenza di fuoco non potrebbe competere con la dinamicità di Google. Senza contare che una fusione delle due realtà garantirebbe sì risparmi, ma a prezzo di licenziamenti di massa del personale.
Time Warner non è la sola parte con cui Yahoo! si sta intrattenendo: è sempre il Journal a ricordare che in parallelo stanno procedendo le negoziazioni con News Corp, il coacervo mediatico più potente del mondo di cui il tycoon australiano Rupert Murdoch, già padrone dello stesso WSJ, tira le fila.

Entrambi gli accordi sarebbero oltremodo improbabili, spiegano però le fonti e concordano gli analisti. Questa girandola di trattative e di negoziazioni, a parere dell'autorevole quotidiano, sarebbe parte della strategia di Yahoo! di temporeggiare nel tentativo di guadagnare valore.

Una supposizione che trova conferma nella mossa di Yahoo! di ritardare a tempo indeterminato la scadenza entro cui sarebbero dovuti essere nominati i consiglieri di amministrazione, in origine prevista per il 14 marzo, giorno in cui Microsoft avrebbe potuto dispiegare la propria offensiva finanziaria nominando amministratori fidati.

Prorogare i termini potrebbe significare per Yahoo! un maggiore spazio di contrattazione amichevole con Microsoft. Ma Yahoo! gioca col fuoco: questa strategia di procrastinazioni potrebbe contribuire a far montare ulteriormente le ire degli investitori.

Gaia Bottà