Giuseppe Cubasia

Lavoro IT/ Sorry, in Italia non torno

Giuseppe Cubasia intervista Alex, un altro informatico italiano da tempo trapiantato a Dublino. L'Italia? Gli informatici sono trattati come oggetti di scarso valore. L'innovazione? Una sconosciuta

Lavoro IT/ Sorry, in Italia non tornoRoma - ╚ davvero cosi verde l'erba del vicino?
Davvero sono sufficienti le mie conoscenze informatiche ed il mio inglese "buono" per candidarmi per un lavoro che mi consenta di uscire dalla condizione di "Bamboccione" a cui questi 1000 euro al mese mi condannano?

Ho provato a chiederlo ad Alex che ha scelto d'avere un futuro al di fuori dell'Italia.

Domanda: Età e da quanti anni sei fuori dall'Italia?
Quasi 35, ed ormai è più di un anno che sono andato via
Domanda: Dove sei stato e come hai maturato l'idea di andare via?
Per studio e per lavoro ho girato parecchi contesti IT internazionali, tra cui la Silicon Valley. Ovviamente non è la prima volta che mi sono trasferito all'estero per lavoro ed attualmente mi trovo a Dublino.
Sono circa dodici anni che lavoro nel settore IT, certo la mia esperienza, la mia buona conoscenza dell'inglese e la mia precedente esperienza all'estero, mi hanno aiutato non poco nel trasferimento, anche se la parola giusta sarebbe "emigrazione".
La mia decisione come quella di molti è maturata, ahimè, sopratutto a causa della crisi del settore IT, per come è gestito, soprattutto dal punto di vista della fornitura di consulenza specialistica. Aziende che fanno solo da intermediari, senza nessuna professionalità. Basta vedere gli annunci su Moster, ad esempio, di esperti di "conoscenza di prodotti di network" Inter Process Comunication di Unix, per rendersi conto che non sanno di cosa parlano.

Domanda: In Italia se hai più di 35 anni sei un vecchio e se sei senza una laurea ti è difficile inserirti in contesti competitivi: è lo stesso anche fuori?
Il discorso è un po' più complesso. ╚ ovvio che in Italia, come ovunque, un titolo di laurea è importante, ma è ovviamente anche importantissima la capacità e l'esperienza.
Ti faccio un esempio. Un mio collega trasferitosi qualche mese fa è un perito informatico con un'esperienza di parecchi anni. Arrivato qua non ha trovato nessun problema a trovare lavoro.
Il problema è che in Italia, se noti, in tutte le inserzioni vi è scritto che è "preferibile la laurea in ingegneria" anche se il lavoro richiesto è quello di fare data entry o scansionare documenti.
Bisognerebbe guardare assai in Italia, a quale figura si cerca, e scegliere quale tra i vari candidati "fitta" (scusa l'inglesismo) di più. Ma il problema è che tante, troppe volte, le inserzioni che vedi in giro per i portali del lavoro sono per la maggior parte fatte da aziende di 5 o 6 dipendenti che vendono consulenti ad altri e che troppe volte non sanno nemmeno loro cosa il cliente chiede e così, anche per scansionare documenti, cercano un ingegnere.
Per quanto riguarda l'età, io a 35 anni non ho avuto alcun problema ad inserirmi anche in contesti internazionali importanti.
La differenza principale che ho riscontrato è che qui ti cercano per le qualifiche richieste, e per l'esperienza accumulata, ed il concetto di body-rental all'italiana qui è completamente inesistente.
Il recruiter è recruiter e basta. Vive sul supporto nella ricerca del personale e non ha certo (come succede sempre in Italia) la commessa di terze parti.

Domanda: Come ci si sente a lavorare senza l'articolo 18 (quello che obbliga il reintegro dei lavoratori)?
Bella domanda, io essendo stato consulente per parecchi anni, e avendo sulla testa il rischio del mancato rinnovo del contratto in Italia, la sentivo una spada di Damocle che pendeva ogni 3-6 mesi. Ora non avverto più questa sensazione, anzi ti dirò di più: lì dove il concetto all'italiana del licenziamento non esiste personalmente mi ci trovo assai meglio. Con il tipo di legge sul lavoro che vi è all'estero, non ne vedi di dipendenti (come vedevo nel nostro paese) che leggono il giornale, invece di lavorare.
La meritocrazia, negli altri paesi, è sentita. In Italia, vale meno di zero. Il problema è tutto lì.

Domanda: Lo stipendio che percepisci rispetto alla media dei lavori com'è e cosa ci puoi fare?
Generalmente lo stipendio rispetto agli altri lavori in Irlanda è superiore di 10k - 20k euro annui, e con le tasse molto più basse rispetto a quelle italiane si vive assai bene.
Qui un informatico non lo vedresti mai a 24k euro lordi annui, anzi ho notato con piacere che il concetto di svendita al ribasso non esiste. Se vali è giusto che ti paghino per quello che vali.
Andrebbe spiegato anche in Italia.

Domanda: So che leggi P.I. e quindi conosci com'è la situazione delle Dilbert's company italiane, qui invece come definiresti le company estere?
Beh si, PI lo leggo ormai da circa 10 anni.
Dilbert come sai è un fumetto statunitense, quindi molte " interessanti deformazioni professionali" del nostro settore sono peculiari ovunque tu vada, va da sé che ovviamente ci sono parecchi distinguo.
La qualità del lavoro nelle aziende all'estero è elevatissima.
Sono riconosciute le capacità alle persone in modo diretto e anche in modo economico.
All'estero l'organizzazione del lavoro e della struttura funziona come un orologio.
Il concetto tutto italiano, "se un professionista è bravo se ne va a chi importa" è totalmente sconosciuto, se sei bravo, fanno di tutto per evitare che te ne vada.
La qualità e il valore sono regole riconosciute e accettate, sopratutto nel settore IT americano, dove se vali riconoscono il valore e le capacità della persona.
Insomma, tirando le somme il mio giudizio è assai positivo.

Domanda: Quanto sono importanti le persone dove lavori tu?
Parecchio, sono importanti e fondamentali per il ruolo che svolgono all'interno della struttura aziendale e cooperano in modo strettissimo tra loro. Qui è impossibile vedere un Sales che dice qualcosa al cliente se prima non è stato confermato dai tecnici o dagli sviluppatori.
╚ impossibile vedere un Project Manager che non sappia fare il suo lavoro, (come ogni tanto vedi in Italia) perché c'è qualcuno che lo ha messo lì.
Insomma le persone sono importanti, e con loro si prendono assai seriamente i ruoli che ricoprono.

Domanda: Come è avvertita l'innovazione da Voi?
Come fatto fondamentale ed economicamente importantissimo. Più una tecnologia è nuova ed è valida, e più all'estero si prende in considerazione velocemente. All'estero, ad esempio, ho visto aziende nascere dopo pochi mesi che era uscito un rfc su un nuovo tipo di protocollo. Una cosa simile in Italia sarebbe da fantascienza.

Domanda: Pensi che vi sia un IT capace e competitivo in Italia?
Sì esiste, ma è soffocato. Diciamolo una volta per tutte: di tecnici in Italia, ci sono, e sono molto bravi, ma sono in mano ad un mercato italiano fatto di body-rental, di consulenze a mezzo servizio, e di contratti a progetto rinnovabili.
Mi è capitato più di una volta di cercare di spiegare all'azienda che mi vendeva al cliente cosa facessi. Molte volte mi guardavano sgranando gli occhi e rispondendo: "Non ci ho capito un acca"
Tira le conclusioni tu stesso.

Domanda: Quando dici che sei italiano e provi a raccontare come si lavora in Italia cosa ne pensano i tuoi colleghi?
Se ci penso mi viene da ancora da ridere. Molte volte le aziende estere guardano increduli il tuo cv e ti chiedono (e non solo a me, è una domanda ricorrente a tutti i professionisti IT italiani trasferiti): "Perché ha cambiato cosi tante aziende in poco tempo? Ci sembra bravo, perché le aziende non hanno fatto in modo che rimanesse a lavorare dove era?"
Vaglielo a spiegare che molti lavori in Italia sono a progetto con scadenza trimestrale-semestrale od annuale, per un'azienda dove sei consulente del consulente del consulente, e che quando chiudono la commessa ti salutano e ti mettono alla porta, fregandosene se sei Dennis Ritchie o l'ultimo arrivato.

Domanda: In Italia vi è la fuga delle professionalità, cosa ti indurrebbe a tornare?
Se vedessi un mercato IT come lo è in Irlanda in Inghilterra o negli States, forse tornerei, ma in un paese ingessato economicamente e qualche volta mentalmente come il nostro, lo vedo più un bel sogno che una futura e concreta realtà.

Domanda: Qualcosa di negativo però ci sarà anche all'estero. Cosa c'è che gradisci di meno?
Eh anche questa è una bella domanda. Credo non essere lingua madre, sia una cosa che dà fastidio. Parlare una lingua diversa non è sempre facile.
Molte volte è difficile esprimere concetti complessi, o seguire una conversazione quando due persone di lingua madre si mettono a parlare molto velocemente, difficilmente li segui, e dà fastidio chiedere ogni volta di ripetere lentamente.
Va detto anche che un inglese che parlasse italiano e dovesse seguire una nostra conversazione troverebbe gli stessi problemi.
Parlare comunque una lingua che non è la tua, non e mai facile, per quanto tu la conosca bene.
Per il resto, ci sono problemi di comunicazioni e incomprensioni un po' dovunque, indipendentemente se sei in Italia, negli States o in Australia.
La differenza che esiste tra il mondo di lavoro nostro e quello estero è che i problemi dovuti da differenti punti di vista sono gestiti molto meglio.
Insomma a fatica, ma di punti di vista negativi non li vedo proprio, anche volendo cercarli come invece accadono sullo Stivale.

Domanda: Come si riesce a far carriera all'estero? Mi spiego. In Italia dopo un po' un tecnico o diventa manager o la sua carriera è bloccata. Qui come funziona?
No, qui il tecnico fa la carriera del tecnico.
Prima si è tecnici, poi si diventa team leader poi technical manager di più gruppi e poi via via sempre più in alto e qualcuno può diventare anche CTO. Insomma il concetto di carriera bloccata non esiste, perché come ti dicevo prima, qui vali in base a ciò che sei, non a chi conosci.
Certo ovviamente come in tutte le aziende, dipende da quali sbocchi ci sono e da quali sono le possibilità, cambia da azienda a azienda. Ma certo che qui su una cosa sono chiarissimi: ti dicono subito dove e quanto puoi salire. Più seri di cosi.

Domanda: ╚ vero che il lavoro è spesso gestito autonomamente? Il mito che si lavora per obiettivi ed il tempo lo gestisci tu è vero?
Si, tantissime volte ma è anche vero però che esistono delle milestones (le milestones, per le aziende, indipendentemente dalla grandezza e dalla loro prosperità, sono fondamentali), per questo in quel caso si lavora per l'obiettivo comune, e dipende sempre dal contesto, dall'azienda e nel settore in cui si opera.
Comunque confermo che se non ci sono milestones od obiettivi prefissati, mi gestisco autonomamente.

Il miglior riconoscimento per il tuo lavoro qual è stato?
Aver sentito per la prima volta alcune frasi come:
"Bravo hai fatto un bel lavoro",
"Come mai il tuo collega non ci aveva pensato a questa soluzione?"
"Non ti preoccupare, è di mia responsabilità la faccenda".
Parole che in Italia non ho mai sentito. In Italia se il lavoro che fai è fatto bene, è una cosa normale, se è fatto male la colpa è la tua; se hai pensato ad una soluzione innovativa, ci aveva pensato qualcun'altro (che non è mai vero, ma cosi minimizzano il tuo lavoro e poi non la applicano) e soprattutto la colpa è sempre la tua. Qualsiasi cosa accada alla fine ti arriva in Carbon Copy una mail che dice che la colpa di tutto è del consulente. Nel "Bel Paese" i meriti agli altri e le rogne a te.

Domanda: Consiglieresti ad altri di seguire la tua stessa strada?
Sì assolutamente, se si è sicuri di sé e si hanno le capacità e un'esperienza idonee.

Giuseppe Cubasia
Cubasia blog

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483 Commenti alla Notizia Lavoro IT/ Sorry, in Italia non torno
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  • Articolo che purtroppo racconta la tragica e drammatica verità di un paese dove regna incontrastato l'assistenzialismo e la totale mancanza di meritocrazia. Ho 35 anni,sono laureato in ingegneria informatica, ho lavorato in Messico in società come INTEL e Nike e dove mi erano stati ampiamenti riconosciuti tutti i meriti che avevo ottenuto con sacrificio e dedizione e dove dopo circa un anno ero diventato "gerente de sistemas" nella società per cui lavoravo e che ho dovuto spiacevolmente lasciare per motivi famigliari;ora ho un contratto a tempo indeterminato in una società ICT di medie-grandi dimensioni e sono stato rivenduto da quasi 3 anni in una importante società di servizi bancari e se non fosse per mia iniziativa personale non avrei neanche avuto la possibilità di fare corsi di aggiornamento o prendere importanti certificazioni IT. Se avessi la possibilità di andarmene lo farei quanto prima ma oramai sono legato al mio paese da tanti vincoli che stanno diventando con l'età, sempre più forti(famiglia,casa etc..). La verità è che tra qualche anno cercherò anche io di diventare imprenditore anche perchè qui è l'unica possibilità di fare un passo in avanti.Un consiglio,se volete rimanere in Italia cercate di aprire una vostra attività già da quando siete molto giovani così da non avere necessità di avere uno stipendio fisso per pagare il mutuo di casa...

    Saluti..
    non+autenticato
  • io sto ancora in italia pur avendofatto ewsprienze negli states , per altro ottime e per primerie aziende , ho preferito starmene qui 10 anni fa , ma c'era il boom . Oggi se vuoi arrivare a 80 k euro anno in italia puoi farcela ma devi essere " molto italiano " ovvero essere capace di farti le amicizie e le conoscenze . Le grandi aziende pagano per i consulenti senior dai 300 ai 500 euro al giorno che sono 10 - 11 k euro al mese , se ne può chiedere metà,in più con un po di corsi la sera ( oracle , aix , sap ) e vendendo un po di software ai tuoi clienti ( o facendo da intermediario ) si può arrivare al raddoppio . Ma come al solito bisogna darsi da fare e tanto , inoltre , rinunciando a tutte le tutele non è difficile farsi aumentare lo stipendio di 3 volte , ma gli italiani hanno davvero la testa e la forma mentis per poter affrontare questo tipo di esperienza ?? Ciao .
  • In italia è tutto un disastro. Io lavoro per il colosso dei colossi ma la paga e poco maggiore ad uno sciampista(con tutto rispetto per la categoria). In italia basta che fatturano chi non parte è perchè non ha le p...e per farlo o pure come molti in italia si accontenta e magari si sente pure fortunato. Come fai ad essere fotunato in un paese dove tutto non funziona???????????? basta altrimenti mi arrabbio Sorride)))) il mio consiglio a tutti gli IT partite tutti (me compreso che parto tra un mese)
    non+autenticato
  • andare all'estero?!! e poi?! che gli racconto?! io a malapena parlo l'itagliano.
    Conosco l'inglese perchè lo leggo costantemente nei testi informatici... ma l'inglese scritto non è uguale al parlato. Per comunicare con qualcuno me metto li e je apro una finestra de chat anche faccia a faccia??? me pijano pe matto!!!
    Poi manco se magna come me qui in itaglia, figurite se c'hanno del cibo bono come me qua!
    Noo, all'estero dubito che ce vò.
    non+autenticato
  • Ciao a tutti.
    E' chiaro che ha ragione in tutte le belle cose che dice (sempre da verificare 'sul posto' e 'sulla propria pelle' prima di 'sparare sentenze'), però vorrei aggiungere una cosa: ho 32 anni e certamente mi sento uno dei pochi prescelti ad essere fortunatissimo ad avere un contratto a tempo inderminato da circa 6 anni, però, come dice il protagonista della nostra intervista, sono in 'consulenza' (body-rental) presso un colosso delle TELECOMunicazioni ITALIAno e sinceramente mi è capitato più di una volta sentire un mio 'diretto superiore' dire "Bravo hai fatto un bel lavoro", "Come mai il tuo collega non ci aveva pensato a questa soluzione?", "Non ti preoccupare, è di mia responsabilità la faccenda" anche sottolineandolo ad altri superiori. E' chiaro che la cosa è fine a se stessa e non porta 'frutti' dato che sono un 'consulente' ma un minimo di soddisfazione personale almeno c'è stata, non pensate? Quindi, come sempre, direi di non generalizzare sempre TUTTO! Certo rimane il fatto CONCRETO che la precarietà in ITalia è un dato a dir poco DRAMMATICO!
    Ciao a tutti e buon lavoro.
    Fabio
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fabio
    > Ciao a tutti.
    > E' chiaro che ha ragione in tutte le belle cose
    > che dice (sempre da verificare 'sul posto' e
    > 'sulla propria pelle' prima di 'sparare
    > sentenze'),

    ma allora che commenti a fare se non sai come funziona fuori?



    p>erò vorrei aggiungere una cosa: ho
    > 32 anni e certamente mi sento uno dei pochi
    > prescelti ad essere fortunatissimo ad avere un
    > contratto a tempo inderminato da circa 6 anni

    il guga-guga parlo'

    ,
    > però, come dice il protagonista della nostra
    > intervista, sono in 'consulenza' (body-rental)


    eh allora quel TI vale come carta di emergenza in bagno
    se chiude la commessa.

    > presso un colosso delle TELECOMunicazioni
    > ITALIAno e sinceramente mi è capitato più di una
    > volta sentire un mio 'diretto superiore' dire
    > "Bravo hai fatto un bel lavoro", "Come mai il tuo
    > collega non ci aveva pensato a questa
    > soluzione?", "Non ti preoccupare, è di mia
    > responsabilità la faccenda" anche sottolineandolo
    > ad altri superiori.

    ma dove? quando?
    ma dove vivi nel paese dei balocchi?

    > E' chiaro che la cosa è fine
    > a se stessa e non porta 'frutti' dato che sono un
    > 'consulente' ma un minimo di soddisfazione
    > personale almeno c'è stata, non pensate? Quindi,
    > come sempre, direi di non generalizzare sempre
    > TUTTO!


    ecco comincia tu a farlo perche' non sai quale siano le altre situazioni italiane.

    > Certo rimane il fatto CONCRETO che la
    > precarietà in ITalia è un dato a dir poco
    > DRAMMATICO!
    > Ciao a tutti e buon lavoro.
    > Fabio

    ciao guga guga
    non+autenticato
  • Ciao.
    Prima di tutto volevo dire che già nell'oggetto intendevo fare ironia sul fatto di 'sfigato' (vedi smile)Occhiolino

    - Scritto da: sparisenten ze
    > - Scritto da: Fabio
    > > Ciao a tutti.
    > > E' chiaro che ha ragione in tutte le belle cose
    > > che dice (sempre da verificare 'sul posto' e
    > > 'sulla propria pelle' prima di 'sparare
    > > sentenze'),
    >
    > ma allora che commenti a fare se non sai come
    > funziona
    > fuori?
    >

    Infatti non ho commentato la situazione all'estero, ho solo voluto dire la mia sul fatto che il protagonista della storia ha detto che MAI in Italia sentirete una cosa del genere, invece a me è successa.
    (Faccio riferimento al fatto degli 'elogi', se vogliamo chiamarli così)

    >
    >
    > p>erò vorrei aggiungere una cosa: ho
    > > 32 anni e certamente mi sento uno dei pochi
    > > prescelti ad essere fortunatissimo ad avere un
    > > contratto a tempo inderminato da circa 6 anni
    >
    > il guga-guga parlo'

    Che significa 'guga-guga'?


    >
    > ,
    > > però, come dice il protagonista della nostra
    > > intervista, sono in 'consulenza' (body-rental)
    >
    >
    > eh allora quel TI vale come carta di emergenza in
    > bagno
    > se chiude la commessa.

    Potresti spiegarti meglio?
    Se chiude la commessa, come già successo, rimangono altre possibilità (commesse), come già successo nei 6 anni trascorsi, non ti pare?



    >
    > > presso un colosso delle TELECOMunicazioni
    > > ITALIAno e sinceramente mi è capitato più di una
    > > volta sentire un mio 'diretto superiore' dire
    > > "Bravo hai fatto un bel lavoro", "Come mai il
    > tuo
    > > collega non ci aveva pensato a questa
    > > soluzione?", "Non ti preoccupare, è di mia
    > > responsabilità la faccenda" anche
    > sottolineandolo
    > > ad altri superiori.
    >
    > ma dove? quando?
    > ma dove vivi nel paese dei balocchi?

    L'ho scritto per portare una mia testimonianza personale, non capisco perchè mettere in dubbio un fatto che mi è successo. Ho capito che sarò una parte in minoranza ma a me è successo e sinceramente spero che non sia l'unico in Italia ad avere avuto un'esperienza simile. Poi ci crediate a no a me non cambia nullaSorride


    >
    > > E' chiaro che la cosa è fine
    > > a se stessa e non porta 'frutti' dato che sono
    > un
    > > 'consulente' ma un minimo di soddisfazione
    > > personale almeno c'è stata, non pensate? Quindi,
    > > come sempre, direi di non generalizzare sempre
    > > TUTTO!
    >
    >
    > ecco comincia tu a farlo perche' non sai quale
    > siano le altre situazioni
    > italiane.

    Ma infatti non mi è mai passato per la testa di parlare minimamente delle altre situazioni in Italia, invece sembra che tu conosca 'le altre situazioni italiane' e sono tutte negative (eccetto la mia, dimenticavo)Sorride


    >
    > > Certo rimane il fatto CONCRETO che la
    > > precarietà in ITalia è un dato a dir poco
    > > DRAMMATICO!
    > > Ciao a tutti e buon lavoro.
    > > Fabio
    >
    > ciao guga guga

    Concludo dicendo che non volevo minimamente attaccare nessuno e se ho dato questa impressioni mi spiace.
    Ripeto che sentivo di dare la mia esperienza personale su 'un solo punto dell'intervista' riportata e non sul fatto delle 'situazioni italiane' e ne tantomeno sulle situazioni estere. Mi spiace essere stato attaccato inutilmente, dato che io non sembra di averlo fatto.

    Saluti e tutti,
    Fabio
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fabio
    > Ciao.
    > Prima di tutto volevo dire che già nell'oggetto
    > intendevo fare ironia sul fatto di 'sfigato'
    > (vedi smile)
    >Occhiolino

    beh scusami uno che ha lavorato in silcon valley e vive all'estero
    sfigato mi pare l'aggettivo meno idoneo
    la situazione descritta da lui mi pare in linea con quella di tanti, troppi



    >
    > Infatti non ho commentato la situazione
    > all'estero, ho solo voluto dire la mia sul fatto
    > che il protagonista della storia ha detto che MAI
    > in Italia sentirete una cosa del genere, invece a
    > me è
    > successa.
    > (Faccio riferimento al fatto degli 'elogi', se
    > vogliamo chiamarli
    > così)


    con gli elogi non ci paghi il prosciutto caro, credo che l'autore si riferisse che oltre la paga miserrima che si riceve in italia, c'e' anche il problema del cetriolone e dell'ortolano.
    Diciamo che sei tu il fortunato.
    Certo bisognerebbe parlare della tua busta paga per vedere se lo sei veramente



    >
    > Che significa 'guga-guga'?

    il guga guga e colui che si accontenta di un tozzo di pane in informatica e se ne vanta pure.


    > >
    > > ,

    > Potresti spiegarti meglio?
    > Se chiude la commessa, come già successo,
    > rimangono altre possibilità (commesse), come già
    > successo nei 6 anni trascorsi, non ti
    > pare?

    intendeva che se chiude la commessa principale, perche' il tuo capo perde le grazie, sono cavoli amari.
    Io se fossi in te comunque non ne sarei tanto sicuro.
    In italia una azienda che vive sulle commesse puo' essere in piedi da 6 anni e sparire dopodomani.
    visto che i venditori di carne umana vivono sulle commesse non sui loro prodotti


    Per riguarda il COLOSSO, qui lavoriamo tutti per colossi, il problema e' lo stipendio.
    Ripeto: se vai dal fruttivendolo e dici lavoro per il colosso, non e' che ti regala i pomodori.
    compris?

    >
    > L'ho scritto per portare una mia testimonianza
    > personale, non capisco perchè mettere in dubbio
    > un fatto che mi è successo. Ho capito che sarò
    > una parte in minoranza ma a me è successo e
    > sinceramente spero che non sia l'unico in Italia
    > ad avere avuto un'esperienza simile. Poi ci
    > crediate a no a me non cambia nulla
    >Sorride


    Sei L'unico caso finora per cui o stai trollando o sei fortunato, ma conoscendo quel colosso penso che tu stia trollando.


    >
    > Ma infatti non mi è mai passato per la testa di
    > parlare minimamente delle altre situazioni in
    > Italia, invece sembra che tu conosca 'le altre
    > situazioni italiane' e sono tutte negative
    > (eccetto la mia, dimenticavo)
    >Sorride

    qui ha ragione: se non sai parlare in Topic evita di dire, a me dove lavoro, perche' sinceramente non gliene frega un piffero a nessuno.
    O quoti in topic in base a quanto scritto o senno' stare zitto si fa sempre bella figura.
    Non trovi?




    >
    > Concludo dicendo che non volevo minimamente
    > attaccare nessuno e se ho dato questa impressioni
    > mi
    > spiace.
    > Ripeto che sentivo di dare la mia esperienza
    > personale su 'un solo punto dell'intervista'
    > riportata e non sul fatto delle 'situazioni
    > italiane' e ne tantomeno sulle situazioni estere.
    > Mi spiace essere stato attaccato inutilmente,
    > dato che io non sembra di averlo
    > fatto.


    ti faccio notare che solo il tuo post su centinaia era positivo a riguardo?
    Ti fa pensare a niente questo?
    non+autenticato
  • - Scritto da: spectator
    > beh scusami uno che ha lavorato in silcon valley
    > e vive
    > all'estero
    > sfigato mi pare l'aggettivo meno idoneo
    > la situazione descritta da lui mi pare in linea
    > con quella di tanti,
    > troppi
    >

    ma l'ho detto che scherzavo ... ma giusto per sdrammatizzare un pò... quante volte lo devo dire ancora?



    > con gli elogi non ci paghi il prosciutto caro,
    > credo che l'autore si riferisse che oltre la paga
    > miserrima che si riceve in italia, c'e' anche il
    > problema del cetriolone e
    > dell'ortolano.
    > Diciamo che sei tu il fortunato.
    > Certo bisognerebbe parlare della tua busta paga
    > per vedere se lo sei
    > veramente

    Ma forse non leggete il mio post?Sorride
    1) Nel mio primo intervento (non l'avessi mai fatto) ho detto che di certo gli elogi rimangono una cosa a sè, intendevo proprio quello che hai detto tu, che non ci pago di certo l'affitto a fine mese ecc ecc...
    2) L'ho detto subito che mi ritengo fortunato rispetto a tanti altri che vivono il precariato.
    3) Non parliamo della mia busta paga perchè sarebbe ridicola rispetto a tutti i soldi che prende un manager o uno che ha lavorato alla silicon valley, non ti pare?

    > il guga guga e colui che si accontenta di un
    > tozzo di pane in informatica e se ne vanta
    > pure.
    bhè non me ne vanto e di certo mi rendo conto di chi sta pieno di soldi e 'lavora' in informatica ma non posso nemmeno starmene sempre a guardare con la bava e incazzarmi con tutto il mondo; poi guardo anche chi sta peggio di me, che come dicevi tu: sono tanti ... troppi.
    E quindi che posso fare? Devo solo attenermi al detto:
    chi si accontenta godeOcchiolino altrimenti vivrei male, quando poi c'è tanta gente che va avanti con nemmeno il pezzo di pane... quelle sono persone che vanno rispettate.

    > intendeva che se chiude la commessa principale,
    > perche' il tuo capo perde le grazie, sono cavoli
    > amari.
    > Io se fossi in te comunque non ne sarei tanto
    > sicuro.
    > In italia una azienda che vive sulle commesse
    > puo' essere in piedi da 6 anni e sparire
    > dopodomani.
    > visto che i venditori di carne umana vivono sulle
    > commesse non sui loro
    > prodotti

    Ma non ho mai detto di essere 'sicuro' che l'azienda vada sempre bene, infatti torniamo al punto di prima:
    ma perchè fasciarmi la testa prima che si rompa?Sorride
    Viviamo nella realtà lavorativa che conosciamo (di merda) e cambiare lavoro/attività è difficile (se non impossibile).

    > Per riguarda il COLOSSO, qui lavoriamo tutti per
    > colossi, il problema e' lo
    > stipendio.
    > Ripeto: se vai dal fruttivendolo e dici lavoro
    > per il colosso, non e' che ti regala i
    > pomodori.
    > compris?
    compris, compris, pienamente d'accordo!
    Qui da come mi sembra di capire ho dato l'impressione di guadagnare 5K euro al mese.. MA MAGARIIIIIIIII ahahahahhahahahaha
    :D

    > Sei L'unico caso finora per cui o stai trollando
    > o sei fortunato, ma conoscendo quel colosso penso
    > che tu stia
    > trollando.

    ma l'unico caso di cosa? spero non facciate riferimento allo stipendioA bocca aperta
    Ripeto che il mio intervento E' STATO SEMPLICEMENTE PER DIRE IL FATTO DEGLI ELOGI, E BASTAAAAAAAAAA bocca aperta
    se poi sono l'unico in italia ad aver preso degli elogi, che ripeto per l'ennesima volta non mi fanno 'mangiare', MI SPIACE!
    ma come lo devo scrivere? Con la lingua fuori



    >
    > qui ha ragione: se non sai parlare in Topic evita
    > di dire, a me dove lavoro, perche' sinceramente
    > non gliene frega un piffero a
    > nessuno.
    > O quoti in topic in base a quanto scritto o
    > senno' stare zitto si fa sempre bella
    > figura.
    > Non trovi?
    >

    Ho letto altri post relativi a questa intervista e sinceramente non mi sembra che TUTTI i post parlassero sempre positivo sull'argomento estero; ripeto (e spero per l'ultima volta) che sono pienamente d'accordo (e quoto) su tutta l'intervista ECCETTO il fatto che il protagonista abbia fatto UNA SOLA affermazione che nel mio caso non è vera.. punto... niente di più niente di meno... e volevo esprimere la mia esperienza... cosa che a quanto pare è stata interpretata male... qui invece mi pare che io sono il diavolo-guga-guga... ecc ecc .. cose francamente lontane da quello che intendevo dire...

    > ti faccio notare che solo il tuo post su
    > centinaia era positivo a
    > riguardo?
    > Ti fa pensare a niente questo?

    Mi fa pensare che sono l'unico in italia ad avere avuto degli elogi sul lavoro... cosa sinceramente TRISTETriste
    ma spero tanto che io venga smentito!

    Ciao ciao,
    Fabio
    non+autenticato
  • Io Lavoro com esoftware Developer per L'Universita' di Dundee in collaborazione con NHS Scotland (Il SIstema Sanitario nazionale Scozzese). E vi posso assicurare che il mio manager non capisce niente (o quasi) di web development e i tanto decantati S.L.D.C. (Software Development Life Cycle) o AGILE Development o Testing sono solo chimere... in un ambiente di produzione contano solo la velocita' di implementazione di un progetto; poi se il sistema/applicazione informativo ha dei difetti... io mi preoccupo.. il mio Manager NO !!

    24 K per anno minimo ?? io ne prendo 21 e le tasse sono del 44% .... AH e lavoro con un vecchi P4 512 Mb di ram a un vecchio schermo LDC.... ALlora.... e' poi cosi; perfetto l@Estero ??
    non+autenticato
  • 21K in sterline ? direi che non fai la fame...però puoi sempre tornare in italia se non ti basta,di certo starai "meglio"
    non+autenticato
  • la risposta è qui
    http://www.itjobswatch.co.uk/contract.aspx

    dai un occhio alle tariffe . Ovviamente conviene lavorare "Contract" considerando che in 3 giorni prendi quanto prendi in italia in un mese.
    non+autenticato
  • se paghi il 44% con quello stipendio hai dei grossi problemi, con la tua cifra dovresti pagare il 22%, togliendone poco più di 7000 essendo questa la franchigia free-tax
    ti ricordo inoltre che in Italia i lavoratori dipendenti pagano oltre il 34% di contributi pensionistici (9 in busta, 25 fuori), mentre in inghilterra è l'11%.
    è anche vero che in italia c'è 13esima/14esima e TFR, che lì non hanno e qui nessuno conteggia se parla di mensile. infatti dire 1000 netti al mese non significa quasi nulla. il numero effettivo con cui comparare salari/stipendi fra i due paesi è il costo aziendale del lavoratore ad es., io prendo 2000Ç netti al mese ma per il mio datore l'esborso annuo è oltre 50000, 10000 se ne vanno in tasse, 15000 in pensione (?)
    non+autenticato
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