Luca Annunziata

Intel contro i Fantastici 4

Altro che Silver Surfer. L'azienda di Santa Clara si lancia nella lotta ai raggi cosmici. Che, a suo dire, nel futuro condizioneranno non poco la computazione digitale

Roma - Certo che se quelli di Intel ci avessero pensato prima avrebbero risparmiato a Ben Grimm (alias La Cosa) un sacco di problemi esistenziali: un rilevatore di raggi cosmici qua, un chippettino là e oggi non avremmo quattro "fantastici" organismi geneticamente modificati a spasso per la Terra. Sempre che il brevetto Intel, approvato pochi giorni fa, funzioni.

Jessica Alba alle prese con un crash del suo PCSecondo Intel, i raggi cosmici - vale a dire la radiazione energetica prodotta da stelle e altri eventi galattici che genera la produzione a cascata di particelle una volta a contatto con l'atmosfera terrestre - sarebbero una causa crescente di problemi computazionali, soprattutto al crescere delle frequenze di esercizio e della miniaturizzazione dei chip che compongono i computer.

Un singolo positrone che entrasse in contatto con una giuntura da pochi nanometri potrebbe compromettere il valore espresso in quel minuscolo registro della CPU, per non parlare di cosa potrebbe accadere ogni volta che un neutrone si infila nel mezzo giga di RAM che equipaggia l'ormai celebre computer della zia. Ma niente paura, con il sistema integrato di rilevazione dei raggi cosmici brevettato da Intel il pericolo sarà scongiurato: quando l'insidioso raggio cosmico tenterà di insinuarsi nel case, ci penserà lui a neutralizzarne gli effetti e restituire una certa logica ai calcoli in corso.
Ovviamente non c'è nessuna macchina anti-raggi cosmici, nessuna tempesta spaziale imbrigliata in una camera di trasformazione per riportare tutto allo stadio iniziale: semplicemente, quando il chip rivelatore dovesse intercettare una nefasta influenza esterna provvederebbe ad attivare un circuito di controllo della coerenza, simile all'ECC integrato nelle memorie di alcuni computer, per riportare tutto nei binari della computazione terrestre.

Non c'è niente da scherzare, comunque: il problema esiste, l'ha certificato pure IBM negli anni novanta, e su ogni 256 mega di memoria si verifica non meno di una volta al mese (ma se il computer sta in una caverna non c'è problema). Con i giga che si sprecano nei desktop e nei laptop moderni, proteggersi dai raggi cosmici è dunque un imperativo categorico. Solo, finito di proteggere il PC, non si potrebbe cominciare a pensare pure a una tuta per redattori impressionabili?

Luca Annunziata
11 Commenti alla Notizia Intel contro i Fantastici 4
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  • Scusate ma io capisco che dovete atirare lettori con il titolo delle news ma questa proprio..
    Thg ha scritto "intel ha un nemico giurato: i raggi cosmici" mi sembra più realistico..
    Messa così sembra un causa intentata con qualcosa che abbia a che fare col film o gli attori..
    Bof..
  • > Messa così sembra un causa intentata con qualcosa
    > che abbia a che fare col film o gli
    > attori..
    > Bof..

    ingegnere?A bocca aperta
    (scusa nulla id personale ma te la sei volutaA bocca aperta
    non+autenticato
  • e chi protegge il chip che protegge gli altri chip?
    non+autenticato
  • :)

    - Scritto da: Franco Ordito
    > e chi protegge il chip che protegge gli altri
    > chip?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Franco Ordito
    > e chi protegge il chip che protegge gli altri
    > chip?

    Ok, l'articolo è scritto in modo molto divulgativo, non scende cioè minimamente in dettaglio.

    Ma devi sapere che questi fenomeni, chiamati in gergo SEU (Single Event Upset), sono ben noti all'industria aerospaziale da oltre 30 anni. E' da tutto questo tempo che CPU e in generale circuiti logici per lo spazio (satelliti e sonde) vengono progettati e prodotti con accorgimenti volti a neutralizzare e correggere gli effetti di elettroni e ioni pesanti.

    Più in dettaglio, tu che chiedi chi protegge il circuito che protegge gli altri, se ad esempio ti studi un po' la codifica Hamming capisci che è fatta per proteggere anche sé stessa.Sorride
    non+autenticato
  • ovvio: il chip non e' protetto perche "deve" essere sensibile ai raggi cosmici, se no che cavolo di sensore sarebbe?

    comunque: un errore al mese in 256Mram (suppongo in un sistema acceso 24 al giorno per 30 giorni).
    Soluzioni:
    1.smettere di ridurre la dimensione dei transistor della ram
    2.fare soft che richiedono meno ram, cosi diminuisce statisticamente la probabilita di errore.
    3.schermare il case: una bella barriera di 45cm di piombo dovrebbe andar bene.

    DOMANDA: ma dove hanno fatto queste sperimentazioni? a livello del mare? al polo? sotto il Gran Sasso? a Los Angeles? su in aereo a 10 mila metri di quota?
    Ovvio che i risultati delle prove cambiano di parecchio....
    non+autenticato
  • Eh, se quell'errore che capita una volta al mese arrivasse proprio mentre fai l'estratto conto e invece di un "+" ci trovi un "-" ..Occhiolino
    In verita' si pongono il problema su larga scala solo ora perche' gli conviene "sensibilizzare" la gente.
    Cosi' poi comperano i nuovissimi IBM con schermatura e chip (magari FRITZ) che non solo scherma se serve ma NON SCHERMA se dimentichi di pagare qualche cosa a chi di dovere...
    Molteplici utilizzi...Sorride
    Ma non ci stavamo spostando verso sistemi ottici?fotoni ignari che vagano dentro tubi?
    Anche li occorrono chip superdensi tanto da poter avere noie serie da queste onde cosmiche?!
    non+autenticato
  • - Scritto da: anonimo
    > comunque: un errore al mese in 256Mram (suppongo
    > in un sistema acceso 24 al giorno per 30
    > giorni).
    > Soluzioni:
    > 1.smettere di ridurre la dimensione dei
    > transistor della
    > ram

    non si può, diventerebbero troppo costosi

    > 2.fare soft che richiedono meno ram, cosi
    > diminuisce statisticamente la probabilita di
    > errore.

    c'è sempre il problema della miniaturizzazione che fa aumentare i soft errors

    > 3.schermare il case: una bella barriera di 45cm
    > di piombo dovrebbe andar
    > bene.

    se non fosse che il piombo è tossico...

    l'unica soluzione è rendere la ram ECC obbligatoria

    > DOMANDA: ma dove hanno fatto queste
    > sperimentazioni? a livello del mare? al polo?
    > sotto il Gran Sasso? a Los Angeles? su in aereo a
    > 10 mila metri di
    > quota?
    > Ovvio che i risultati delle prove cambiano di
    > parecchio....

    le hanno fatte a livello del mare in altitudine e perfino in una caverna. c'è scritto tutto nel link dell'articolo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: sscappiamo ppresto
    > - Scritto da: anonimo
    > > comunque: un errore al mese in 256Mram (suppongo
    > > in un sistema acceso 24 al giorno per 30
    > > giorni).
    > > Soluzioni:
    > > 1.smettere di ridurre la dimensione dei
    > > transistor della
    > > ram
    >
    > non si può, diventerebbero troppo costosi
    >
    > > 2.fare soft che richiedono meno ram, cosi
    > > diminuisce statisticamente la probabilita di
    > > errore.
    >
    > c'è sempre il problema della miniaturizzazione
    > che fa aumentare i soft
    > errors

    e sopratutto non cambia ssolutamente niente, abbassa solo le probailità che l'evento si verifichi quindi soluzione totalmente inutile, inoltre se un DB deve gestire sempre + richeiste come fai ad abbassare il consumo di RAM? abbassi le richieste?

    > > 3.schermare il case: una bella barriera di 45cm
    > > di piombo dovrebbe andar
    > > bene.
    >
    > se non fosse che il piombo è tossico...

    e pesante e costosa

    > l'unica soluzione è rendere la ram ECC
    > obbligatoria

    che poi il problema non è solo la RAM, anzi a me preoccupamolto di più il registro della CPU.

    in pratica ora tocca implementare l'ECC (che è come la prova del 9) per tutti i chip che contengono dati.
    vista l'enorme importanza che i sofotwar rivestono nella società moderna e quanto ci affidiamo a loro è melgio preoccuparsi in tempo.

    > > DOMANDA: ma dove hanno fatto queste
    > > sperimentazioni? a livello del mare? al polo?
    > > sotto il Gran Sasso? a Los Angeles? su in aereo
    > a
    > > 10 mila metri di
    > > quota?
    > > Ovvio che i risultati delle prove cambiano di
    > > parecchio....
    >
    > le hanno fatte a livello del mare in altitudine e
    > perfino in una caverna. c'è scritto tutto nel
    > link
    > dell'articolo.
    non+autenticato
  • Potrebbe essere un chip prodotto con una tecnologia più robusta, che resiste a questo tipo di interferenze.
    non+autenticato
  • - Chip è protetto da Chop !
    non+autenticato