P2P, si vendono meno filtri

Almeno negli USA. Lo dicono i risultati economici di Sandvine, l'azienda che ha fornito a Comcast i sistemi di traffic shaping che hanno portato l'ISP americano all'indice dell'opinione pubblica

Roma - Se i risultati economici di Sandvine possono rappresentare una indicazione significativa, allora è bene sapere che uno dei principali produttori di sistemi di controllo del traffico Internet ha visto crollare le vendite dei propri sistemi: nell'ultimo trimestre sono scese dell'88 per cento.

Sandvine è, come noto, il fornitore di molti provider nel mondo nonché di Comcast, l'importante player nel settore dei servizi Internet statunitensi che, come si ricorderà, è finito nel mirino dell'Autorità TLC locale e degli utenti perché adotta policy di controllo del traffico, in particolare del P2P e del protocollo BitTorrent, considerate estreme e da molti giudicate illegali.

Stando ai dati emersi in queste ore, Sandvine negli ultimi 5 anni ha visto crescere enormemente il suo fatturato e il suo valore, ma nell'ultimo giorno di contrattazioni ha lasciato sul terreno il 42 per cento del proprio titolo.
Le ragioni di questo calo possono forse in parte essere attribuite all'inchiesta aperta proprio dall'Autorità TLC statunitense che in queste settimane, come si ricorderà, ha prima imposto trasparenza a Comcast e poi ha spinto il procuratore generale di New York Andrew Cuomo ad ingiungere chiarezza sul traffic shaping. Prese di posizione che certo non aiutano chi vende dispositivi di controllo.
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