Dario Bonacina

Servizio Universale, urge una revisione

Roma - Il riconoscimento della banda larga come Servizio Universale non è un concetto sconosciuto alle istituzioni: lo stesso ministro (uscente) delle Comunicazioni Paolo Gentiloni lo ha dichiarato - in più occasioni - come proprio obiettivo. Ma la legge - afferma il movimento DigitalDivisi - già lo prevede.

Il Servizio Universale, inteso come l'insieme di norme che regolano e garantiscono l'accesso paritario alle comunicazioni da parte di tutti gli utenti, è disciplinato dal Decreto del Presidente della Repubblica 318/97. Nel testo della norma, all'articolo 3, paragrafo 1, comma a parte 3, si legge che il Servizio Universale comprende "la trasmissione di dati nella banda vocale attraverso modem ad una velocità minima di 2.400 bit/s, in base alle raccomandazioni dell'UIT-T della serie V".

"In parole povere - spiega il movimento in una nota - questo vuol dire che il Legislatore ha riconosciuto universalmente come servizio primario e necessario l'accesso alla rete mondiale (internet) e, sulla base anche di recepire le Direttive Comunitarie, ha ritenuto di doverlo inserire come obbligo di legge cui deve far fronte il Concessionario nazionale del servizio universale per le telecomunicazioni".
Il decreto risale ad oltre dieci anni fa e richiama parametri ormai obsoleti: "La parte puramente tecnica - precisa DigitalDivisi - è stata conformata alla disponibilità allora presente: i valori tecnici e teorici di quelle connessioni erano riferite alla connessione analogica in banda stretta (56K), unica disponibile allora in Italia (ISDN era in sperimentazione e ADSL di là da venire)". Ma la legge è stata redatta con la predisposizione ad un aggiornamento tecnologico periodico, evidente laddove si stabilisce che le norme del Servizio Universale devono essere soggette a riesame e revisione ogni due anni, da parte di apposita commissione incaricata, per adeguarla alle innovazioni tecnologiche che si presentano.

"Ebbene - sottolinea il movimento - al progredire della tecnologia nel campo della connettività (ADSL, Banda Larga, Wireless, Web2.0, Streaming, e-government e quant'altro) e alla sempre maggior richiesta da parte degli utilizzatori di internet di una maggior velocità di accesso alla rete (il cosiddetto accesso efficace a internet) non si è assistito ad un adeguamento di pari passo delle normative atte a far sì che tale accesso sia considerato (e di conseguenza integrato normativamente) Servizio Universale".

Considerando "preoccupante e anacronistica" la reiterata mancanza di un'opportuna revisione degli aspetti tecnici definiti dalla norma, DigitalDivisi rivolge al Governo la richiesta formale di "revisione immediata dell'articolo 3 paragrafo 1 comma a parte 3 chiedendo l'inserimento della connessione a larga banda come obbligo di trasmissione dati per la società incaricata di fornire il Servizio Universale" sostituendo il testo attuale con il seguente: "la trasmissione di dati in banda larga a un valore minimo di 1280 (PCR) 64 (mcr) Kbps dalla rete verso il cliente (download) secondo le raccomandazioni ITU-T Rec-I113".

La richiesta si fonda sul presupposto che "in epoca di VoIP, IPTV, NGAN (Next Generation Access Network), HDSPA, Wi-MAX e quant'altro, una connessione inferiore a 1.2 Mbps (Megabit per secondo) non si possa considerare larga banda", corroborato dalle considerazioni dell'ITU che definisce larga banda connessioni superiori a 1.5 Mbps, e di quelle della Commissione Europea per le Comunicazioni, "intenzionata - conclude DigitalDivisi - ad aprire l'ennesima procedura d'infrazione nei confronti della nostra Nazione per la disastrosa situazione delle ADSL italiane".

Dario Bonacina
11 Commenti alla Notizia Servizio Universale, urge una revisione
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  • Vorrei far notare che IN UN MONDO FELICE le necessita' primarie dovrebbero essere gestite non dai privati con azionisti a cui dar conto ma dal pubblico, da noi tutti.
    COntrolli puntuali sulla validita' e leicita' dei servizi e pene dannatamente DISINCENTIVANTI a chi cerca di fare il furbo.
    Il denaro, manco a farlo apposta, sarebbe il nostro ma ,sempre nel mondo ideale, sarebbe usato BENE e quindi alla fine risparmieremmo un fottio.
    Tutti cablati, tutti con acqua potabile PUBBLICA e ben controllata, tutti con la possibilita' di fruire del SAPERE,DELLA CONOSCENZA senza filtri ne "distinguo" imposti da tizio o caio...sempre loro...che possono decidere IN TUA VECE cosa sia meglio PER TE.
    Poi non dimentichiamo che sarebbe virtualmente impossibile dare notizie FALSE in un globo interconnesso dove ti sbugiarderebbero in un attimo.
    Le necessita' "primarie" per definizione dovrebbero essere curate in modo particolare e qui invece si TENDE a darle in pasto ai privati che , come e' ben noto anche ai piu' gonzi,hanno un solo fine...IL PROFITTO!
    Basta...bisogna invertire il processo di imbastardimento celebrale in atto da anni...
    non+autenticato
  • Niente da dire sulla necessità che la banda larga entri nel S.U., tralasciando il riferimento alla legge sbagliata; ma di fatto la differenza tra quella del 97 e del 2003 è praticamente irrisoria.

    Ma dire che la banda larga è già nel servizio universale; non è neanche una forzatura, è proprio leggere una cosa per un'altra..purtroppo...

    ..immagino che a tutti piacerebbe che così fosse, ma purtoppo non è.
    non+autenticato
  • Ma cosa impedisce di dare su tutte le linee telefoniche una ADSL già attiva a 128/256 o 256/512?

    Forse la paura che nessuno compri le fantomatiche 20mbit che tali non sono?

    La paura che 256 o 512kbit/s possano bastare all'80% della popolazione che non comprerebbe altri tipi di connettività?

    La paura che trovandosi già connessi di default gli italiani possano trovare interessante internet e così abbandonare media tradizionali, televisione e ignoranza radicata e tanto comoda ai nostri politici e commercianti?
    non+autenticato
  • A parte le (giuste) considerazioni commerciali (che hai già fatto) credo che il problema sia da dividere in due parti:

    1) attivazione di nuove linee (nuove in senso hardware) dove, per legge, obbligherei l'installazione di schede che possano gestire ADSL, in quanto Servizio Universale.

    2) upgrade di installazioni esistenti: lì il problema è diverso in quanto, probabilmente, non è sempre semplice "aggiornare" gli apparati. D'accordo la legge, ma alla fine l'aggiornamento richiede soldi: o l'azienda (Telecom) rientra dell'investimento (obbligato) oppure si comporta come sta facendo ora, dove le zone "meno interessanti" (tipicamente rurali), dove magari su 1000 cittadini l'ADSL te la chiedono in 50, "verranno aggiornate"... quando non si sa. :/

    La cosa potrà dar fastidio (a me a suo tempo l'ha dato) ma scommetto che se il Governo stanziasse dei fondi per fare in modo che Telecom aggiornasse gli apparati vecchi almeno al livello base (tramite una ADSL-tax) si scatenerebbe un polverone incredibile tramite il solito argomento "perchè io, cittadino di zona coperta (Milano, Torino, Roma, Napoli, ecc. ecc.) devo pagare una tassa per far arrivare ADSL per default laddove nemmeno la usano?" senza contare che l'accesso alla rete è fondamentalmente una questione di cultura.
    La luce arriva anche nei posti più sperduti, e se vediamo il tal rifugio di montagna sperduto E senza luce ci scandalizziamo... mentre ADSL se non arriva al tal paesino, magari vicino a città medio-grandi è "tutto normale".

    Alla fine è vero che se giriamo su Internet non guardiamo la tivvù... c'è perfino il caso che impariamo a pensare...Occhiolino
    888
  • Il DPR 318/97 è stato abrogato dal codice delle comunicazioni del 2003. Non cambia la sostanza delle cose, ma se si chiede di rivedere un articolo di legge, che almeno la legge sia ancora in vigore.
    Riferimenti di legge corretti li trovate, tra il serio ed il faceto, nel documento seguente:
    http://preview.tinyurl.com/2lz5v4
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 11 marzo 2008 02.12
    -----------------------------------------------------------
  • - Scritto da: Virgio

    Questi DIGITALDIVISI mi sembrano anche un pochettino LEGALDIVISI.
    Comunque e' vero: al titolo "abrogazioni" il Codice delle Comunicazioni cita chiaramente il DPR 318/97.
    non+autenticato
  • Ti invito a leggere il vocabolario, senza scomodare la giurisprudenza pura, e ripassare il significato della parola
    " CODICE " : " Il codice è una raccolta sistematica di norme giuridiche relative ad una determinata materia " ! ( Dizionario Devoto-Oli )

    Codice delle Comunicazioni Elettroniche non significa altro che un insieme di leggi a tema, che prima erano singole e poi sono state tutte riordinate in un medesimo quadro, quello delle comunicazioni.

    http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/C...


    http://it.wikipedia.org/wiki/Codice_(diritto)


    N.B. Se ti serve ti aggiungo altri link.
  • - Scritto da: MrAbyss
    > Ti invito a leggere il vocabolario, senza
    > scomodare la giurisprudenza pura, e ripassare il
    > significato della
    > parola
    > " CODICE " : " Il codice è una raccolta
    > sistematica di norme giuridiche relative ad una
    > determinata materia " ! ( Dizionario Devoto-Oli
    > )
    >
    > Codice delle Comunicazioni Elettroniche non
    > significa altro che un insieme di leggi a tema,
    > che prima erano singole e poi sono state tutte
    > riordinate in un medesimo quadro, quello delle
    > comunicazioni.
    >
    > http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/C
    >
    >
    > http://it.wikipedia.org/wiki/Codice_(diritto)
    >
    >
    > N.B. Se ti serve ti aggiungo altri link.

    MrAbyss, non hai capito: nel Codice delle Comunicazioni, alla voce "abrogazioni", si dice esplicitamente che il DPR 318/97 è ABROGATO.
    Un link per te:
    http://www.demauroparavia.it/540
    non+autenticato
  • - Scritto da: OrioPIX
    > - Scritto da: MrAbyss
    > > Ti invito a leggere il vocabolario, senza
    > > scomodare la giurisprudenza pura, e ripassare il
    > > significato della
    > > parola
    > > " CODICE " : " Il codice è una raccolta
    > > sistematica di norme giuridiche relative ad una
    > > determinata materia " ! ( Dizionario Devoto-Oli
    > > )
    > >
    > > Codice delle Comunicazioni Elettroniche non
    > > significa altro che un insieme di leggi a tema,
    > > che prima erano singole e poi sono state tutte
    > > riordinate in un medesimo quadro, quello delle
    > > comunicazioni.
    > >
    > >
    > http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/C
    > >
    > >
    > > http://it.wikipedia.org/wiki/Codice_(diritto)
    > >
    > >
    > > N.B. Se ti serve ti aggiungo altri link.
    >
    > MrAbyss, non hai capito: nel Codice delle
    > Comunicazioni, alla voce "abrogazioni", si dice
    > esplicitamente che il DPR 318/97 è
    > ABROGATO.
    > Un link per te:
    > http://www.demauroparavia.it/540

    So cosa voglia dire abrogato, ma spesso, come in questi casi si abroga, perchè si è trovato spazio agli stessi argomenti in articoli o sezioni diverse dei nuovi scritti.

    Infatti anche altri testimoniano che la questione sia ereditata nel codice delle comunicazioni. Tutto qui.

    Ragazzi un po' di elasticità mentale ogni tanto serve eh !
  • - Scritto da: MrAbyss
    > > MrAbyss, non hai capito: nel Codice delle
    > > Comunicazioni, alla voce "abrogazioni", si dice
    > > esplicitamente che il DPR 318/97 è
    > > ABROGATO.
    > > Un link per te:
    > > http://www.demauroparavia.it/540
    >
    > So cosa voglia dire abrogato, ma spesso, come in
    > questi casi si abroga, perchè si è trovato spazio
    > agli stessi argomenti in articoli o sezioni
    > diverse dei nuovi
    > scritti.
    >
    > Infatti anche altri testimoniano che la questione
    > sia ereditata nel codice delle comunicazioni.
    > Tutto
    > qui.
    >
    > Ragazzi un po' di elasticità mentale ogni tanto
    > serve eh!

    Il codice delle comunicazioni ha ereditato il concetto, migliorandolo: infatti non fissa piu' una soglia minima sulla velocita' del servizio di connessione, ma parla di un servizio "efficace".

    Quindi e' inutile la richiesta che fa lo staff di DIGITALDIVISI, che chiede di cambiare il testo dell'articolo di una legge abrogata. La cosa piu' corretta e' chiedere all'AGCOM di applicare la legge, ovvero il codice delle comunicazioni, quando dice che vanno fatte revisioni periodiche.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Riccardo

    > Il codice delle comunicazioni ha ereditato il
    > concetto, migliorandolo: infatti non fissa piu'
    > una soglia minima sulla velocita' del servizio di
    > connessione, ma parla di un servizio
    > "efficace".


    Opinione tua e alquanto personale il fatto che sia stato migliorato non fissando un minimo dal quale partire per revisionare ogni tot anni e quindi adeguare al progresso.

    Il Codice ha di fatto peggiorato la situazione non indicando un valore minimo. L'errore più grande che potessero fare era quello di prendere pari pari la direttiva europea senza farne modifiche locali come del resto auspicava l'UE, nel caso ci fossero stati dei bisogni reali. Ma si sa i nanetti fanno le modifiche solo su quanto loro interessa.