Luca Annunziata

Mi tracci? Ma quanto mi tracci?

Spunta uno studio comScore che fa le pulci alla data retention dei principali player online. E che rivela quanto Google, Yahoo! e compagnia sappiano dei navigatori

Roma - Aprire il browser, effettuare una ricerca, cliccare su un link. Basta navigare per finire schedati, classificati e indicizzati, per trasformarsi da individui a semplici numeri, per diventare merce monetizzabile e non essere più comuni cittadini della rete. A svelare come e soprattutto quanto sappiano dei netizen le web company ci ha pensato uno studio, commissionato dal New York Times, che solleva il velo su numeri per certi versi inaspettati.

comScore: mi tracci? Ma quanto mi tracci?Nonostante i roboanti propositi del suo CEO Eric Schmidt, che pensa ad un futuro dove Google sarà in grado di prevedere e prevenire i desideri e i bisogni dei suoi utenti, non è l'azienda di Mountain View quella che raccoglie il maggior numero di informazioni sui navigatori. La maglia nera della curiosità se l'aggiudica Yahoo!: il portalone esegue ogni mese su ciascuno dei propri utenti non meno di 2.520 operazioni, tutte tese a carpirne gusti, abitudini, preferenze e via dicendo. E lo fa ogni volta che transitano sui suoi server o visualizzano la sua pubblicità.

Google non compare neppure al secondo posto, occupato da MySpace (News Corp) con 1.229 operazioni ogni 30 giorni. E BigG non guadagna neppure la medaglia di bronzo: se l'aggiudica invece Time Warner (AOL), grazie a 610 episodi per utente legati all'associazione di informazioni provenienti da sito e pubblicità. Per Schmidt e il suo motore c'è solo il quarto posto, con informazioni carpite 578 volte ogni ciclo lunare, tallonato da Facebook (525), mentre più staccate risultano Microsoft (355), Ebay (201) e Amazon (87).
Fanalino di coda dello studio comScore è Wikipedia, che raccoglie informazioni personali appena 16 volte al mese sui suoi navigatori. Tra i "virtuosi" figurano pure i cosiddetti media tradizionali, vale a dire New York Times (45), NBC Universal (38) e Condé Nast Publications (34). A "penalizzare" questi ultimi è soprattutto la mancanza di un network pubblicitario come quello di Yahoo! e Google, vera miniera d'oro di informazioni: queste ultime non arrivano solo dalle ricerche effettuate o dai video visualizzati, ma anche (e in maniera tangibile) dalle informazioni raccolte grazie alla presenza dei banner sparsi in tutta la rete.

La fonte delle informazioni secondo comScoreNon stupisca poi se le quantità di dati che entrano in possesso di News Corp attraverso MySpace siano più del doppio di quelle ottenute da Google che vanta il doppio degli utenti: cambiando il tipo di servizio, cambia il modo in cui i navigatori utilizzano le risorse a loro disposizione, e dunque cambiano pure le fonti a cui è possibile attingere per raccogliere i dati necessari a costituire le banche dati su cui strutturare le campagne di behavioral advertising, che sempre più sono la priorità dei player del settore.

Ed è proprio questa capacità di sapere tutto (o quasi) dei propri utenti che rende certi social network uno dei bocconi più invitanti sia per chi vende spazi pubblicitari in rete, sia per chi vuole acquistarne. In un mercato in cui la verticalizzazione della pubblicità sembra il trend che va affermandosi, non conta tanto il numero di navigatori che transitano su un dominio, quanto piuttosto la garanzia che appartengano tutti ad una determinata categoria di consumatori potenzialmente interessati al prodotto reclamizzato.

Ma se di santo graal del marketing si tratta, non sono dello stesso parere i consumatori/navigatori: la stragrande maggioranza dei cittadini californiani, ad esempio, ritiene che il tracciamento delle proprie abitudini online sia una attività troppo invasiva, che lede la privacy e che andrebbe dunque vietata o limitata. Le aziende, dal canto loro, tentano di destreggiarsi tra comunicati e consensi informati: ma resta la possibilità che prima o poi qualche legislatore decida di porre alcuni paletti all'abbuffata di dati personali online.

Luca Annunziata
13 Commenti alla Notizia Mi tracci? Ma quanto mi tracci?
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  • però diciamocela tutta: se tu (player) tracci me (utente) io ti blocco. Per sempre.
    Potrebbe essere una soluzione ricorrere ad estensioni o software che bloccano la pubblicità: per esempio,
    http://eyeonweb.net/adblock-plus-stop-ai-banner-pu.../
    http://www.spacemarc.it/news/view.php?id=45
    http://www.fogliata.net/2007/09/05/adblocker/comme.../

    è una piccola cosa ma é pure sempre utile per navigare meglio e "meno tracciati"
    non+autenticato
  • Gentile Alf.Serpentino,
    premetto che non mi rivolgo direttamente a te perché non ti conosco ma colgo lo spunto dal tuo intervento per lanciare uno sfogo mio contro tutti quelli che SCROCCANO GRATIS i servizi in rete e si lamentano!

    Bloccare vuol dire rovinare un mercato che ti offre servizi gratis.

    Le alternative sono poche e semplici:

    1.Se non ti piace essere tracciato per scroccare gratis servizi che costano, basta che paghi (tanto) per un servizio commerciale simile (d'altronde non vedo in base a quale principio un fornitore dovrebbe offrire servizi gratis senza nessun guadagno! Gli stipendi si pagano in moneta! E dopo ci si lamenta perché non c'é lavoro!!).

    2.Se neanche la 1. non ti va, non usare niente, usa carta e penna, segnali di fumo, non internet! Indiavolato

    Il problema vero è che chi vuole SCROCCARE SERVIZI INTERNET GRATIS, deve solo leggere attentamente i contratti PRIMA DI ACCETTARLI (che nessuno legge) ed eventualmente far rispettare i propri diritti sulla privacy (ma è più comodo lamentarsi, che agire).

    Del resto, internet non ce lo prescrive mica il medico, no??!!

    Basta con il tutto GRATIS!! Voglio lavorare con internet e vivere di questo. Con internet, se sviluppato ed utilizzato in modo intelligente, potremmo viverci e bene in molte più persone, invece che i soliti 4 big. Invece ci si perde ancora su cretinate. SVEGLIAAA!!!
    non+autenticato
  • Ragazzi c'è sempre un prezzo da pagare per ogni cosa, e quella piccola parolina magica di nome GRATIS su internet nasconde tante belle cose.
    Yahoo offre su internet dei servizi ottimi e gratuiti senza dubbio. BigG è il numero 1 in assoluto. Ditemi voi cosa c'è di meglio di Gmail come servizio di posta pop3 completamente gratuito con 6Gb di archivio, e senza spendere una lira.
    Il problema è che viviamo in un'epoca a due facciate: nella prima il rispetto della privacy sembra essere un diritto fondamentale riconosciuto da ogni fornitore di servizi, e scritto a chiare lettere sui termini e condizioni di utilizzo dei servizi. L'altra faccia della medaglia consiste nel fatto che SUBDOLAMENTE chi offre questi servizi gratuiti deve pur guadagnarci sopra qualcosa, altrimenti nessuno darebbe in cambio qualcosa senza ricevere niente. Quel qualcosa è rappresentato dal profilo di ogni persona, come i gusti musicali, gastronomici, sessuali, politici, sportivi, di abbigliamento e così via.
    Non è un caso che quando fai una ricerca con Yahoo o BigG trovi a lato pubblicità che stranamente è inerente all'argomento che hai cercato. E' una forma di pubblicità intelligente, intendiamoci, ma è pur sempre frutto di una tracciabilità dell'utente che non ha euguali in nessun altro mezzo di comunicazione.
    Yahoo e Google fanno fatturati che fanno spavento, ma volenti o nolenti è così che funziona la new economy del nuovo millennio.
    non+autenticato
  • Ave.

    Affermare che vengono raccolti dati senza specificare QUALI dati vengono raccolti è fonte di disinformazione.

    Se uno mi porta via un singolo dato che si chiama "codice della carta di credito"....anche se è UN SOLO DATO.....
    ....forse è PEGGIO di quello che me ne porta via dieci come "il numero di scarpe, quante volte mi faccio la barba alla settimana e baggianate del genere.

    Il DATO da osservare è che COMUNQUE stanno le cose, viene concesso di raccogliere dati sugli utenti; ed io non sono d'accordo!

    A presto.
    Nilok
    Nilok
    1925
  • - Scritto da: Nilok
    > Ave.
    > Affermare che vengono raccolti dati senza
    > specificare QUALI dati vengono raccolti è fonte
    > di
    > disinformazione.

    e secondo te tutti quei nomi hanno fornito così su due piedi i dettagli di tutto il loro business ad una società di ricerche pagata da NYT?

    inoltre nell'articolo si parla di operazioni sui dati degli utenti, indipendentemente dal numero di utenti e dei dati tracciati.

    > Se uno mi porta via un singolo dato che si chiama
    > "codice della carta di credito"....anche se è UN
    > SOLO
    > DATO.....
    > ....forse è PEGGIO di quello che me ne porta via
    > dieci come "il numero di scarpe, quante volte mi
    > faccio la barba alla settimana e baggianate del
    > genere.

    dati personali: ce ne osno varie definizioni, stando alle leggi attualmente in vigore in Europa ilprimocaso si chiama furto il secondo è perfettamente lecito, ergo stai confrontando mele e pere

    > Il DATO da osservare è che COMUNQUE stanno le
    > cose, viene concesso di raccogliere dati sugli
    > utenti; ed io non sono
    > d'accordo!

    e non gliene frega niente a nessuno di quanto tu sia d'accordo visto che:

    A) è legale
    B) non sei obbligato ad usare servizi "traccianti"
    C) è legale usare tali servizi facendo in modo che tu non sia un profilo su una scheda
    D) è il business di costoro farti vedere pubbliclità e sono in concorrenza tra di loro per chi ha i profili milgiori (dal punto di vista del marketing), ergo se tu glielo impedissi per legge uccideresti un pezzo funzioanle dell'economia IT. molto melgio regolare che proibire.
    non+autenticato
  • Se non te ne frega niente a te, di quello che penso io, non succede nulla, ma se cominci ad arrogarti il diritto di parlare a nome di "tutti" allora succede che ti mostri per quello che sei.

    Meglio regolamentare come uccidere le persone piuttosto che proibirlo.

    A presto
    Nilok
    Nilok
    1925
  • - Scritto da: Nilok
    > Se non te ne frega niente a te, di quello che
    > penso io, non succede nulla, ma se cominci ad
    > arrogarti il diritto di parlare a nome di "tutti"
    > allora succede che ti mostri per quello che
    > sei.

    ti sei già offeso? se si non era mia intenzione.

    eppure mi sembra che sia palese che non stanno facendo niente di illegale, mettiamola così:

    È sufficiente loro sapere che un certo browser ha certe abitudini di navigazione. Incrociando i dati dei cookie con i login hanno una banca dati molto redditizia che non compromette nessuno. (sempre che una legge impedisca loro di risalire dall'IP al nome/indirizzo e magari proprio impedisca loro di salvarsi l'IP tout court)

    Una assicurazione invece non deve aver modo di accedere ai dati riguardo la mia cartella clinica senza che sia io a dargliela.

    Se invece ti accontenti di facile propaganda e superficialità mettendo sullo stesso piano i profili per mass advertising di google (dove non ci sono nè dovrebbero starci nomi e cognomi senza però che questo ne infici il ritorno economico per Big G) con il database delle assicurazioni dove nome e cognome sono assolutamente necessari accomodati, dimostrerai la tua mancanza di senso critico, come si fà a sostenere che sono la stessa cosa?

    il mercato pubblicitario và regolato, i player di tale mercato grazie ad internet tracciano profili dei consumatori, lo si è sempre fatto ma basandosi solo su campioni più ristretti e dando più importanza al rapporto venditore cliente perchè la domanda incontrasse l'offerta invece che fare in modo che un software le facesse incontrare ma ora i tempi sono cambiati grazie alla rete, rete che è fatta anche dei servizi che vengono mantenuti dagli stessi cui vorresti impedire di esistere!
    bella gmail vero? bello google scholar vero? bello google earth vero?

    ti sembra strano che io auspichi tale regolazione e faccia il distinguo tra database dei markettari e database per controllo sociale in mano ai poteri economici?

    tu invece che vorresti l'illegalità di tali pratiche in toto non sei diverso dalle major che vogliono farti pagare i diritti per usare un brano sia sull'ipod sia come suoneria due volte.

    > Meglio regolamentare come uccidere le persone
    > piuttosto che
    > proibirlo.

    pura demogogia: come fai a paragonare il tracciamento dei dati (sensibili e non) all'omicidio?

    > A presto
    > Nilok

    io invece credo di stare perdendo tempo e basta, demogogia, saccenza e probabilmente poca volgia di ragionare con la propia testa, tu ti schieri contro le cose sputando giudizi e facendo la morale che ti sembra più facile.
    non+autenticato
  • Partendo dal presupposto che "LA LEGGE NON E' UGUALE PER TUTTI" e che "i politici sono degli ASSERVITI al potere" potremmo concludere gia' adesso che la profilazione della GENTE COMUNE e' una cosa da considerarsi degna conseguenza.
    Ma non e' giusto...non lo e' perche' e' come se uno ti stesse appiccicato tutto il giorno e marcasse tutto quello che fai.
    La legge in merito a questo si esprime ben diversamente rispetto al profilare uno che gironzola per internet.
    Come se l'impatto fosse diverso nella vita REALE del cittadino.
    Ovvio,gli interessi sopra ogni cosa, il resto e' roba da poveri scemi.
    Ma i "poveri scemi profilati" cercheranno in ogni modo di salvaguardare la loro privacy prima che i politici e i potenti del GLOBO cancellino la parola dal vocabolario e ne cancellino il SENSO nelle menti di tutti.
    La mia paura reale e' che uno venga profilato non solo per riempirlo di pubblicita' e offerte legate al suo modo di vivere ma anche per PILOTARLO ALTROVE,usando mezzi fetenti e raggiri psicologici approfittandosi delle sue debolezze.
    Oltre al potere mmenso di poterti anche ricattare per alcune tue STRAVAGANZE...
    non+autenticato
  • > La mia paura reale e' che uno venga profilato non
    > solo per riempirlo di pubblicita' e offerte
    > legate al suo modo di vivere ma anche per
    > PILOTARLO ALTROVE,usando mezzi fetenti e raggiri
    > psicologici approfittandosi delle sue
    > debolezze.
    > Oltre al potere mmenso di poterti anche ricattare
    > per alcune tue
    > STRAVAGANZE...
    Quale parte di "non sei obbligato ad usarli" non ti è chiara?A bocca aperta
    non+autenticato
  • .
    > La mia paura reale e' che uno venga profilato non
    > solo per riempirlo di pubblicita' e offerte
    > legate al suo modo di vivere ma anche per
    > PILOTARLO ALTROVE,usando mezzi fetenti e raggiri
    > psicologici approfittandosi delle sue
    > debolezze.
    > Oltre al potere mmenso di poterti anche ricattare
    > per alcune tue
    > STRAVAGANZE...

    Infatti questo è l'unico vero scopo. Le altre sono str...te che fanno girare dei soldi, spesso tanti, ma rimangono scopo del tutto secondario
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ricky
    > Partendo dal presupposto che "LA LEGGE NON E'
    > UGUALE PER TUTTI" e che "i politici sono degli
    > ASSERVITI al potere" potremmo concludere gia'
    > adesso che la profilazione della GENTE COMUNE e'
    > una cosa da considerarsi degna
    > conseguenza.

    Il principio è sbagliato ma purtroppo hai tristemente ragione, ciò non vuol dire IMHO però che bisogna passare all’antipolitica (ovvero al rifiuto della politica) perché così facendo non si fa altro che facilitare i poteri forti che hanno gli interessi che (giustamente) ti spaventano.

    L’esempio migliore secondo me è il partito pirata svedese.

    > Ma non e' giusto...non lo e' perche' e' come se
    > uno ti stesse appiccicato tutto il giorno e
    > marcasse tutto quello che
    > fai.

    Non ERA giusto, con la rete invece questo tracciamento è possibile senza compromettere la privacy degli utenti (posta l’esistenza di leggi e controlli adeguati)

    > La legge in merito a questo si esprime ben
    > diversamente rispetto al profilare uno che
    > gironzola per
    > internet.
    > Come se l'impatto fosse diverso nella vita REALE
    > del
    > cittadino.

    Non capisco

    > Ovvio,gli interessi sopra ogni cosa, il resto e'
    > roba da poveri
    > scemi.
    > Ma i "poveri scemi profilati" cercheranno in ogni
    > modo di salvaguardare la loro privacy prima che i
    > politici e i potenti del GLOBO cancellino la
    > parola dal vocabolario e ne cancellino il SENSO
    > nelle menti di
    > tutti.

    Quale parola? non capisco di nuovo

    > La mia paura reale e' che uno venga profilato non
    > solo per riempirlo di pubblicita' e offerte
    > legate al suo modo di vivere ma anche per
    > PILOTARLO ALTROVE,usando mezzi fetenti e raggiri
    > psicologici approfittandosi delle sue
    > debolezze.

    Quello secondo me lo fa la TV in larga scala, non di certo il meccanismo di google ads e similari che agisce sul singolo navigante.

    > Oltre al potere mmenso di poterti anche ricattare
    > per alcune tue
    > STRAVAGANZE...

    In prospettiva è problema sempre meno importante, ci sono pochi delle nuove generazioni disposti ad esempio a silurare un bravo politico perché si è fatto fare una fellatio sotto il tavolo della casa bianca o che giudichino male un personaggio pubblico a causa delle stravaganze della propria vita privata.
    Idem per quando costoro saranno coloro che dovranno assumere del personale, difficile che licenzieranno un dipendete perché questo compra cazzi di gomma su internet.
    La morale sta cambiando e con essa molti meccanismi politico sociali, certo al momento se fosse reso pubblico che un dipendete ha certe stravaganze identificabili tramite quei database dei markettari sarebbe ricattabile ma dubito che la cosa sia così diffusa quando si parla di comuni mortali, più facile che questo tipo di informazioni servano a ricattare dei politici
    non+autenticato
  • Quando e come YAHOO effettua queste 1200 operazioni al mese.
    Probabilmente ho sul PC un cookie che traccia la mia entrata o uscita dal SUO sito, le ricerche che faccio sul SUO motore di ricerca. Ma come fa a sapere quello che io faccio al di fuori dei suoi domini ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Toshiro Mifune
    > Quando e come YAHOO effettua queste 1200
    > operazioni al
    > mese.
    > Probabilmente ho sul PC un cookie che traccia la
    > mia entrata o uscita dal SUO sito, le ricerche
    > che faccio sul SUO motore di ricerca. Ma come fa
    > a sapere quello che io faccio al di fuori dei
    > suoi domini
    > ?

    1) si parla di operazioni per utente e non quantità di operazioni in assoluto

    2) yahoo ha dei partner cui fanno capo domini molto diversi

    3) quando clicchi un link da un qualunque sito o motore di ricerca non hai mai notato che la URL prima di passare al link che hai cliccato spesso diventa per un secodnino u nidnirizzo totalmente diverso?

    4) nessuno ha mai detto che yahoo tracci dati esterni al proprio network.
    non+autenticato