Phorm, la scomunica di Trend Micro

British Telecom intende bersagliare gli utenti del suo test con pubblicità veicolata a monte dei siti visitati ma secondo gli esperti antivirus questo è un comportamento aggressivo. Da contrastare

Roma - Ha sollevato grande rumore la sperimentazione che British Telecom intende fare della piattaforma Phorm, quella che si innesta tra utente e provider e che spara sui PC del primo gli spot veicolati dal secondo, critiche che ora si espandono anche agli esperti di sicurezza. Quelli di Trend Micro, tra le principali softwarehouse del settore, hanno bocciato il nuovo sistemone: è intrusivo.

In particolare, una nota dell'azienda specifica che "la natura delle attività di monitoraggio degli utenti di Phorm solleva certamente una qualche preoccupazione, e ci sono molte possibilità che Trend Micro aggiunga sistemi di controllo sui cookie traccianti, considerandoli adware, al fine di proteggere i propri clienti".

Ma non è tutto qui: Trend Micro si propone di monitorare cose come "quanto sono consapevoli gli utenti di venire tracciati e se l'utente ha la possibilità di escludere completamente il servizio". Quest'ultima affermazione è particolarmente rilevante: gli utenti BT che decidono di non accettare il monitoraggio subiscono comunque la registrazione delle URL visitate, sebbene queste non vengano apparentemente associate ad altri dati che li riguardano.
L'osservazione di Trend Micro si innesta sulle critiche avanzate da più parti e può tradursi in una sorta di messa al bando del sistemone: ai suoi molti utenti potrebbero aggiungersi quelli di altre società che producono software di sicurezza, e in quella eventualità le conseguenze sull'efficacia di Phorm sarebbero decisive.

Non è un caso, dunque, se proprio Phorm ha risposto a Trend Micro a breve giro di posta, spiegando che il proprio prodotto, WebWise, "non è certamente adware". L'azienda si è detta disponibile ad incontrarsi con Trend Micro per spiegare agli esperti della società di sicurezza perché non possa essere classificato in quel modo.

Intanto però Phorm, che vuole espandersi anche all'estero e andare ben oltre il già ricco parco utenti di British Telecom, incontra problemi anche in ambito internazionale. PC Tools, società australiana di sicurezza, ha espresso preoccupazione per il sistemone di Phorm e ha preannunciato che ne analizzerà attentamente il meccanismo, invitando poi tutti i gestori di servizi del genere ad essere molto molto trasparenti sui sistemi usati di tracciamento.
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