Alfonso Maruccia

In Giappone la stangata più pesante contro il P2P

Nel resto del Mondo ci si muove più lentamente, in un dialogo tra istituzioni, major e provider. Nel Sol Levante, invece, gli utenti P2P fuorilegge saranno scollegati dalla rete senza appello

Tokyo - La primavera imminente porterà con sé una iniziativa senza precedenti nel paese dei samurai corporativi e dello sviluppo tecnologico senza freni: i quattro gestori giapponesi di connettività hanno stretto un accordo che promette dura lotta contro chi scarica e condivide contenuti e software "illegali" in rete. Gli utenti che, avvertiti, continueranno a scaricare saranno disconnessi senza ulteriori appelli.

In Giappone la stangata più pesante contro il P2PA sganciare la bomba, che sta risuonando in tutto l'interlink, è stato il quotidiano Yomiuri Shimbun: a sottoscrivere la sacra alleanza contro il peer-to-peer fuorilegge vi sono le organizzazioni dei provider Telecom Service Association e Telecommunications Carriers Association, che contano, nel complesso, su qualcosa come mille associati grandi e piccoli, tutti interessati e coinvolti all'iniziativa. Un evento la cui portata è destinata a non avere precedenti e che si riverserà contro i condivisori del Sol Levante, inclusi gli utenti del popolare e discusso network di Winny, il celebre software P2P per lungo tempo assai diffuso nel paese.

L'industria giapponese dei fornitori d'accesso, dunque, per la prima volta in un paese democratico ha accolto unitariamente gli appelli della major, subordinando il proprio rapporto con gli abbonati alle esigenze del diritto d'autore e dello status quo. D'altro canto l'industria dei contenuti e del software da tempo anche in Giappone denuncia quelle che ritiene immani perdite dovute alla distribuzione non autorizzata di materiale.
Le due industrie, quella della connettività e quella del copyright, si incontreranno a partire dal prossimo aprile per decidere nel dettaglio su come procedere, stabilendo le linee guida delle politiche da seguire per la disconnessione degli utenti più riottosi. La consultazione avverrà tra le quattro organizzazioni di provider e associazioni quali Japanese Society for Rights of Authors (JASRAC) e Association of Copyright for Computer Software (ACCS).

Le misure di cui si parla in questi giorni ricordano per alcuni versi l'ormai famigerata Dottrina Sarkozy: verrà imbastito un sistema di "avvertimenti" per gli utenti del P2P, le cui reti saranno scandagliate da un software progettato a tale scopo. Chi deciderà di non fare tesoro dell'avvertimento, e verrà beccato con le mani nella marmellata dei contenuti una seconda volta, sarà passibile di disconnessione forzata per un periodo di tempo da stabilire, o anche per sempre.

Il proibizionismo telematico giapponese nasce dalla constatazione dei semplici numeri del "fenomeno" file sharing nel paese, un fenomeno in pieno boom con ritmi di crescita senza precedenti e ben pochi eguali nel mondo, grazie anche alla avanzata infrastruttura di rete basata sulle fibre ottiche, in grado di offrire connessioni davvero broadband e molto più veloci delle "semplici" ADSL americane ed europee. Secondo le ultime stime, il numero totale di condivisori nel paese sarebbe di 1,75 milioni.

Le preoccupazioni dell'industria dei contenuti si riverberano sulla politica adottata dagli ISP nei confronti delle tecnologie di condivisione, apparentemente suffragate dai numeri di una "pirateria" telematica rampante: una breve sessione di monitoraggio del traffico di rete distribuita nell'arco temporale di sole sei ore, sostengono le organizzazioni del copyright, è bastata a individuare 3,55 milioni di copie di software videoludico "illegale" e 610mila brani musicali non autorizzati, per un danno economico complessivo pari a 10 miliardi di yen (circa 65 milioni di euro).

Il Giappone vuole dunque giocare un ruolo di apripista nella corsa internazionale contro il P2P. Scelte molto diverse da quelle che potranno essere assunte in Italia, dove solo pochi giorni fa il Garante della Privacy ha dichiarato illegali software come quello che gli ISP nipponici vorrebbero impiegare, ma anche diverse da quelle statunitensi, dove grossi provider come Verizon sembrano decisamente poco inclini a divenire il tappetino degli interessi di Hollywood e dei finanziatori di RIAA.

Riuscirà questa volta il sacco dei condivisori? Non è detto: già due anni fa un grosso provider tentò di introdurre una misura simile, con tanto di disconnessione forzata per gli utenti impenitenti, ma quella volta la sortita rientrò piuttosto in fretta dopo l'avvertimento ricevuto dal Ministro degli Interni e delle Comunicazioni, secondo cui la pratica sarebbe stata pericolosamente simile all'intercettazione telematica, in violazione del sacrosanto diritto alla privacy nelle comunicazioni. In Giappone in queste ore c'è chi spera che proprio la politica metta un freno alla svolta pro-major.

Alfonso Maruccia
138 Commenti alla Notizia In Giappone la stangata più pesante contro il P2P
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  • vi immaginate se ci dovesse essere un esodo di giapponesi a causa di questo blocco? verrebbero tutti in europa a scaricare!!! lol!
    non+autenticato
  • - Scritto da: gi no
    > vi immaginate se ci dovesse essere un esodo di
    > giapponesi a causa di questo blocco? verrebbero
    > tutti in europa a scaricare!!!
    > lol!


    magari!! pensa quante giapponesine!
    non+autenticato
  • Scusate come solito io non la vedo come Voi !

    Non è per colpa di questo o quello Stato che a breve uno dopo l’altro tutti toglieranno parzialmente il diritto la libertà di esprimere le proprie idee.

    Ma per volere dei Popoli... ! Perchè ancora non hanno compreso, che le chiacchiere non costruiscono nulla, e quei (poveretti) hanno voglia evidenziare la Notizia…..!

    Qui si fanno solamente commenti, nel Mondo di Internet, non esiste ancora la Piazza del Popolo, ma tanti milioni di Persone accompagnati da altrettante milioni di parole, pronti a scagliarsi uno contro l’altro per sentirsi superiore di chi lo procede nella discussione.

    Quindi non additiamo questo o quel Paese, non facciamo distinzioni tra Democrazia o Dittatura, anche Noi siamo schierati nella propria mente a favore o a sfavore secondo del colore di appartenenza degl’interessi, non pensiamo che una Nazione sia più libera dell’altra, entrambe in un modo o nell’altro difende i propri interessi, Noi per primi non accettando il diritto di espressione dell’altro, siamo i primi a non difendere la libertà e il diritto di esprimersi.

    Quindi signori che siete preoccupati della potenza di Internet, state tranquilli, lasciate liberi i vari Cittadini del Mondo, non danneggiano nessuno stanno facendo chiacchiere discutono tra loro, a Voi basta chiudere i rubinetti di internet, nei vari Paesi secondo la necessità del momento, senza preoccuparvi della Democrazia, subirete solo un tantino di critiche in più alla riapertura.
    la Cina lo sta facendo, per non fare sapere ciò che sta succedendo in casa propria.

    Gli Stati poveri subiscono il silenzio da anni accompagnati da Morti giornaliere per guerre fame o sete.
    Nessuno vuole i pensieri dell’altro, basta commentarle e gridare allo scandalo, poi di tasca propria paghi le ingiustizie del Mondo o dei mal Governi.
    Ma idee nuove ne esistono ?   

    claudio45
  • Armiamoci e partiamo !
    non+autenticato
  • corriponde all'ergastolo

    una persona sbaglia numero 1 volte
    e per il resto della vita non potrà mai più avere accesso ad internet

    questi sono da ricovero
    non+autenticato
  • - Scritto da: pazzi
    > corriponde all'ergastolo
    >
    > una persona sbaglia numero 1 volte
    > e per il resto della vita non potrà mai più avere
    > accesso ad
    > internet
    >
    > questi sono da ricovero

    beh mi spiace per gli ISP.. hanno i giorni contati
    non+autenticato
  • Da chi andranno a piangere per le perdite e mancati introiti?
    non+autenticato
  • gli utonti inizieranno a pagare il giusto per la musica e i film..molto prima..cmq il giappone e una grande civilta...
    non+autenticato
  • ma come fanno a sapere se scarico roba "illegale" ?A bocca aperta
    Sgabbio
    26178
  • Tramite l'intercetazione passiva dei dati in transito sulla rete.

    Comunque mi pare un po' nascondersi dietro un dito: il P2P legale nel mondo è molto limitato e di solito è costituito da solo software opensource e brani musicali o video di autori indipendenti ed emergenti.

    Quinid mi pare un po' ridicolo voler far credere che gli utenti P2P che condividono materiale illegale siano una minoranza...
  • Li pagheranno le industrie del copyright!!!!

    sono furbi sti qui....

    ma la privacy non si dovrebbe toccare!!!!
    non+autenticato
  • si, infatti...
    nascera' un nuovo ISP che raccogliera' tutti quelli che sono stati disconessi e dara' loro una connessione internet, in barba agli altri ISP... secondo me non è tanto furba la mossa.. appare il fatto che viola la privacy delle persone...
    non+autenticato
  • Il massimo dell'ipocrisia e dell'ignoranza.
    Brrr.... che cosa illegale, viola la privacy delle persone! Ma queste persone, condividendo illegalmente files non violano niente?

    Sveglia ragazzi, fin quando continueremo a pensare di avere solo diritti e che tutto ci sia dovuto non si andrà da nessuna parte.

    Tornando al thread: non credo si arriverà mai a sconnettere tutti, è il classico metodo "colpirne 1 per educarne 100"... Quando verranno beccati i primi secondo me si avrà una regressione del p2p. I modi per scambiare files ci saranno ancora (c'erano anche ai tempi dei vecchi modem, anni prima di napster e soci, figuriamoci adesso...) ma in misura ridotta. Il punto è che fino a quando una politica del genere viene attuata da un singolo provider, questo comporta una fuga di utenti, ma se sono tutti i provider (o almeno i più grossi) di una nazione ad attuare simili misure l'utente non può "fuggire" da nessun'altra parte...
    non+autenticato
  • le cose stanno in questo modo:se hanno deciso di regredire da democrazia a dittatura allora la cosa si sposa benissimo.
    In caso contrario non vedo come si attuabile una aberrante iniziativa del genere..
    non+autenticato
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