Roma - Suscita
interesse se non addirittura
sensazione un dato rilasciato nel weekend da una società di ricerca di Pechino: il numero complessivo di utenti Internet cinesi
ha superato quello degli utenti statunitensi.

Secondo
BDA China, i cui numeri
vengono divulgati dalle agenzie internazionali, gli utenti che si collegano ad Internet in Cina hanno superato quota
220 milioni, contro i 217 degli Stati Uniti.
Un sorpasso, però, destinato a rappresentare solo il primo più evidente passo dell'accelerazione cinese sulla rete: rispetto ad un anno fa quel numero è salito del 30 per cento e molti sono i segnali che fanno ritenere per l'anno in corso, il 2008, una crescita altrettanto sostenuta.
Come tutti i numeri anche questi dati possono essere discussi, rimane però senza ombra di dubbio il concetto di fondo: la rete sta penetrando
a tutti i livelli della società cinese. E se è vero che la maggior parte degli utenti in Cina si collega da postazioni pubbliche come quelle degli internet café, e che è soggetta a registrazioni del tutto simili a quelle che avvengono in Italia, è anche vero che sono sempre di più i cinesi che possono permettersi una Internet domestica. Il che significa che nei prossimi anni il distacco è destinato a consolidarsi e proiettare la Cina in vetta a molte classifiche di diffusione della rete.
Com'è ovvio, proprio nelle ore del sorpasso gli esperti si interrogano sull'apparente contraddizione: aumenta esponenzialmente il numero di utenti sul medium più libero per definizione proprio nel paese simbolo della censura su Internet. Quello che però sembra chiaro a tutti, e con ogni probabilità anche ai gerarchi di Pechino, è che con l'aumentare delle "teste" in rete è destinata ad accrescersi anche la
difficoltà di un controllo di stato sulle informazioni e le opinioni che circolano online. Anche per questo, e non solo per questo, la notizia viene accolta con calore nell'occidente democratico, che pure molto ha imparato dalla Cina in questi anni in termini di
controllo della rete.