Norvegia, neonati protetti con sensori di vicinanza

Succede ad Oslo, in un ospedale universitario

Roma - Il timore che qualcuno possa sottrarre i nuovi nati alle legittime famiglie è tale da aver spinto i gestori di un ospedale di Oslo a progettare il ricorso ad un apparato di sicurezza fondato sui sensori di vicinanza.

"La ragione principale - spiegano i dirigenti dell'Ospedale Universitario di Akershus - è mettere in risalto la sicurezza. C'era un tempo in cui la Norvegia ha assistito al rapimento di bambini, una eventualità che vogliamo evitare".

Il nuovo sistema prevede l'allacciamento di un chip da polso al neonato e di un altro braccialetto al polso della madre. Quando i due bracciali si trovano ad una distanza maggiore del previsto, un allarme risuona nell'ospedale.
neo-natiSe invece una madre (o un rapitore) tenta di uscire dall'ospedale con un figlio non suo non solo suona l'allarme ma contemporaneamente vengono bloccati gli ascensori e tutte le porte di uscita.

Il nuovo sistema dovrebbe diventare operativo dal prossimo primo ottobre, previa autorizzazione del consiglio accademico.
3 Commenti alla Notizia Norvegia, neonati protetti con sensori di vicinanza
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  • ...come al solito qualcuno griderà scandalizzato "grande fratello! grande fratello!".

    Questa è invece la prova che la tecnologia aiuta se usata bene. E' inutile combattere il progresso per la paura del nuovo. Non è il nuovo che nuoce, ma come lo si usa.
    Certo, un'automobile può essere un'arma per commettere un omicidio, investendo la gente...ma è l'uso che se ne fa, non lo strumento...

    Questo è un invito a riflettere, alla luce di psicosi da ogm, da analisi del dna, da diffusione di telecamere di sorveglianza, da produzione di energia da cdr eccetera...
    non+autenticato
  • io sono uno di quelli contrari alle tecnologie di controllo sia di massa che non, ma in questo caso trovo sia una misura di sicurezza buona e poco invadente, che permette una relativa tranquillità ai neogenitori..
    anche i chip rfid, per esempio, secondo me, di per sè sono un ottimo metodo, ma le intenzioni per cui vengono usati non spesso sono nobili...

    - Scritto da: ndr
    > ...come al solito qualcuno griderà scandalizzato
    > "grande fratello! grande
    > fratello!".
    >
    > Questa è invece la prova che la tecnologia aiuta
    > se usata bene. E' inutile combattere il progresso
    > per la paura del nuovo. Non è il nuovo che nuoce,
    > ma come lo si
    > usa.
    > Certo, un'automobile può essere un'arma per
    > commettere un omicidio, investendo la gente...ma
    > è l'uso che se ne fa, non lo
    > strumento...
    >
    > Questo è un invito a riflettere, alla luce di
    > psicosi da ogm, da analisi del dna, da diffusione
    > di telecamere di sorveglianza, da produzione di
    > energia da cdr
    > eccetera...
    non+autenticato
  • - Scritto da: dasda
    > io sono uno di quelli contrari alle tecnologie di
    > controllo sia di massa che non, ma in questo
    > caso trovo sia una misura di sicurezza buona e
    > poco invadente, che permette una relativa
    > tranquillità ai neogenitori..

    D'accordo finché si tratta di chip su braccialetti, ma se invece i chip vengono impiantati nel corpo del neonato???

    http://milano.metropolisinfo.it/article/articlevie...

    http://ilgiorno.quotidiano.net/milano/2008/04/11/7...

    > anche i chip rfid, per esempio, secondo me, di
    > per sè sono un ottimo metodo, ma le intenzioni
    > per cui vengono usati non spesso sono nobili...

    Eh eh, concordo.