Anonimato online? E' mancanza di libertÓ

Dopo il commento di Marco Calamari sulle denunce piovute contro Wikipedia interviene anche il presidente del Partito Pirata, Athos Gualazzi, secondo cui il problema Ŕ a monte

Roma - Leggo l'articolo su PI di Marco Calamari col quale credo di condividere l''aspirazione alla libertà della Rete, quello che vorrei far notare è sostanzialmente un concetto che sembra non essere toccato in questa vicenda riguardante Wikipedia o comunque distorto.

L'anonimato è, ripeto è, mancanza di libertà e non viceversa. In una società veramente libera l'individuo libero deve poter esprimere liberamente le proprie idee. In una società dove si temono ritorsioni e non si è disposti o non si ritiene di potersi difendere si ricorre all'anonimato e per questo lo stesso diviene mezzo di difesa della libertà. Non si può, però, confondere il mezzo con il fine.

L'anonimato è sempre una denuncia di libertà mancata, non fosse altro per il fatto che chi vi ricorre lo fa perché non è libero di esprimersi, certo si deve essere liberi di nascondersi ma se non c'è motivo, perché nascondersi? Qualsiasi sia il motivo è comunque una costrizione, è comunque qualcosa che limita la libertà, la timidezza di chi anonimamente scrive su Wikipedia delle ortensie è sicuramente una mancanza di libertà autoinflitta, un non sentirsi sicuro di se stesso, un ritenere il contributo proprio inadeguato, insomma un contributo non libero. In questi termini va inquadrata la vicenda di Wikipedia.
Nella nostra società si tende spesso alla superficialità individuando un mezzo di comunicazione, di aggregazione sociale, di
evoluzione, quale è la Rete, come un qualcosa di avulso dalla realtà e privo di valore, qualcosa che si può infangare senza tema di ritorsioni, per puro spirito di frustrazione e già questo è mancanza di libertà. La stessa calunnia oltre che reato è sinonimo di mancanza di libertà, denigrare falsamente una persona è mettere a repentaglio la libertà degli altri di essere credibili.

Non dimentichiamoci che la libertà è tale solo se non diviene prevaricazione delle libertà altrui e ledere la credibilità di una istituzione come Wikipedia è un'attentato alla libertà di chi vi contribuisce, chiedere quindi che siano identificate le responsabilità, come è stato, non è limitare la libertà di nessuno, chiedere che si cerchi di evitare preventivamente simili situazioni può essere considerata una richiesta di libertà e non una sua limitazione. Libertà e privacy non sono la stessa cosa quando ci si raffronta con gli altri, una voce anonima preserverà la privacy ma sicuramente denuncia la sua mancanza di libertà.

In conclusione non è alla Stato, inteso come entità terza, che si chiede d'intervenire, bensì alla stessa comunità di Wikipedia di proteggere la propria libertà al di là delle conseguenza legali o legaloidi, poliziesche o meno.

Athos Gualazzi
presidente Partito Pirata
87 Commenti alla Notizia Anonimato online? E' mancanza di libertÓ
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  • direi che tra questo intervento e quello di bottoni della settimana scorsa, il sedicente partito pirata dimostra che di liberta' civili e diritti digitali non capisce nulla.

    pensavo che il loro vascello semplicemente non avesse mai preso il largo, ma vedo che invece affonda miseramente in un mare di banalita' e argomentazioni risibili:

    "la timidezza di chi anonimamente scrive su Wikipedia delle ortensie è sicuramente una mancanza di libertà autoinflitta, un non sentirsi sicuro di se stesso" (athos gualazzi)

    davvero notevole comunque che siano riusciti a farsi pubblicare in due nel giro di otto giorni .. piacerebbe a molti avere tutta questa visibilita' su Punto Informatico.

    tuttavia visto il tenore delle risposte che hanno ricevuto, i loro due articoli potrebbero essere gli ultimi che appaiono qui. e speriamo sia cosi' - ci sono molti altri blogger e commentatori che vale la pena di ospitare perche' sono in grado di offrire ragionamenti convincenti, o perche' possono aiutarci ad aumentare -e non limitare- la nostra liberta'.
    non+autenticato
  • - Scritto da: pirata vero
    vero???? perché scarichi abusivamente col mulo?
    > direi che tra questo intervento e quello di
    > bottoni della settimana scorsa, il sedicente
    > partito pirata dimostra che di liberta' civili e
    > diritti digitali non capisce
    > nulla.
    dovresti spiegarcelo tu allora
    >
    > pensavo che il loro vascello semplicemente non
    > avesse mai preso il largo, ma vedo che invece
    > affonda miseramente in un mare di banalita' e
    > argomentazioni risibili:
    >
    sei sicuro di aver capito quello che hai letto?
    >
    > "la timidezza di chi anonimamente scrive su
    > Wikipedia delle ortensie è sicuramente una
    > mancanza di libertà autoinflitta, un non sentirsi
    > sicuro di se stesso" (athos
    > gualazzi)
    >
    dici che non è così?
    > davvero notevole comunque che siano riusciti a
    > farsi pubblicare in due nel giro di otto giorni
    > .. piacerebbe a molti avere tutta questa
    > visibilita' su Punto Informatico.
    >
    credo che basti scrivere cose sensate o discutibili seriamente
    >
    > tuttavia visto il tenore delle risposte che hanno
    > ricevuto, i loro due articoli potrebbero essere
    > gli ultimi che appaiono qui. e speriamo sia cosi'
    > - ci sono molti altri blogger e commentatori che
    > vale la pena di ospitare perche' sono in grado di
    > offrire ragionamenti convincenti, o perche'
    > possono aiutarci ad aumentare -e non limitare- la
    > nostra
    > liberta'.
    vedi che non hai capito un tubo di quello che hai letto? sei proprio convinto che vogliano limitare la libertà? o non piuttosto dare l'allarme dicendo: non sputtanate Wikipedia, non è il posto per fare cazzate e attenti che l'anonimato non è il nikname come credete, state facendo casino fra libertà, privacy e anonimato.
    Io credo di aver capito quello che vogliono e poi basta andare sui loro siti per rendersi conto che stanno gratis facendo tutto quello che possono per salvare la rete dal commercio e dalle manette e poi non è che la tua è solo invidia?
  • Rimango sconcertato di fronte a questo commento...
    ...al sig. Athos Gualazzi del 'Partito Pirata' farebbe bene sperimentare cosa puo' comportare esprimere la propria opinione firmandola con nome e cognome quando si tratta di parlare di
    abusi sessuali,
    mobbing sul lavoro,
    maltrattamenti da parte delle forze dell'ordine,
    malattie gravi,
    disturbi e disagio mentale,
    handicap,
    e mi fermo qui, ma la lista degli argomenti che basta toccare per venire stigmatizzati dalla societa' e' molto piu' lunga.
    non+autenticato
  • - Scritto da: terribile articolo
    > Rimango sconcertato di fronte a questo commento...
    > ...al sig. Athos Gualazzi del 'Partito Pirata'
    > farebbe bene sperimentare cosa puo' comportare
    > esprimere la propria opinione firmandola con nome
    > e cognome quando si tratta di parlare di
    >
    > abusi sessuali,
    > mobbing sul lavoro,
    > maltrattamenti da parte delle forze dell'ordine,
    > malattie gravi,
    > disturbi e disagio mentale,
    > handicap,
    > e mi fermo qui, ma la lista degli argomenti che
    > basta toccare per venire stigmatizzati dalla
    > societa' e' molto piu'
    > lunga.
    infatti non è con il pseudoanonimato che ti salvi dalle conseguenze e comunque se leggi bene l'articolo chi scrive sottolinea che l'anonimato, il vero anonimato, è necessario per salvare la libertà, perché chi teme conseguenza possa ugualmente denunciare abusi ..... ma non è Wikipedia il posto dove vanno fatti.
  • Colgo lo spunto della discussione relativa all'anonimato on line per riflettere su quello che dovrebbe essere un anonimato effettivamente utile e non quello di cui qui si discute.
    Mi spiego meglio. Ho già detto che sono d'accordo con chi ritiene che nel momento in cui si esprimono opinioni on line si debba essere identificati qualora si commettano dei reati. E sottoscrivo.
    Dove invece credo sia necessario l'anonimato è nelle comunicazioni private on line (mi riferisco a chat, skype, conversazioni private di vario genere). A meno che anche in questo caso non si rientri nell'ambito di un'indagine giudiziaria. Ma è qui che il confine è debole. Parlando ad esempio privatamente con chi risiede in un Paese in cui la libertà sia poco garantita chi mi assicura che tali conversazioni non siano intercettate e usate contro i soggetti parte della conversazione, anche in mancanza di una reale ipotesi di reato?
    Qui si che serve una garanzia di protezione dei dati dei soggetti? Credete che ci sia? io penso proprio di no.
    E questo si mi preoccupa davvero.
    Allora se dobbiamo parlare di anonimato preoccupiamoci di questo.
    Grazie
  • - Scritto da: Monica Gobbato

    > Mi spiego meglio. Ho già detto che sono d'accordo
    > con chi ritiene che nel momento in cui si
    > esprimono opinioni on line si debba essere
    > identificati qualora si commettano dei reati. E
    > sottoscrivo.

    REATI D'OPINIONE!!! Complimenti per il concetto di libertà e di diritti umani che hai...Triste
    non+autenticato
  • Ho gia' espresso in altre code di commenti su PI la mia opinione, che, essendo la mia non rappresenta quella del PP (di cui sono segretario, come athos e' presidente.)

    Anonimato e responsabilita'.

    Intanto nessuno e' anonimo in internet, anche se usi tor, anonet e altri giocattolini, ti cuzzano.

    In secondo luogo, tutti sono IMHO co-responsabili in internet.
    Per il semplice fatto che non potendo tecnicamente controllarla, internet non puo' responsabilizzare tecnicamente nessuno.

    Si badi bene che parlo di tecnica e non di limitazioni alla tecnica indotte da controllori (esempio: una rete chiusa tipo fastweb, e SENZA sbocco all'esterno (differentemente da fastweb)

    La co-responsabilita' in internet e' data proprio dalla sua struttura di rete manipolabile.

    Classico esempio: scarico via p2p la nuova distribuzione di ubuntu
    e quando vado a vedere quello che ho scaricato e condiviso con moltissimi utenti, mi accorgo di avere l'orribile pedoporno sull'hardi disk. Mi hanno tracciato e gia mi trovo il mandato d'arresto per diffusione di pedopornografia...

    Oppure, mi hanno bucato la mail (come avranno fatto? Mah...) e osama bin laden in persona inizia a scrivere proclami dalla mia mail...

    Faccio parte di una botnet...

    In tutti questi casi sono co-responsabile (magari perche' uso "pippo" come password per tutto) Ma non sono un violento pedofilo, ne un terrorista ne un riciclatore di danaro mafioso.

    Essendo di fatto parecchio difficile mantenere un reale anonimato in rete ed essendo la rete composta da utonti (come me) , i concetti di anonimita' e di responsabilita' che caratterizzano la vita quotidiana si modificano.

    Essi infatti si "virtualizzano".

    Quasi sempre.

    Invece, per simili motivi, anche se per diversi scopi i terroristi e quelli che si battono invece contro le dittature nei loro paesi oppressi, i mafiosi e coloro i quali quelle mafie vogliono sconfiggere, devono cercare la maggiore sicurezza e attenzione possibile.

    In quei casi l'anonimato e' importante. Ma quell'anonimato, spesso non e' solo virtuale, ma reale.

    A parte questi e pochi altri casi, tuttavia la analisi su quello che e' bene e quello che e' male in rete, non puo' prescindere dalla considerazione che in rete tutto e' "virtuale".

    Anche il filmetto dei bulletti su youtube... Quella e' roba "virtuale". Dov'era la maestra reale nel mondo reale?
    Probabilmente a prendersi il caffe, come quando succedeva che in ricreazione si scofonasse di schiaffi il piu' sfigato (io) Sorride

    E le fonti di internet (wikipedia in primis) sono pure esse "virtuali", mutevoli, cangianti.

    Una volta ho editato una voce su wiki. Ho scritto cose vere, di cui avevo certa e diretta conoscenza e le ho documentate.

    Dopo un paio di mesi la voce era sparita.

    Pero' la ritrovo ogni tanto su dei blog, fonte: wikipedia. Ma la fonte non c'e' piu'. La voce cancellata.

    In sintesi: quando facciamo ragionamenti sulla rete, impariamo a ragionare in senso "virtuale", altrimenti rischiamo di applicare delle categorie del pensiero quotidiano che, tecnicamente parlando, in internet hanno poco senso.

    Mi firmo col nick ma tutti san chi sono...
  • Ma il partito pirata esiste ancora?...

    E' mai esistito?

    Ma invece di impegnarsi in cose più serie viene a criticare proprio la libertà all'anonimato?
    Allora se al Sign Gualazzi l'anonimato nn piace, perchè non rende noto il suo numero di carta di credito con codice, oppure la sua busta paga...oppure altro ancora?

    L'anonimato non è solo potersi firmare con la scritta anonimo, ma è anche il poter evitare di mettere in piazza i propri affari. Che le piaccia o no, Sig Gualazzi...l'anonimato è libertà (parola di cui lei forse neanche conosce il significato).
    non+autenticato
  • - Scritto da: Bah
    > Ma il partito pirata esiste ancora?...
    >
    > E' mai esistito?
    >
    > Ma invece di impegnarsi in cose più serie viene a
    > criticare proprio la libertà
    > all'anonimato?
    > Allora se al Sign Gualazzi l'anonimato nn piace,
    > perchè non rende noto il suo numero di carta di
    > credito con codice, oppure la sua busta
    > paga...oppure altro
    > ancora?
    >
    > L'anonimato non è solo potersi firmare con la
    > scritta anonimo, ma è anche il poter evitare di
    > mettere in piazza i propri affari. Che le piaccia
    > o no, Sig Gualazzi...l'anonimato è libertà
    > (parola di cui lei forse neanche conosce il
    > significato).

    in condizioni di non libertà l'anonimato è libertà e non è l'anomimato a creare quelle condizioni. Questo in generale. Poi è giusto che ci possano essere luoghi riservati ai non anonimi. Ma il discorso non può valere per internet in generale
    non+autenticato
  • Egregio Signor Gualazzi,
    magari ci conosciamo e non me lo ricordo. Se del caso mi scuso fin d'ora. Sono assolutamente d'accordo con quello che dice e che anche io proprio nell'ambito di una conferenza sull'argomento ho fortemente sostenuto.
    E naturalmente sono stata fortemente ostacolata.
    Credo che Privacy e anonimato non vadano assolutamente confuse. Quello che il Codice Privacy richiede non è l'anonimato, quando i dati siano necessari alla finalità perseguita. E una delle finalità che devono essere perseguite (anche on line) è la prevenzione dei reati. Inoltre, non è ammissibile, a parere mio sostenere delle idee senza "metterci la faccia" o meglio senza porsi il problema di essere identificabili.
    Mi spiego meglio. Credo che sia corretto utilizzare nel mondo virtuale il meccanismo della pseudoanonimizzazione, nel senso di usare un nick che possa essere reso in chiaro solo ove ne occorra la necessità (diffamazione, calunnia o anche semplice e sistematica irriverenza) perchè il nick (che deve diventare identificabile all'occorrenza) rende il pensiero più fluido. Senza timori di troppe regole.
    E' infatti assodato che il virtuale ci permette di essere più veri. Io, per esempio, sono una polemica genetica e spesso (nick o nonnick) in rete questa mia caratteristica emerge in modo prepotente. Ma dietro ci sono sempre io, pronta ad essere attaccata, quando qualcuno lo ritenga opportuno.
    Concordo sul fatto che il Provider non abbia per natura un ruolo poliziesco ma credo che tra i suoi obblighi ci sia quantomeno quello di essere un filtro di ciò che viene immesso on line.
    Quanto alla libertà di parola, ritengo che in un Paese democratico come il nostro questa sia certamente assicurata, altrove potrebbe comportare delle conseguenze pericolose, ne concordo. Ma non deve essere un motivo per nascondere i nostri pensieri dietro all'anonimato.
    Meglio non manifestarli se per farlo dobbiamo metterci il burqa...
    Cordialmente
    Monica Gobbato
  • > Credo che Privacy e anonimato non vadano
    > assolutamente confuse. Quello che il Codice
    > Privacy richiede non è l'anonimato, quando i dati
    > siano necessari alla finalità perseguita. E una
    > delle finalità che devono essere perseguite
    > (anche on line) è la prevenzione dei reati.
    > Inoltre, non è ammissibile, a parere mio
    > sostenere delle idee senza "metterci la faccia" o
    > meglio senza porsi il problema di essere
    > identificabili.

    Allora lei e' per l'abolizione di quegli spazi
    simili a lavagne che spiccano spesso in diverse
    citta' con su scritto:
    "Spazio di libera espressione"?
    Oppure il disturbo avviene solo solo quando lo
    "spazio di libera espressione"
    diventa piu' visibile (Internet)
    e non ci si trova solo scritto "W la tal squadra di calcio"
    o "W la fica" o "gino ti amo" o "ginetta sei una stronza"
    ma qualche notizia anche un po' piu' interessante?
    Non ci riuscirete mai:
    <http://it.wikipedia.org/wiki/Pasquino>;

    > Mi spiego meglio. Credo che sia corretto
    > utilizzare nel mondo virtuale il meccanismo della
    > pseudoanonimizzazione, nel senso di usare un nick
    > che possa essere reso in chiaro solo ove ne
    > occorra la necessità (diffamazione, calunnia o
    > anche semplice e sistematica irriverenza) perchè
    > il nick (che deve diventare identificabile
    > all'occorrenza) rende il pensiero più fluido.
    > Senza timori di troppe regole.

    E lei immagino sia convinta che sia meno
    rischioso per tutti dare a qualcuno l'autorita'
    di decidere cosa significhi "sistematica irriverenza"
    piuttosto che lasciare che ognuno dica la sua
    liberamente e anche anonimamente.
    Io mi sento piu' sicuro nel secondo caso.

    > Concordo sul fatto che il Provider non abbia per
    > natura un ruolo poliziesco ma credo che tra i
    > suoi obblighi ci sia quantomeno quello di essere
    > un filtro di ciò che viene immesso on
    > line.

    Ahh!! E questa autorita' dovrebbe essere il
    provider!! Lei ha davvero le idee chiare eh!

    > Quanto alla libertà di parola, ritengo che in un
    > Paese democratico come il nostro questa sia
    > certamente assicurata, altrove potrebbe
    > comportare delle conseguenze pericolose, ne
    > concordo. Ma non deve essere un motivo per
    > nascondere i nostri pensieri dietro
    > all'anonimato.

    La trovo ottimista.
    Ma allora, mi vuole spiegare perche' nei paesi
    democratici il voto e' comunque segreto?
    A sentire chi la pensa come lei non vi sarebbe motivo
    o se ci fosse non saremmo in democrazia...

    > Meglio non manifestarli se per farlo dobbiamo
    > metterci il burqa...

    No sigora, non credo, e' sempre meglio poter dire
    la propria e purtroppo, spesso e in molti sono
    costretti a farlo da sotto un burka mentre la storia
    e' piena di bugiardi, mistificatori, vendifumo e
    anche genocidi che la loro verita' la gridano e
    gridavano a viso scoperto dall'alto dei pulpiti.

    > Cordialmente
    > Monica Gobbato

    E se non s'e' capito, non sono d'accordo per niente.
    Cordialmente anonimo.
    non+autenticato
  • Caro anonimo
    appunto perchè anonimo non ho tanta voglia di rispondere, ma lo faccio lo stesso.
    Io le idee le ho chiarissime tanto da accettare critiche così concrete da potermi provocare ipoteticamente (e realmente) qualche danno come ad esempio evitare i mei libri o i miei "prodotti" in genere. Io penso che lei pensa male ma in che modo posso danneggiarla? nessuno. Solo cercare di avere ragione qui, sempre se ne ho il tempo.
    Chi tra di noi difende quello in cui crede?
    Lei urlacchiando sotto coperta? o io che rischio qualcosa?
    Ho sempre avuto una sana diffidenza per chi parla, per chi fa senza rischiare nulla.
    Sarebbe come mangiare del cibo in un ristorante senza proprietari. O volare su un aereo senza bandiera.
    O leggere un libro di un anonimo che può avere senso solo se di fantasia. Ma la vita è un'altra cosa. E' fatta di persone e di pensieri, anche sbagliati, ma reali. Non di bi bii...
  • - Scritto da: Monica Gobbato
    > Caro anonimo
    > appunto perchè anonimo non ho tanta voglia di
    > rispondere, ma lo faccio lo
    > stesso.

    Caro Avvocato,
    questo preambolo non le fa certo onore.
    La diffidenza verso persone mascherate va bene per la Real Life,
    ma in rete l'anonimato e la protezione dell'identità è lo standard de facto e buona norma.
    Sempre.

    ╔ però assai triste notare che tra i giuristi Italiani questo semplicissimo concetto non sia ancora entrato in mente, ed è assai deludente constatare che anche tra i Professionisti più validi, quelli che hanno in curriculum anche la pubblicazione di più di un libro sull'argomento, restino ancora legati ai propri preconcetti obsoleti e non efficeci a descrivere i Nuovi Media;

    ╔ anche grazie a questo modo di pensare che siamo gli ultimi tra gli ultimi ultimi ultimi come risorse e strutture di rete: volete regolamentare quello che non capite (o che credete di - ).

    (vedi fonera, wimax, flat, copertura adsl, wifi etc etc)

    > Io le idee le ho chiarissime tanto da accettare
    > critiche così concrete da potermi provocare
    > ipoteticamente (e realmente) qualche danno come
    > ad esempio evitare i mei libri o i miei
    > "prodotti" in genere.

    Ecco perchè Lei dovrebbe curare di più la separazione tra internet e la vita reale.
    Certo, Lei non ha nulla da nascondere, ci mancherebbe...
    ma il futuro non lo conosce nessuno, molte persone si sono pentite di aver diffuso foto o dati personali sulla rete, poichè se da un lato esistono la fuori persone "buone" è altrettanto vero che ci sono molti personaggi "cattivi", e mi creda che non c'è polizia che tenga per costoro!

    > Io penso che lei pensa male
    > ma in che modo posso danneggiarla? nessuno. Solo
    > cercare di avere ragione qui, sempre se ne ho il
    > tempo.
    > Chi tra di noi difende quello in cui crede?
    > Lei urlacchiando sotto coperta? o io che rischio
    > qualcosa?
    > Ho sempre avuto una sana diffidenza per chi
    > parla, per chi fa senza rischiare nulla.

    Bha, lei non conosce wikileaks, evidentemente.
    Oppure non frequenta forum di dissidenti cinesi o cubani, ad esempio...
    Oppure non ha mai avuto a che fare con certe sette...

    Tante persone sono anonime solo per poter sopravvivere a quello che hanno da dire;

    > Sarebbe come mangiare del cibo in un ristorante
    > senza proprietari. O volare su un aereo senza
    > bandiera.

    Meglio allora scartare a prescindere dei filmati di incidenti nucleari taciuti dal locale governo solo perchè diffusi da Anonimi (v.giappone) ?
    Oppure, è meglio buttare delle foto scabrose di detenuti malmenati e torturati in delle carceri poichè coloro che hanno diffuso tali immagini sono anonimi anch'essi (v.guantanamo)?

    ...gli esempi potrebbero continuare per ore...

    > O leggere un libro di un anonimo che può avere
    > senso solo se di fantasia.

    ╔ cosciente del fatto che gran parte della bibbia è "autore sconosciuto"?

    > Ma la vita è un'altra
    > cosa.

    ...ed è facile parlare da seduti in una poltrona...

    > E' fatta di persone e di pensieri, anche
    > sbagliati, ma reali. Non di bi
    > bii...

    Si sbaglia.
    Ma non ho certo la pretesa di convincerla, in fondo sono solo un Anonimo italiano qualsiasi...

    Mi stia bene
    e mi saluti la bella Milano.


    Anonimo

    PS:

    quando Lei(?) dice:
    Libertà e responsabilità: Occorre unire questi due concetti [...]

    Sono d'accordo...ma non è eliminando la libertà che si crea la responsabilità.
    non+autenticato
  • Caro Anonymus
    come vede ho risposto sia a Lei che all'anonimo precedente.
    E direi che invece mi fa proprio onore perchè dovessi mai incontrarLa Lei sa chi sono, io non ho questa (chiamiamola) fortuna.
    Io non ho nessuna intenzione di eliminare la libertà di parola on line. Dico solo che chi parla deve sapere che, qualora commetta stupidate, può essere identificato.
    Non certo che on line debba identificarsi sempre. Nel caso concreto per capirci mi piacerebbe Lei mi fornisse la sua mail, attraverso la mia, che trova su Internet. Non pretendo certo Lei la lasci qui. Parlavo infatti di pseudoaninimizzazione. Lo so che lasciare dati in giro è pericoloso, ma alle volte è necessario o quantomeno semplicemente corretto.
    I casi dei dissidenti cubani, cinesi, ecc. non li conosco direttamente. Ha ragione.
    Conosco altri casi. Li conosco bene. Dove la gente non è libera. Di niente. E rischia tutti i giorni. E io con loro qualche volta. Quando sono la' con loro. E con la mia faccia e il mio passaporto spesso dico la mia cercando di non mettere in difficoltà loro.
    Non ne parlo qui. Potrebbe essere pericoloso. Farlo in forma anonima? assolutamente inutile.
    Preferisco dar voce a questi fatti nei luoghi e con le persone che ritterrò giuste ma soprattutto utili per cambiare qualcosa. Quanto meno ci provo.
    Quanto all'elenco degli eroi anonimi se me lo fornisce mi fa un favore. Vorrei tanto conoscerli meglio questi casi.
    Solo per curiosità.
    Ma vedo, anche se non è il suo caso, ma di altri, che hanno scritto su questo argomento, che spesso si usano slogan anzichè pensieri. Argomenti che non c'entrano nulla.
    Va bene, chiamiamola libertà.
  • beh se e' per questo Lei mi conosce anche senza incontrarmi.
    Si sono proprio giovan battista vico !
    beh lo ho scritto sul campo nome e cognome fidati
    non+autenticato
  • ps per quanto mi riguarda sto scrivendo ad un anonimo, neanche ad uno registrato...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Monica Gobbato
    > Caro anonimo
    > appunto perchè anonimo non ho tanta voglia di
    > rispondere, ma lo faccio lo stesso.
    > Io le idee le ho chiarissime tanto da accettare
    > critiche così concrete da potermi provocare
    > ipoteticamente (e realmente) qualche danno come
    > ad esempio evitare i mei libri o i miei
    > "prodotti" in genere. Io penso che lei pensa male
    > ma in che modo posso danneggiarla? nessuno. Solo
    > cercare di avere ragione qui, sempre se ne ho il
    > tempo.
    > Chi tra di noi difende quello in cui crede?
    > Lei urlacchiando sotto coperta? o io che rischio
    > qualcosa?

    Io lo difendo certamente e sono disposto a studiare
    e supportare nella pratica i mezzi che mi permettono
    almeno di esprimermi liberamente.
    E lo difendo anche rispondendo a chi, come lei,
    ha opinioni che mi preoccupano.

    > Ho sempre avuto una sana diffidenza per chi
    > parla, per chi fa senza rischiare nulla.

    Sono in pieno disaccordo, io ho sempre trovato
    piu' verita' nelle parole di chi si esprime per
    impulso spontaneo. Francamente sono piu' diffidente
    di chi si esprime sotto minaccia di "rischiare qualcosa",
    come dice lei o di chi ha degli interessi diretti.
    Poi se non vogliamo anche mettere in discussione
    la logica e il semplice bupn senso le ricorso,
    perche' e' un fatto, che per esprimere un'opinione
    con argomentazioni valide non c'e' bisogno di firmarsi.

    > Sarebbe come mangiare del cibo in un ristorante
    > senza proprietari. O volare su un aereo senza
    > bandiera.
    ??
    Qui non la seguo, perdoni la mia poca perspicacia
    metaforica.

    > O leggere un libro di un anonimo che può avere
    > senso solo se di fantasia.

    Si rende conto di cio' che dice?
    Solo per citare il primo che mi viene in mente:
    si sta ancora discutendo (anzi, in realta' mi
    pare che sia assodato che fossero autori vari)
    sull'esistenza di Omero e lei se ne esce con simili
    affermazioni?
    E dire che dovrebbe anche essere del mestiere...

    > Ma la vita è un'altra
    > cosa. E' fatta di persone e di pensieri, anche
    > sbagliati, ma reali. Non di bi
    > bii...

    I miei pensieri sono reali come i suoi e non credo
    lei lo possa metterlo in dubbio sulla base del fatto
    che non conosce il mio nome ed il mio cognome d'anagrafe.

    In compenso questa sua risposta non contiene nessuna
    *reale* (per usare i suoi termini) argomentazione
    di sostanza rispetto al mio messaggio precedente.
    L'ultima sua frase sa davvero di un gioco infantile,
    simile alle risposte che si danno i bambini quando
    trovandosi a corto di capacita' dialettica iniziano
    a scherzare con quello "specchio riflesso" o
    "te te te cento volte piu' di me" che non puo'
    far altro che sorridere.
    non+autenticato
  • Questi argomenti mi stanno a cuore, se qualcuno e'
    interessato a parlarne lascio un indirizzo di posta
    valido:
    prima della chiocciola: nomegenerico
    dopo la chiocciola: email.it
    non+autenticato
  • quando parlavo di libri anonimi mi riferivo a libri tecnici, giuridici, scientifici, ecc. dove sostanzialmente sia necessario conoscere l'identità dell'autore, per conoscerne il percorso.ecc. La sintesi alle volte offusca il pensiero. E' vero bisogna spiegare tutto. Anche quello che sembra ovvio.
    Quanto al mio presunto infantilismo ne prendo atto.
    Lo considero un complimento. Se legge altre mie risposte forse comprenderà meglio quello che intendevo dire.
    Un saluto.
  • - Scritto da: Monica Gobbato
    > quando parlavo di libri anonimi mi riferivo a
    > libri tecnici, giuridici, scientifici, ecc. dove
    > sostanzialmente sia necessario conoscere
    > l'identità dell'autore, per conoscerne il
    > percorso.ecc.

    Di nuovo, le nostre esperienze divergono, io
    di mestiere sono un tecnico e le posso assicurare
    che mi e' capitato molto spesso di trovare
    buon consiglio, anche ad alto livello, concesso
    da anonimi su Internet e di aver fatto a mia
    volta lo stesso per altri.

    > La sintesi alle volte offusca il
    > pensiero. E' vero bisogna spiegare tutto. Anche
    > quello che sembra
    > ovvio.
    > Quanto al mio presunto infantilismo ne prendo
    > atto.
    > Lo considero un complimento. Se legge altre mie
    > risposte forse comprenderà meglio quello che
    > intendevo dire.
    > Un saluto.

    Mi dispiace se sono stato brusco nell'esprimermi,
    la fretta e la sintesi possono provocare anche
    questo effetto collaterale e me ne scuso.
    Nella sostanza pero' sottoscrivo il mio pensiero.
    non+autenticato
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