Dario D'Elia

Drone poliziotto spierÓ la Florida

La polizia di Miami vuole utilizzare un robottino volante per pattugliare le Everglades. Iniziata la corsa dei produttori mentre cresce la febbre dei sostenitori della privacy

Roma - Dopo quella inglese, la passione per i droni ha contagiato anche la Polizia di Miami. I piccoli robottini volanti, che l'aeronautica ha ribattezzato genericamente Micro Air Vehicle (MAV), stanno infatti per spiare - in veste di piedipiatti - i cieli statunitensi della regione paludosa delle Everglades.

Come riportano le cronache, se la Federal Aviation Administration (FAA) darà la sua approvazione, il Miami-Dade Police Department inizierà ad utilizzare un drone della Honeywell International per monitorare il territorio. Si tratta per molti aspetti di un'evoluzione del modello commissionato qualche anno fa dalla Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) e già utilizzato negli scenari medio-orientali per finalità militari.

"Le nostre intenzioni sono di utilizzarlo solo in situazioni tattiche, come ulteriore paio di occhi", ha sottolineato il portavoce della Polizia, Juan Villalba. Un aiuto per le missioni più rischiose sulle tracce di malviventi. Di fatto la piccola telecamerina robot pesa circa 6,3 kg e può essere trasportata in uno zaino. Una volta montata, è in grado di decollare verticalmente e scattare fotografie da una distanza di 150 metri.
Le squadre SWAT di pronto intervento sostengono che questo genere di strumenti siano in grado di migliorare la visione strategica. Una tesi condivisa dalle Forze Speciali di stanza in Iraq e Afghanistan.

"FBI sta sperimentando vari tipi di MAV", ha dichiarato Thomas, assistant director dell'Operational Technology Division dell'FBI: "Al momento vengono utilizzati per le missioni di ricerca e salvataggio (SAR). ╚ senza dubbio una soluzione promettente e FBI ne sta valutando i potenziali utilizzi alternativi".

Anche lo U.S. Customs and Border Protection ha deciso di affidarsi ai droni per il controllo delle frontiere. Dal 2006 i MAV presidiano il deserto dell'Arizona e le zone vicino al Messico, ma presto voleranno anche in North Dakota vicino al Canada e nel Golfo del Messico. La cautela della FAA è comunque massima. "Non vogliamo che uno di questi cosi cada giù su un parabrezza di una nonnina mentre si reca al supermercato", ha ribadito Doug Davis, manager della FAA che si occupa di UAV.

Da quando infatti le Forze dell'Ordine hanno dimostrato interesse nei confronti di questi mezzi, è cresciuto il numero dei produttori. La FAA è dovuta intervenire più volte per evitare acquisti un po' troppo affrettati. "Eravamo stati contattati da dozzine di agenzie governative", ha commentato Billy Robinson, CEO di una start-up che è stata bloccata nelle vendite. "La FAA sta facendo in modo che un nutrito gruppo di piccole aziende come la nostra non generino profitto".

Ma non è solo il mercato a generare polemiche. Alcune associazioni per la privacy sono convinte che si dovrebbe intervenire a livello normativo. "Vi sono state un certo numero di controversie sulle telecamere di sorveglianza presenti nelle aree pubbliche", ha dichiarato Howard Simon, Direttore della sezione Florida di American Civil Liberties Union. "Le innovazioni tecnologiche possono essere utilizzate dalle Forze dell'Ordine per migliorare la sicurezza, ma ogni sviluppo porta con sé anche un ulteriore ridimensionamento dei diritti di privacy".

Dario d'Elia
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