Paolo De Andreis

BitTorrent illumina la nuova rete

di P. De Andreis - Sono BitTorrent e la sua presa sulla rete a costringere uno dei principali provider USA a far suo un principio che sa di evolution: quando la banda si esaurisce non la si limita, se ne aumenta la disponibilitÓ

BitTorrent illumina la nuova reteRoma - Se c'è qualcuno o qualcosa dietro al clamoroso dietrofront promesso nei giorni scorsi da Comcast negli Stati Uniti sui filtri ad Internet, filtri che intende rimuovere entro fine anno, questa è l'Autorità TLC locale: la Federal Communications Commission - FCC si è scagliata direttamente contro i filtri posti dall'azienda sulla connettività dei propri utenti, e lo ha fatto in nome della neutralità della rete. Le major possono non apprezzare, ma il peer-to-peer filtrato da Comcast viola uno dei paradigmi fondamentali di Internet e, soprattutto, minaccia le sue potenzialità di sviluppo. E su questo FCC non ha voluto sentire ragioni, tanto che anche adesso, anche dopo l'annuncio del Grande Ripensamento, il suo chairman ha fatto sapere di continuare ad essere preoccupato e, sostanzialmente, di fidarsi ben poco di un'azienda che fino a ieri sputava sulla neutralità della rete.

C'è poi un altro movente della retromarcia annunciata da Comcast. Ed è naturalmente la sua immagine. Nonostante le notevoli dimensioni, si parla di un provider che opera a diversi piani di intervento e servizi in quasi tutti gli Stati Uniti e che gestisce milioni di clienti, persino Comcast ha dovuto prendere atto dei serissimi guasti alle proprie pubbliche relazioni causate da una politica cieca su uno dei terreni più scivolosi della comunicazione online.

Ma ciò che più fa riflettere dell'accordo stretto dal provider con BitTorrent Inc., seguito dall'annuncio che i filtri sarebbero stati rimossi, è che Comcast abbia messo in campo, ed era ora, l'intenzione di investire molto di più in infrastrutture di rete.
Se alle parole veloci di un comunicato stampa emesso per placare gli animi seguiranno i fatti, allora si tratta di un'affermazione di grande portata. Alle questioni incandescenti dell'affollamento di banda causata da un'attività di sharing di file che impegna molti milioni di utenti in tutto il Mondo, l'unica risposta accettabile, accettabile dalle autorità di controllo e accettabile dai consumatori, è incrementare le potenzialità delle proprie reti, rinnovare i condotti dentro cui corrono i dati e rimediare così ad un ritardo che si è accumulato, ad uno scollamento tra le esigenze dei propri clienti, quelle di scaricare e condividere file, e le capacità del proprio network. In bilico c'è evidentemente tutto un modello economico, ma le incertezze di bilancio, le esitazioni degli investimenti e le politiche di borsa certo non devono impattare sulla crescita di Internet.

Qualcuno ricorderà come di net neutrality si sia spesso parlato anche in Italia e di come le soluzioni che più spesso finiscono al centro del dibattito vadano tutte nella direzione del filtering del traffico o dei servizi QoSsizzati, dove QoS sta per "quality of service", un modo elegante per raccontare un sistema spesso complesso di pesi e contrappesi per bilanciare i diversi servizi di rete e garantire che gli utenti possano fruirne con una qualità tollerabile nei diversi momenti della giornata. In tutti i casi, quando si parla di questo genere di problema si parla anche di gestione e riduzione del traffico dell'utente, persino di intromissione nella sua connessione e, in definitiva, di contenimento delle sue esigenze. ╚ presto per dire se la sbandierata conversione di Comcast sia sincera davvero: è stato persino molto difficile arrivare a far ammettere al provider che i filtri non solo c'erano ma erano profondi e pervasivi. ╚ possibile che si sia però di fronte a qualcosa di nuovo, innescato da un circolo virtuoso, dagli anticorpi che sulla rete statunitense sembrano essere cresciuti, o forse non sono mai stati distrutti, che la difendono dagli attacchi più lascivi di quell'industria che ci prova e ci riprova fino a quando non sbatte contro un muro.

Non stupisce dunque che vi siano associazioni dei consumatori italiane, come ADUC, che proprio in queste ore si chiedono dove siano le autorità regolamentari italiane, cosa si intenda fare per preservare anche da noi la neutralità della rete. Né ci stupirebbe se domani, anche grazie all'esempio statunitense, l'immagine stessa del file sharing venisse riabilitata: sui media ancor oggi ad ogni nuova sentenza si finisce per discettare di legalità o illegalità del P2P, come se ad essere in gioco fosse davvero lo strumento e non il contenuto. Una possibilità di recupero forse concreta visto il coinvolgimento diretto di BitTorrent Inc. nella retromarcia di Comcast. L'azienda di Bram Cohen, la detentrice del Sacro Protocollo, ha fin qui brillato per la sua sostanziale incapacità di agire da intermediario utile tra le necessità dell'industria e le esigenze dell'utenza. Ma è giusto augurarsi che stavolta possa andare diversamente, magari con l'aiuto di FCC. In ballo non c'è molto, c'è moltissimo, c'è la neutralità della rete, come a dire il futuro di Internet.

Paolo De Andreis
Il blog di pda
29 Commenti alla Notizia BitTorrent illumina la nuova rete
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  • E' un'informazione importante... e che sinceramente mi ero perso. Grazie.
  • Se costruisco un'autostrada ho regole minime di sicurezza, se costruisco un'autostrada digitale è giusto che sia vietato costruire parafanghi trasversali in mezzo alla carreggiata.
    Costa? Fate pagare gli abbonati fate un mercato vero ***O!
    non+autenticato
  • Ottima spiegazione! Grazie!
    Sai per caso come si puo far spiegare questo anche ai politici, e non solo nel dominio della rete??
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fracassino di Monreale
    > Se costruisco un'autostrada ho regole minime di
    > sicurezza, se costruisco un'autostrada digitale è
    > giusto che sia vietato costruire parafanghi
    > trasversali in mezzo alla
    > carreggiata.

    Però in autostrada con la bici non ci puoi andare, per cui si può dire che anche l'autostrada è filtrata per far andare meglio alcuni veicoli.

    > Costa? Fate pagare gli abbonati fate un mercato
    > vero
    > ***O!

    cioè il contrario della NET neutrality: più paghi più vai veloce, meno paghi più ti filtrano.
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    Modificato dall' autore il 31 marzo 2008 11.06
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    2678
  • > Però in autostrada con la bici non ci puoi
    > andare, per cui si può dire che anche
    > l'autostrada è filtrata per far andare meglio
    > alcuni
    > veicoli.

    Beh no è questione di sicurezza, la bici non ci va perchè rischia. E' come mandare su Internet un bimbo di 3 anni senza genitori secondo me


    > cioè il contrario della NET neutrality: più paghi
    > più vai veloce, meno paghi più ti
    > filtrano.

    Intendevo solo che se costa fare infrastruttura allora è giusto che paghino gli utenti
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fracassino di Monreale

    > Beh no è questione di sicurezza, la bici non ci
    > va perchè rischia. E' come mandare su Internet un
    > bimbo di 3 anni senza genitori secondo
    > me

    No, è questione di prestazioni, come quando chiudono la circolazione ai camion per fluidificare il traffico dei giorni di esodo.

    > Intendevo solo che se costa fare infrastruttura
    > allora è giusto che paghino gli
    > utenti

    Ma qualcuno potrebbe obiettare che chi scarica solo la posta non dovrebbe pagare come qualcuno che movimenta GB di dati giornalieri.
    2678
  • - Scritto da: gerry
    > - Scritto da: Fracassino di Monreale
    >
    > > Beh no è questione di sicurezza, la bici non ci
    > > va perchè rischia. E' come mandare su Internet
    > un
    > > bimbo di 3 anni senza genitori secondo
    > > me
    >
    > No, è questione di prestazioni, come quando
    > chiudono la circolazione ai camion per
    > fluidificare il traffico dei giorni di
    > esodo.
    >
    > > Intendevo solo che se costa fare infrastruttura
    > > allora è giusto che paghino gli
    > > utenti
    >
    > Ma qualcuno potrebbe obiettare che chi scarica
    > solo la posta non dovrebbe pagare come qualcuno
    > che movimenta GB di dati
    > giornalieri.

    Infatti obbietto Ficoso
    E' giusto che paghino gli utenti? Ma dove vivi? Potrebbe essere giusto se le cose funzionassero. Le perdite miliardarie in borsa per speculazioni, gli investimenti sbagliati, i contributi pubblici mal gestiti (e da non dare), le buonuscite miliardarie senza avere avuto riscontri positivi li devo pagare io (e tu)? Se una azienda ha DEBITI come fa a SPARTIRE utili? Devo pagare per avere un servizio migliore? Ok, però mi dai conto delle spese sostenute e della maggiorazione dell'abbonamento ma questo, caro mio, non avviene in nessuna azienda che ha a che fare con internet, da Telecom a Sky passando per Comcast....
  • Si fa presto a dire ...aumentare le risorse di banda...è che l'utente vuole sempre pagare di meno, ma avere sempre più banda.... e l'HW networking costa Triste Ma poi, in rete l'altro giorno avevo 3 utenti, peer to peer 2890 sessioni aperte... va bene scaricare, ma anche i programmi sono invasivi e distruttivi...guardiamo i due lati della medaglia !
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ciccio Barca
    > Si fa presto a dire ...aumentare le risorse di
    > banda...è che l'utente vuole sempre pagare di
    > meno, ma avere sempre più banda.... e l'HW
    > networking costa Triste Ma poi, in rete l'altro
    > giorno avevo 3 utenti, peer to peer 2890 sessioni
    > aperte... va bene scaricare, ma anche i programmi
    > sono invasivi e distruttivi...guardiamo i due
    > lati della medaglia
    > !
    Secondo me se dici che gli dai tutta la banda che vogliono un sacco di gente pagherebbe di più!
    non+autenticato
  • secondo me, con i soldi che ricevi, se non investi nell'aggiornamento delle infrastrutture, sei scemo è vuoi straguadagnare senza spendere.
    Sgabbio
    26178
  • - Scritto da: Ciccio Barca
    > Si fa presto a dire ...aumentare le risorse di
    > banda...è che l'utente vuole sempre pagare di
    > meno, ma avere sempre più banda.... e l'HW
    > networking costa Triste Ma poi, in rete l'altro
    > giorno avevo 3 utenti, peer to peer 2890 sessioni
    > aperte... va bene scaricare, ma anche i programmi
    > sono invasivi e distruttivi...guardiamo i due
    > lati della medaglia
    > !

    Si fa ancor più presto a limitare la banda e/o protocolli in barba alla net neutrality e molto (ma molto) più presto a dividere gli utili provenienti da quella banda strozzata invece che investirla in nuove infrastrutture....e poi, per inciso, Comcast NON ha problemi di banda, i SUOI problemi sono altri (e da quì il filtro su determinati protocolli...)
  • Il problema più grosso secondo me è che non viene dichiarato quando viene violata avviene e basta e non se ne sa nulla!
    non+autenticato
  • Sinceramente non sono d'accordo neanche su una parola di questo articolo.
    Le aziende non sono enti filantropi - hanno un modello di business che spesso, in un mercato dove ci sono tanti concorrenti ad offrire lo stesso prodotto, è l'unico elemento di differenziazione.

    Ora, credo che Comcast sia assolutamente libera di non credere alla Net Neutrality e che possa porre filtri esattamente dove vuole a patto che l'utente sia chiaramente informato, esempio "Attenzione: questo abbonamento non permette l'uso di tecnologie di file sharing come BitTorrent".

    Se i consumatori non vorranno usare ComCast, saranno liberi di cercare un altro gestore. Questo è il libero mercato.

    Dire poi che la crescita di internet non deve essere messa in discussione da logiche di bilancio è, permettimi caro De Andreis, una delle frasi più demagogiche degli ultimi giorni: se vuoi fare il filantropo, i soldi e il rischio imprenditoriale metticeli tu.
  • Sicuro che gli utenti non ti facciano 1 pernacchia e corrano dalla concorrenza?
    non+autenticato
  • Esatto - è il rischio di non applicare la Net Neutrality. Ma deve essere una scelta dell'azienda, non deve essere imposta dall'esterno.
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    Modificato dall' autore il 31 marzo 2008 01.36
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  • evidentemente non sai come funziona internet per dire cosi.
    Sgabbio
    26178
  • - Scritto da: Sgabbio
    > evidentemente non sai come funziona internet per
    > dire
    > cosi.

    No, io direi che non sà come funzionano le aziende A bocca aperta
  • Oh, scusate - spiegatemelo voi. Cosa vuol dire "non sai come funziona internet" o "come funzionano le aziende"? Perchè non portate risposte concrete?
  • - Scritto da: supervacuum
    > Sinceramente non sono d'accordo neanche su una
    > parola di questo
    > articolo.
    > Le aziende non sono enti filantropi - hanno un
    > modello di business che spesso, in un mercato
    > dove ci sono tanti concorrenti ad offrire lo
    > stesso prodotto, è l'unico elemento di
    > differenziazione.
    >
    > Ora, credo che Comcast sia assolutamente libera
    > di non credere alla Net Neutrality e che possa
    > porre filtri esattamente dove vuole a patto che
    > l'utente sia chiaramente informato, esempio
    > "Attenzione: questo abbonamento non permette
    > l'uso di tecnologie di file sharing come
    > BitTorrent".
    >
    > Se i consumatori non vorranno usare ComCast,
    > saranno liberi di cercare un altro gestore.
    > Questo è il libero
    > mercato.
    >
    > Dire poi che la crescita di internet non deve
    > essere messa in discussione da logiche di
    > bilancio è, permettimi caro De Andreis, una delle
    > frasi più demagogiche degli ultimi giorni: se
    > vuoi fare il filantropo, i soldi e il rischio
    > imprenditoriale metticeli
    > tu.

    Quoto.
    non+autenticato
  • Ma certo! Cosa ce ne frega della Net Neutrality!
    Supponiamo:
    -esiste un mondo con tre paesi (A,B,C)
    -ognuno di questi tre paesi ha tre provider (X,Y,Z)
    -nei paesi A e B non si filtra
    -nel paese C solo il provider X filtra

    Ora: se abito a C e voglio fare del sano file sharing mi affiderò ai provider Y e Z. X perderà clienti e forse fallirà.
    Intanto la Major F fa pressione di qui e di là, così anche Y comincia a filtrare, avvisa gli utenti, scinde contatti, così tutti passano a Z. Le Major fanno pressione su Z che decide di filtrare pure lei. Ora cosa fai? Cambi stato?
    non+autenticato
  • > Ora, credo che Comcast sia assolutamente libera
    > di non credere alla Net Neutrality e che possa
    > porre filtri esattamente dove vuole

    mi pare che la fcc non la pensi così però eh


    > Se i consumatori non vorranno usare ComCast,
    > saranno liberi di cercare un altro gestore.
    > Questo è il libero
    > mercato.

    forse ma certo che se penso al libero mercato italiano mi viene la pelle d'oca qui già avere un operatore che ti dà l'adsl in certe zone è un miracolo e se poi vuoi cambiare operatore beh buona fortuna!!
    non+autenticato
  • E invece le cose non stanno come pensi tu. La logica di mercato e di business si applica all'interno dei binari normativi di riferimento, di volta in volta stabiliti dagli enti regolatori.
    Se vendi Parmigiano Reggiano, devi attenerti alle regole che ne stabiliscono i criteri di produzione.
    Se vendi un servizio che è stato concepito con determinate caratteristiche poi non puoi variarne i parametri a tuo piacimento (come dire vendere forme intere di parmigiano che pesano solo 2kg, ad esempio) solo perché sei in un mercato libero e siccome hai poco latte fai parmigiani più piccoli...

    Poiché Internet (che ricordo, non è stato creata dai provider per vendere servizi online bensì per [scopi militari] e la diffusione della conoscenza fra le università) ha caratteristiche di neutralità ed universalità che le sono state riconosciute da tempo (fra cui la capacità di trasferire informazioni senza filtri, a prescindere dal protocollo utilizzato) è allarmante che qualcuno ritenga di poterne limitare anche solo il tipo di traffico.

    E' come avere una pista ciclabile sulla quale ad un certo punto venga proibito l'accesso alle bici senza marce, o a quelle di colore rosso o a quelle con ruote più piccole di diametro 28 perché intasano la pista. Meno che mai sarebbe accettabile una pista ciclabile che puoi usare con la tua bici senza marce solo da mezzanotte alle 7 del mattino...

    E se è comprensibile il QoS (con alcune riserve) di certo non lo è il filtro assoluto di certi tipi di protocollo o traffico.

    Meno ancora è accettabile che un provider limiti alcuni protocolli non perché abbia carenze di banda bensì per motivi censori, o perché guadagna di più usando la propria banda per vendere film online...

    Anche perché se segui questa logica ti ritrovi col provider che ti vende solo il servizio di posta, quello che ti vende solo usenet, quello che ti permette di navigare solo sui siti senza stream video, quello che ti da solo torrent, o emule, o chissà quale altro nuovo protocollo uscirà fuori prima o poi. E se a qualcuno può sembrare persino auspicabile un'ipotesi del genere (chiamiamola offerta alla SKY, coi bouquet da acquistare separatamente) la realtà è che internet finirebbe per diventare un lusso per pochi. Quelli con i soldi potrebbero usufruire di internet con tutte le sue caratteristiche mentre i poveri... ecco, magari per loro lasciamo una internet con tanto di spam, virus, messaggi promozionali...

    Se il mercato desidera andare in quella direzione, è una fortuna che vi siano autorità superiori che (per lo meno fino ad ora) la pensino in maniera differente, favorendo in primo luogo il concetto di servizio universale a disposizione di tutti, dove la condivisione della conoscenza (è paradossale che il concetto stesso di internet sia quello del p2p, dopotutto, no?) è il bene primario da salvaguardare, si tratti pure (fra le altre cose) di clip porno, testi blasfemi, istruzioni per costruire bombe atomiche... ed mp3.
    non+autenticato
  • Grazie per l'intervento molto molto chiaro !!
    non+autenticato