WiFi nelle universitÓ, le testimonianze

I casi di Padova e Genova, i rilievi da Udine, Bergamo, Milano e Bari, i problemi de L'Aquila: parlano gli studenti e i docenti interessati alla diffusione delle reti wireless negli atenei italiani

WiFi nelle universitÓ, le testimonianze Roma - Qual è lo stato del WiFi nelle università italiane? ╚ difficile tracciare una mappa ma grazie alle moltissime testimonianze che sono giunte e stanno ancora arrivando a Punto Informatico è quantomeno possibile farsi un'idea e aprire il dibattito, a favore soprattutto di quegli studenti che frequentano istituti ancora in grave ritardo sul fronte della connettività wireless. La redazione ringrazia le centinaia di studenti che hanno scritto nell'ultima settimana e che non è stato possibile ringraziare personalmente, invitando a scrivere da oggi in poi soprattutto coloro che si trovino in atenei ancora non citati su queste pagine, affinché sia possibile allargare maggiormente il quadro. Ma ecco gli ultimi racconti degli studenti (per la prima parte del report vedi WiFi nelle Università, la parola agli studenti).

Milano
Sergio segnala a Punto Informatico che al Politecnico di Milano "il WiFi è presente in praticamente tutti gli ambienti, buona copertura dunque. ╚ però bloccato soltanto sulla porta 80, quindi solo navigazione web". Sul Politecnico non mancano le segnalazioni: Stefano V., studente di Ingegneria Informatica in quella sede, ad esempio sottolinea: "Al Politecnico di Milano, la sede in Piazza Leonardo da Vinci e dintorni, la rete wireless è presente da più di 4 anni e da ormai 3 ha una copertura totale sull'ateneo e sui suoi parchi e aree verdi! La qualità del segnale è ottima praticamente ovunque e la banda garantita ad ogni utente è sempre alta (nell'ordine di svariati Mbit)".

Denis T., al terzo anno nel corso di laurea di Sicurezza dei Sistemi e delle Reti Informatiche presso il Dipartimento di Tecnologie dell'Informazione dell'Università degli Studi di Milano, Polo di Crema entra nel dettaglio e spiega che a Crema "la connessione con il proprio notebook è possibile dietro autenticazione ad uno dei MOLTEPLICI hotspot (denominati unimi-hotspot) presenti all'interno del Polo (con il mio portatile, sotto Linux, sono riuscito ad individuarne sino a 5 contemporaneamente...) la copertura dovrebbe essere totale all'interno della struttura (all'esterno non so, non credo, sarebbe da verificare), tranne per i due laboratori didattici (dove sono presenti computer tutti collegati ad Internet, sotto Windows; non tutti funzionano sempre, anzi... ma questo è un altro problema). Non so se i quattro laboratori di ricerca siano coperti".
"L'accesso - continua Denis - avviene, come detto, dietro autenticazione, sia con le coordinate della casella mail dell'Università di Milano (per studenti e personale, nessuno escluso), sia con account temporanei ("@guest.unimi.it", che non ho ancora avuto l'occasione di testare...), quindi all'interno del Polo chiunque può usufruire della rete wireless.
Non solo: è possibile connettersi ad Internet via browser o con OpenVPN.
La connessione via browser prevede un reindirizzamento automatico alla prima richiesta di pagina web verso una pagina di autenticazione, e prevede una volta connessi anche una localizzazione dell'hotspot a cui si è connessi (più o meno precisa: è indicato il locale dove è posto l'hotspot, mentre nella mappa è contrassegnato solo il centro del Polo)". "Il software OpenVPN - continua Denis - è scaricabile dal sito web dove sono descritte tutte le possibili modalità per la connessione alla rete wireless stessa, compresi i certificati e i file di configurazione necessari, ed è disponibile per tutti i sistemi operativi, con un "manuale" abbastanza dettagliato.
La rete è stata implementata dalla Divisione Telecomunicazioni dell'Ateneo, anche dopo numerosissime richieste da parte dei nostri rappresentanti degli studenti".

Sulle segnalazioni già pubblicate intorno alla Università degli studi di Milano-Bicocca, Marco Lorenzo Crociani e Filippo Spiga, rappresentanti degli studenti, fanno notare che l'Università "aderisce al progetto europeo EDUROAM (EDUcation ROAMing), a cui ha aderito anche l'Australia, che garantisce la connettività degli utenti presso tutti gli enti che vi aderiscono. Il sistema contempla un'unica modalità di autenticazione centralizzata e quindi un'unica modalità di configurazione". Il riferimento è naturalmente al sito web dell'iniziativa. Il progetto, aggiunge Necosi, prevede che "tutti gli utenti provenienti da altre Università facenti parte del progetto sono automaticamente abilitati sia all'utilizzo della rete wireless sia all'accesso rete aule del Campus con le proprie credenziali. Unico requisito tecnico per l'accesso alla rete unimib-eduroam è che il proprio computer sia in grado di supportare l'autenticazione 802.1X con crittografia WPA2 / AES".

Alcune osservazioni aggiuntive su Milano-Bicocca le ha trasmesse anche Yuri P. che contesta quanto riferito da altri studenti. Parla di un servizio WiFi attivato in ritardo che "oltre ad utilizzare un protocollo di autenticazione complesso come il WPA2 (con molte persone che faticano a configurarlo), consente di comunicare solo sulle porte 80 e 443" ma dice anche che "a differenza di quanto detto, i laboratori informatici sono in crescita e, a giudicare dalla capacità utilizzata mediamente, sono sottoutilizzati. Di conseguenza mi sembra che quella fatta sul vostro articolo sia un'affermazione un po' "pretenziosa" (si pensi che le macchine disponibili per i soli studenti di informatica sono più di 250!, tutti i dettagli possono essere reperiti qui)". "Inoltre - aggiunge Yuri - mi sembra doveroso segnalare la possibilità, per tutti gli studenti iscritti, di accedere anche da casa a tutta la letteratura scientifica a cui l'università è abbonata".
89 Commenti alla Notizia WiFi nelle universitÓ, le testimonianze
Ordina
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | 4 | 5 | Successiva
(pagina 1/5 - 25 discussioni)