Gaia Bottà

Kernel Linux, pochi lo fanno gratis

La comunità che lavora al kernel Linux è sempre più nutrita: sono le grandi aziende a spingerne lo sviluppo e a foraggiare gli sviluppatori

Roma - Lavorare al kernel Linux come volontari? Una realtà che appartiene sempre più al passato: gli sviluppatori sono sempre più spesso lavoratori foraggiati dalle grandi corporation. E sono sempre di più.

A tracciare il quadro della comunità che lavora al kernel Linux è una ricerca pubblicata da The Linux Foundation che esplora gli ultimi tre anni di sviluppo del codice, dal rilascio della versione 2.6.11, a cui hanno lavorato 483 programmatori e 71 aziende, ai 1057 programmatori e alle 186 aziende che si sono affaccendati sulla versione 2.6.24.

Ogni giorno si aggiungono al kernel 3621 righe di codice, se ne rimuovono 1550, se ne modificano 1425, dal 2005 il kernel è cresciuto stabilmente del 10 per cento l'anno: ciò si deve alla necessità di fornire costantemente supporto hardware aggiornato, all'aumento delle funzioni e alla sempre più nutrita comunità di sviluppatori.
Il numero dei programmatori è raddoppiato negli ultimi tre anni, ed esiste uno zoccolo duro di sviluppatori alacri: dieci di loro hanno contribuito ad apportare il 15 per cento di cambiamenti sul codice, i trenta sviluppatori più attivi sono responsabili del 30 per cento delle modifiche.

A supportare il lavoro degli sviluppatori, nella larga maggioranza dei casi, ci sono le aziende: il 13,9 per cento dei developer si concentra sul kernel Linux per impiegare il proprio tempo libero mentre il 74,1 per cento smanetta sul codice a favore dell'azienda per cui lavora. Alla frotta di programmatori Linux stipendiati dalle grandi imprese si può attribuire il 70 per cento dello sviluppo del kernel: in testa c'è la community foraggiata da Red Hat (11,2 per cento dei contributi), seguita da quella di Novell (8,9 per cento), in terza posizione IBM (8,3 per cento).

Ogni azienda che opera su Linux ha buone ragioni per farlo, spiegano gli autori dello studio: c'è chi lavora sulla compatibilità con l'hardware che vende, c'è chi compete sulle distribuzioni, ci sono aziende, da Nokia a Volkswagen, che spingono per l'evoluzione del codice perché Linux anima i dispositivi che propongono sul mercato. Ma non sono solo le grandi società a spingere per lo sviluppo del kernel: esiste altresì una long tail di piccole imprese che contribuisce in modo sostanziale ad apportare modifiche al codice.

Se il kernel Linux continuerà ad essere pubblicato sotto licenza GPL2 per volere del padre Linus Torvalds, sulla scena open source le adesioni alla controversa licenza GPL3 sono di peso: Trolltech ritiene che l'ultima versione della General Public Licence redatta da FSF non sia di ostacolo allo sviluppo di un ecosistema aziendale e ha rilasciato sotto licenza GPL3 le librerie alla base di KDE. OpenOffice migrerà alla versione 3.0 di LGPL.

La diffidenza degli sviluppatori è ancora palpabile: sono oltre 2042 i progetti che si avvalgono della GPL3, riferisce Palamida. Ad un ritmo di adozione di 1000 progetti ogni 4 mesi e mezzo, entro la fine del 2008 potrebbero essere 5mila i progetti rilasciati sotto GPL3.

Gaia Bottà
202 Commenti alla Notizia Kernel Linux, pochi lo fanno gratis
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  • Un tempo contribuivano allo svilippo del Kernerl Linux solo programmatori sparsi in tutto il mondo, adesso vista la qualità raggiunta da Linux, lo scenario è cambiato, anche grandi aziende come IBM & Novel Red Hat, mettono a disposizione i loro programmatori(ovviamente pagandoli)per lo sviluppo del PINGUINO.

    "L'UNIONE FA LA FORZA" questo è il bello dell OPENSOURCE.
  • se fai un lavoro devi venire pagato.

    e ma prima non lo erano, la causa, le cazzate, pipipi, popopo.
    ormai non saranno dei 15enni, avranno mogli e figli e dovranno mantenerli.

    state muovendo solo aria per nulla...
  • - Scritto da: lellykelly
    > se fai un lavoro devi venire pagato.
    >
    > e ma prima non lo erano, la causa, le cazzate,
    > pipipi,
    > popopo.
    > ormai non saranno dei 15enni, avranno mogli e
    > figli e dovranno
    > mantenerli.
    >
    > state muovendo solo aria per nulla...

    Ti stai rivolgendo ai trolletti che si stanno scandalizzando perchè prendono soldi vero??
    Strano detto da te
    non+autenticato
  • mi sa che devi capire quello che scrivono gli altri prima di fare commenti.
  • - Scritto da: lellykelly
    > mi sa che devi capire quello che scrivono gli
    > altri prima di fare
    > commenti.

    In meglio,il framework .net è qualcosa di fantastico,e te lo dice un utente linux di 10 anni!
    non+autenticato
  • - Scritto da: khelidan
    > - Scritto da: lellykelly
    > > mi sa che devi capire quello che scrivono gli
    > > altri prima di fare
    > > commenti.
    >
    > In meglio,il framework .net è qualcosa di
    > fantastico,e te lo dice un utente linux di 10
    > anni!


    Ho sbagliato a quotare,va be era per chi chiedeva se c'era stata un evoluzione in negativo o positivo in casa msOcchiolino
    non+autenticato
  • saltiamo a piè pari le quesitoni trollose di cui sopra e parliamo di qualcosa di più improtante.

    il motivo per il quale con kolivas ha abbandonato lo sviluppo del kernel, troppo poco interesse per gli utenti desktop e troppo invece per le questioni aziendali.

    voi cosa ne pensate?

    insomma io ormai dal punto di vista squisitamente tecnico posso anche accettare di far girare un kernel ottimizzato per server sul mio core2 per ascoltare musica con amarok.
    il problema infatti non è tecnico ma filosofico.

    la GPL mi garantische che in ogni caso non sarei spiato dalla virgin e pure l'attivista politico sudamericano potrebbe scrivere senza essere spiato dalla CIA. questo solo perchè il codice lo potro ispezionare sempre e comunque

    Ma siamo sicuri che questa sia la strada per mantenere la Libertà che tanto cerchiamo nell'usare il pinguino piuttosto che mac/win?

    siamo sicuri che senza il supporto di noi utenti (e sto palrando di soldi per gli sviluppatori come con kolivas) non ci troveremo un kernel spione pure noi? (ovvero con delle backdoor piccole piccole che solo un esperto matematico potrebbe identificare).

    al di là di quello che immagino io vorrei sentire le vostre idee riguardo gli scenari a cui questo modello di sviluppo potrebbe portare.

    non so se sono riuscito ad esprimere bene le mie preoccupazioni ma so che c'è gente abbastanza intelligente per capirmi lo stesso.
    non+autenticato
  • Io la vedo diversamente.

    Le parole di Con Kolivas a mio avviso vano lette "dietro le righe" ed esprimono la sua delusione nei confronti del team di sviluppo del kernel Linux.

    E' noto - credo - che Kolivas sviluppò uno scheduler (+ alcune altre chicche) per il kernel vanilla che come dimostrò lo stesso Con - grazie a un benchmark anch'esso scritto da lui - ne aumentava sensibilmente la reattività rendendolo più adatto ad un uso Desktop.

    Accadde successivamente che un certo Ingo Molnar sviluppò anche lui una roba simile ispirandosi proprio al lavoro di Kolivas (cui gli diede credito citandolo); ma "stranamente" il team di sviluppo di Linux scelse il lavoro di Molnar come "candidato" da includere nelle release ufficiali del kernel vanilla.

    Kolivas questa cosa non la prese bene: lui - se la memoria non m'inganna - dimostrò in più occasioni che il suo kernel patchato era più performante per un uso desktop. E si disse (ma non so se si trattasse di semplici voci) che avrebbe rilasciato in futuro un suo fork del kernel Linux.


    Quando parla di "poco interesse per gli utenti desktop e troppo invece per le questioni aziendali", lo fa -sempre a mio avviso - proprio perché a differenza sua (che campa facendo il medico anestesista) Ingor Molnar è un dipendente di RedHat. Lasciando intendere che la scelta fatta dal team Linux fosse dettata da "ragioni particolari" - aziendali appunto - piuttosto che da un reale interesse per gli utenti ad avere il "meglio".

    Personalmente lo capisco e questa faccenda mi dispiace. 'Con Kolivas' è un grande, un hacker vero che ha sviluppato per pura passione senza essere pagato da nessuno per il lavoro svolto. E le sue patch son da molti considerate le migliori. Ma non è stato premiato da "chi di dovere".
    non+autenticato
  • - Scritto da: Namero
    > il motivo per il quale con kolivas ha abbandonato
    > lo sviluppo del kernel, troppo poco interesse per
    > gli utenti desktop e troppo invece per le
    > questioni aziendali.
    >
    > voi cosa ne pensate?

    Non credo che le cose stiano realmente così.
    Ripercorrendo la questione Kolivas, sembra più un fatto personale. Mi dispiace che si sia tirato indietro un programmatore di quel calibro, ma non vedo in cosa lo sviluppo di un kernel possa essere più vicino alle aziende che ai privati.
    Se vogliamo parlare delle patch che rendono performanti un SO, in tal caso vedo un limite maggiore nel trascurare l'aspetto enterprise piuttosto che quello desktop. E non per un mio gusto personale, ma perché mi pare più frequente la necessità di alte prestazioni in ambito server che per un PC domestico. Sempre ammesso che ci sia realmente tanta differenza da giustificare una tale discussione, cosa di cui dubito fortemente.
  • Ok quindi trascurando la storia di colivas che può essere intepretata come un fatto personale rimane il fatto che lo sviluppo del kernel è in mano a delle multinazionali.

    non che prima fosse diverso, anzi questa situazione è tale da parecchio tempo ormai (dire da quando linux è doventato un OS da server sostuituibile ad unix, diciamo dal 1999) ma ora è il contesto che cambia, viviamo infatti in una società sempre più controllata e la situazione geopolitica cambia in fretta ed in peggio.

    questo rende le libertà garantite dalla GPL (le famose 4 libertà di cui parla stallman) sempre più importanti e contemporaneamente sempre più in controtendenza al trend del resto della società;
    non trovate che questo possa gettare un ombra sullo sviluppo del kernel stesso?
    Non avete paura che gli sviluppatori corporate potranno ricevere ad un certo punto pressioni nel senso appunto di inserire backdoor e falle nel kernel?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Namero
    > rimane il fatto che lo sviluppo del kernel è in
    > mano a delle multinazionali.

    Non è così.

    >(le famose 4 libertà di cui parla stallman)

    Sono 5.

    > non trovate che questo possa gettare un ombra
    > sullo sviluppo del kernel stesso?

    Cosa?
    Il fatto che lo sviluppo sia supportato e finanziato da molti?
    No.

    > Non avete paura che gli sviluppatori corporate
    > potranno ricevere ad un certo punto pressioni nel
    > senso appunto di inserire backdoor e falle nel
    > kernel?

    Cioè, le aziende avrebbero interesse a finanziare un kernel bacato? Non credo sia realistico.
    Ancora meno verosimile è il fatto che nessuno si accorga di tali eventuali sabotaggi in un codice aperto.
  • - Scritto da: www.aleksfalcone.org
    > - Scritto da: Namero
    > > rimane il fatto che lo sviluppo del kernel è in
    > > mano a delle multinazionali.
    >
    > Non è così.

    beh a giudicare dai dati snocciolati dalla buona gaia bottà è così.

    > >(le famose 4 libertà di cui parla stallman)
    >
    > Sono 5.

    lol il fatto che stallman cominci a contare da 0 mi ha ocnfuso

    > > non trovate che questo possa gettare un ombra
    > > sullo sviluppo del kernel stesso?
    >
    > Cosa?
    > Il fatto che lo sviluppo sia supportato e
    > finanziato da
    > molti?
    > No.

    il fatto che siano molti è positivo perchè nessuno riesce a dimporre le proprie necessità/idee/volontà.

    il fatto che siano multinazionali (corporation) "senza nè un corpo da imprigionare nè un anima da dannare" invece non mi tranquillizza.
    ma come divevano gli antichi romani: divide et impera

    > > Non avete paura che gli sviluppatori corporate
    > > potranno ricevere ad un certo punto pressioni
    > nel
    > > senso appunto di inserire backdoor e falle nel
    > > kernel?
    >
    > Cioè, le aziende avrebbero interesse a finanziare
    > un kernel bacato? Non credo sia
    > realistico.

    non bacato, semplciemente un kernel che renda accessibile quello che non deve alla NSA/CIA.

    > Ancora meno verosimile è il fatto che nessuno si
    > accorga di tali eventuali sabotaggi in un codice
    > aperto.

    ecco questo è quello che vorrei sentirmi dire.
    io non sono un tecnico quindi non posso sapere se sia possibile o meno.

    qualcun altro crede che non sia possibile anche per il più abile dei programmatori/matematici/esperti di sicurezza inserire una piccola backdoor/falla/hack senza che nessuno se ne accorga?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Namero
    > beh a giudicare dai dati snocciolati dalla buona
    > gaia bottà è così.

    Si parla di aziende che finanziano lo sviluppo del kernel. Ma nessuna azienda controlla quali modifiche entreranno nel progetto ufficiale.
    Puoi verificare l'organizzazione della comunità di sviluppo sul sito web ufficiale.

    > > >(le famose 4 libertà di cui parla stallman)
    > >
    > > Sono 5.
    >
    > lol il fatto che stallman cominci a contare da 0
    > mi ha ocnfuso

    Io ne dimentico sempre una quando lo spiego a qualcuno Sorride

    > il fatto che siano molti è positivo perchè
    > nessuno riesce a dimporre le proprie
    > necessità/idee/volontà.
    >
    > il fatto che siano multinazionali (corporation)
    > "senza nè un corpo da imprigionare nè un anima da
    > dannare" invece non mi tranquillizza.

    Nessuna ha il controllo di quale direzione prenderà lo sviluppo. Possono soltanto contribuire a migliorarlo per tutti, ed i vantaggi che ricevono da questo semplice fatto sono già sufficienti a ripagare l'investimento.

    > ma come divevano gli antichi romani: divide et impera

    Ci sta anche questo.
    Ma ad essere 'divise', per una volta, sono le tante aziende (dalle multinazionali alle piccolissime software house) raccolte intorno alla Linux Foundation.

    > non bacato, semplciemente un kernel che renda
    > accessibile quello che non deve alla NSA/CIA.

    > > Ancora meno verosimile è il fatto che nessuno si
    > > accorga di tali eventuali sabotaggi in un codice
    > > aperto.
    >
    > ecco questo è quello che vorrei sentirmi dire.
    > io non sono un tecnico quindi non posso sapere se
    > sia possibile o meno.
    >
    > qualcun altro crede che non sia possibile anche
    > per il più abile dei
    > programmatori/matematici/esperti di sicurezza
    > inserire una piccola backdoor/falla/hack senza
    > che nessuno se ne accorga?

    Io sono un programmatore.
    Ma non c'è bisogno di essere 'tecnici' per pensare che non sia possibile.
    Il modello di sviluppo del software libero prevede, per sua stessa natura, un controllo accurato del codice da parte di numerose persone, tutta la comunità di sviluppo. Una modifica, prima di entrare nel progetto ufficiale, viene sottoposta a test e sessioni di 'debug'.
    Chi effettua queste operazioni conosce a fondo il codice, almeno la parte che gestisce, ed è perfettamente in grado di capire se è presente qualcosa di 'strano'.
    Ciò che proviene da un'azienda, per quanto affidabile, non viene certo preso per 'buono' senza test.

    Quindi lo stesso processo di selezione ed accettazione delle modifiche è un potente filtro contro eventuali abusi. A questo si unisce la possibilità di chiunque altro (per esempio hackers specializzati nella ricerca di falle e backdoors) di mettere alla prova il software e di osservarne il codice, ed il pericolo altissimo di un crollo d'immagine per l'azienda che tenti di sabotare lo sviluppo di Linux.

    No, non credo che sia verosimile uno scenario del genere.
  • - Scritto da: www.aleksfalcone.org
    > - Scritto da: Namero
    > > beh a giudicare dai dati snocciolati dalla buona
    > > gaia bottà è così.
    >
    > Si parla di aziende che finanziano lo sviluppo
    > del kernel. Ma nessuna azienda controlla quali
    > modifiche entreranno nel progetto
    > ufficiale.
    > Puoi verificare l'organizzazione della comunità
    > di sviluppo sul sito web
    > ufficiale.
    >
    > > > >(le famose 4 libertà di cui parla stallman)
    > > >
    > > > Sono 5.
    > >
    > > lol il fatto che stallman cominci a contare da 0
    > > mi ha ocnfuso
    >
    > Io ne dimentico sempre una quando lo spiego a
    > qualcuno
    > Sorride
    >
    > > il fatto che siano molti è positivo perchè
    > > nessuno riesce a dimporre le proprie
    > > necessità/idee/volontà.
    > >
    > > il fatto che siano multinazionali (corporation)
    > > "senza nè un corpo da imprigionare nè un anima
    > da
    > > dannare" invece non mi tranquillizza.
    >
    > Nessuna ha il controllo di quale direzione
    > prenderà lo sviluppo. Possono soltanto
    > contribuire a migliorarlo per tutti, ed i
    > vantaggi che ricevono da questo semplice fatto
    > sono già sufficienti a ripagare
    > l'investimento.
    >
    > > ma come divevano gli antichi romani: divide et
    > impera
    >
    > Ci sta anche questo.
    > Ma ad essere 'divise', per una volta, sono le
    > tante aziende (dalle multinazionali alle
    > piccolissime software house) raccolte intorno
    > alla Linux
    > Foundation.

    è esattamente a loro che riferivo il "divide"

    > > non bacato, semplciemente un kernel che renda
    > > accessibile quello che non deve alla NSA/CIA.
    >
    > > > Ancora meno verosimile è il fatto che nessuno
    > si
    > > > accorga di tali eventuali sabotaggi in un
    > codice
    > > > aperto.
    > >
    > > ecco questo è quello che vorrei sentirmi dire.
    > > io non sono un tecnico quindi non posso sapere
    > se
    > > sia possibile o meno.
    > >
    > > qualcun altro crede che non sia possibile anche
    > > per il più abile dei
    > > programmatori/matematici/esperti di sicurezza
    > > inserire una piccola backdoor/falla/hack senza
    > > che nessuno se ne accorga?
    >
    > Io sono un programmatore.
    > Ma non c'è bisogno di essere 'tecnici' per
    > pensare che non sia possibile.
    >
    > Il modello di sviluppo del software libero
    > prevede, per sua stessa natura, un controllo
    > accurato del codice da parte di numerose persone,
    > tutta la comunità di sviluppo. Una modifica,
    > prima di entrare nel progetto ufficiale, viene
    > sottoposta a test e sessioni di
    > 'debug'.
    > Chi effettua queste operazioni conosce a fondo il
    > codice, almeno la parte che gestisce, ed è
    > perfettamente in grado di capire se è presente
    > qualcosa di
    > 'strano'.
    > Ciò che proviene da un'azienda, per quanto
    > affidabile, non viene certo preso per 'buono'
    > senza
    > test.
    >
    > Quindi lo stesso processo di selezione ed
    > accettazione delle modifiche è un potente filtro
    > contro eventuali abusi. A questo si unisce la
    > possibilità di chiunque altro (per esempio
    > hackers specializzati nella ricerca di falle e
    > backdoors) di mettere alla prova il software e di
    > osservarne il codice, ed il pericolo altissimo di
    > un crollo d'immagine per l'azienda che tenti di
    > sabotare lo sviluppo di
    > Linux.
    >
    > No, non credo che sia verosimile uno scenario del
    > genere.

    thanks per le spiegazioni.

    a quanto pare il sig. sandalo d'oro è stato molto lungimirante in passato.

    non mi stancherò mai di ripetere quale sia l'importanza poitica e sociale vista la penetrazione dell'IT nella società moderna di avere uno strumento software completo e neutrale.

    questo al di là di ogni speculazione/valutazione tecnica sul software stesso.
    non+autenticato
  • quoto
  • > >(le famose 4 libertà di cui parla stallman)
    >
    > Sono 5.

    Annoiato

    http://it.wikipedia.org/wiki/Software_libero#Le_.2...

    Qual è la quinta?
    non+autenticato
  • Le tue preoccupazioni le devi rivolgere altrove.
    Sono fermamente convinto che qualunque porcheria nei sorgenti salterebbe all'occhio, prima o poi (e forse più prima che poi, anche per il fatto che ogni modifica pubblicata viene motivata e descritta).
    Inoltre nessuna azienda (e soprattutto le multinazionali) metterebbero in gioco la propria immagine e la propria credibilità per far contento il 'curiosone' di turno.

    L'attenzione deve essere invece rivolta alle distribuzioni binarie, per le quali non si sia certi della provenienza dai sorgenti originali, e questo vale per tutti i programmi che per comodità scarichiamo ed installiamo.

    Un grosso rischio per esempio esiste per i compilatori ed i linker; posso partire da un sorgente pulito, ma se poi il programma che lo trasforma in codice eseguibile è modificato ad arte, può aggiungere o modificare pezzi di codice nel programma risultante senza che nessuno se ne accorga.

    L'ideale sarebbe di scaricare e compilare sempre i sorgenti delle applicazioni che ci interessano, dopo averne verificata l'impronta con quella pubblicata sul sito di download, per essere certi che lo scaricato corrisponda effettivamente al pubblicato.

    D'altra parte per alcuni programmi occorre quasi un supercomputer, per poter disporre del programma desiderato in un tempo ragionevole.

    Resta poi sempre la considerazione fondamentale che il primo buco nella sicurezza sono gli utenti, che spesso eseguono anche i programmi più stupidi con i privilegi di superuser: anche una semplice calcolatrice, se maligna ed eseguita con troppi privilegi, può combinare dei bei guai.
  • - Scritto da: rogledi
    > Un conto è pagare il giusto, un altro conto
    > invece è strapagare... nell'rdine delle 1000
    > volte il vero valore.... ciò che magari neanche
    > ti
    > serve.....
    >
    > riflettiamo....

    Ma che pensiero profondo.


    Mi chiedo perche' certa gente debba sempre ecmq rovinare anche le poche discussioni pacate che ci sono su pi, specie su una tematica del genere.

    Riflettiamo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Blackstorm
    > - Scritto da: rogledi
    > > Un conto è pagare il giusto, un altro conto
    > > invece è strapagare... nell'rdine delle 1000
    > > volte il vero valore.... ciò che magari neanche
    > > ti
    > > serve.....
    > >
    > > riflettiamo....
    >
    > Ma che pensiero profondo.
    >
    >
    > Mi chiedo perche' certa gente debba sempre ecmq
    > rovinare anche le poche discussioni pacate che ci
    > sono su pi, specie su una tematica del
    > genere.
    >
    > Riflettiamo.

    Personalmente ho riflettutto e ho conluso che cercare discussioni pacate in questo villaggio di troll e' un'inutile perdita di tempo.
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane
    > - Scritto da: Blackstorm
    > > - Scritto da: rogledi
    > > > Un conto è pagare il giusto, un altro conto
    > > > invece è strapagare... nell'rdine delle 1000
    > > > volte il vero valore.... ciò che magari
    > neanche
    > > > ti
    > > > serve.....
    > > >
    > > > riflettiamo....
    > >
    > > Ma che pensiero profondo.
    > >
    > >
    > > Mi chiedo perche' certa gente debba sempre ecmq
    > > rovinare anche le poche discussioni pacate che
    > ci
    > > sono su pi, specie su una tematica del
    > > genere.
    > >
    > > Riflettiamo.
    >
    > Personalmente ho riflettutto e ho conluso che
    > cercare discussioni pacate in questo villaggio di
    > troll e' un'inutile perdita di
    > tempo.

    Lol... eppure fra ieri e oggi sono riuscito a farne un paio...
    non+autenticato
  • Che lo sviluppo del kernel Linux non avvenisse a gratis era ed è cosa risaputa da tempo.

    Basta tra l'altro un rapido sguardo al sito kernel.org per "scoprire" il grande interesse di aziende del calibro di HP.

    Basta ricordare la vicenda di Con Kolivas, che al di là delle sue dichiarazioni di circostanza, ha smesso di rilasciare le sue ottime patch per motivi appunto legati ad alcune logiche "enterprise" che dominano oggi nel mondo Linux. In particolare l'eccessivo peso dato appunto ai programmatori "pagati" dalle aziende, nel caso specifico, da RedHat.

    Ad ogni modo, tutto ciò è segno che Stallman aveva ragione (come sempre) quando parlava di "programmatori pagati per sviluppare software `free` ", ovvero che la sua visione del software e dell'informatica avrebbe dato di che campare.

    Quanto alla citazione della "controversa" versione 3 della licenza GPL, vorrei far presente che tale natura "controversa" - a mio modestissimo e insignificante parere - lo è solo per Punto Informatico...o meglio per l'autore dell'articolo pubblicato tempo addietro dalla redazione.

    Saluti
    non+autenticato
  • - Scritto da: Tuxer
    > Che lo sviluppo del kernel Linux non avvenisse a
    > gratis era ed è cosa risaputa da
    > tempo.
    >
    > Basta tra l'altro un rapido sguardo al sito
    > kernel.org per "scoprire" il grande interesse di
    > aziende del calibro di
    > HP.
    >
    > Basta ricordare la vicenda di Con Kolivas, che al
    > di là delle sue dichiarazioni di circostanza, ha
    > smesso di rilasciare le sue ottime patch per
    > motivi appunto legati ad alcune logiche
    > "enterprise" che dominano oggi nel mondo Linux.
    > In particolare l'eccessivo peso dato appunto ai
    > programmatori "pagati" dalle aziende, nel caso
    > specifico, da
    > RedHat.
    >
    > Ad ogni modo, tutto ciò è segno che Stallman
    > aveva ragione (come sempre) quando parlava di
    > "programmatori pagati per sviluppare software
    > `free` ", ovvero che la sua visione del software
    > e dell'informatica avrebbe dato di che
    > campare.
    >
    > Quanto alla citazione della "controversa"
    > versione 3 della licenza GPL, vorrei far presente
    > che tale natura "controversa" - a mio
    > modestissimo e insignificante parere - lo è solo
    > per Punto Informatico...o meglio per l'autore
    > dell'articolo pubblicato tempo addietro dalla
    > redazione.

    Stallman aveva ragione anche sulla GPLv3.
    Anche a me, in prima lettura, pareva che ci fossero forzature nella nuova versione della licenza. Ma con l'ingresso massiccio delle grandi aziende nel software libero la GPL3 è esattamente ciò che serve.
  • - Scritto da: www.aleksfalcone.org

    > Stallman aveva ragione anche sulla GPLv3.
    > [....]

    Non so se sono io che mi sono espresso male (probabile) o se interpreto altrettanto male il tuo pensiero (cosa altrettanto probabile):

    ma stai dicendo la stessa cosa che dicevo io.

    C'era chi però su queste pagine in passato parlava di licenza controversa, quando di controverso semmai c'era solo il fatto se "costui" - all'epoca - la GPL v.3 l'avesse letta prima di "parlarne".
    non+autenticato
  • - Scritto da: Tuxer
    > - Scritto da: www.aleksfalcone.org
    >
    > > Stallman aveva ragione anche sulla GPLv3.
    > > [....]
    >
    > Non so se sono io che mi sono espresso male
    > (probabile) o se interpreto altrettanto male il
    > tuo pensiero (cosa altrettanto
    > probabile):
    >
    > ma stai dicendo la stessa cosa che dicevo io.

    Esatto.
    Ho solo puntualizzato un mio percorso personale: inizialmente ero dubbioso, poi ho dovuto ricredermi e dar ragione a chi ha scritto la nuova versione della licenza.
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