giovedė 3 aprile 2008

Intel: inizia l'era di Atom

In occasione del Developer Forum cinese, Intel ha ufficialmente lanciato Atom, un processore mobile di nuova generazione grande come un francobollo e pronto a saltare a bordo di MID e altri PC ultraportatili

Shanghai (Cina) - Il protagonista assoluto dell'edizione primaverile dell'Intel Developer Forum (IDF), che si tiene in questi giorni nella capitale economica della Cina, è senza dubbio la nuova famiglia di processori mobili Atom. Nel campo dei PC ultraportatili, Atom è destinato a rivestire un ruolo altrettanto cruciale, per Intel, di quello giocato in questi anni dall'architettura Core nel settore notebook e desktop.

AtomFrutto di quattro intensi anni di ricerca e sviluppo e di decine di milioni di dollari di investimenti, Atom rappresenta il processore più piccolo mai realizzato da Intel, e quello con i consumi più bassi: il suo TDP (Thermal Design Power) è compreso fra 0,65 e 2,4 watt (contro i 35 watt degli attuali Core 2 Duo mobili T7000), mentre il consumo medio è di 160-220 milliwatt (mW) in attività e di 80-100 mW a riposo.

"Livelli di consumo energetico così ridotti si ottengono grazie a diverse tecniche di power management dell'architettura del processore, come ad esempio la tecnologia Deep Power Down, la modalità CMOS e l'alimentatore Split I/O", spiega Intel. "Se abbinati alla nuova formula Intel dei transistor basati su gate metallici high-k a 45 nm, questi chip risultano estremamente efficienti dal punto di vista energetico e di dimensioni più ridotte, oltre a offrire una durata prolungata della batteria e la possibilità di sviluppare dispositivi dal design più accattivante".
Il neo chip si basa su di una microarchitettura x86 a 32 bit completamente nuova, ottimizzata per i dispositivi ultraportatili: seppure meno complessa di quella Core, essa include il supporto al multithreading (attraverso la rediviva tecnologia Hyper-Threading) e un nuovo stato di risparmio energetico, chiamato Deep Power Down (C6), capace di "spegnere" il processore quando non utilizzato. Tutto questo in un die di 13 x 14 millimetri, dell'85% più piccolo di quello di un Core 2 mobile (35 x 35 mm): così piccolo che, secondo Intel, un wafer da 300 mmq ne può contenere 2700. Una resa produttiva così elevata permette ad Intel di contenere i costi di produzione (stimati intorno agli 11 dollari a chip) e beneficiare di ottimi margini di guadagno.

I modelli di Atom annunciati da Intel presso l'IDF sono cinque, tutti appartenenti alla serie Z5xx e tutti a singolo core: la loro frequenza di clock va dagli 800 MHz del modello Z500 agli 1,86 GHz dello Z540, mentre il clock del front-side bus è di 400 MHz per i modelli a più basso consumo (Z500 e Z510) e di 533 MHz per tutti gli altri. Il prezzo all'ingrosso è compreso fra 45 e 165 dollari. Va notato che la tecnologia Hyper-Threading (HT) è disponibile esclusivamente nelle versioni di Atom con FSB a 533 MHz. Per i dettagli su specifiche e prezzi si veda la tabella sotto.

Atom: specifiche e prezzi



Tra le altre caratteristiche incluse in Atom vi sono da citare il supporto in hardware alla virtualizzazione (Intel Virtualization Technology), le istruzioni estese SSE/SSE2/SSE3/SSSE3, la tecnologia di risparmio energetico Enhanced SpeedStep, e le tecnologie Smart Cache e Enhanced Data Prefetcher, che insieme promettono una gestione ed un utilizzo più efficiente di cache e bus.

Atom Diamondville
Die Atom su un waferI chip Atom che hanno debuttato all'IDF sono quelli che in passato venivano identificati con il nome in codice Silverthorne. Di questa famiglia faranno però parte anche le CPU Diamondville, che saranno utilizzate in subnotebook low-cost come OLPC e Classmate PC in congiunzione con le schede madre in formato Mini-ITX di Intel. Questa CPU, che rimpiazzerà Conroe L, sarà disponibile con TDP compresi fra 4 e 8 watt, e girerà ad un clock massimo di 1,6 GHz.

La piattaforma Centrino Atom
Con Atom debutta anche la piattaforma Centrino Atom, prima nota come Menlow, che oltre alla CPU comprende un chipset con grafica integrata e un modulo wireless. Il chipset, denominato System Controller Hub (SCH), combina in un unico chip i tipici componenti del northbridge (controller di memoria e sottosistema grafico) e del southbridge (I/O verso le periferiche): Intel afferma che questa soluzione consuma meno rispetto a quelle tradizionali composte da più chip, e permette ai produttori di progettare device ancor più compatti. SCH fornisce una porta PCI Express x1, tre porte per slot SDIO e MCC, host e controller USB, GPU e controller di memoria capace di gestire fino a 1 GB di DDR2 a 533 MHz. Di SCH esistono anche versioni "lite" capaci di supportare un massimo di 512 MB di memoria, con FSB a 400 MHz e prive del supporto al video in alta definizione (HD).

Nei modelli top, con FSB a 533 MHz, la GPU integrata è in grado di accelerare il video in alta definizione fino alla risoluzione 1080i, la stessa che è in grado di gestire quando è chiamata a pilotare un monitor esterno.
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