Attualmente Atom non può competere con i livelli di consumo dei processori ARM e MIPS, e pertanto
non è adatto all'utilizzo su smartphone e PDA tradizionali. Ma è solo questione di tempo. Intel ha infatti rivelato che la piattaforma Centrino Atom che succederà a Menlow, attualmente nota come
Moorestown, utilizzerà un design system-on-a-chip capace di dimezzare i consumi energetici:
ciò spiana la strada ad Atom verso i dispositivi mobili più piccoli.

Con le prossime evoluzioni di Atom, Intel
potrebbe finalmente colmare il vuoto lasciato dalla vendita della divisione Xscale, avvenuta due anni fa. Basati sulla collaudata architettura ARM, i chip XScale di Intel si indirizzavano ad una grande varietà di dispositivi, dai telefoni cellulari ai router per passare attraverso i controlli industriali. Atom probabilmente non raggiungerà mai - almeno non nel medio periodo - una tale duttilità, complice anche l'architettura x86 CISC su cui si basa, ma nel campo dei dispositivi mobili consumer
potrebbe sostituirsi del tutto all'ex processore ARM-based di Intel (oggi prodotto da
Marvell Technology).
Rispetto a XScale,
Atom è pienamente compatibile con il codice x86, e dunque con tutte le applicazioni e i sistemi operativi a 32 bit che girano sui tradizionali PC: ciò rappresenta un grande vantaggio per gli sviluppatori di software, che potranno portare le proprie applicazioni desktop sui dispositivi mobili con pochissimo sforzo. Microsoft, ad esempio, potrebbe sviluppare Windows Mobile direttamente sulla stessa base di codice di Vista e dei suoi futuri sistemi operativi desktop.
Di seguito un video che mostra alcuni dei primi device Atom-based, uno dei quali viene smontato per far vedere la scheda interna.