mafe de baggis

NoLogo/ Il biscotto è più buono se è social

di Mafe de Baggis - Blogger convocati da una grossa società alimentare italiana. Perché? Per ascoltarli e verificare come nell'era digitale la pubblicità martellante e ossessiva del passato è, appunto, un relitto del passato

Milano - Sabato scorso Barilla ha invitato a Roma un discreto gruppetto di blogger: ci siamo incontrati nel "temporary shop" dedicato ad Alixir, una nuova linea di prodotti alimentari pensati per chi non ha il tempo o la voglia di comprare e cucinare tutti i cibi necessari per una dieta sana e completa.
Che sia vero o no, che sia giusto o no, che sia ragionevole assumere vitamine ingerendo cracker e succhi, poco conta in quest'ambito.
Quello che è interessante è che una grande azienda del largo consumo ha preso sul serio le reazioni critiche della blogosfera a questo nuovo brand al punto di decidere di incontrarli per spiegare, esporsi, raccontare e soprattutto ascoltare.

Eugenio Perrier di Barilla ha introdotto il tema partendo da un presupposto a me molto caro: una strategia di comunicazione straordinaria non può salvare un prodotto di scarso valore, ma un prodotto di grande valore può passare inosservato se non è supportato da una buona strategia di comunicazione. A meno che non venga "sposato" da opinion leader della rete, aggiungerei, e quando al contrario gli opinion leader lo bocciano è indispensabile che un'azienda - come ha fatto Barilla - se ne preoccupi e intervenga velocemente.

Da una prospettiva interna ai reparti marketing aziendali, quale è la mia, questo incontro con i blogger, pensato per spiegare e non presentare, è una gradevolissima novità. Da una prospettiva esterna è il minimo che si possa fare, ma, come scrive Mauro Lupi: "Il punto che spesso sfugge agli esperti, ai puristi e a molti operatori del settore, è che si tratta di un processo complesso e delicato, che necessariamente richiede tempo e step intermedi."
Per prendere a prestito una bella espressione di MiniMarketing, sempre più aziende estranee al mondo della tecnologia si stanno accorgendo che c'è vita dopo i 30 secondi di spot: in questo lento e delicato processo di avvicinamento e comprensione delle dinamiche di comunicazione della rete, quello che sembra importante è una revisione critica del modo in cui si parla e di ciò che si dice e come lo si dice anche offline, non solo online. Meno musica e spot sul sito, più concretezza e fatti offline.
Più che una colonizzazione degli spazi sociali della rete, discutibile per tutta una serie di motivi, urge una contaminazione positiva al contrario, e cioè un forte cambiamento del modo in cui un'azienda solida dai prodotti di qualità comunica ai propri clienti su tutti i mezzi.

I prodotti Alixir a me sembrano buoni e decisamente utili per una fascia precisa di clienti (non sono certo prodotti di massa), ma leggendo sulla confezione che "I nutrizionisti Barilla consigliano di usarli" non si può non sorridere. Alixir (e Barilla) hanno dimostrato che dietro il brand ci sono le persone adatte e la cultura giusta per comunicare orizzontalmente con i propri clienti: adesso è il momento di rinunciare definitivamente al birignao pubblicitario e fare sul serio.

Mafe de Baggis
Maestrini per Caso

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48 Commenti alla Notizia NoLogo/ Il biscotto è più buono se è social
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  • Ma ha letto gli ingredienti ?! Forse dovrebbe occuparsi di informatica e non di alimentazione.
    non+autenticato
  • Chi ha riconosciuto il subj avra' senz'altro capito, per gli altri consiglio di procurarsi il film "Idiocracy" che oltre ad essere molto divertente illustra in modo geniale alcuni aspetti grotteschi del marketing.
  • Il senso di questo articolo è che PI fa pubblicità ai nuovi prodotti Barilla?
    Spero almeno non sia gratis... Annoiato
  • - Scritto da: lowres
    > Il senso di questo articolo è che PI fa
    > pubblicità ai nuovi prodotti
    > Barilla?
    > Spero almeno non sia gratis... Annoiato

    No direi che ti dice che la pubblicità dei biscotti domani sarà tutta un'altra musica per colpa (o merito) di internet e della comunicazione omni-omni.
  • Hulio:
    >No direi che ti dice che la pubblicità dei biscotti
    >domani sarà tutta un'altra musica per colpa (o merito)
    >di internet

    Concordo. Da domani, anzi da oggi, la pubblicita' dei biscotti (e di chi lavora per fare pubblicita' on line ai biscotti) la fa Punto Informatico.

    Ciao, Fabio.
    http://xoomer.alice.it/fmetitie
    non+autenticato
  • Mafe mi dice:
    >Lasciamo il campo ai veri esperti che parlano di
    >cose di cui non sanno un beato cazzo, intendi?

    Be', ci siamo lamentati tutti per anni (me compreso) dei giornalisti che non sapevano nulla (ieri di Internet in generale e oggi, per esempio, di Second Life e pedofilia), e adesso, quale sarebbe la soluzione 2.0 ???

    Che al posto dei giornalisti che non sanno nulla abbiamo degli esperti che scrivono pressoche' gratis, pur di convincere il mondo aziendale che proprio quello che loro stessi gli propongono e' giusto e funziona?

    Ah, carina, come idea di nuova informazione.

    Prosegue Mafe:
    >Tipo uno che non ha mai partecipato a una vera
    >riunione e va alle conferenze stampa e alle gite
    >turistiche per giornalisti?

    Mi piacerebbe sapere di chi parli.

    Sulle riviste specializzate ci siamo sempre fatti tutti il mazzo, anche quando siamo, come dici, "in gita".

    Tra l'altro, non e' detto che per scrivere di riunioni si debba passare il giorno a fare riunioni. Basta studiare, e fare interviste a chi lo fa. Negli anni, ho conosciuto decine di colleghi laureati in filosofia (o altro) che non hanno mai fatto gli informatici in vita loro e che sono degli ottimi giornalisti informatici.

    A parte questo, ma ti pare forse meglio leggere un bloggher che fa tutt'altro per il 99% del suo tempo (per esempio il radiologo, tanto per dire) e che scrive di cose di cui non sa nulla solo perche' l'hanno invitato in gita? Oppure ancora un bloggher (sempre per dire) che (forse) e' preparato, ma che cerca in primo luogo di pubblicizzare se stesso e di trovare dei clienti?

    E, sempre Mafe:
    >Mi citi un bravo giornalista italiano esperto di
    >marketing digitale?

    Mafe, secondo me il "marketing digitale" non esiste. Semmai esiste la capacita' di usare per il marketing una strategia multicanale.

    Detto questo, io non leggo riviste di marketing, ne' tradizionale ne' "digitale", e non ho idea di chi ne scriva. L'unica rivista di marketing digitale che conoscevo era Web Marketing Tools (Wmt), per fortuna sparita, dove (e rieccoci) alcuni pseudoesperti di "Web marketing" (tra cui tu) scrivevano gratis pur di far conoscere il proprio nome nell'ambiente. Ne esistono altre, adesso? Se mi dici quali, le guardo.

    Da parte mia, qualche commento per le aziende su come usare o non usare il Web, la posta elettronica (o piu' di recente Second Life) l'ho scritto, molto spesso, dal 1994.

    Ma il punto centrale e' che io, esperto o no, se non altro posso essere obiettivo, proprio perche' non devo vendere la mia consulenza a nessuno e perche' gli aperitivi e "le gite", dopo anni di frequentazioni, mi sembrano delle notevoli rotture di palle.

    >Interessante punto di vista il tuo, ne parlerò col
    >direttore.

    Non e' il *mio* punto di vista, Mafe.

    Sia sulla neutralita' di chi scrive sia sul linguaggio usato e sul modo in cui *non* si possono sparare giudizi non circostanziati in un articolo, si tratta di semplice e basilare deontologia. Anzi, prima ancora della deontologia: e' pura professionalita'. E non mi stupisce affatto se "il direttore" di Punto Informatico non la rispetta.

    Poi, una risposta a Moruzzi:
    >queste marchette una volta fatte pagando i giornalisti,
    >oggi aggratis coi blogger più 'cool', invece, sono il
    >futuro. radioso, davvero radioso.

    Massimo, io non ho mai preso soldi da nessuno. E sono sinceramente stanco di sentire questi luoghi comuni sui giornalisti che fanno markette.

    La verita' e' che le markette si possono trovare ovunque. Ma almeno i giornalisti di professione rischiano la reputazione come giornalisti, che e' l'unica cosa su cui mangiano, e non vendono nulla a nessuno. E, soprattutto, sanno fare domande e sanno come si scrive un articolo.

    Ciao, Fabio.
    http://xoomer.alice.it/fmetitie
    non+autenticato
  • io mica ce l'avevo con te, Fabio. Dicevo in generale. Che fra markette e cose non chieste e non dette e leccaculismi vari e giornalisti con tessera dei partiti etc, io penso abbia proprio ragione Grillo.
    non+autenticato
  • > Da parte mia, qualche commento per le aziende su
    > come usare o non usare il Web, la posta
    > elettronica (o piu' di recente Second Life) l'ho
    > scritto, molto spesso, dal
    > 1994.

    Scrivendo sempre la stessa cosa un miliardo di volte senza mai aggiornarti. Quando hai deciso di tirar fuori il naso e studiare qualcosa di nuovo a cosa ti sei appassionato? A Second Life. Complimenti per il fiuto.

    Sei il primo a dire di non sapere niente di marketing, eppure sei qui a spiegare agli altri perché io non dovrei scriverne. Sei talmente ingenuo da pensare che un'intervista possa aiutarti a capire i meccanismi interni di un'azienda o che basti "farsi il culo" in gita stampa per poter raccontare la "verità".

    In quanto alla deontologia, i pezzi che scrivo qui sono "Commenti", come scritto in alto. Come dovresti sapere editoriali, commenti, column & co sono spesso l'espressione non informativa del parere di persone competenti, incaricate per la loro competenza sul campo. O devo spiegarti anche la differenza tra un "commento" e una "notizia"?

    Tra l'altro, la mia contabilità è a tua disposizione per verificare i pagamenti delle testate con cui collaboro: per fortuna in questo momento trovare nuovi clienti è l'ultimo dei miei problemi, e se li cercassi qui sarei proprio deficiente Occhiolino

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    Modificato dall' autore il 05 aprile 2008 08.32
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    Modificato dall' autore il 05 aprile 2008 08.37
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  • QUOTO

    Mi trovi completamente d'accordo con te, ma anche con massimo moruzzi in quanto parteciperò di buon gusto al V-Day 2.

    Magari tu sei uno dei tanti giornalisti onesti e preparati ma la maggior parte dei tuoi colleghi non fa onore alla professione vendendosi per meno di 30 danari,,,,,

    Per mafe: hai poco da difenderti arrampicandoti sugli specchi, le cose sono due:

    1) hai peccato di ingenuità con questo articolo e quindi sei da biasimare

    2) lo hai fatto apposta nel caso è anche peggio

    Fan LinuxFan Apple
    non+autenticato
  • Mafe insiste...

    >Scrivendo sempre la stessa cosa un miliardo
    >di volte senza mai aggiornarti.

    A dire il vero, sono aggiornato. E mi chiedo come fai a sapere se lo sono o no, dato che non mi leggi mai...
    Occhiolino

    >Quando hai deciso di tirar fuori il naso e studiare
    >qualcosa di nuovo a cosa ti sei appassionato? A Second
    >Life. Complimenti per il fiuto.

    Grazie. In effetti, e' un argomento che vende ancora bene. E ci sono arrivato un anno prima del Guru Maximo Giuseppe Granieri, che adesso sta ancora annaspando disperatamente per capirne i fondamentali (senza riuscirci).

    >Sei talmente ingenuo da pensare che un'intervista possa
    >aiutarti a capire i meccanismi interni di un'azienda o
    >che basti "farsi il culo" in gita stampa per poter
    >raccontare la "verità".

    Diciamo che farsi il culo, studiare e fare interviste di solito aiuta. E che e' difficile raccontare "la verita'" quando ci sono i tuoi interessi personali in ballo.

    >O devo spiegarti anche la differenza tra un "commento" e
    >una "notizia"?

    No comment, Mafe, no comment. Oppure, diciamo che se non sei Mina o Litizzetto anche negli editoriali devi rispettare alcune regole basilari.

    >Tra l'altro, la mia contabilità è a tua disposizione
    >per verificare i pagamenti delle testate con cui
    >collaboro:

    Mafe, non ho bisogno di controllare i tuoi conti. Che su Web Marketing Tools hai sempre scritto gratis, ben contenta di di farti pubblicita', me lo hai detto tu. Non fare finta di non ricordarlo.

    >per fortuna in questo momento trovare nuovi clienti
    >è l'ultimo dei miei problemi, e se li cercassi qui
    >sarei proprio deficiente

    Qui ti sei risposta da sola...
    Occhiolino

    Ciao, Fabio.
    non+autenticato
  • la pubblicità martellante è una roba del passato. queste marchette una volta fatte pagando i giornalisti, oggi aggratis coi blogger più 'cool', invece, sono il futuro. radioso, davvero radioso.
    non+autenticato
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