Roma - Chiacchierato e benvoluto, ora Joost, la più celebre realizzazione di televisione online, quella
che ha ottenuto le prime pagine di tutto il mondo nei mesi scorsi, è costretta al ridimensionamento o, per dirla con minor enfasi,
alla ristrutturazione: a breve sarà disponibile solo agli utenti statunitensi.
Il problema? Joost sta incontrando su scala più ampia le
difficoltà che anche altri suoi competitor hanno dovuto affrontare: rispetto a certi servizi di
tv on web, come l'
iPlayer di BBC o
Hulu.com, Joost non è più riuscita, secondo gli esperti, a
tenere alta l'attenzione dei media e degli utenti.
È la prima volta che una creatura nata dalle menti di Niklas Zennstrom e Janus Friis e lanciata con enfasi in mezzo mondo non riesce a farsi largo al primo colpo. I due, reduci dai successi planetari di software come Kazaa e Skype, hanno realizzato un servizio che non solo si fonda sulle
tecnologie P2P per rimodernare la televisione e portarla in rete, ma che anche costringe le major dell'audiovisivo a rivedere i propri modelli di business ed affrontare, in un modo o nell'altro, la sfuggevole Internet.
Joost può peraltro contare su importanti partner, l'ultimo dei quali ha infilato nelle sue tasche una nuova tranche di finanziamenti (23 milioni di dollari). Non tutti i dati sono disponibili, c'è
chi sospetta che Joost, basato su un software installabile a parte, ceda il passo ai servizi
basati sul browser, di fruibilità assai più immediata.
La soluzione più ovvia per un'azienda giovane è quella della
riorganizzazione: le attività saranno rifocalizzate nei soli Stati Uniti dove
Joost gode di un pubblico più ampio, i monitor-spettatori del resto del Mondo dovranno migrare altrove e il personale internazionale verrà "rimescolato" ("ma non licenziato", avvertono dal quartier generale dell'azienda).
( Joost, la recensione di PI Download:
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