Speciale Elezioni/ Decreto Pisanu e Scuola

La data retention in Italia č stata affrontata con una normativa contestata da pių parti. Ecco cosa ne pensano Franco Grillini (Socialisti), Antonio Di Pietro (IDV) e Maurizio Gasparri (PDL)

Roma - Fin dal suo primo apparire il Decreto Pisanu, un insieme di normative per la sicurezza contro il terrorismo, è stato accolto con critiche e freddezza dagli esperti, in particolare per l'estensione del monitoraggio delle comunicazioni che ha innescato, le pesanti richieste di identificazione degli utenti che si collegano in luoghi pubblici e via dicendo. Un provvedimento più pervasivo di quanto imposto dalle norme europee approvate di lì a poco e che è stato di recente aggiornato e rinnovato per tutto il 2008 nella sua componente considerata più pesante, quella della data retention, la conservazione coatta dei dati delle comunicazioni degli italiani.

In questo Speciale Elezioni (vedi anche le prime due puntate qui e qui) Punto Informatico non poteva esimersi dal porre una domanda sulla questione. Domanda alla quale hanno risposto Antonio Di Pietro (Italia dei Valori), Franco Grillini (Partito Socialista) e Maurizio Gasparri (Popolo delle Libertà). Di Pietro e Grillini hanno anche risposto ad una seconda domanda pubblicata più sotto sulla tecnologia nella didattica.

Punto Informatico: Il Decreto Pisanu e la data retention estesa fino a fine 2008 implicano la registrazione di tutti i dati di tutte le comunicazioni degli italiani che avvengano attraverso telefono e mezzi elettronici. Dati che vengono conservati per anni. Che ne pensa? Č utile a contrastare il terrorismo?
Antonio Di Pietro
In senso generale è certamente utile. Il problema che si pone è però sempre il solito: "Chi controlla i controllori?".
I gravissimi episodi di registrazioni illegali di telefonate di privati cittadini attraverso alcuni dipendenti di Telecom Italia senza alcuna autorizzazione da parte della magistratura, impongono l'adozione di nuovi strumenti a protezione dell'uso illegale delle intercettazioni.

Maurizio Gasparri
Credo che alcune decisioni per il contrasto al terrorismo vadano affrontate anche se delicate e scomode.
Occorre che le Autorità facciano molta attenzione alla conservazione dei dati e soprattutto a tracciare chi ne fa uso e a quali scopi, perché vanno salvaguardate le libertà personali.
Un tema importante riguarda la definizione delle tipologie di dati da conservare, dove occorre procedere con decretazioni di carattere tecnico al contenimento delle tipologie di informazioni da mantenere per limitarle a quelle veramente indispensabili ai fini del contrasto al terrorismo internazionale.
Tuttavia la lotta al crimine è una priorità per il Paese e le misure adottate per la sicurezza nazionale vanno confermate e rese il più possibile efficaci alla salvaguardia della privacy e al contrasto al crimine.

Franco Grillini
La data retention affascina da sempre i governi di tutto il mondo. Ma quale è il reale rapporto costi/benefici rispetto all'analisi di questi dati? Č mia opinione che bisogna differenziare questo rapporto a seconda del tipo di mezzo oggetto della retention.
I dati relativi al posizionamento delle celle per la telefonia mobile, si sono rivelati utili in molte indagini, hanno consentito di scoprire trame eccellenti (come nel caso del sequestro di Abu Omar).
Se è innegabile il loro apporto agli investigatori in svariati campi, diverso è il discorso del terrorismo, soprattutto per quanto riguarda le comunicazioni che avvengono tramite Internet: ha veramente poco senso richiedere la identificazione di ogni persona che si collega ad Internet.

Oltre ad essere inutile (esistono migliaia di sistemi che possono bypassare qualsiasi intercettazione online) ostacola la diffusione della rete rendendo difficile la costruzione di modelli di business basati sulla condivisione della banda (movimento FON ad es.), l'apertura di cybercafé e costringe i piccoli provider a dotarsi di strutture costose e totalmente inutili.

In Italia, poi, a differenza di altri paesi, l'obbligo di identificare ogni connessione rende particolarmente difficile l'estensione della fornitura gratuita di internet nelle grandi aree urbane sul modello di ciò che avviene in molte città USA.

Punto Informatico: In che modo intendete favorire la diffusione della tecnologia nelle scuole italiane?

Franco Grillini
Cosa serve davvero alle scuole Italiane? Dobbiamo insegnare alle nuove generazioni ancora il Turbo Pascal? Dobbiamo insegnare loro ad utilizzare software proprietari o software liberi? Ha senso insegnare loro ad utilizzarle oppure devono creare?
Č sicuramente necessario un grande lavoro per revisionare programmi, strutture e natura dell'insegnamento stesso, e poi è davvero necessario lavorare sulla infrastruttura informatica delle scuole italiane.
Per troppo tempo abbiamo ignorato questo aspetto ed ora siamo fanalini di coda dell'Europa occidentale.
Forse sarebbe il caso di mandare il prossimo Ministro della Pubblica Istruzione a farsi un bel giro in Finlandia, come vedete non serve andare molto lontano per vedere esempi di eccellenza.

In ogni caso sono favorevole a forti incentivi per i ragazzi come sconti per l'acquisto di materiale informatico, stage nelle varie silicon valley, concorsi per la migliore organizzazione scolastica sulle nuove tecnologie.
Abbiamo ancora un sistema scolastico tarato sulla riforma Gentile, domina un eccesso di teoria con poco raccordo con il mondo produttivo. Dobbiamo favorire una rivoluzione culturale di tipo tecnologico.
Il mio vangelo è la cultura delle 3 T, talento, tecnologia, tolleranza che, come dice Richard Florida nel suo bel libro ("L'ascesa della classe creativa", Mondadori) sono alla base del benessere delle aree urbane.

Di Pietro
Con l'accesso alla banda larga gratuito nelle scuole insieme al Wi-Fi e la possibilità di disporre di un PC da parte degli studenti nelle ore di lezione.
17 Commenti alla Notizia Speciale Elezioni/ Decreto Pisanu e Scuola
Ordina
  • Ormai alla terza risposta sensata su tre, si nota la preparazione di Grillini. E la differenza con gli altri.
  • Eppure era al governo, quando questo ha prorogato il decreto Pisanu sulla data retention (fine 2007). Che quindi siano solo sparate elettorali?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Izio
    > Eppure era al governo, quando questo ha prorogato
    > il decreto Pisanu sulla data retention (fine
    > 2007). Che quindi siano solo sparate
    > elettorali?

    A me non sembra.
    Da solo, non avrebbe potuto fare molto...
    non+autenticato
  • - Scritto da: i sor
    > A me non sembra.
    > Da solo, non avrebbe potuto fare molto...

    Anche questo è vero, ma personalmente ricordo Grillini principalmente per 10.000 interventi in favore dei gay, più che per gli argomenti proposti da PI.
    Mah, adesso ha cambiato coalizione, chissà che questi non siano più compatti a questo riguardo (non che apparentemente ci siano molte probabilità di vederli al governo, ma non si sa mai).
    non+autenticato
  • - Scritto da: www.aleksfalcone.org
    > Ormai alla terza risposta sensata su tre, si nota
    > la preparazione di Grillini. E la differenza con
    > gli
    > altri.

    Non sapevo che Grillini si intendesse di informatica, ho visto che è candidato per il Partito Socialista.
  • Vero.
    Grande Grillini...
    non+autenticato
  • Ave.

    Sembra proprio che, indistintamente, siano "interessati" affinchè i dati siano conservati; ed in effetti lo sono a tempo indeterminato.

    Grilli, avendo la certezza di non andare MAI al governo, prova a tirarsi dalla sua parte qualche voto di disaccordo.

    Certamente le scuole dovrebbero insegnare la "libera programmazione" all'inzio, per poi proseguire con le specializzazioni in linguaggi anche sotto licenza; di sicuro ogni studente DOVREBBE avere a disposizione un pc ed una connessione internet.
    Il problema PRINCIPALE delle scuole però sono gli stipendi degli insegnanti che diovrebbero essere QUINTUPLICATI, così come dovrebbero essere quintuplicate le DIFFICOLTA' per diventare insegnanti e per RESTARE insegnanti.

    A presto
    Nilok
    Nilok
    1925
  • "In senso generale è certamente utile."

    Non e' vero, e lo vediamo tutti i giorni.

    Innanzitutto perche' esistono, ed esisteranno sempre, metodi di facile utilizzo per aggirare i controlli (e' un po' come credere che punendo la vendita di stupefacenti non esisteranno piu' drogati).

    In secondo luogo perche' questi mezzi agevolano piu' il loro abuso che il loro uso "etico". Se anche ci si fidasse ciecamente dell'autorita' di oggi, chi ci assicura che tra dieci anni un terribile governo ANARCOFASCIOCOMUNISTA dittatoriale non usi questi dati per perseguire e controllare?

    In terzo luogo perche' e' *palese* che gli svantaggi superano di gran lunga i benefici. Al telegiornale ci bombardano tutte le volte (una ogni N mesi, con N grande) che "un pericoloso terropedosatanista e' stato incastrato grazie alla data retention", ma non ci dicono quanti NON vengono presi perche' questi strumenti sono fallaci, non ci dicono quanto sia facile trafugare questi dati e venderli al miglior offerente (salvo poi sbandierare che nel Regno Unito "e' stato smarrito un laptop con i dati medici di un milione di persone" e noi giu' subito a pensare "ahah che sfigati gli inglesi, mica come qui da noi"), e i tg non ci dicono neanche quanto la data retention influisca sullo sviluppo del paese (e' un GRANDE costo per gli ISP tanto per cominciare).

    Se, per dirne una, doveste far spendere a Telecom un miliardo di euro, preferireste che li spendesse per ingrandire i propri centri di raccolta e analisi dati o per aumentare la copertura della banda larga sul territorio o la qualita' dei suoi servizi?

    La verita' purtroppo e' una sola: questi provvedimenti vengono presi in seguito a momenti di crisi cavalcando l'onda della demagogia popolare e dell'isterismo collettivo, affinche' il politico abbia modo di fare "bella figura" davanti ai suoi elettori e davanti a lobby di altro tipo... e quando la crisi e' finita NESSUNO ha il coraggio di revocare questi "provvedimenti d'urgenza" per non porgere il fianco ad altri attacchi demagogici da parte dell'avversario politico.

    Ma che ve lo dico a fare, gia' lo sapeteTriste
    non+autenticato
  • Hai ragione da vendere...

    - Scritto da: Gaglia
    > "In senso generale è certamente utile."
    >
    > Non e' vero, e lo vediamo tutti i giorni.
    >
    > Innanzitutto perche' esistono, ed esisteranno
    > sempre, metodi di facile utilizzo per aggirare i
    > controlli (e' un po' come credere che punendo la
    > vendita di stupefacenti non esisteranno piu'
    > drogati).
    >
    > In secondo luogo perche' questi mezzi agevolano
    > piu' il loro abuso che il loro uso "etico". Se
    > anche ci si fidasse ciecamente dell'autorita' di
    > oggi, chi ci assicura che tra dieci anni un
    > terribile governo ANARCOFASCIOCOMUNISTA
    > dittatoriale non usi questi dati per perseguire e
    > controllare?
    >
    > In terzo luogo perche' e' *palese* che gli
    > svantaggi superano di gran lunga i benefici. Al
    > telegiornale ci bombardano tutte le volte (una
    > ogni N mesi, con N grande) che "un pericoloso
    > terropedosatanista e' stato incastrato grazie
    > alla data retention", ma non ci dicono quanti NON
    > vengono presi perche' questi strumenti sono
    > fallaci, non ci dicono quanto sia facile
    > trafugare questi dati e venderli al miglior
    > offerente (salvo poi sbandierare che nel Regno
    > Unito "e' stato smarrito un laptop con i dati
    > medici di un milione di persone" e noi giu'
    > subito a pensare "ahah che sfigati gli inglesi,
    > mica come qui da noi"), e i tg non ci dicono
    > neanche quanto la data retention influisca sullo
    > sviluppo del paese (e' un GRANDE costo per gli
    > ISP tanto per
    > cominciare).
    >
    > Se, per dirne una, doveste far spendere a Telecom
    > un miliardo di euro, preferireste che li
    > spendesse per ingrandire i propri centri di
    > raccolta e analisi dati o per aumentare la
    > copertura della banda larga sul territorio o la
    > qualita' dei suoi
    > servizi?
    >
    > La verita' purtroppo e' una sola: questi
    > provvedimenti vengono presi in seguito a momenti
    > di crisi cavalcando l'onda della demagogia
    > popolare e dell'isterismo collettivo, affinche'
    > il politico abbia modo di fare "bella figura"
    > davanti ai suoi elettori e davanti a lobby di
    > altro tipo... e quando la crisi e' finita NESSUNO
    > ha il coraggio di revocare questi "provvedimenti
    > d'urgenza" per non porgere il fianco ad altri
    > attacchi demagogici da parte dell'avversario
    > politico.
    >
    > Ma che ve lo dico a fare, gia' lo sapeteTriste
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gaglia
    > "In senso generale è certamente utile."

    Purtroppo è la mentalità da magistrato che lo trae in inganno su questo argomento.
    non+autenticato
  • Solo una vera, sana e radicata riforma del metodo di insegnamento.
    Gli insegnanti devono fare il loro lavoro bene e gli studenti altrettanto.
    Sicuramente il Turbo Pasqual non merita più particolari attenzioni, ma anche diventasse la norma, l'insegnamento del C o di .net, se mancano gli insegnanti capaci o se a questi vengono legate le mani perchè bisogna "recuperare" ad ogni costo quindi mai bocciare nessuno siamo sempre e comunque punto a capo.

    I cari politici interrogati perchè non provano una volta tanto a promuovere un giro di vite sugli insegnanti ? Forse perchè fa comodo anche a loro il parallelismo scuola = vivaio politico ?
    Oramai è diventata una prassi non sostituire gli ingranaggi rotti, bensì ridefinirli funzionanti secondo nuovi parametri...

    Continuate pure a fare così ed il mio voto ve lo potete scordare. Fate prima a mettervelo da soli (come già succede)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Overture
    > legate le mani perchè bisogna "recuperare" ad
    > ogni costo quindi mai bocciare nessuno siamo
    > sempre e comunque punto a
    > capo.
    >

    Ma a proposito di fannulloni... Tu cosa fai nella vita che hai sempre tutto questo tempo libero per scrivere qua sopra?
    non+autenticato
  • Intanto come puoi vedere non scrivo durante il giorno, quindi a differenza di molti qualcosa (tanto) faccio.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Intanto come puoi vedere non scrivo durante il
    > giorno, quindi a differenza di molti qualcosa
    > (tanto)
    > faccio.

    Certo peccato che l'hai scritto usando un altro nickname, quindi chissà quanti ne usi.
    non+autenticato
  • Ma che ragionare è, saranno azzi suoi quando e come scrive, che te frega?

    Io sono uscito da poco dal liceo e mi rendo conto che pascal non serve a una mazza, che nella mia scuola l'80% dei profe non sa l'inglese e cosa sia un pc, è uno schifo altro che palle, bisogna prendere una gran parte degli insegnanti che ormai sono vecchi e non aggiornati e mandarli a quel paese, xè succhiare i soldi allo stato senza sapere quello che NOI dobbiamo dimostrare di conoscere non è una bella cosa.

    Quoto l'autore del commento, prima di cambiare i programmi bisogna trovare i profe che li sappiano applicare.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Sbabba
    > Ma che ragionare è, saranno azzi suoi quando e
    > come scrive, che te frega?

    C'entra visto che scrive 3000 messaggi al giorno con toni arroganti in un mix tra maestro di vita e troll. Ormai ad ogni articolo trovo sempre thread lunghissimi con scritto Overture Overture Overture Overture dove vomita veleno da tutte le parti.
    Anziché sparare sentenze dovrebbe trovarsi qualche altro passatempo.
    non+autenticato