Alfonso Maruccia

La Casa Bianca pensa al Manhattan Project dell'IT

Dichiarazione d'intenti dal sapore millenaristico per il gran capo della security USA: contro la cyberwar ci si difende con robusti sistemi di sicurezza preventiva. Gli esperti? Gli danno del ciarlatano

San Francisco - Siamo all'alba di un nuovo, esteso Progetto Manhattan per Internet? Come l'originale piano di protezione del suolo statunitense portò alla costruzione della Bomba e all'avvento dell'era atomica, così un rinnovato sforzo di ricerca e coordinamento da parte del Dipartimento della Homeland Security (DHS) dovrebbe garantire la salvaguardia delle infrastrutture di rete vitali per gli USA. O almeno questo è quello che ha annunciato alla conferenza RSA 2008 Michael Chertoff, gran capo del DHS.

Il dirigente del DHSUna "guerra devastante" contro i network a opera di potenze straniere, gruppi terroristici e ayatollah infiammati, questo ci si aspetta secondo Chertoff sul medio termine, un insieme di azioni potenzialmente in grado di provocare danni equivalenti alla più ampia "distruzione fisica". Un'atomica fatta di bit e pacchetti TCP/IP ostili , a cui bisogna rispondere prima ancora che la minaccia divenga concreta e visibile. A quel punto, avverte Chertoff, sarebbe già troppo tardi.

Per dare un senso della minaccia il gran commiss di Bush per la sicurezza riporta l'esempio del recente cyber-attacco nei confronti dell'Estonia, in cui sono spirati venti di Guerra Fredda che hanno tirato in ballo sicurezza europea, NATO e Russia. "Immaginate, se volete, un attacco sofisticato contro i nostri sistemi finanziari che ne provochino la paralisi - ha detto Chertoff all'apertura della conferenza - L'attacco farebbe vacillare la fiducia su cui si basa il nostro sistema finanziario".
Certo, fino ad ora la crisi mondiale scatenata dalle ipoteche sui prestiti "subprime" ha fatto più danni di quanti "qualunque cracker potrebbe mai farne", come giustamente osserva Valleywag, ma Chertoff appare convinto di quel che dice, anche se di concreto spiffera veramente poco, oltre a sollevare il pericolo - o spargere FUD, volendo definire la cosa da un'angolazione diversa - trincerandosi dietro fumose motivazioni di pubblica sicurezza.

Quel che è certo per il gran capo di DHS è la necessità di approntare un sistema di sicurezza preventivo e interconnesso, in grado di impedire qualsiasi tentativo di attacco a tutti i network fondamentali per l'attuale economia USA, dalle reti di telecomunicazioni a quelle del trasporto. "Il fallimento di ogni singolo sistema ha effetti a cascata in tutto il paese", avverte Chertoff. I prodromi del piano sono rappresentati dalla drastica riduzione dei punti di accesso esterni ai sistemi governativi, da ridurre a 50 dai migliaia attualmente disponibili.

Oltre a questo, il dirigente non fornisce molti altri dettagli concreti sul nuovo corso della sicurezza telematica statunitense, ma già si sa che l'amministrazione Bush è a favore dell'amplificazione delle capacità di controllo sui network da parte degli apparati federali: c'è chi sogna una NSA estesa a mo' di piovra e con carta bianca per l'intercettazione, l'analisi e l'infiltrazione all'interno del traffico Internet e delle ricerche condotte su Google.

"Dobbiamo riuscire a cogliere i segnali di un attacco prima che venga lanciato - continua Chertoff - Penso che il sistema potrebbe diventare un meccanismo di allarme preventivo. Concedere ad un avversario la possibilità di lanciare un'aggressione prima che noi si riesca a identificarne la natura significa dargli un vantaggio di troppo". Avversari, difesa preventiva, parole che evocano appunto orizzonti da Guerra Fredda, con la sostanziale differenza che ora il nemico non è più il pericolo russo ma quello invisibile e sfuggente del terrorismo islamista e degli apparati delle potenze islamiche e asiatiche.

Parole altisonanti, che devono però scontrarsi con il non indifferente scoglio dei fondi richiesti dalla grandiosità del nuovo "Manhattan Project" in contrasto a quelli finora stanziati: Bush ha garantito 150 milioni di dollari all'iniziativa per la difesa delle infrastrutture cibernetiche, e altri 192 milioni dovrebbero arrivare per il 2009. Soldi che potrebbero alimentare i mille rivoli della burocrazia della sicurezza USA, che ha già portato al fallimento dei lavori sull'altrettanto grandioso e ambizioso progetto ADVISE.

Alfonso Maruccia
5 Commenti alla Notizia La Casa Bianca pensa al Manhattan Project dell'IT
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  • Era ora che i capoccioni usa si rendessero conto del pericolo di una guerra informatica, i cinesi da anni si stanno preparando a questo, in fondo sono gli eredi di Sun Zu, l'esercito cinese sta investendo miliardi e non sono i soli. Ormai quasi tutto dipende dalla rete, non pensare di proteggersi è da incoscienti, gli hackers hanno avuto la fondamentale funzione di avvisare del pericolo, basta pensare ai danni che può fare un solo hacker e immaginare cosa può fare un esercito di hackers spalleggiato da una nazione intera, è veramente uno scenario da apocalisse tecnologica. Ci sono già stati degl'attacchi organizzati di stampo militare, alle rep baltiche non molto tempo fa ed altri attacchi, o meglio "manovre militari" riconducibili ai cinesi; il pericolo è reale non rendersene conto e non difendersi è da sciocchi.
    non+autenticato
  • ..i libri di Dan Brown... e se prima lo accusavano di dire cose non vere (bhe certo che si vuole, è un romanziere, mica un giornalista, scrive romanzi per intrattenere la gente) ora è il mondo a voler emulare quello che ha scritto!
    Wolf01
    3342
  • Nemico invisibile...
    Ossia tutti e nessuno.

    Cio' che non si conosce si teme, quindi dare la colpa a un fantasma impedisce la verifica e il confronto tra quello che raccontano e la realta'.

    Insomma, dopo la guerra fredda, la guerra virtuale.

    Il FUD funziona come il cortisone, tiene tutto bloccato. Ma, come il cortisone, ha degli effetti collaterali nefasti, se usato a lungo.

    CYA
    non+autenticato
  • Non penso che il terrorismo telematico sia un problema cosi' grave cosi' come viene descritto. L'amministrazione usa ha convenienza a sostenere tutta la sua gravita' in quanto devono tener viva in ogni modo la paura della gente e per farlo usa lo spauracchio del terrorismo. Tenendo la gente impaurita possono restringere la loro libertà,in nome di una falsa maggior sicurezza [ma c' e' chi dice che chi rinuncia alla libertà per una maggior sicurezza non merita ne libertà ne sicurezza]. Varare nuove leggi per restringere le libertà individuali e' un lucroso business e diminuisce il pericolo che la gente si ribelli. Inoltre la paura costante di essere in pericolo e' stata creata artificiosamente con il crollo delle torri gemelle (avvenuto secondo me,non per colpa di terroristi,ma su progetto voluto dall'amministrazione usa stessa) con lo scopo principale di attaccare l' iraq (per prendere il possesso del suo petrolio,non per cacciare saddam accusandolo di possedere armi di distruzione di massa...infatti non e' mai stato provato che lui le avesse,anzi l'amministrazione usa si e' anche scusata di aver sostenuto una tesi fasulla,e guarda caso lo ha fatto quando l' iraq era saldamente nelle loro mani...) e chiedere agli stati europei di partecipare a suddetto attacco,in quanto se non lo avessero fatto,anche loro sarebbero stati colpiti dai terroristi,e poi qualche grande papavero statunitense ha detto che l' europa era in debito con gli usa in riguardo alla seconda guerra mondiale,quando e' stato grazie a questi ultimi che l' europa ha ritrovato la sua libertà. sapendo questo,come avrebbero potuto rifiutare agli usa l'appoggio nell'attacco dell' iraq ?
  • "in grado di impedire qualsiasi tentativo di attacco a tutti i network fondamentali"

    Mi sa di si'...Sorride
    non+autenticato