Speciale Elezioni/ Canone RAI e blogging

Grillini: il canone va abolito. Di Pietro: non si possono tassare i personal computer. Gasparri: chi apre un blog sia identificabile, e identifichi chi vi posta commenti

Speciale Elezioni/ Canone RAI e bloggingSecondo il World Economic Forum quando si viene alla libertà di stampa l'Italia è 66esima, tra la Repubblica Dominicana e il Nepal. Una classificazione che evidenzia quanto ancora sia remoto per uno dei paesi fondatori dell'Unione Europea poter aspirare ad una democrazia reale. Una questione che echeggia anche in Rete, più volte al centro di provvedimenti di governi di ogni colore che sono stati accolti con estrema perplessità da chi si occupa di Internet. Per questo Speciale Punto Informatico ha quindi chiesto via email a tutti i partiti un'opinione su alcuni dei temi che più spesso affiorano nella cronaca politica quando si parla di stampa, blogging e diffamazione.

Punto Informatico: Le norme sulla Stampa reggono l'impatto con le nuove tecnologie? Sulla diffamazione online: il blogger va considerato alla stregua del direttore responsabile del proprio blog?

Antonio Di Pietro
Il blogger non può e non deve essere equiparato a un direttore di testata ai sensi della norma sulla Stampa. Lo stesso reato di diffamazione va rivisto, è purtroppo diventato uno strumento per chiudere la bocca alla voci libere.
Maurizio Gasparri (esponente PDL, già ministro delle Comunicazioni)
Credo che non sia giusto applicare le norme sulla stampa ai blog, anche perché sarebbe difficile gestirne la registrazione, alla luce di come questo fenomeno sta crescendo.
È opportuno che chi apre dei blog, sia identificabile e richieda l'identificazione delle persone che partecipano al blog con commenti. Questo perché possano essere applicate le normative che vengono utilizzate al di fuori dell'editoria, così come si risolvono le controversie per la diffamazione, non a mezzo stampa.

Franco Grillini
Ognuno è sempre responsabile di quello che dice, ma assimilare un Blog ad un quotidiano è una stranezza che può avvenire solo in Italia.
Far crescere lo spirito di autocritica, la consapevolezza e la partecipazione politica attiva sono tutti argomenti pregevoli in bocca a molti, ma poi con leggi di questo genere come si può pretendere che le persone si assumano gli oneri di tali attività?
Senza arrivare al totale liberismo americano, il quale ti permette di descrivere minuziosamente come costruire una bomba h, forse ci vorrebbe un pochino più di libertà di stampa, in questo paese dove, almeno sui mezzi broadcast, tanto spazio per chi la pensa diversamente non c'è.
294 Commenti alla Notizia Speciale Elezioni/ Canone RAI e blogging
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  • Ricordo che un po' di tempo fa alcuni esponenti della lega avevano protestato giustamente per la soppressione delle tasse Siae(famosi Bollettini).
    Oltre ad essere un business per editori ed affiliati scoraggiano i locali procurando un danno ai musicisti.
    Spero che la lega ed altri politici facciano raffiorare il problema.
    non+autenticato
  • ....Ho ricevuto dalla Rai la richiesta di pagamento del canone di abbonamento alle radiodiffusioni pur avendo da molti anni documentato alla vostra Spettabile agenzia di non possedere nessun apparecchio televisivo e non sentendone nessun bisogno.

    Il Regio decreto-Legge 246/1938 prevede il pagamento del canone di abbonamento alle radiodiffusioni laddove in possesso di un “apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle radioaudizioni”.
    Personalmente non tengo un preciso inventario delle apparecchiature in mio possesso che possano ricadere sotto questa definizione e ammesso che sia possibile distinguere se la mia lavatrice che notoriamente interferisce con la televisione del vicino sia adattabile a ricevere le vostre trasmissioni, immagino serva anche una modifica all’oblo, mi domando se debba includere le apparecchiature dismesse in cantina.
    Ho provato a chiedere a una delle principali catene di apparecchiature se potevano dirmi se i prodotti che intendevo comprare ricadevano sotto la categoria di “atto a adattabile” ma non hanno saputo darmi le garanzie che chiedevo ho perciò soprasseduto all’acquisto.
    Con tutte queste domande senza risposta e desideroso di proteggere la mia privacy e la serenità della mia famiglia libera dalle influenze nefaste delle vostre trasmissioni ho applaudito all’iniziativa Aduc a cui aderisco.....
    non+autenticato
  • A lui si deve l'introduzione del penale per il reato di filesharing e lo scandalo di italia.it

    Sara' proposto come ministro alla stessa carica che aveva prima, i dettagli della notizia qui:

    http://www.repubblica.it/2006/a/rubriche/piccolait...

    Stanca, tecno-ministro degli sprechi
    Ce lo ha messo su quella poltrona e, se tutto andrà come Dio vorrà, lo risistemerà lì. Silvio Berlusconi chiede a Lucio Stanca di fare un bis, un sacrificio: guidare ancora e di nuovo il ministero dell'Innovazione tecnologica, che nel prossimo esecutivo dovrebbe chiamarsi, stando agli annunci, della "modernizzazione digitale". Anche se il suo cognome non aiuta, Stanca dovrà far correre l'amministrazione pubblica, ridestarla dal torpore secolare, e soprattutto imporre l'uso di internet ovunque e comunque. Berlusconi è sicuro: digitalizzare l'Italia produrrà una minore spesa di circa venti miliardi di euro. Solo di carta si risparmierà qualcosa di equivalente alla grandezza "del Duomo di Milano".

    Ciascuno fa le sue scelte, e sicuramente il Cavaliere avrà ottimi motivi per garantire sulla qualità e la competenza dei suoi collaboratori. Se però il candidato premier avesse fatto una sosta davanti a un computer, anche solo dieci minuti col mouse in mano, avrebbe avuto l'esatta percezione di quale miracolo il suo ex ministro sia riuscito a realizzare nella precedente esperienza di governo. Nella rete, e dobbiamo dire proprio grazie, e forse a causa di Stanca, è nato ed è cresciuto il più formidabile, vasto, organizzato e agguerrito movimento antiministeriale che quotidianamente ha bacchettato, inseguito, censurato il dottor Lucio facendogli presumibilmente venire un gran mal di testa.

    Il popolo di internauti si è riunito in forum e blog, dove, dietro nomi di fantasia, si sono celati maghi del webdesigning, geni della programmazione informatica, guru della comunicazione. Scandaloitaliano. it e The Million Portal Bay hanno processato Stanca (e dopo di lui il successore Francesco Rutelli) con una sentenza senza appello: incompetente e sprecone.

    Scandaloitaliano ha raschiato il barile degli archivi elettronici e dei motori di ricerca, riuscendo a ricostruire le tappe fondamentali dell'impresa che Lucio Stanca ricorderà per tutta la vita: Italia. it
    Con 140 milioni di euro il prodigioso ministro (è il 16 marzo del 2004) dà il via alla realizzazione di un portale denominato in via provvisoria "Scegli Italia" che deve promuovere e rilanciare l'offerta turistica italiana e ridare competitività "alla principale industria del Paese rappresentata dal turismo".

    Solo per i contenuti, per descrivere l'Italia ("richiederanno un considerevole utilizzo di testi e immagini in tutti i settori") si prevede uno stanziamento iniziale di un centinaio di milioni di euro.
    Cento milioni di euro? Cento milioni, sì. Stanca vuole portare l'Italia "al livello dei maggiori Paesi europei che hanno implementato la promozione su internet del prodotto turistico nazionale". Un anno dopo, comunque, lo stanziamento globale è limata a 90 milioni di euro. Nel tempo scenderà a 45 milioni. Poi lieviterà a 58. Si chiamerà Italia. it, il mega portale italiano. La gara di appalto se la aggiudica Ibm.
    Azienda che non ha bisogno di presentazioni: 335 mila dipendenti e un fatturato che nel 2006 ha sfiorato il tetto dei 90 miliardi di dollari. Certo, la biografia di Stanca esibisce trent'anni e più di onorata carriera proprio in Ibm, di cui metà da dirigente: esordisce nel 1068, poco più che ragazzo, e ne esce solo nel 2001, quando risponde alla prima chiamata di Berlusconi. E' praticamente un rapporto filiale quello che lega Stanca all'azienda. Conflitto d'interessi? A Stanca non sembra, nemmeno a Berlusconi, e nemmeno all'opposizione per la verità.

    Il portale Italia.it diviene con gli anni il portale dei desideri. Dovrebbe essere un mostro di efficienza: non riuscirà a vedere mai la luce. Un rapido ripasso di geografica, roba da terza elementare, impone da subito di comunicare ai costruttori del sito che Sanremo si affaccia sul mare, le Marche pure hanno il mare, il Monte Rosa non è in Lombardia, e il grande compositore si chiama Gioacchino Rossini, non Gioacchino Fellini. In rete iniziano gli sberleffi, le ironie, le battute salaci.

    Intoppo dopo intoppo, euro dopo euro, il portale inizia la sua lenta agonia. Stanca lascia, arriva Rutelli. Il nuovo governo non solo chiude il rapporto con Ibm ma sanziona la multinazionale con penali "che hanno raggiunto il 20 per cento dell'importo contrattuale".
    Nulla da fare però. Anche Rutelli si brucerà le dita. Italia. it, dopo qualche milione di euro speso e sprecato, viene impacchettato, chiuso e spedito alla Corte dei Conti.

    E Stanca ("nonno Stanca" lo chiamano adesso sul web) ha pure il tempo di prendersi la rivincita. A chi gli chiede di Italia. it risponde: "Una vera schifezza!".
    non+autenticato
  • Qui si può solo piangere, e alla fine non si piange neanche più.
    Qui si può solo perdere, e alla fine non si perde neanche più.

    Popolo itallianno... facciamo ridere.
    non+autenticato
  • ""Se fosse per me venderei i canali Rai, ovviamente a tre editori diversi per una vera concorrenza e obbligherei mediaset a fare altrettanto in modo da garantire un vero pluralismo""

    Per la vendita di una ditta pubblica, mi pare normale, ci sono già state altre privatizzazione.

    Ma obbligare una ditta privata a vendere le sue attività, sbaglio o è ilegale?
    Cosa direste se fra 2 anni obbligherebbe tutte le ditte a vendere una delle loro componenti?
    Se lo per per Mediaset può farlo per tutti.

    E Sky?
    E' proprio vero, in periodo elettorale le sparano di tutti i colori.
    Ho appena sentito il Cavaliere Nazionale dire che è fisicamente impossibile per lui perdere.

    Ma l'eterna giovinezza chi sarà il primo a prometterla?
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