venerdì 11 aprile 2008

Speciale Elezioni/ Canone RAI e blogging

Grillini: il canone va abolito. Di Pietro: non si possono tassare i personal computer. Gasparri: chi apre un blog sia identificabile, e identifichi chi vi posta commenti

Speciale Elezioni/ Canone RAI e bloggingSecondo il World Economic Forum quando si viene alla libertà di stampa l'Italia è 66esima, tra la Repubblica Dominicana e il Nepal. Una classificazione che evidenzia quanto ancora sia remoto per uno dei paesi fondatori dell'Unione Europea poter aspirare ad una democrazia reale. Una questione che echeggia anche in Rete, più volte al centro di provvedimenti di governi di ogni colore che sono stati accolti con estrema perplessità da chi si occupa di Internet. Per questo Speciale Punto Informatico ha quindi chiesto via email a tutti i partiti un'opinione su alcuni dei temi che più spesso affiorano nella cronaca politica quando si parla di stampa, blogging e diffamazione.

Punto Informatico: Le norme sulla Stampa reggono l'impatto con le nuove tecnologie? Sulla diffamazione online: il blogger va considerato alla stregua del direttore responsabile del proprio blog?

Antonio Di Pietro
Il blogger non può e non deve essere equiparato a un direttore di testata ai sensi della norma sulla Stampa. Lo stesso reato di diffamazione va rivisto, è purtroppo diventato uno strumento per chiudere la bocca alla voci libere.
Maurizio Gasparri (esponente PDL, già ministro delle Comunicazioni)
Credo che non sia giusto applicare le norme sulla stampa ai blog, anche perché sarebbe difficile gestirne la registrazione, alla luce di come questo fenomeno sta crescendo.
È opportuno che chi apre dei blog, sia identificabile e richieda l'identificazione delle persone che partecipano al blog con commenti. Questo perché possano essere applicate le normative che vengono utilizzate al di fuori dell'editoria, così come si risolvono le controversie per la diffamazione, non a mezzo stampa.

Franco Grillini
Ognuno è sempre responsabile di quello che dice, ma assimilare un Blog ad un quotidiano è una stranezza che può avvenire solo in Italia.
Far crescere lo spirito di autocritica, la consapevolezza e la partecipazione politica attiva sono tutti argomenti pregevoli in bocca a molti, ma poi con leggi di questo genere come si può pretendere che le persone si assumano gli oneri di tali attività?
Senza arrivare al totale liberismo americano, il quale ti permette di descrivere minuziosamente come costruire una bomba h, forse ci vorrebbe un pochino più di libertà di stampa, in questo paese dove, almeno sui mezzi broadcast, tanto spazio per chi la pensa diversamente non c'è.
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