Marco Calamari

Cassandra Crossing/ Anonimato e reti sociali

di Marco Calamari - Usciranno dalle catacombe e saranno un'armata di identità virtuali multiple, di nick multiforma senzavolto. L'anonimato duro e puro sarà sostituito dai suoi figli. Il futuro ci attende, uno ad uno

Roma - Come i miei 8 lettori avranno probabilmente notato, l'impatto delle Reti Sociali sulla privacy è un argomento di attualità, tanto da - pubblicità - essere stato scelto quale tema guida dell'edizione 2008 di e-privacy, che si terrà il 9 e 10 maggio a Firenze. In questa sede esperti nel campo legale e tecnologico porteranno la loro esperienza, la loro conoscenza e le loro opinioni a riguardo.

Essendo contemporaneamente una Cassandra ed un "estremista" della privacy, ho cercato di guardare un po' più lontano dell'immediato e nella direzione che mi è più congeniale, e seguendo alcune discussioni in Rete ho constatato che certe ardite previsioni sulle Reti Sociali sono condivise da alcuni esperti di "Social Networking" d'oltreoceano. Se queste previsioni sono corrette, cio' potrebbe stranamente avere conseguenze interessanti, ed in una certa misura positive, sul tema della privacy e dell'anonimato in Rete.

Oracoliamo.
Le Reti Sociali come fenomeno e tecnologie sono un terreno nuovo in attesa di quella che viene definita una killer application. Infatti malgrado il pigolare, i messaggini di testo e il costruirsi reti di contatti abbia una utilità e certamente un notevole successo, la comunicazione tramite reti sociali costituisce ancora una "sovrastruttura" secondaria della Rete, in bilico tra passatempo e socializzazione.
Non dobbiamo pero' dimenticare che i dispositivi mobili di comunicazione (cellulari ma non solo) e le relative reti di comunicazione pervasive sono ormai nelle tasche di molti consumatori, e la loro diffusione cresce a ritmi sorprendenti.
Le possibilità offerte dell'interazione in tempo reale tra reti di persone tramite dispositivi mobili sono difficilmente calcolabili, certo molto superiori a quelle utilizzate da Twitter e similia. Nel frattempo, pero', molti navigatori si stanno "abituando" a pubblicare una quantità impressionante e senza precedenti di informazioni personali in un'orgia di buona volontà, amicizia, socialità, etc. etc.

Non si tratta di semplice infosmog involontario, ma della pubblicazione, fortemente voluta e perseguita anche se talvolta coatta di bookmark, foto, inclinazioni personali, localizzazione fisica, stati d'animo, contatti ed amicizie, attività e programmi. Tutto insomma.

In un futuro vicino i dispositivi mobili, la georeferenziazione, le interazioni in tempo reale saranno utilizzate in continuazione anche in automatico da una killer application che ancora non sappiamo, ma che avrà la stessa importanza che il primo foglio elettronico ebbe per contabili, economisti e manager.
Tutti diffonderanno abitualmente la maggior parte dei loro dati personali, ben oltre quello a cui siamo abituati a pensare.

Ma vivendo sotto l'occhio permanente di un Grande Fratello "distribuito", probabilmente anche la gestione della propria privacy diventerà più che una moda una necessità evidente alla maggior parte delle persone.
Qualcosa figlio delle tecnologie attuali come Tor e Freenet si diffonderà nella Rete e diventerà un'abitudine, una necessità per poter conservare una parte di intimità e riservatezza divenuta ormai preziosa e da ricercare, un po' come la reputazione nelle comunità sociali.

Ma l'anonimato puro non sarà una risposta sufficientemente sofisticata; compiendo un passo in avanti diverrà necessaria la gestione di identità virtuali multiple; pseudonimi non direttamente riconducibili a chi li utilizza saranno il passo successivo reso necessario dalla complessità di relazioni che le reti sociali tecnologicamente abilitate renderanno possibili tra persona e persona, tra persona e gruppo, tra persona ed entità impersonali, naturali o sintetiche che siano.

Se questa previsione è azzeccata, anche le tecnologie per l'anonimato, o meglio le loro figlie, usciranno dalle catacombe in cui si trovano adesso per diventare anche loro mainstream.
No, non sono in crisi mistica e neppure ho assunto sostanze psicotrope tagliate male. Pero' chissà, qualcosa del genere potrebbe essere a pochi anni di distanza nel nostro futuro.

Marco Calamari

Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo
33 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Anonimato e reti sociali
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  • Qualcuno potrebbe darmi una mano con le impostazioni del file torrc del programma Tor?



    Cosa regolano queste impostazioni? E come usarle a mio vantaggio? Ad esempio se volessi evitare certe aree geografiche che potrei (anche a torto) ritenere dannose per la mia navigazione?

    ExitNodes aaa1, aaa2, bbb3
    StrictExitNodes 1 (e con 2,3,4 che imposto?)

    EntryNodes
    StrictEntryNodes
    non+autenticato
  • sig. calamari,

    ho apprezzato questo suo articolo (cosa che peraltro avviene sempre, vista la qualità dei suoi scritti) e vi ho intuito, fra le righe, un certo ottimismo "visionario" (parola che uso senza alcuna connotazione negativa) basato su potenzialità intrinseche della rete da un lato e, dall'altro, sulle capacità di "auto-difesa" e "ribellione" degli esseri umani privati, in un futuro già presente, della loro stessa identità, della personalità, della ... libertà...

    mi auguro che le sue doti di cassandra e di aruspice siano davvero reali e che siano davvero notevoli...

    purtroppo, soprattutto per quanto riguarda il "lato umano" della questione, proprio non riesco ad essere ottimista...
    neanche un po'...

    grazie
    saluti
    non+autenticato
  • Marco! (voglio darti del tu)

    le nuove generazioni (Y e Millennials) ci si sono formate dentro, la virtualità della vita, il tuo avatar, fanno parte di noi da quando abbiamo cominciato a ragionare.

    trovi la foto alla festa dell'altra sera postata dal tuo peggior nemico su fotolog che ti impiccia con la ragazza che a lui piace tanto con naturalezza (tanto per fare un esempio stupido).

    la consapevolezza della trasparenza del nostro avatar di fronte alla tecnologia, che sia la foto rubata col cell o le emozioni che esprimi postando chissà cosa chissà con chissà quale-pseudonimo-in-cui-riveli-tutto te-stesso ma sempre con il tuo cazzo di ip dinamico cresce così come il senso civico.
    dipende dall'educazione.
    non+autenticato
  • di sapere che farà Calamari tra due mesi
  • ancora adesso purtroppo si sente di chi non capisce l'utilita' di avere delle identita' diverse in reteDeluso

    eppure anche nella vita reale molti sono presenti con "identita'" diverse: non intendo che sono agenti segreti o schizofrenici (non tutti almenoA bocca aperta ), ma anche noi tendiamo a presentare aspetti diversi della nostra personalita' in diversi ambienti e di fronte a persone diverse... magari c'e' chi e' un serissimo contabile al lavoro e la sera fa il comico, chi con la moglie e' serio e compassato e magari con gli amici si rilassa in altro modo...

    forse non e' il modo piu' "onesto" di vivere, ma a volte puo' essere il piu' sano...
    in rete invece si ha una visibilita' diversa, siamo in un ambiente diverso a cui forse ci dovremmo abituare (come novelli sub o come piguini all'equatore?), ma vogliamo ristabilire lo stesso livello di esposizione pubblica che abbiamo nella realta', e quindi ci servono diverse identita'


    questo anche senza dover ricorrere a casi piu' estremi di anonimato vero e proprio

    gestire diverse identita' significa non volerle ricondurre a una unica, ma le diverse possono (eventualmente) ricondurre a quella reale (per vie traverse)
    desiderare l'anonimato significa che non si vuole che si possa in alcun modo ricondurre la/le identita' in rete a quella "reale" (entrambi sono reali.. ma mi sono spiegato!)


    sono andato OT, ma... condivido l'augurioOcchiolino
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    Modificato dall' autore il 11 aprile 2008 16.13
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