Alfonso Maruccia

Microsoft: non si venda la privacy alla pubblicità

A Redmond si dicono preoccupati per l'uso indiscriminato dei dati degli utenti quando si tratta di advertising online. Qualcuno in rete ne abusa, avvertono

Roma - Microsoft intende dare battaglia a Google su tutti i fronti, ricorrendo anche all'Autorità locale che sta lavorando sulle nuove tutele per gli utenti online. Utenti che - tuona Microsoft - vedono i loro dati abusati per fini commerciali, una situazione intollerabile che deve finire.

L'Authority, la Federal Trade Commission è orientata a lasciare che il mercato e le società di advertising si regolamentino da sé ma a questo proposito ha ricevuto ricevuto i pareri di diversi protagonisti di settore, Microsoft inclusa. La proposta di quest'ultima introduce l'idea di un sistema di protezione a strati per le informazioni sensibili, con misure restrittive maggiori in proporzione all'aumento del rischio per la privacy dei consumatori.

"Stiamo sostenendo le proposte di FTC ma riteniamo che la privacy sia importante per i consumatori" ha dichiarato il direttore del reparto consumer di Microsoft Frank Torres, sottolineando come la società non si opponga, anzi incoraggi, l'idea di "andare oltre" la semplice autoregolamentazione.
Secondo l'azienda è opportuno che le società responsabili nella gestione di database di informazioni sugli utenti a scopi pubblicitari mettano in bella mostra sulla homepage la policy aziendale riguardo la privacy, implementino procedure di sicurezza adeguate e mantengano tali database solo per un tempo ragionevole a far fruttare il proprio business.

Così come dovrebbero aumentare le restrizioni, sempre secondo la proposta di Microsoft, nell'utilizzo dei dati da parte dei siti terzi che li abbiano ricevuti dalla società a cui inizialmente essi sono stati forniti (es. Google). In questo caso l'utente dovrebbe ricevere notizia del passaggio di mano delle informazioni, e le stesse società terze dovrebbero richiedere il permesso esplicito per trafficare con informazioni in grado di identificare tratti della persona come lo stato di salute, i comportamenti sessuali o le credenze religiose.

La privacy dei netizen sta dunque a cuore a Microsoft e di certo misure di questo tipo gioverebbero non solo al diritto alla riservatezza ma contestualmente anche alla battaglia di Microsoft contro Google nel settore dell'advertising. Google stessa non ha mancato di far pervenire le proprie idee sull'argomento alla FTC: supporta misure restrittive, ma assai meno di quelle proposte da Microsoft, e sostiene il principio dell'autoregolamentazione.

A non essere d'accordo con entrambe sono però i consumatori e le associazioni non profit che si battono per la salvaguardia dei loro diritti. "Per dirla semplicemente, c'è una fondamentale divergenza tra le tecnologie di tracciamento e di targeting e l'abilità dei consumatori di esercitare un giudizio informato e il controllo sui propri dati personali", sentenzia Consumer Federation of America nelle proprie considerazioni a FTC, sottolineando come sia ormai chiaro, dopo sette anni di autoregolamentazione del business dell'advertising, che "né le organizzazioni volontarie, né l'approccio delle singole società stiano funzionando. Solo se i consumatori sono fortemente interessati, estremamente istruiti, bene informati e molti abili possono negoziare con l'opaco, inconsistente pantano delle procedure di opt-out".

Alfonso Maruccia
9 Commenti alla Notizia Microsoft: non si venda la privacy alla pubblicità
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  • Redazione perché avete tolto il mio commento? Mamma sponsor non gradiva? è cambiato il governo e quindi ricominciamo con la censura?

    la mia non era una calunnia ma solo una constatazione, un dato di fatto, ...dato che la Microsoft non può parlare di "privacy a rischio" senza apparire quantomeno ridicola visti i suoi "precedenti".

    Ripeto il mio commento (ammorbidito):

    la Microsoft ha la faccia come un mulo.

    Fan LinuxFan Apple
    non+autenticato
  • Tutte le affermazioni di Micro$oft vanno interpretate al contrario:

    quando dice che in azienda tutto va bene, bisogna leggere che qualcosa non va;

    quando dice di non adottare alcuno standard perché il mercato è confuso, bisogna adottarne uno prima che arrivi lei a catturarvi i documenti col suo ooxml farlocco;

    quando dice che in Windows non ci sono backdoor, bisogna pararsi il culo di brutto perché è un colabrodo...

    E quando dice che lei difende la privacy... Beh... Ahahhahahaha
    non+autenticato
  • Wow, che uomo di scienza. DI certo la MS ion confornto a Google ha lo 0.01 dei dati personali. Quindi tutto il restoi è fuffa, i dati della maggior parte degli utenti di Internet, sono custoditi da Google. E'scontato che MS si vuole scontrare con Google , però il pretesto mi pare giusto, e soprattutto a vantaggio dei consumatori
    - Scritto da: iRoby
    > Tutte le affermazioni di Micro$oft vanno
    > interpretate al
    > contrario:
    >
    > quando dice che in azienda tutto va bene, bisogna
    > leggere che qualcosa non
    > va;
    >
    > quando dice di non adottare alcuno standard
    > perché il mercato è confuso, bisogna adottarne
    > uno prima che arrivi lei a catturarvi i documenti
    > col suo ooxml
    > farlocco;
    >
    > quando dice che in Windows non ci sono backdoor,
    > bisogna pararsi il culo di brutto perché è un
    > colabrodo...
    >
    > E quando dice che lei difende la privacy...
    > Beh...
    > Ahahhahahaha
    non+autenticato
  • Google si è scagliata contro MS solo perchè ha paura che acquisendo Yahoo è sicura che le farà il c**o. E giusto che anche MS attacchi il monopolio incontrastato di Google. Non certo litigano per ideali, litigano per business, per ricchezza.
    non+autenticato
  • non vedo come si possa parlare di "giusto" o "sbagliato"... è solo una lotta fra due aziende, ognuna cerca di tirare acqua al suo mulino e nel contempo di rompere le pa(l)le al mulino dell'altro.
    non+autenticato
  • ...per MS e altri ipocriti, facce di Q e sepolcri imbiancati, le parole del barbetta sono sempre attuali (e inascoltate).
    non+autenticato
  • ... attacca il grande fratello Google?

    Io credo piu' la seconda, e per attaccarlo colpisce nel suo punto debole, la privacy violata a servizio della pubblicita'.

    Ma microsoft si lamenta di queste cose solo perche' non sa piu' che altro inventarsi per contrastare google... che è ormai ad un passo avanti... ma prima o poi entrambe queste multinazionali cederanno e sara' il momento in cui l'open source vantera' miliardi di righe di codice valido, gratuito, libero, ...

    il sapere umano appartiene al mondo
    non+autenticato
  • - Scritto da: necosi
    > ma prima o poi entrambe queste
    > multinazionali cederanno e sara' il momento in
    > cui l'open source vantera' miliardi di righe di
    > codice valido, gratuito, libero,
    > ...
    >
    > il sapere umano appartiene al mondo

    Cosa c'entra l'open source con la privacy?
    Ma soprattutto che cavolo c'azzecca il sapere umano?

    Tanti concetti ma molto confusi oserei dire.
    non+autenticato
  • - Scritto da: necosi
    > ... attacca il grande fratello Google?
    >
    > Io credo piu' la seconda, e per attaccarlo
    > colpisce nel suo punto debole, la privacy violata
    > a servizio della
    > pubblicita'.
    >
    > Ma microsoft si lamenta di queste cose solo
    > perche' non sa piu' che altro inventarsi per
    > contrastare google... che è ormai ad un passo
    > avanti... ma prima o poi entrambe queste
    > multinazionali cederanno e sara' il momento in
    > cui l'open source vantera' miliardi di righe di
    > codice valido, gratuito, libero,
    > ...
    >
    > il sapere umano appartiene al mondo


    ...E LA VERITAì VI RENDERA' LIBERI!!!... E NON CI SONO PIU LE MEZZE STAGIONI

    Spero che tu non sia ancora in età da voto sennò chissà cos'hai combinato dentro la cabina.
    non+autenticato