Gaia Bottà

Gli USA si sfameranno di talenti esteri

Estesi i termini di soggiorno per gli IT stranieri: si laureano negli USA e poi possono rimanerci. Per l'industria una boccata di ossigeno

Roma - Gli States hanno un impellente bisogno di manodopera specializzata nell'IT, l'industria reclama la possibilità di reclutare i migliori specialisti del mondo per mantenere una posizione competitiva. L'industria chiama e il Dipartimento della Homeland Security risponde: sono stati rimossi alcuni degli ostacoli che impediscono al settore IT statunitense di calamitare i talenti stranieri sfornati dalle università USA.

Sono passati pochi giorni da quando Bill Gates si era rivolto al Congresso per chiedere che il legislatore agevolasse l'industria IT, affamata di talenti stranieri. Gates dubitava della capacità dell'industria USA di potersi reggere con le proprie forze ed era tornato a chiedere che si allentassero i vincoli imposti alle migrazioni di forza lavoro. Gli specialisti IT americani non sono in grado di soddisfare il fabbisogno delle aziende locali, spiegava Gates: per questo motivo sarebbe stato necessario consentire al settore IT di reclutare personale qualificato straniero. Qualora le policy sull'immigrazione non si fossero allentate, le aziende USA sarebbero state costrette all'outsourcing.

Nei giorni scorsi, il DHS si è espresso in una decisione di fondamentale importanza per l'industria IT degli States: una volta laureati, i giovani stranieri che alimentano la forza lavoro specializzata degli Stati Uniti potranno rimanere sul suolo USA per 29 mesi, a fronte dei 12 mesi previsti in precedenza.
Durante questo periodo, non sarà loro richiesto il visto per lavoratori stranieri, documento che viene rilasciato in quantità limitate rispetto alle esigenze dell'industria IT locale: i neolaureati in materie scientifiche o matematiche, gli ingegneri, coloro che hanno seguito percorsi formativi improntati alla tecnologia che siano stati assunti nel quadro di un programma di formazione da determinate aziende USA potranno continuare a lavorare presso le aziende che li hanno assunti fino allo scadere della nuova soglia di 29 mesi. Nel contempo, nella speranza che il legislatore adegui le leggi che regolano i flussi di manodopera specializzata, le aziende che li hanno impiegati avranno maggiori possibilità di richiedere per loro i visti per lavoratori stranieri, per assumerli in maniera stabile.

È stata una misura di emergenza, quella approvata dal DHS: lo ha confermato Michael Chertoff, a capo della Homeland Security, convinto che l'estensione dei termini di permanenza dei neolaureati sia uno strumento indispensabile per "garantire alle aziende statunitensi un vantaggio competitivo nell'economia globale", un vantaggio competitivo che Microsoft e Cisco ritenevano stesse sfuggendo loro.

A fronte dei critici che sostengono che la misura adottata dal DHS sia uno strumento concesso alle aziende USA per contare su manodopera specializzata da assumere a basso costo, Microsoft ha accolto con favore il provvedimento: "Le aziende americane potranno continuare ad assumere molti dei più brillanti studenti formati nelle università degli States", ha spiegato il dirigente Microsoft Jack Krumholtz, potranno continuare ad accaparrarsi forza lavoro specializzata che, dicono, langue fra gli studenti locali.

Gaia Bottà
23 Commenti alla Notizia Gli USA si sfameranno di talenti esteri
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  • Per studiare negli USA? Avete qualche risorsa da cui attingere informazioni? Il sito di qualche università? E i costi del povero studente italiano che va a fare un corso universitario negli USA?

    grazie
    non+autenticato
  • cmq studiare in usa costa 10 volte di piu che in italia, pero' quando esci i soldi li rifai, ole!
  • Giusto per chiarire un punto poco chiaro dell'articolo.

    A quanto ne so io, questi famosi 29 mesi (che prima erano 12) di permesso di lavoro vengono concessi solo agli stranieri che hanno conseguito un titolo di studio NEGLI STATI UNITI.
    non+autenticato
  • Ed in più confondono il titolo di studio con le capacità intellettuali... (perchè è di queste che hanno bisogno).
    non+autenticato
  • beh, sì... e anche l'articolo lo dice

    ---
    una volta laureati, i giovani stranieri che alimentano la forza lavoro specializzata degli Stati Uniti potranno rimanere sul suolo USA per 29 mesi, a fronte dei 12 mesi previsti in precedenza
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    indipendentemente da dove sia stato conseguito il titolo di studio, per lavorare in america si può richiedere un visto H-1 (ammesso che si trovi un'azienda che vuole sponsorizzare il visto) dalla durata massima di 6 anni, quindi in quel caso il termine di 29 mesi è già abbondantemente superato.
  • "indipendentemente da dove sia stato conseguito il titolo di studio, per lavorare in america si può richiedere un visto H-1 (ammesso che si trovi un'azienda che vuole sponsorizzare il visto)"

    è proprio questo il problemaCon la lingua fuori Soprattutto se sei neolaureato (all'estero) te lo scordi di trovare un'azienda disposta a perdere tempo e denaro in burocrazia.
    non+autenticato
  • beh, certo che se da neolaureato uno manda il CV all'IBM lo spernacchiano...

    una buona idea è fare una internship estiva (un periodo intorno ai 3/4 mesi, sottopagati per gli standard USA) presso una azienda abbastanza grande. una volta che ti trovi là puoi:

    1- stupire chi ti ha dato l'internship con effetti speciali, in modo da farti assumere

    2- fare CV e colloqui a tutto spiano

    la mia impressione è che sia molto più semplice trovare lavoro in USA che in Italia, soprattutto se non si hanno spinte.
  • ... di manodopera specializzata nell'IT a basso costo, anche meno...A bocca aperta
    non+autenticato
  • Già, mica come in Italia che la manodopera specializzata la strapagano, vero? Poveri americani, ma perché mai non vengono in Italia a lavorare?
  • Da quello che sento da persone che lavorano negli US
    le retribuzioni per lavori specializzati (come IT o comunque campo scientifico) sono mediamente alte (rispetto ovviamente al loro costo della vita)

    Certo con il cambio dollaro euro attuale, non saranno altissime convertite in euro
  • - Scritto da: Simone_82
    > Da quello che sento da persone che lavorano negli
    > US
    > le retribuzioni per lavori specializzati (come IT
    > o comunque campo scientifico) sono mediamente
    > alte (rispetto ovviamente al loro costo della
    > vita)
    >
    > Certo con il cambio dollaro euro attuale, non
    > saranno altissime convertite in
    > euro

    Convertite in Euro non sono alte, ma a parte alcuni casi di affitti nelle grandi citta' (New York fra tutte) la vita costa meno che in Italia (e non convertendo in Euro, parlo proprio di costo della vita rapportato agli stipendi). Benzina, film, vestiti, CD, etc, li trovi tutti a prezzi piu' bassi (nel caso di film e CD, molto ma MOLTO piu' bassi). L'unica pecca e' il cibo.
    non+autenticato
  • si certo, concordo pienamente,
    non concordo con quanti sopra sostenevano che gli usa cercavano "schiavi"Occhiolino
  • loro prendono immigrati ingegneri, programmatori, ricercatori
    noi lavavetri, muratori e colf

    fortuna che con le elezioni le cose cambieranno.....
    in peggio, chiunque vinca
    non+autenticato
  • occhio...così rischi di generalizzare..te non hai una idea di quanti laureati ci siano tra quei muratori, colf, ecc...
    non+autenticato
  • - Scritto da: test
    > occhio...così rischi di generalizzare..te non hai
    > una idea di quanti laureati ci siano tra quei
    > muratori, colf,
    > ecc...
    mi correggo, vengono messi a fare i muratori, colf e lavavetri.
    non+autenticato
  • aggiungerei anche che con la loro esperienza di professionista poi molti di sti immigrati rubano che è un piacere

    mettetevi nei loro panni
    devono costrire casa nei loro paesi
    hanno bisogno di soldi durante il loro soggiorno nel paese del bengodi (il più amato dai stranieri)
  • - Scritto da: Anonimo
    > loro prendono immigrati ingegneri, programmatori,
    > ricercatori
    > noi lavavetri, muratori e colf

    Correggere: l'Italia fa entrare laureati, ingegneri, programmatori, intellettuali, ma siccome hanno le pelle scura e non parlano bene italiano li riduce a fare i kebabbari, i muratori, i fruttivendoli...

    In media gli immigrati in Italia hanno una cultura superiore agli italiani (non che ci voglia molto...), specie quelli dai paesi asiatici, dove l'istruzione, anche nei cosiddetti paesi "poveri" (Bangladesh ad es.) viene comunque presa molto sul serio...

    In Italia, per essere preso sul serio, invece, devi avere il SUV e il cellulo più figo della compa.
    Povera Italia...
    non+autenticato
  • Nooo...aspetta aspetta...

    A breve faremo entrare "intellettuali" come li chiami tu dopodichè gli compreremo un SUV una villetta con giardino e magari depositeremo sul loro conto 100000 euro per le prime spese...

    Ma svegliati !!!

    Tu cosa credi..di andare all'estero e di avere tutte le porte aperte magari con il tappeto rosso dove cammini ?

    E poi...dov'è la cultura mediamente superiore di cui parli ??
    Le tue sono solo chiacchiere...Si devono portare dei dati oggettivi sugli argomenti e
    non argomenti da campagna elettorale...

    In Italia gli extra comunitari sono trattati meglio degli Italiani...

    L'istruzione viene presa molto sul serio nei paesi asiatici ?

    Viene tutto imposto...e quindi hai poca scelta su ciò che ti piace fare. Lo devi fare e basta..senza se e ma. La realtà cinese, che io conosco personalmente, è questa.
    Oltretutto...non accetto che vengano decantate le terre che fanno della riproduzione illegale del lavoro altrui il loro cavallo di battaglia...
    Quindi...non sputiamo sempre nel piatto in cui mangiamo.
    Impariamo a difendere la nostra patria !!!
    non+autenticato
  • Sulla cina sono d'accordo.
    Se gia pensi all'India ti sbagli di grosso.
    Oggi giorno vi sono indiani in quasi tutti i migliori gruppi di ricerca mondiali in campo scientifico.
  • Questo lo so...Il problema è che si dovrebbe generalizzare un pò meno.
    Ciò che hai scritto tu è preciso e ha una collocazione sensata, tra pochi anni forse dovremo temere più l'India della Cina.

    Ciò che è stato scritto sopra, ovvero, " specie quelli dai paesi asiatici, dove l'istruzione, anche nei cosiddetti paesi "poveri" (Bangladesh ad es.) viene comunque presa molto sul serio..." è molto vago e fa apparire gli Immigrati o stranieri che dir si voglia dei geni..o similari mentre gli italiani come un popolo di ignoranti...

    Non lo accetto come non dovrebbe accettarlo chiunque si consideri Italiano.
    non+autenticato
  • Certo non siamo un popolo di ignoranti, anche
    se sul livello medio di cultura (e non necessariamente legata
    ad un titolo di studio) sono sempre più scettico.

    Il problema è la adattabilità.
    Premessa: non sto dicendo che noi sbagliamo.

    La maggior parte degli indiani arriva da una vita molto meno confortevole della nostra, sono quindi disposti in primis a muoversi per il mondo per poter lavorare. Cosa che la maggior parte degli italiani non fa.
    Sono disposti a farsi il mazzo nel lavoro di +, perchè ovviamente non sanno in media cosa siano i diritti dei lavoratori (almeno non lo sanno cosi come li concepiamo noi.. anche qui si potrebbe aprire un dibattito molto lungo). Sono molto piùà produttivi sul lavoro perchè sono meno abituati a distrarsi.
    Di contro, sono troppo specializzati e non si adattano moltissimo ai cambiamenti (quanto meno rispetto a noi).
  • > Tu cosa credi..di andare all'estero e di avere
    > tutte le porte aperte magari con il tappeto rosso
    > dove cammini
    > ?

    Io lo so che all'estero devi darti da fare, ma se frequenti un po' i forum di PI avrai notato quante volte scrivono emigrati che invitano gli altri frequentatori ad andarsene da qui perchè dove stanno adesso vivono meglio. Scusate ma così mi state confondendo le idee e non credo di essere solo io ad averle confuse!Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Tsukishiro Yukito
    > - Scritto da: Anonimo
    > > loro prendono immigrati ingegneri,
    > programmatori,
    > > ricercatori
    > > noi lavavetri, muratori e colf
    >
    > Correggere: l'Italia fa entrare laureati,
    > ingegneri, programmatori, intellettuali, ma
    > siccome hanno le pelle scura e non parlano bene
    > italiano li riduce a fare i kebabbari, i
    > muratori, i
    > fruttivendoli...
    >
    > In media gli immigrati in Italia hanno una
    > cultura superiore agli italiani (non che ci
    > voglia molto...), specie quelli dai paesi
    > asiatici, dove l'istruzione, anche nei cosiddetti
    > paesi "poveri" (Bangladesh ad es.) viene comunque
    > presa molto sul
    > serio...

    noi italiani abbiamo tre grandi flussi di immigrazione,
    dall’africa, dall’est europa e dall’asia

    solo nel caso dell’est europa si trasferiscono da noi le persone che hanno una istruzione avanzata.
    Di solito invece quelli che vengono dall’africa (in particolare dal magreb) sono quelli emarginati dalla società.
    Quelli che vengono dall’africa centrale/del sud vengono da paesi in guerra
    Quelli che vengono dall’asia sono anch’essi gli emarginati dalle loro società.

    Lungi da me sostenere cose del tipo “mandano solo i peggiori” o chissà cosa ma di fatto è la tendenza, voglio dire infatti che non puoi confrontare il livello culturale che si vive in quei paesi con quello degli emigranti da quei paesi


    > In Italia, per essere preso sul serio, invece,
    > devi avere il SUV e il cellulo più figo della
    > compa.
    > Povera Italia...

    Ho un amico egiziano, entrambi abbiamo 23 anni, lui ha le palle da imprenditore, è capace e sveglio (+ di me), si è sempre vestito normalmente (jeans, camicia e maglia con cappuccio, come tutti i suoi coetanei italiani) per farsi prendere sul serio si è dovuto comprare il rolex d’oro, altrimenti non rientrava nel clichet dell’imprenditore arabo.

    Da quando invece gira con rolex d’oro vestito con il gessato e l’audi di fascia alta rientra pienamente nel clichet dell’imprenditore arabo quindi i suoi affari vanno meglio.
    non+autenticato