Luca Annunziata

Sorridi un po', vediamo quanto

Dal Giappone il misura-sorriso. Pronto per essere usato in medicina ed elettronica

Roma - Servirà a curare meglio i pazienti e a migliorare l'interazione tra uomo e macchina. Questo, secondo Yasushi Kawamoto, ricercatore che ha collaborato allo sviluppo del software, è lo scopo di quanto è stato creato nei laboratori dalla sua azienda. Uno strumento in grado di misurare l'intensità di un sorriso mediante l'analisi di una immagine, in tempo reale: pare che funzioni anche piuttosto bene.

L'hanno chiamato Okao Catch, letteralmente "acchiappa faccia", e per funzionare studia le curve del viso, l'inclinazione delle labbra e degli occhi: il computer elabora le rilevazioni, ottenute da una foto o da un video catturato in diretta, e assegna una percentuale di felicità alla persona esaminata. Per riuscirci i ricercatori dicono di aver messo assieme le informazioni raccolte dalle facce e dai sorrisi di "milioni di persone", riunendole in un database che funge da sorgente di controllo per il software.

Okao Catch è in grado di gestire più visi per volta: per esempio si potrebbe fargli osservare una platea per stabilire il gradimento del pubblico per un film o una rappresentazione teatrale. Ma per Kawamoto, l'obiettivo dell'invenzione è principalmente un altro: fornire ai medici uno strumento obiettivo per stabilire la condizione dei pazienti, così da accertare se la loro situazione psicologica rispecchi la prognosi clinica.
C'è anche un altro possibile impiego per un sistema di questo tipo: la robotica. Un automa che incorpori Okao Catch sarebbe in grado di valutare lo stato d'animo della controparte umana e di reagire di conseguenza se verificasse un atteggiamento di assenso o dissenso per quanto sta compiendo.

Non è la prima volta che la ricerca propone dei sistemi per misurare lo stato d'animo degli esseri umani. Se i ricercatori del MIT hanno preferito concentrarsi sulla noia con fini prettamente filantropici, altri ci hanno provato prima con i dipinti e poi con le ricerche di mercato. Da qualche tempo, poi, Sony ha immesso sul mercato delle fotocamere digitali dotate di Smile Shutter: selezionando l'apposita opzione, la macchina scatta solo quando il soggetto sorride all'obiettivo. Se poi sia un sorriso spontaneo o forzato, questo la fotocamera non lo dice.

Luca Annunziata
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