Sed Lex/ Il bollino SIAE? Non più un obbligo

di Daniele Minotti - Non è più obbligatorio apporre i contrassegni SIAE anche su supporti contenenti audiovisivi, banche dati e software (ivi compresi i videogiochi) né è più reato la mancata apposizione del contrassegno

Sed Lex/ Il bollino SIAE? Non più un obbligoRoma - Il contrassegno SIAE non è opponibile al privato. Quando è elemento costitutivo tipico di un reato non può esservi condanna.
La prima notizia non è dell'ultima ora ed è già conosciuta ai lettori di Punto Informatico; la seconda, invece, è la conclusione comune a tre recenti sentenze della Cassazione Penale (qui la più significativa, ma si veda anche la fondamentale n. 13816).

Atteso, però che la prima notizia è il logico e giuridico presupposto della seconda, è opportuno trattarle insieme, ripercorrendo l'intera vicenda, dalle origini alle conclusioni dei giorni scorsi.
Tutto ha inizio a Forlì-Cesena dove, a seguito di indagini svolte dalla Guardia di Finanza, la locale Procura ha citato a giudizio un imprenditore ritenendolo colpevole di aver predisposto per la commercializzazione supporti informatici privi del contrassegno SIAE richiesto dalla legge.
La contestazione riguardava, in particolare, l'art. 171-ter, comma 1, lett. c), l.d.a (oggi, dopo la riforma del 2000, divenuta lett. d).

Nel corso del procedimento, il difensore dell'imprenditore, l'avv. Andrea Sirotti Gaudenzi di Cesena, ha sottoposto al giudicante una questione pregiudiziale riguardante proprio un asserito contrasto con le norme dell'Unione Europea.
Il giudice, condividendo la rilevanza della questione ha, dunque, inviato alla Corte di Giustizia delle Comunità Europee che, dopo aver valutato le conclusioni dell'Avvocato Generale conformi alla posizione dell'imputato italiano, ha "bocciato" il bollino.
Quest'ultimo, infatti, essendo regola tecnica (al pari di certe etichettature alimentari che tutti conosciamo) introdotta in Italia dopo la Direttiva 83/98/CEE, doveva essere comunicato alla Commissione UE, pena l'inopponibilità al privato. Notificazione, come è noto, non effettuata dal nostro Paese.

L'obbligo di apporre il contrassegno SIAE è stato generalmente e definitivamente sancito nel 2000 (art. 181-bis l.d.a.), ma da qualche anno prima (1987) era già imposto almeno per i supporti audiovisivi (per il cartaceo vigeva, a certe condizioni, anche prima).

Sempre nel 2000 (con la l. 248/2000) il regime penale del software è stato, sostanzialmente, omologato a quello degli audiovisivi. Con quella riforma, anche in relazione ai supporti contenenti i programmi per elaboratore (anzi, in particolare per essi), il legislatore ha privilegiato il fattore formale (la presenza o meno del contrassegno) anziché quello sostanziale (la legittimità o meno della copia). Con il paradosso rappresentato proprio del caso cesenate: l'imputato, infatti, deteneva sicuramente tutti i diritti relativi alle opere riprodotte ed aveva soltanto omesso la bollinatura.

Malgrado la diversa ed erronea opinione della SIAE (la quale ha vanamente affermato che la decisione europea riguardasse soltanto i supporti contenenti opere d'arte figurativa) le ricadute sul penale sono apparse subito inevitabili. Se alcuni (non tutti) reati previsti dalla legge sul diritto d'autore ruotano intorno al bollino SIAE (come elemento costitutivo e fondamentale) e questo è stato dichiarato inopponibile al privato, la norma si ritrova monca, impossibile da "rigenerare" mediante il riferimento ad altri elementi.

Puntualmente - pur riguardando, nella sentenza n. 13810, un caso non correlato al contrassegno - è arrivata l'autorevole opinione della Cassazione la quale ha osservato che "le fattispecie della l. 633/1941 che puniscono la immissione sul mercato di supporti privi del necessario contrassegno SIAE sono gli artt. 171 bis comma 1 e comma 2, l'art. 171 ter comma 1 lett. d (lett. c prima della novazione introdotta con la L.248/2000). Nel caso in cui la condotta contestata riguardi esclusivamente l'apposizione del marchio SIAE, la disapplicazione della norma nazionale, incompatibile con quella comunitaria, comporta davanti alla Corte Suprema l'annullamento senza rinvio della decisione impugnata".

Insomma: da un lato, già per effetto della decisione della Corte di Giustizia, non è più obbligatorio apporre i contrassegni SIAE anche su supporti contenenti audiovisivi, banche dati e software (ivi compresi i videogiochi), dall'altro non è più reato ("il fatto non sussiste", come precisato) la mancata apposizione del contrassegno SIAE. E, a mio avviso (ma come detto ancor prima dalla Cassazione che elenca alcune norme interessate), anche la detenzione di supporti non contrassegnati deve ritenersi non più sanzionabile penalmente quando l'illiceità della detenzione discenda soltanto dalla mancanza del bollino.

Il solito pasticcio all'italiana, verrebbe da dire, dove Stato e SIAE, nonostante la decisione di Lussemburgo e, comunque, le note regole che impongono determinati comportamenti agli Stati dell'Unione, continuano a cagionare un danno economico alla comunità e, come se non bastasse, a richiedere pervicacemente condanne penali pur in presenza di così macroscopici errori della Pubblica Amministrazione di cui il privato non è certo responsabile.

avv. Daniele Minotti
www.minotti.net
51 Commenti alla Notizia Sed Lex/ Il bollino SIAE? Non più un obbligo
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  • FIRMATE TUTTI, inoltrate via mail alla rubrica, diffondete, ecc.ecc.
    Se i governi di destra e sinistra non fanno niente, facciamogli capire noi che cosa vogliamo!!!

    http://www.petitiononline.com/siae/petition.html
    non+autenticato
  • Il sito della SIAE riporta questo:

    11-Apr. Sentenza della V Sezione Penale
    Tribunale di Palermo, contrassegno obbligatorio per gli audiovisivi
    Il Giudice Monocratico della V Sezione Penale del Tribunale di Palermo ha pronunciato lo scorso mese di gennaio una sentenza in ordine all’abusiva duplicazione e detenzione per la vendita all’interno di una videoteca sita in Palermo di un quantitativo seppur limitato di supporti DVD (sia film che Play Station) privi del contrassegno della SIAE. I due imputati, ammessi al rito speciale di cui all’art. 438 c.p.p., sono stati condannati il primo alla pena finale di mesi 5 e giorni 20 di reclusione ed euro 2.420 di multa, contestando allo stesso anche la recidiva e la continuazione, ed il secondo a mesi 3 ed euro 1.200 di multa e, concesse le attenuanti generiche, è stata disposta per lo stesso la sospensione condizionale della pena. Premesso che i fatti contestati risultano accertati nell’aprile 2005, quindi nel vigore delle novellazioni alla normativa previgente apportate sia dalla Legge n. 248/2000 che dal D.Lgs n. 68/2003, il Giudice, nell’affermare provato il concorso degli imputati nei reati previsti e puniti dall’art. 171/ter lettera a) e lettera d) delle legge n. 633/1941 e successive modificazioni, sottolinea che non assume nessuna rilevanza la pronunzia della Corte di Giustizia Europea prodotta dalla difesa, alla luce della quale veniva chiesta l’assoluzione dei propri assistiti perché il fatto non sussiste, in quanto i reati contestati agli imputati erano già previsti ben prima dell’entrata in vigore della Direttiva Comunitaria n. 189/83, mentre la sentenza prodotta in atti riguardava CD contenenti opere d’arte figurativa (nello specifico opere pittoriche di Schifano e De Chirico), nei cui confronti l’obbligo di apposizione del contrassegno SIAE è stato reso applicabile solo con il D. Lgs. n. 685/1994. Quindi solo per detto tipo di supporti il Giudice ha ritenuto applicabile l’obbligo di comunicazione, in forza della predetta Direttiva Europea, che invece non è da ritenere estensibile, per le ragioni suesposte, a CD o DVD contenenti brani musicali, film o giochi per Play Station, supporti per quali, pertanto, rimane obbligatoria l’apposizione del contrassegno della SIAE.
    non+autenticato
  • Ecco visto che ognuno tira acqua al proprio mulino ed alla fine, come al solito qui in itaglia, si finisce che ognuno fa come meglio crede finchè non lo pizzacano, la SIAE facciamola fuori una volta per tutte senza cercare backdoor legali, priorità o altre cose strane.
    non+autenticato
  • Effettivamente sembrerebbe in contrasto con quanto detto finora, ma chissà che non sia una mossa della SIAE, che ha sentito tutto questo rumore, soprattutto ora che gli stanno arrivando richieste di rimborso....

    Leggi qui
    http://www.minotti.net/2008/04/12/siae-ultima-cors.../
    non+autenticato
  • non è più obbligatorio apporre i contrassegni siae anche su supporti contenenti audiovisivi, banche dati e software (ivi compresi i videogiochi)

    non è più reato ("il fatto non sussiste", come precisato) la mancata apposizione del contrassegno siae

    la detenzione di supporti non contrassegnati deve ritenersi non più sanzionabile penalmente quando l'illiceità della detenzione discenda soltanto dalla mancanza del bollino.
    non+autenticato
  • ...da vera Repubblica delle Banane !!!

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    non+autenticato
  • Tra virgole, parentesi e trattini, anche l'avvocato che ha redatto l'articolo ha fatto molto per renderlo quasi incomprensibile.
  • Quoto in pieno....

    Credo che agli avvocati piace parlare così A bocca aperta A bocca aperta A bocca aperta
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