Luca Annunziata

UK, divieto di anonimato web per le imprese

Anche nel Regno Unito una legge contro le campagne pubblicitarie fantasma. Se si vuole comunicare con i consumatori, si dovrà farlo alla luce del sole. In Italia è già obbligatorio. Tutti i dettagli

Roma - Stop al viral marketing anonimo: niente più video postati su YouTube sotto mentite spoglie, niente più messaggi anonimi su forum e blog. Anche il Regno Unito sceglie la strada della trasparenza per le aziende online, e dal prossimo maggio - per effetto del Consumer Protection from Unfair Trading Regulations - tutti coloro che vorranno utilizzare Internet per fare pubblicità ai propri prodotti dovranno dichiarare con chiarezza chi sono e per conto di chi parlano.

Il fenomeno, conosciuto come buzz marketing o astroturfing, si basa su un concetto molto semplice e conosciuto dagli esperti di comunicazione: il consumatore, l'elettore, lo spettatore è più incline ad accettare un consiglio, un'indicazione di voto, un suggerimento offerto da un suo pari. Il parere di amici e conoscenti conta molto nelle scelte personali, e questo concetto in rete si amplia ai frequentatori di forum e blog.

Se un impiegato di una agenzia di comunicazione, o un dipendente di una azienda, si fa passare come un comune utente di una qualsiasi piattaforma, sarà per lui molto facile indirizzare quanti lo leggeranno verso opinioni più benevole su un prodotto o un marchio. Il rischio tuttavia è che, se venisse scoperto, tutto il lavoro in positivo per l'azienda si trasformi in un boomerang sul piano dell'immagine. E, come spiega il consulente di comunicazione e marketing aziendale Mafe de Baggis a Punto Informatico "se prima c'era un danno di immagine ora ci sarà anche un danno legale".
Celebri i casi Coca Cola, Sony e WallMart, costati alle rispettive aziende molte scuse e qualche retromarcia tardiva. Ma la cronaca d'oltreoceano riporta anche casi più recenti e attuali legati alla corsa per le primarie democratiche, e sono sorte vere e proprie organizzazioni di consumatori con l'unico obiettivo di svelare queste pratiche.

La nuova legge approvata dal Parlamento britannico altro non è che il recepimento della Direttiva 2005/29/CE emanata dalla Unione Europea in materia di pratiche commerciali scorrette. Una direttiva già inserita nell'ordinamento legislativo italiano lo scorso anno con il decreto legge 147/2007: anche nel Belpaese utilizzare Internet, o qualsiasi altro media, con fini promozionali ma senza rendere immediatamente identificabile l'autore delle dichiarazioni è un reato, punibile con sanzioni pecuniarie fino a 500mila euro.

Come spiegato dal Ministero dello Sviluppo Economico in una circolare, "il campo di applicazione della nuova disciplina non prevede più solo i messaggi di pubblicità ingannevole o di pubblicità comparativa illecita", bensì include "qualsiasi azione, omissione, condotta o dichiarazione, comunicazione commerciale ivi compresi la pubblicità e il marketing, posta in essere da un professionista, in relazione alla promozione, vendita o fornitura di un prodotto ai consumatori". Il problema sono le conseguenze di certi comportamenti: condizionare il cittadino "inducendolo ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso" è un reato, e come tale va trattato dentro e fuori la rete.

Alcune aziende, tuttavia, in passato hanno adottato queste tecniche: "La domanda da parte degli investitori c'è, anche se a volte è posta in modo ingenuo - spiega de Baggis - In molti casi le aziende pensano di non poter postare il proprio nome: in ogni caso, non si può andare in giro per i blog a dire comprate! come fosse normale". Questo tipo di regolamentazione è dunque la benvenuta: "Su internet devono valere le leggi che valgono per tutti gli altri media: se ti truffo online o se ti truffo in un negozio non fa differenza".

In questo caso, prosegue de Baggis, non si tratta del solito tentativo di arginare un comportamento tipico della rete ed estraneo alla vita reale: regolare questo tipo di attività "è una scelta assolutamente positiva, se lo si fa con cognizione di causa come in questo caso. Il problema sono le cattive leggi, non le leggi in sé". Le conseguenze di questa decisione non potranno che essere positive: "Ora sapremo cosa rispondere a chi ci chiede di fare spam sui blog: non si può, è vietato dalla legge".

Luca Annunziata
8 Commenti alla Notizia UK, divieto di anonimato web per le imprese
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  • mi pare una legge non in sintonia con il governo appena sceso in campo.
    sicuri che rimanga?
    non+autenticato
  • No.
    Probabilmente non ci sarà neppure più internet.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Babbio
    > mi pare una legge non in sintonia con il governo
    > appena sceso in
    > campo.
    > sicuri che rimanga?

    è una direttiva europea; certo, possiamo sempre decidere di uscire dall'EuropaTriste
  • - Scritto da: mafe
    > - Scritto da: Babbio
    > > mi pare una legge non in sintonia con il governo
    > > appena sceso in
    > > campo.
    > > sicuri che rimanga?
    >
    > è una direttiva europea; certo, possiamo sempre
    > decidere di uscire dall'Europa
    >Triste

    Non è neanche europea, e' una legge del Regno Unito.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Funz
    > - Scritto da: mafe
    > > - Scritto da: Babbio
    > > > mi pare una legge non in sintonia con il
    > governo
    > > > appena sceso in
    > > > campo.
    > > > sicuri che rimanga?
    > >
    > > è una direttiva europea; certo, possiamo sempre
    > > decidere di uscire dall'Europa
    > >Triste
    >
    > Non è neanche europea, e' una legge del Regno
    > Unito.

    "La nuova legge approvata dal Parlamento britannico altro non è che il recepimento della Direttiva 2005/29/CE emanata dalla Unione Europea in materia di pratiche commerciali scorrette"
  • 1) non è vietato fare spam sui blog, è vietato farlo ANONIMAMENTE, ma se dichiari, tutto a posto
    2) non sono le cattive leggi né le leggi ad essere un problema, ma LA LORO APPLICAZIONE

    già vedo uno esprimere la propria opinione in un campo qualsiasi... siccome è un professionista, diventa un disastro.

    pensate solo a PI... qui ognuno è un professionista legato al mondo dell'informatica... non potete più dare consigli od esprimere giudizi!!!

    vi pare normale???
    non+autenticato
  • - Scritto da: Babbio
    > 1) non è vietato fare spam sui blog, è vietato
    > farlo ANONIMAMENTE, ma se dichiari, tutto a
    > posto

    La legge vieta la pratica scorretta di far finta che il commento sia disinteressato, creando utenti finti e fintamente entusiasti. Pratica che comunque non ha mai funzionato granché per problemi di credibilità e che le società più serie rifiutano di applicare.

    > pensate solo a PI... qui ognuno è un
    > professionista legato al mondo
    > dell'informatica... non potete più dare consigli
    > od esprimere
    > giudizi!!!
    >
    > vi pare normale???

    No, infatti non c'entra niente con la legge di cui stiamo parlando.
  • ma quando viene fuori che il sistema protezionista-garantista del diritto italiota ha anche degli aspetti positivi commenti = 0.


    in questo caso la common law e tutto il loro libero mercato non garantivano un caxxo di niente.
    non+autenticato