Gaia Bottà
martedì 15 aprile 2008

La mano lunga delle discriminazioni di bit

L'appello di una lega internazionale di associazioni di consumatori: si prendano subito provvedimenti per tutelare la net neutrality. Nel Regno Unito gli ISP hanno già bollato la neutralità: è - dicono - una manica di balle

"Questa roba della net neutrality non è che una manica di balle" ha annunciato Neil Berkett, il nuovo dirigente di Virgin Media. La spregiudicatezza con cui ha aggiunto che l'ISP sta già offrendo ai fornitori di contenuti l'accesso a corsie preferenziali della rete, fa sembrare la questione della neutralità una rivendicazione da nostalgici senza alcun fiuto per gli affari.

Qualsiasi fornitore di contenuti che non sia disposto a pagare per immettersi nella corsia preferenziale, BBC compresa, finirà per accodarsi in ingorghi di bit, finirà per offrire al proprio pubblico dei servizi di qualità inferiore rispetto ai fornitori di contenuti che cederanno all'offerta di Virgin Media.

Il provider intende dunque mettere a frutto la propria posizione di gatekeeper della rete per utenti e fornitori di contenuti, chiede un pedaggio a coloro che vogliano garantire ai propri utenti un'esperienza di fruizione degna di essere definita tale. Chi non sarà disposto a pagare, chi non avrà la risorse per pagare finirà per sottostare alle regole di gestione del traffico imposte dal provider.
Ma l'ISP sembra non aver fatto i conti con gli utenti: sono innumerevoli coloro che minacciano la rivolta, coloro che non intendono pagare un abbonamento per farsi raggiungere da servizi a cui non sono interessati e per rinunciare al resto della rete che non ha ceduto al ricatto di Virgin.



Gaia Bottà
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