
Sulla carta, le opportunità per spingere sul Next Generation Network a livello infrastrutturale anche nel Belpaese non mancano. Lo spiega a
Punto Informatico Massimo Carboni del
Consortium GARR, responsabile tecnico della rete che fornisce connettività e servizi alle principali realtà accademiche e di ricerca italiane: "La fibra c'è già, ma spesso resta inutilizzata oppure è usata male". Quello che si prefigge il GARR, che sta investendo nelle reti di nuova generazione, è "sfruttare le economie di sistema, collaborare coi carrier, realizzare sul territorio sinergie con comuni e regioni attraverso accordi bilaterali e trilaterali, così da sfruttare le risorse infrastrutturali che ciascuno di questi ha per posare fibra ottica che sia utile a loro e a noi".

Carboni spiega che l'obiettivo è evitare quello che definisce un
fiber-divide: "Sarà quello il vero fattore abilitante utile per lanciare nuovi servizi e nuove applicazioni per tutti". Da parte sua, il GARR ha molta
esperienza da condividere: "Possiamo tentare di trasmettere una certa filosofia e un modello di sviluppo, mentre le realtà locali possono investire una parte dei loro fondi per garantirsi benefici immediati, tagliando i costi di interconnessione, e offrendo alla comunità un gran numero di nuovi servizi".
Secondo Carboni, ci sono già alcune realtà interessanti in Italia: ad esempio la
Sardegna, che, con risorse limitate, sta comunque procedendo nella direzione giusta. Anche il Comune di Firenze, le Marche e la Basilicata si stanno muovendo bene: "Alcuni sono riusciti a compiere un vero salto di qualità, altri ci stanno provando: il punto è riuscire a trasferire il concetto che la rete può essere uno strumento di comunicazione, può consentire anche alle amministrazioni di portare ai cittadini i servizi di cui hanno bisogno".
Meno di 10 anni fa, in Italia si faceva un gran parlare di fibra ottica, ma il paese si è perso per strada: "Oggi l'Italia è in ritardo - avverte Carboni - e mentre ci si preoccupa del wireless nei parchi pubblici ci si dimentica di offrire connettività reale". Il futuro significa
FTTB (
Fiber To The Building), connessioni simmetriche e IPV6: "Sarà questa la vera rivoluzione copernicana, che renderà gli utenti tutti uguali sulla rete".
(fonte immagini qui e qui)